Sembrano medici in carne e ossa, indossano il camice e parlano di tumori, Alzheimer, diabete e alimentazione. In realtà sono avatar creati con l’intelligenza artificiale che diffondono consigli senza alcuna base scientifica. Una nuova indagine spagnola ha scoperto oltre 1.000 canali di questo tipo su YouTube, con quasi 100mila video in 33 lingue, italiano compreso.
La promessa è di quelle capaci di attirare immediatamente l’attenzione: far sparire il cancro in appena 24 ore. Oppure dire addio all’Alzheimer semplicemente mangiando determinati frutti. O ancora riuscire a “invertire” il diabete attraverso presunti rimedi naturali.
A fare queste affermazioni, però, non sono veri medici. Sono personaggi virtuali creati con l’intelligenza artificiale, spesso rappresentati proprio come ci aspetteremmo di vedere un professionista sanitario: camice bianco, stetoscopio, ambulatorio sullo sfondo e un linguaggio apparentemente autorevole.
A fotografare la portata del fenomeno è un’inchiesta pubblicata il 31 luglio 2026 da Maldita.es, progetto editoriale spagnolo della Fundación Maldita.es, organizzazione senza scopo di lucro che si occupa di contrastare la disinformazione attraverso fact-checking, giornalismo investigativo e ricerca.
I falsi medici creati con l’intelligenza artificiale
I giornalisti spagnoli hanno individuato ben 1.046 canali YouTube che utilizzano contenuti generati dall’intelligenza artificiale per diffondere informazioni e presunti consigli sulla salute. Il dato che colpisce ancora di più è la velocità con cui il fenomeno si è sviluppato: oltre il 77% dei canali analizzati è comparso tra gennaio 2025 e luglio 2026.
Gli 809 canali creati negli ultimi 18 mesi hanno già raccolto più di 13 milioni di iscritti e pubblicato oltre 62.000 video. Considerando l’intero campione, i contenuti superano invece quota 96.400 video, con quasi 1,84 miliardi di visualizzazioni complessive.
E non si tratta di un fenomeno limitato a pochi Paesi. I video individuati da Maldita.es sono stati pubblicati in 33 lingue, tra cui spagnolo, inglese e portoghese. Questo significa che la rete di disinformazione può raggiungere un pubblico molto ampio, anche al di fuori dei Paesi in cui questi account sono stati creati.
Tra le lingue utilizzate c’è anche l’italiano, che si trova al sesto posto tra quelle più diffuse nei canali dei falsi medici. In totale, sono stati individuati 37 canali nella nostra lingua.
@Maldita.es
Ma chi sono i “medici” che compaiono nei video? Il meccanismo è semplice. Un avatar generato dall’IA viene trasformato in un presunto professionista sanitario. Il personaggio può avere un nome e un cognome, una fotografia apparentemente professionale e una biografia che racconta decenni di esperienza.
In alcuni casi si presenta come oncologo, in altri come medico del pronto soccorso o specialista di una determinata patologia.
Dal cancro all’Alzheimer: le promesse impossibili
Tra i casi individuati dagli investigatori ce ne sono alcuni particolarmente gravi. Ad esempio, il sedicente “Dott. Richard Ben”, che si presenta come un oncologo, ha pubblicato un video la cui miniatura promette che è possibile far scomparire il 100% del cancro in 24 ore. Il video ha raccolto oltre 430mila visualizzazioni in meno di tre mesi.
In realtà, il contenuto parla di abitudini che potrebbero contribuire alla prevenzione del cancro, ma la promessa riportata nella miniatura è completamente fuorviante e può indurre una persona malata a credere nell’esistenza di una cura miracolosa.
Un altro esempio riguarda la “dottoressa Laura Mendoza”, il cui video promette di dire addio all’Alzheimer mangiando determinati frutti. Anche in questo caso il problema non è solo l’informazione falsa: è il modo in cui viene confezionata.
La miniatura, studiata per ottenere il clic, può contenere una promessa molto più forte e fuorviante rispetto al contenuto effettivo del video. È una strategia particolarmente pericolosa quando l’argomento riguarda malattie gravi e persone vulnerabili.
Credere a un video che promette di curare una malattia con un alimento, un integratore o un rimedio miracoloso può spingere una persona a sostituire o interrompere terapie realmente efficaci. È questo uno degli aspetti più preoccupanti evidenziati dall’indagine.
Tra i soli 20 video dedicati alla presunta possibilità di curare il cancro analizzati più approfonditamente da Maldita.es sono state registrate oltre 1,7 milioni di visualizzazioni e 4.275 commenti. E molti commenti provenivano da persone malate o da loro familiari che sembravano essere convinti di trovarsi di fronte a un vero medico.
Non è solo disinformazione ma business
Dietro questi falsi esperti, secondo l’inchiesta, può esserci anche un vero e proprio modello economico. Alcuni canali chiedono agli utenti di diventare membri pagando una quota mensile per ottenere contenuti esclusivi. Altri indirizzano i follower verso piattaforme esterne dove possono fare donazioni. Altri ancora vendono libri, guide e presunti programmi per migliorare la salute.
In un caso analizzato da Maldita.es, un canale francese con quasi 50mila iscritti rimandava a una guida destinata agli over 60, venduta per circa 8 euro. Ma c’è un altro aspetto ancora più significativo: YouTube stesso può diventare una fonte di guadagno per questi contenuti.
Secondo l’indagine, il 45% dei canali analizzati risulta monetizzato. In pratica, YouTube inserisce pubblicità nei video e una parte dei ricavi viene riconosciuta ai proprietari dei canali.
YouTube era stato avvertito
Maldita.es ha fatto anche un test concreto. Gli investigatori hanno segnalato a YouTube 20 video, uno per ciascuno dei 20 canali che promettevano esplicitamente una cura del cancro in 24 ore, spiegando alla piattaforma la natura dei contenuti e il problema delle miniature.
YouTube ha confermato di aver ricevuto le segnalazioni e in alcuni casi ha richiesto ulteriori informazioni. Dopo 72 ore, però, tutti e 20 i video risultavano ancora disponibili.
Il dato è particolarmente significativo perché le stesse regole di YouTube vietano i contenuti che presentano un grave rischio di danno attraverso la disinformazione sanitaria e, nello specifico, le affermazioni sull’esistenza di una cura garantita per il cancro al di fuori dei trattamenti approvati.
La questione non è poi soltanto quella delle regole interne di YouTube. Maldita richiama anche il Digital Services Act (DSA) europeo, che impone alle grandi piattaforme online obblighi specifici per affrontare i rischi sistemici derivanti dal funzionamento dei loro servizi. Tra questi rientrano anche la diffusione di contenuti illegali e altri fenomeni che possono avere conseguenze negative sulla salute pubblica.
Come difendersi dai falsi medici su YouTube
Di fronte a un video apparentemente convincente, riconoscere un falso medico può non essere sempre semplice. Ci sono però alcuni segnali a cui prestare particolare attenzione.
Diffidiamo innanzitutto delle cure miracolose. Espressioni come “cura definitiva”, “guarigione garantita”, “cancella il cancro in 24 ore” o “nessun medico te lo dirà” dovrebbero far scattare immediatamente un campanello d’allarme.
Attenzione anche alle miniature sensazionalistiche che, come mostra l’inchiesta di Maldita, possono contenere promesse che non corrispondono nemmeno a ciò che viene effettivamente spiegato nel video.
Un altro elemento da verificare è chi sta parlando. Un volto realistico, un camice e uno stetoscopio non dimostrano che dietro quel personaggio ci sia un medico. Anche un nome apparentemente autentico non è una garanzia.
È poi fondamentale controllare se le affermazioni vengono supportate da fonti scientifiche verificabili. Un video che parla di una nuova cura dovrebbe permettere di risalire a studi, istituzioni sanitarie, linee guida o pubblicazioni scientifiche reali, non limitarsi a dire che “la scienza lo ha dimostrato”.
Infine, quando si parla di una malattia o di una terapia, non bisogna mai sostituire il parere del proprio medico con quello di un personaggio visto sui social. E soprattutto non bisogna interrompere una terapia prescritta sulla base di un video trovato online.
Un ultimo campanello d’allarme è quando il consiglio porta a comprare qualcosa. Se dopo aver ascoltato il presunto medico viene proposto di acquistare un integratore, un libro, una guida, un prodotto “miracoloso” o un abbonamento, è bene aumentare ulteriormente il livello di attenzione. In questo caso il contenuto potrebbe non essere soltanto disinformazione ma potrebbe essere costruito proprio per portare l’utente verso un acquisto.
Fonte: Maldita.es
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Francesca Biagioli
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