Futuro Nazionale punta tutto su famiglia tradizionale e natalità, propone più spazio alle forze armate nella scuola e nelle città e chiede una stretta su aborto, transizione di genere dei minori e contenuti Lgbt+
Stop alle unioni civili, adozioni riservate alle famiglie con padre e madre, stretta sull’aborto e sui percorsi di affermazione di genere dei minori, educazione militare a scuola e più esercito nelle aree considerate a rischio. E ancora, una nuova politica per la natalità, il rifiuto del 5% del Pil per la difesa e un rafforzamento dei pattugliamenti nel Mediterraneo contro l’immigrazione illegale. Sono alcuni dei punti contenuti nella nuova parte del programma politico di Futuro Nazionale, il partito guidato dal generale di estrema destra Roberto Vannacci, che aggiorna la propria «Base ideologica e programmatica» con una serie di proposte che intervengono su famiglia, diritti, scuola, sicurezza, difesa e rapporti con l’Unione europea.
L’educazione militare a scuola
Tra le proposte c’è l’introduzione, nelle scuole superiori, di moduli di «educazione alla difesa e alla sicurezza nazionale». L’obiettivo dichiarato nel programma è far conoscere agli studenti il ruolo delle forze armate e, allo stesso tempo, avvicinare alla carriera militare «i migliori giovani con i caratteri adeguati». Il testo prevede anche la possibilità di partecipare volontariamente a campi e attività esterne di «formazione per educazione militare con valenza civica». La formazione scolastica, nella visione di Futuro Nazionale, diventerebbe quindi anche uno degli strumenti attraverso cui trasmettere una conoscenza dell’apparato della difesa e del ruolo dei militari.
Più militari nelle città più degradate
La proposta sulla scuola è solo un tassello di un disegno più ampio che punta a riportare le forze armate al centro della presenza dello Stato sul territorio. L’Esercito dovrebbe, infatti, essere impiegato, insieme alle forze di polizia, nelle aree caratterizzate da «elevati livelli di criminalità e degrado». La finalità indicata dal programma è quella di riaffermare «presenza, controllo e legalità» dello Stato. Sul fronte della difesa, Futuro Nazionale rivendica poi una maggiore autonomia nelle decisioni sulla spesa militare. Il partito «rigetta con fermezza» l’obiettivo di portare la spesa per la difesa al 5% del Pil, sostenendo che né la Nato né altre organizzazioni sovranazionali debbano stabilire quanto l’Italia debba spendere.
Le risorse, secondo il programma, dovrebbero essere determinate sulla base delle «reali necessità strategiche italiane», senza sottrarle ad altre priorità nazionali. La stessa logica viene applicata a Safe, lo strumento europeo di prestiti destinati alla difesa, contro cui Futuro Nazionale esprime una netta contrarietà perché considerato nuovo debito legato alle priorità di Bruxelles. Anche il controllo dei confini entra nel capitolo sulla sicurezza. Il programma propone di rafforzare la sorveglianza nel Mediterraneo attraverso «pattugliamenti e interdizioni mirate» contro l’immigrazione illegale, specificando che queste attività dovrebbero avvenire nel rispetto del diritto internazionale.
Via le unioni civili, il matrimonio come unico istituto di coppia
È sulla famiglia che il programma propone uno dei cambiamenti più netti. Futuro Nazionale vuole abrogare le unioni civili, introdotte in Italia nel 2016 con la legge Cirinnà, e indicare nel matrimonio l’unico istituto di coppia riconosciuto come rilevante sul piano pubblico. «Il matrimonio rimane l’unico istituto di coppia, perché solo la procreazione ha rilievo pubblico», afferma Vannacci nel documento. Il modello familiare da sostenere attraverso le politiche pubbliche sarebbe quello fondato sull’unione tra un uomo e una donna. Per questa famiglia il programma immagina interventi sul piano fiscale e abitativo, oltre a politiche per gli asili nido e i congedi.
La proposta interviene anche sui diritti oggi collegati alle unioni civili. L’idea è trasformarli in diritti individuali, attribuibili alla persona scelta dal cittadino, senza «elevare il rapporto sessuale a criterio di concessione dei diritti». In altre parole, secondo la proposta, la tutela di aspetti come l’assistenza in ospedale o l’eredità non dovrebbe dipendere dall’esistenza di un’unione civile, ma essere riconosciuta individualmente alla persona indicata.
Adozioni riservate alle famiglie con padre e madre
La stessa impostazione viene applicata alle adozioni. L’adozione ordinaria dovrebbe essere riservata alle famiglie con padre e madre, escludendo quindi le coppie omosessuali e i single. Per questi ultimi il programma prevede soltanto alcune eccezioni legate a casi particolari nei quali esista già un rapporto con il bambino.
Quoziente familiare, reddito di rinascita e mutuo tricolore
Il programma propone un «vero quoziente familiare», insieme a esenzioni fiscali progressive per chi ha figli. Per le madri sarebbe previsto un «reddito di rinascita», mentre con il terzo figlio arriverebbe il «mutuo tricolore», con interessi azzerati. Per le famiglie numerose composte da dipendenti pubblici vengono inoltre immaginate le «quote azzurre», pensate per facilitarne i trasferimenti. La battaglia sulla natalità, però, non dovrebbe fermarsi ai confini italiani. Futuro Nazionale propone di chiedere all’Unione europea una «deroga strutturale al Patto di stabilità» per le spese destinate alla «riattivazione demografica». Nel programma questa priorità viene messa davanti sia al Green deal sia al ReArm Eu, inserendo quindi la politica demografica anche dentro il confronto sulle priorità economiche europee.
Aborto, la proposta sulla prevenzione
Sul fronte dell’interruzione di gravidanza, Futuro Nazionale non propone di cancellare la legge 194, ma chiede di spostarne il baricentro sulla prevenzione dell’aborto e sul sostegno alla maternità. Ma il punto di partenza resta, si legge nero su bianco, che «l’aborto non è un diritto». Tra le misure proposte c’è l’ingresso delle associazioni pro-vita nei consultori, insieme all’«informazione sul battito fetale», agli aiuti economici per le gravidanze difficili e allo sviluppo dell’adozione prenatale. Il programma interviene anche sulla pillola abortiva Ru-486, proponendo che non possa essere somministrata in regime ambulatoriale o domiciliare. Nel pacchetto rientrano poi un ministero della Vita, della Famiglia naturale e dell’Identità, una «Giornata nazionale della vita nascente» da celebrare il 25 marzo e un Piano nazionale per la vita e la prevenzione dell’aborto.
Fine vita, difesa della vita fino alla morte naturale
La stessa impostazione viene applicata al fine vita. Futuro Nazionale ribadisce la difesa della vita «dal concepimento alla morte naturale» e si schiera contro eutanasia e omicidio del consenziente. È una posizione che completa il quadro delle proposte sulla vita e sulla maternità, dall’inizio della gravidanza fino alle scelte relative alla fase terminale dell’esistenza.
La stretta sui diritti Lgbtqia+ e i minori transgender
Un altro capitolo riguarda i temi Lgbtqia+. Il programma propone una vera e propria fascia protetta televisiva dalle 6 alle 23, durante la quale vietare programmi, scene e spot contenenti quelli che il documento definisce contenuti «genderisti/omosessualisti» quando possano essere visti dai minori. La proposta sarebbe accompagnata da un sistema di sanzioni che, nei casi previsti, potrebbe arrivare fino alla sospensione della licenza. Ancora più netta è la posizione sui percorsi di affermazione di genere dei minorenni. Futuro Nazionale propone di vietare gli interventi chirurgici di riassegnazione e gli ormoni bloccanti della pubertà, anche quando vi sia il consenso dei genitori. Il programma va oltre il divieto nazionale e propone che queste pratiche diventino un «reato universale», perseguibile in Italia anche quando siano state effettuate all’estero. Per gli adulti, invece, resterebbe la possibilità di sottoporsi agli interventi, ma senza che siano sostenuti economicamente dal servizio sanitario pubblico.
Il muro con Bruxelles
L’ultima parte della proposta riguarda il rapporto con le istituzioni europee e internazionali. Futuro Nazionale chiede di respingere le direttive europee e internazionali che considera finalizzate alla promozione dell’«ideologia woke» e dell’«agenda Lgbt». La linea dovrebbe essere mantenuta anche di fronte alle decisioni delle Corti e degli organismi internazionali. Su questi principi, sostiene il documento, non può esserci «sudditanza».
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Ygnazia Cigna
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