Sul ruolo di vicedirettore di Rai3 nessuna sospensione da parte della Rai per il giornalista finito al centro delle polemiche, dopo che il suo «amico fraterno» Valter Lavitola ha ammesso di essere il mandante della bomba contro di lui. Per il nuovo incarico sarebbe ormai questione di giorni
Quando Report tornerà in onda il prossimo ottobre, a condurlo ci sarà qualcun altro al posto di Sigfrido Ranucci. Il destino del giornalista in Rai è in parte segnato, in attesa che in settimana arrivi la decisione ufficiale dei vertici di viale Mazzini. Ne è sicuro Dagospia, e sembrano confermarlo i giornali usciti oggi in edicola. Dallo scorso 16 agosto la redazione del programma di inchieste è tornata al lavoro su una serie di progetti già fissati per tempo. Come spiega il Corriere della Sera, sul proprio futuro il clima non è dei più sereni. E non va meglio il rapporto con il capo autore Ranucci, con cui la “squadra” si sentirebbe molto poco o per niente, scrive Antonella Baccaro. Quel che pare ormai sicuro è che Ranucci non condurrà il prossimo Report, la rimozione appare ormai solo una questione di tempo. Resta però da definire quale incarico gli verrà offerto, e se lo accetterà.
Perché la Rai vuole rimuovere Ranucci dalla conduzione
Solo pochi giorni fa, tramite il suo avvocato Ranucci aveva lanciato un avvertimento alla Rai su ogni eventuale decisione sul suo destino. Il giorno dopo aver concesso che su di lui «l’azienda fa quello che ritiene», Il giornalista aveva messo in guarda i vertici dell’azienda: «Ogni iniziativa che la Rai dovese assumere in questo momento sarebbe inevitabilmente inquinata da falsità». Però alla base della decisione sul dipendente Rai Ranucci c’è la relazione del comitato etico dell’azienda, arrivata sul tavolo dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi dopo un’audizione fiume del conduttore durata cinque ore, il 4 agosto. In quella sede Ranucci ha dovuto rispondere della sua vicinanza con Valter Lavitola, entrato per due volte in via Teulada al pari di Maria Rosaria Boccia, una circostanza che configurerebbe una violazione del codice etico da cui il conduttore non avrebbe mai preso le distanze. A pesare, scrive ancora il quotidiano, sono soprattutto le possibili intromissioni del faccendiere nella gestione del programma, un elemento diventato per forza di cose ancora più delicato da quando Lavitola ha ammesso di essere il mandante della bomba contro l’«amico fraterno» Ranucci.
Quando arriva la comunicazione ufficiale della Rai
I tempi sarebbero ormai strettissimi, questione di giorni. Dagospia indica martedì prossimo come il giorno in cui calerà il sipario sulla conduzione di Ranucci. Sulla Stampa Irene Famà scrive che già il 24 agosto potrebbe essere messa a punto la lettera da inviare al giornalista, anche se alcuni aspetti restano da definire. In Rai però, racconta il Corriere, si cerca di abbassare le aspettative su tempi e soprattutto decisioni irrevocabili: di «settimana decisivia» non vogliono neanche sentir parlare nei corridoi della Tv di Stato, anche perché spiega un funzionario al quotidiano di via Solferino «se poi non dovesse essere così, iniziano le ricostruzioni fantasiose». Tant’è che secondo il Giornale, una decisione su Ranucci potrebbe arrivare anche qualche giorno dopo il 25 agosto. E magari slittare direttamente a settembre.
Che ruolo avrà Ranucci dopo l’addio a Report
Nessuna sospensione dal ruolo di vicedirettore di Rai3, chiarisce Dagospia: lo stipendio di Ranucci continuerà regolarmente e senza variazioni. Ma il responsabile dei programmi di approfondimento Paolo Corsini dovrebbe spostarlo sposterà su altri incarichi, sempre che siano ritenuti adeguati. La Stampa parla di tre proposte sul tavolo, con un possibile incarico da caporedattore. Sullo sfondo resta la minaccia del precedente di MIchele Santoro che trascinò in tribunale la Rai e vinse davanti al giudice del Lavoro. Perciò sulla decisione che riguarda Ranucci, ai piani alti di viale Mazzini si guardano bene dal prendere decisioni che possano prestare il fianco a un ricorso. A Ranucci andrà offerta una «via d’uscita» che non configuri un demansionamento, è la linea che trapela dalla Rai citata dal Corriere. E non è escluso che l’ad Rossi preferisca diluire i tempi, proponendo una rosa di incarichi solo dopo aver formalizzato l’addio alla conduzione.
Chi potrebbe sostituire Ranucci alla conduzione
Sul nome del successore la partita resta aperta. La Stampa scrive che la Rai punterebbe su una figura interna alla trasmissione, e che tra i candidati era circolato quello di Federico Ruffo, attualmente alla guida di Mi manda Rai Tre, citato anche nelle chat tra Ranucci e Lavitola finite agli atti dell’inchiesta: «A settembre dicono che Report deve passare nelle sue mani». L’ipotesi Ruffo sembra però ormai accantonata, così come quella di Giorgio Mottola, inviato di punta della squadra e apprezzato dalla redazione. Restano solo indiscrezioni su una possibile terza figura, mentre c’è chi in Rai sostiene che l’obiettivo non sia indebolire il programma: «È fondamentale salvare Report e la sua squadra, questa è una priorità».
Le reazioni di Ranucci e il caso Lavitola
Ranucci, ricostruisce La Stampa, non avrebbe fatto alcun passo indietro e avrebbe già lasciato intendere di essere al lavoro sulle puntate della prossima stagione. In un’intervista del 30 giugno, dopo l’arresto del commando che piazzò l’ordigno davanti alla sua abitazione di Pomezia, aveva detto: «Dalla Rai non mi aspetto più nulla», pur riconoscendo che «c’è tanta parte della Rai che mi è vicina in maniera silenziosa». E ancora: «Solo chi non mi conosce può pensare che io possa mollare». Sul fronte giudiziario, il Corriere segnala che è attesa in settimana la decisione del Riesame su Lavitola. Il Giornale aggiunge che gli approfondimenti interni potrebbero allargarsi con un audit sul cosiddetto «sistema Report», per verificare eventuali condizionamenti sul lavoro della redazione.
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Giovanni Ruggiero
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