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Francesco Galardo analizza il cambio di passo col Genoa: Hojlund isolato, Vergara decisivo e Gabriel Jesus ideale.
Il Match Analyst Francesco Galardo è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l’unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
Partiamo dal primo tempo del Napoli e dalla prestazione di Hojlund. Quanto ha inciso il contesto tattico sulla sua prova?
“Come no, anzi devo dire la verità che l’analisi è stata impeccabile, davvero ha centrato il punto secondo me, nel senso che ci sono due Napoli: il Napoli del primo tempo e il Napoli dopo i cambi. E io credo che abbia sì influito la questione energetica del Genoa, che ha iniziato la partita a dei livelli di intensità assurdi e poi dopo chiaramente man mano è calato. Però c’è da dire che il primo tempo il Napoli, ok, ha aspettato basso e può anche andar bene, però non è mai riuscito a ripartire con qualità e quando cercava di ripartire sempre tanti uomini dietro alla linea della palla, pochi uomini da servire in verticale, Hojlund sempre isolato, Alisson Santos pochissimo servito e messo nelle condizioni di essere pericoloso, perché ovviamente probabilmente erano lui e Hojlund i due punti principali che Allegri aveva individuato nell’uscita dal pressing, e poi Politano chiaramente molto statico anche sulla fascia. E secondo me è questo che è cambiato poi quando ci sono stati i cambi nel secondo tempo. È cambiato che Vergara e De Bruyne sono due calciatori completamente diversi rispetto ad Anguissa, che non ha fatto neanche una brutta partita, e a Politano, perché sono giocatori che svariano molto di più sia in verticale che in orizzontale. Quindi il gol nasce perché Vergara si accentra molto, cosa che Politano chiaramente per caratteristiche non fa, si accentra molto vicino a Hojlund, c’era ancora in campo, e chiaramente lascia tanto spazio, i centrocampisti si associano, De Bruyne riesce a muoversi bene tra le linee, da lì nasce poi la palla gol che porterà al vantaggio del Napoli. Io credo che sia questa la differenza. Il Napoli del secondo tempo ha avuto molta più dinamicità, molto più interscambio di posizioni e molta più qualità proprio nei piedi, e io credo che questo abbia influito tanto anche nella prestazione di Hojlund, perché Hojlund davvero il primo tempo è andato a fare la guerra da solo là davanti contro, tra l’altro, un Ostigard che sembrava veramente indemoniato. Quindi io credo che l’analisi del tifoso sia stata impeccabile e credo che il Napoli debba però ripartire poi da queste certezze che ha trovato in questa partita, cioè in un calcio offensivo che secondo me può fare tranquillamente. E Allegri vedo che qualcosa si sta muovendo, nel senso che quando poi tutti i giocatori di tecnica sono in campo, allora lì si vede una varietà di gioco veramente molto più ampia. Io spero veramente che Allegri riparta, anche perché poi ci aspettano Como e Inter, che con tutto il rispetto non sono il Genoa, e quindi diciamo mi aspetto di vedere un calcio un pochino più coraggioso, se mi passate il termine.”
Contro il Como ripartiresti dal 4-3-3 oppure dal 4-2-3-1 visto nella ripresa?
“Ma io ripartirei come abbiamo finito, per intenderci. Ovviamente io partirei sempre con Hojlund, però lo metterei in un contesto dove sei costretto a giocare di ripartenza, quindi ad aspettare e poi a cercare di colpire in transizione, almeno giocatori che sappiano accompagnare Hojlund. Io personalmente inizierei sia con Alisson Santos che con Vergara, entrambi in campo. Poi De Bruyne posso capire che parte dalla panchina, perché secondo me con Vergara e con Alisson Santos i tre centrocampisti possono tranquillamente essere Lobotka, McTominay e Anguissa, perché comunque hai quell’accompagnamento in transizione alla ripartenza che può servire per far effettivamente male. Io mi dispiace dirlo, però in questo momento Politano lo vedo un pochino meno adatto per quello che è tutto il contesto Napoli in questo momento, perché con Politano in campo il Napoli sembra essere un pochino più statico, sia nelle posizioni sia nella manovra. Quindi io mi aspetto di vedere un Napoli un po’ diverso. È pur vero che io credo che in queste prime partite, che sono importanti, Allegri comunque sia un attimo anche lui cercando di trovare la quadra giusta insieme a Landucci e insieme a tutto lo staff, quindi mi aspetto dei cambiamenti contro il Como sicuramente.”
Che giudizio dai della prestazione di Rafa Marín? Pensi che quest’anno possa ritagliarsi spazio con Allegri?
“Sì, ha fatto una prestazione secondo me buona, nonostante le difficoltà. È rimasto inglobato un po’ nelle difficoltà iniziali di tutto il Napoli, sulla prima parte di primo tempo dove il Genoa veramente ha sfoderato tutte le sue energie, e anche qualche errorino tecnico, però ha fatto una partita solida. Infatti poi mi dispiace che sia dovuto uscire per crampi perché stava veramente facendo una bella prestazione. Io credo che è un giocatore che Allegri si ritroverà, perché comunque come aggiunta, come backup è un giocatore ottimo. Poi chiaramente anche Olivera quando è subentrato ha fatto bene, però in un contesto completamente diverso dove il Genoa aveva poche energie e dove il Napoli già stava dominando, quindi un contesto opposto. Però Rafa Marín come nel parco difensori del Napoli ci sta benissimo secondo me.”
Come vedresti Gabriel Jesus in questo sistema di gioco e in quale posizione dell’attacco?
“L’innesto di Gabriel Jesus sarebbe molto interessante perché per me può essere utilizzato sia come attaccante, come attaccante proprio centrale, quindi diciamo, come si usa dire, come falso nove, che poi tra l’altro è quello che ha fatto per la maggior parte della sua carriera al City e poi all’Arsenal, insomma per le poche partite che ha fatto per infortunio, oppure anche vicino alla punta perché appunto al City spesso giocava insieme ad Aguero. Ovviamente Gabriel Jesus ti garantisce una qualità della manovra diversa, quindi secondo me anche nel momento in cui hai a che fare con squadre che si chiudono, avere un giocatore come Gabriel Jesus che ha un ampio raggio di azione non solo davanti alla porta e che ha una qualità oggettivamente indiscutibile può dare secondo me una mano incredibile a fluidificare la manovra. Però ovviamente di contro ti dà anche una qualità anche nella ripartenza, perché tanta qualità nei piedi, diciamo velocità decisionale veramente ottima. Quindi secondo me sarebbe un innesto veramente importantissimo, che è un giocatore che al Napoli manca, una tipologia di giocatore che al Napoli manca da tempo, probabilmente da quando c’era Mertens, quindi sarebbe un acquisto molto importante.”
La profondità della rosa e la capacità di adattarsi alle partite possono diventare il vero valore aggiunto del Napoli di Allegri?
“Che l’adattabilità sia un’arma, questo è indubbio. Anzi, io credo che nel calcio, soprattutto moderno, adattarsi a ciò che si ha davanti, a quello che fa l’avversario, è la cosa più importante di tutte, perché il calcio si gioca a due, sono due le squadre che vanno in campo. Quindi un allenatore può preparare una partita in maniera maniacale, ma poi sempre lo fa adattandosi a quello che fanno gli avversari e questo Allegri l’ha sempre fatto bene in tutta la sua carriera, è indubbio, questo glielo dobbiamo. Però io mi auguro che sì, ci possa essere sempre una prima parte di studio, ma non con questa sofferenza, perché ieri il Napoli ad un certo punto veramente non riusciva neanche a uscire dall’area di rigore. Questo forse è un po’ estremizzato come cosa, però che il Napoli abbia una profondità di rosa tale da potersi permettere di piazzare una formazione in campo, studiare l’avversario e poi cambiarla e cambiare la partita con i cambi, io questo me lo aspetto. Perché, come dicevi giustamente tu Anto, il Napoli ha una rosa profonda, ha una rosa profonda, ha una rosa di qualità. Al di là del mercato che è stato quello che è stato quest’anno, però se noi andiamo a leggere la lista dei convocati di ieri il Napoli ha una rosa che è di altissimo livello e l’ha dimostrato, perché tre cambi insieme il Napoli ha cambiato la partita, quindi assolutamente sì.”
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