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Carlo Caporale analizza il 2-0 al Genoa: da De Bruyne e Vergara alle riflessioni sul futuro di Lang e Lucca.
Il giornalista Carlo Caporale ha analizzato sulla nostra Radio Tutto Napoli, l’unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, la recente prestazione del Napoli, focalizzandosi sulle performance di Alex Meret e Raffa Marin.
Partiamo dalla prova di Alex Meret. Al di là dell’errore con i piedi, non mi è sembrata una prestazione negativa. Sei d’accordo?
“Io sono d’accordo con il nostro amico. La prestazione di Alex Meret di ieri, al di là di quell’errore con i piedi che poi può capitare, non mi sembra una prestazione negativa. E poi il discorso era: ma si poteva migliorare quel ruolo? Per carità, prendendo un portiere molto, molto forte si può migliorare. E il discorso era: ma tra Meret e Milinkovic-Savic, chi preferisci? Io dico sempre Meret, ma lo dicevo già l’anno scorso. E poi, per chiudere, quest’anno, viste le problematiche anche di mercato che il Napoli aveva, l’attenzione da mettere alle spese, alle uscite, alle entrate e quant’altro, ecco, non mi sembra l’anno idoneo per poi fare un ulteriore investimento per il portiere. Magari lo potrebbe essere nelle prossime campagne acquisti, ma non mi sembrava e non mi sembra oggi la priorità del Napoli.”
Passiamo a Rafa Marín, autore di una gara importante. Sappiamo che con i piedi non è tra i migliori per espressione tecnica, ma è un giocatore attento in fase difensiva. Che giudizio dai della sua prestazione?
“Ma Rafa Marín sappiamo che anche lui con i piedi non è tra i migliori giocatori per quella espressione tecnica. È un giocatore attento, diligente, nell’insieme difensivo, che l’anno scorso, quando ha avuto un po’ di continuità, dopo l’arrivo a Napoli, gli è bastato poche apparizioni, quindi qualcuno lo ha bocciato in maniera drastica. Sinceramente, dopo il primo anno, abbiamo pochissimi elementi per giudicare quello che ha fatto, le sue potenzialità. L’anno scorso in Spagna, invece, ha fatto un campionato più che discreto, ha giocato diverse volte, non sempre titolare, ma ha contribuito alla conquista della Champions da parte del Villarreal, facendo un’ottima stagione. Adesso si sta giocando anche spazi importanti, insieme a Buongiorno, in maglia azzurra, nelle gerarchie, perché potrebbe approfittare di questo vuoto che si è creato per l’infortunio di Buongiorno, che non è ancora a posto. Badiashile adesso è arrivato, vediamo in che condizioni è. Ha l’opportunità, probabilmente, di giocare qualche partita di seguito e quindi la prima non è dispiaciuta, quantomeno la sufficienza io gliel’ho data, e vediamo se riesce in qualche modo ad essere ancora più decisivo e importante nelle prossime gare.”
Hai premiato Vergara e De Bruyne come migliori in campo. Non hanno giocato tantissime volte insieme, ma quando due giocatori di talento si incontrano riescono a trovarsi quasi ad occhi chiusi?
“No, se ne ho stati migliori ho dato sette e mezzo, per la verità, a De Bruyne, ma non per altro perché ha fatto il gol. E soprattutto mi è piaciuto come ha preso in mano la situazione. Ha sbagliato un passaggio, però poi dopo subito ha preso in mano, da buon direttore d’orchestra, i ritmi del gioco offensivo del Napoli. Si sono visti poi i risultati, mettendoci lo zampino in tutte e due le segnature e combinando anche bene con Vergara, che è stato l’altro giocatore che ha avuto un impatto molto significativo dalla panchina. E per la verità, e qui possiamo aprire anche un altro paragrafo circa la gara di ieri, mi sono piaciuti molto gli approcci sia di Lang che di Lucca e questo in qualche modo impone una riflessione su cosa il mercato ci potrà dare in questo finale di stagione, perché il focus sembra portato essenzialmente adesso sull’attacco. È lì che il Napoli sta provando, proverà a migliorare, se possibile, le cose. Dopo quello che ho visto ieri e, per la verità, anche se si era avuto qualcosa durante i ritiri, le gare amichevoli, ma la gara ufficiale è sempre un’altra cosa, penso che è chiaro che se si dovesse presentare l’occasione importante va colta, però ecco le riflessioni vanno fatte in maniera profonda, perché ecco, se c’è l’occasione cogliamola, ma cambiare tanto per cambiare, senza avere una certezza che poi tutto ciò ci porti a miglioramenti. Quello che è piaciuto ieri di Lang e Lucca è che li ho visti con l’atteggiamento giusto, cosa che va al di là del discorso tecnico-tattico, che l’anno scorso quasi mai invece avevo visto nei due. Lucca praticamente sembrava veramente uno dissociato dalla realtà che lo circondava e Lang ha faticato molto per trovare una sua dimensione. Poi, quando stava cominciando un pochettino a dare segnali, è stato ceduto nel mercato internazionale. Vediamo se, ecco, verranno ceduti, rimarrà uno dei due, verrà un altro attaccante, chi verrà, ma in questo momento, in questo discorso generale, la posizione dei due deve essere un motivo di una profonda riflessione da parte di allenatore e società prima di operare nel tempo giusto.”
Parliamo del primo tempo del Napoli, come hai giudicato l’approccio degli azzurri? Potrebbe essere un canovaccio che rivedremo con Allegri?
“Allora, io più che visto, e tu mi puoi dare atto perché eravamo in diretta insieme, te l’ho già previsto nel pre-partita, nemmeno dopo 10 minuti di gara, che è confermata per quello che stavamo vedendo. Ma mi aspettavo una partenza a razzo del Genoa, che andasse ad essere molto aggressivo, che costringesse in qualche modo, poi possiamo parlare di come si può fare anche meglio sulla fase difensiva il Napoli e che lì bisognava stare attenti, ma molto probabilmente questo ci avrebbe potuto dare, come poi è successo, vantaggi nel corso della gara. In effetti così è stato. Il Genoa ha speso tanto, se non tutto, nei primi 35 minuti di gara. Già negli ultimi dieci minuti del primo tempo il Napoli era già uscito varie volte dal guscio, tra cose così dette, al quale poi bisogna sempre capire se è stato bravo il Genoa sul ritmo a chiuderci lì o è stata una precisa volontà del Napoli di rintanarsi lì dietro. Qui è sempre più difficile dare una risposta. Certo che il Napoli magari poteva uscire meglio o più frequentemente nella prima mezz’ora. Fatto sta che poi in quei 35 minuti il Genoa, al di là dell’errore di Meret, ha tirato due volte da 30 metri e quell’azione appunto col tiro finito fuori di Vitinha. Non è che avesse costruito chissà quante palle gol, ha avuto un predominio territoriale e poi il Napoli è venuto fuori già nel finale del primo tempo, ma ha preso praticamente la metà campo avversaria tutta la ripresa. Questo è il dato significativo. Dopodiché le partite vanno lette, vanno studiate, vanno affrontate anche perché dall’altra parte c’è sempre un avversario. Tu puoi cercare di fare quello che preferisci, che meglio sai fare, ma c’è sempre dall’altra parte qualcuno che te lo può impedire o ti mette in difficoltà per qualche motivo. Quindi, insomma, credo che lo stesso Allegri post-partita ha detto che si poteva fare qualcosina di meglio, sia all’inizio che anche nel finale di partita nella gestione della palla, però siamo anche alla prima giornata. L’impressione è comunque che il Napoli forse è anche un po’ più libero rispetto a quello degli ultimi due anni, quindi si va un po’ più, soprattutto in fase di possesso, sull’istinto dei giocatori, sulla posizione che De Bruyne andava a trovarsi un po’ a suo piacimento. Lo stesso Vergara abbiamo visto svariare molto e quindi queste possono essere prerogative che, unite al resto, possono portare la squadra ad essere molto efficace. Contiamo che stiamo ancora alla prima giornata e quindi è fisiologico avere aspetti da migliorare, anzi guai se fosse tutto già perfetto e preciso, saremmo preoccupati.”
Sul contatto Vasquez-De Bruyne sono nate tante polemiche nel post-partita, con il direttore sportivo del Genoa che ha annunciato che il club si farà sentire. Non ti sembra eccessiva tutta questa polemica?
“Sì, ognuno è padrone delle proprie scelte, le politiche che meglio pensano possono essere produttive. Onestamente questi sfoghi a volte a caldo non mi sembra che per il passato abbiano pagato tanto, specie se poi chi li fa non ha quel potere politico. Anche quando l’ha fatto De Laurentiis, per fare un esempio in casa nostra, ha ottenuto, diciamo, forse più il contrario rispetto a quello che magari anche i tifosi, dicendo ‘si deve far sentire il presidente’, si aspettassero come benefici futuri. Quindi io capisco che magari a botta calda si possa essere nervosi, non soddisfatti dell’operato dell’arbitro, della decisione. Poi i comportamenti, le dichiarazioni e quant’altro, a volte anche strumentalizzate da parte della stampa, fanno parte del gioco del calcio italiano, è un costume tutto nostro. Detto questo, poi sull’episodio, l’ho detto anche ieri in commento, non mi sarei scandalizzato che l’arbitro avesse fischiato il fallo di De Bruyne. Detto questo però non mi sembra che la partita sia stata segnata da quell’episodio, perché onestamente l’inerzia, checché ne abbia detto poi a precisa domanda De Rossi nel post-partita, lui diceva che eravamo in controllo. Controllo di cosa? Di come si è rintanati nella propria area di rigore all’arrembaggio del Napoli? Perché questo era il controllo del Genoa in quel momento. Detto questo, ripeto, magari non abbiamo la controprova, il Napoli avrebbe vinto, la mia sensazione è che l’avrebbe vinta comunque la partita. Il momento era tutto a favore del Napoli, altro che il controllo del Genoa. Poi l’episodio l’arbitro l’ha valutato così. Mi sembra sia stato corretto da parte del VAR non essere intervenuto, perché quella è una decisione di campo, il contatto l’ha giudicato, era un contatto molto borderline. Poi il giocatore del Genoa ha accentuato molto la caduta. Di questi contatti, se fatti a ridosso della linea laterale, non lo fischiano mai il fallo, diciamo alle spalle, e quindi in questo caso non l’ha fischiato l’arbitro. La partita io credo che il Napoli abbia meritato nel risultato finale, anche arrotondato il punteggio. Non ha mai rischiato nemmeno su un tentativo di reazione del Genoa, che non c’è stato di fatto, nel senso che alla fine non ha costruito nulla, non ha fatto un contropiede in tutto il secondo tempo. L’attenzione va alla presa dagli azzurri e questa è stata la partita, al di là dell’episodio.”
Secondo molti il Genoa avrebbe meritato qualcosa in più ai punti, ma quel predominio territoriale non ha prodotto vere occasioni. Sei d’accordo con questa lettura?
“Ma tra l’altro quello è stato un altro regalo del Napoli. Meret ha fatto un intervento, è finito sull’esterno della rete, ma c’è stato un tiraccio, tra virgolette. Anche quello di Vitinha è finito a lato, nemmeno nello specchio. Ci sono state due conclusioni tutto il primo tempo da ben oltre fuori area del Genoa e questo, diciamo, è l’aspetto effettivo, al di là di Meret. Quel predominio territoriale è sterile e, per carità, ha messo in difficoltà. Poi c’è da vedere quale difficoltà il Napoli, il Napoli si sa che cosa ha dovuto schivare per rimanere in parità e non passare in svantaggio. Poi il secondo tempo è stato un evento unico, ma già il finale di primo tempo aveva segnato un cambio di rotta e di direzione del vento. Quindi, tutto sommato, mi sembra che per le occasioni, anche il predominio complessivo, per qualità del gioco, il Napoli la partita l’abbia meritata. Magari si può fare di più e di meglio, senza dubbio. Onore al Genoa per averci provato in quel modo, era preventivabile e io l’ho previsto. Forse se l’aspettava lo stesso Allegri, quindi il Napoli era preparato a fronteggiarlo e alla fine ha portato a casa la vittoria, che mi sembra essere il dato più importante. Nonostante tutti gli aspetti migliorabili siano sempre da tenere presenti, da essere lavorati in allenamento, da essere migliorati laddove è possibile, però se ci lamentiamo del 2-0 in trasferta, quando molti pronosticavano il settimo-ottavo posto del Napoli quest’anno, mi sembra che continuiamo ad andare controcorrente al di là della realtà vera, non della realtà.”
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