Cosa vedere a Cervia e Cesenatico: il nostro itinerario tra le saline, le suggestive barche storiche dalle enormi vele colorate e le spiagge infinite della Romagna
La costa adriatica custodisce un microcosmo di architettura e natura dove il tempo sembra rallentare, lontano dagli stereotipi della sola movida estiva. Cervia e Cesenatico, distanti pochissimi chilometri, incarnano due anime storiche e culturali uniche dell’Emilia-Romagna. Se la prima è indissolubilmente legata all’epopea del suo oro bianco e delle famiglie dei salinari, la seconda si sviluppa attorno a un cuore d’acqua progettato dal genio del Rinascimento. Visitarle in autunno o in primavera permette di cogliere la luce migliore sulle banchine, assaggiare i crescioni tradizionali e respirare la brezza marina senza la frenesia dei mesi di punta ed è quello che abbiamo fatto noi.
@RebeccaManzi/GreenMe
Il cuore storico di Cervia tra il Quadrilatero e la Pietra delle Misure
Il nostro weekend è cominciato nel nucleo antico di Cervia, una città interamente ricostruita alla fine del XVII secolo. Il punto di partenza ideale è Piazza Garibaldi, su cui si affacciano il Palazzo Comunale e la Cattedrale di Santa Maria Assunta. Attorno alla piazza si sviluppa il Quadrilatero, la cinta muraria rettangolare nata per proteggere il centro e ospitare le abitazioni dei lavoratori del sale, al cui interno si nasconde anche il Teatro Comunale ottocentesco.
Superato il palazzo del Comune siamo entrati in Piazzetta Pisacane, nota come piazza delle erbe, dove si trova la storica Pietra delle Misure, una matrice in roccia utilizzata un tempo dai mercanti per verificare le unità di calcolo locali come il passo e il quadrè. Attraversando l’arco di Porta Mare ci si immette su Viale Roma, che conduce verso il mare incontrando la fontana Angelika, una sirena in bronzo donata da un turista tedesco come pegno d’amore.
La cultura salinara lungo il canale e l’ecosistema del Delta del Po
Flettendo verso il canale fluviale di Cervia emergono i simboli produttivi della cittadina: la Torre San Michele e i due imponenti magazzini storici. Il Magazzino Torre ospita oggi il MUSA, il museo del sale che custodisce i reperti della civiltà locale, mentre il Magazzino Darsena è stato riconvertito in uno spazio dedicato al benessere e alla spa. Oltrepassando il ponte mobile, vicino alla Chiesa di Sant’Antonio, si incontra la scenografica Fontana del Tappeto Sospeso, decorata da mosaici fatti a mano.
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Alle porte dell’abitato si estende la Salina di Cervia, parte del Parco del Delta del Po e tutela UNESCO, dove si pratica il birdwatching tra fenicotteri rosa e aironi. Qui la salina Camillone produce ancora il sale dolce con metodi artigianali e attrezzi in legno. Per i più attivi, la città offre i percorsi sospesi della pineta a CerviAvventura, i trattamenti terapeutici alle Terme di Cervia, il Festival degli Aquiloni a maggio e il Mercato Europeo dei Sapori a settembre.
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Il Porto Canale di Cesenatico e la memoria storica del territorio
Il giorno successivo ci siamo spostati a Cesenatico, l’intero impianto urbano ruota attorno al Porto Canale Leonardesco, disegnato originariamente da Leonardo da Vinci per collegare l’entroterra all’Adriatico. Passeggiare lungo le sue sponde significa incontrare monumenti come quello dedicato a Giuseppe Garibaldi in Piazza Pisacane, la Chiesa Parrocchiale di San Giacomo e la settecentesca Piazza delle Conserve, caratterizzata dai pozzi sotterranei in cui il pesce veniva stipato sotto la neve. La banchina ospita anche la casa natale del poeta Marino Moretti.
Per gli appassionati di ciclismo come noi è imperdibile, nei pressi della stazione ferroviaria, lo Spazio Pantani, una struttura espositiva che ripercorre le imprese ciclistiche di Marco Pantani attraverso cimeli e biciclette ufficiali. In Piazza Andrea Costa, invece, abbiamo trovato due grandi biglie giganti, una rosa e una gialla inaugurate nell’ottobre 2020 in occasione della tappa “Cesenatico-Cesenatico” del Giro d’Italia. Racchiudono il volto e le imprese del ciclista che nel 1998 conquistò contemporaneamente il Giro e il Tour de France. Questo monumento pop richiama esplicitamente la monumentale sfera di 4 metri nota come la Biglia di Imola, realizzata nel 2005 da Alessandra Andrini lungo l’autostrada A14 su commissione di Mercatone Uno, trasformando un gioco da spiaggia in un simbolo collettivo lungo il lungomare.
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Le barche storiche di Cesenatico e il Museo della Marineria a cielo aperto
Ma senza dubbio l’elemento più identitario ed affascinante di Cesenatico che ci è rimasto nel cuore e ci ha impressionato è la flotta d’epoca ormeggiata stabilmente nel canale. La sezione galleggiante del Museo della Marineria costituisce un unicum a livello nazionale: dieci imbarcazioni storiche, tipiche dell’Alto Adriatico tra l’Ottocento e il Novecento, restano in acqua tutto l’anno. Per me è stata un’emozione particolare proprio per il fatto che tante di queste arrivano da Chioggia, la città dove è nata mia nonna.
Durante la bella stagione, i trabaccoli e i bragozzi spiegano al vento le loro vele coloratissime, decorate con i simboli araldici delle antiche famiglie di pescatori romagnoli. Di fronte agli scafi, la sezione a terra del museo svela i segreti dei maestri d’ascia, mostrando le tecniche costruttive, le attrezzature d’epoca e l’evoluzione della navigazione fino all’avvento dei motori. Da qui si può camminare fino al Molo di Levante per osservare da vicino i trabucchi, le grandi strutture in legno scuro provviste di reti da pesca protese sull’acqua.
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