Per chiedere un’auto con il nuovo noleggio sociale fino a 100 euro al mese, una delle prime cose da comunicare sarà la targa della macchina che avete già. E che dovrà finire dal demolitore. Il programma pensato dal Governo per rendere la mobilità più accessibile alle famiglie con redditi bassi parte infatti da una condizione piuttosto precisa: bisogna possedere un’auto fino a Euro 4 da rottamare.

Il resto, almeno sulla carta, è interessante. Il decreto attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 3 luglio 2026 prevede un contratto di 36 mesi, nessun anticipo e un canone sociale che non potrà superare i 100 euro mensili, IVA inclusa. Dentro ci sono assicurazione, manutenzione ordinaria e straordinaria, soccorso stradale e altri servizi. Fuori rimangono carburante o ricarica, eventuali servizi aggiuntivi e, naturalmente, multe e costi imputabili all’automobilista.

Prima di aprire il portafoglio, però, è inutile aprire Google alla ricerca del modulo: le domande non sono ancora partite. MIMIT e ACI dovranno comunicare ufficialmente l’apertura dello sportello informatico.

Per entrare serve già un’auto

La misura è riservata alle persone fisiche residenti, anche fiscalmente, in Italia con ISEE inferiore a 30.000 euro. Accanto al requisito economico ce n’è però uno che restringe parecchio il campo: il richiedente deve rottamare un’autovettura di categoria M1, fino a Euro 4, immatricolata in Italia e intestata a lui oppure a un familiare convivente da almeno dodici mesi. Moto, scooter e furgoni non possono prendere il suo posto.

La conseguenza è abbastanza curiosa. Il MIMIT presenta il programma come uno strumento per favorire l’accesso alla mobilità delle famiglie a basso reddito. Chi appartiene a una famiglia a basso reddito e un’automobile non ce l’ha proprio, però, non può accedere al programma. Serve una vecchia macchina per ottenere quella nuova.

E non conviene liberarsene adesso. Al momento della domanda bisognerà indicarne la targa, mentre il certificato di rottamazione dovrà essere consegnato ad ACI nei 30 giorni precedenti la prevista consegna della nuova vettura. I costi della demolizione restano a carico del beneficiario.

L’ISEE sotto 30mila euro da solo non basta

Il nome “noleggio sociale” potrebbe far pensare che basti rispettare la soglia ISEE. Il decreto chiede qualcosa in più.

Bisogna avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato oppure una pensione; in alternativa occorre aver presentato la dichiarazione dei redditi in ciascuno dei tre periodi d’imposta precedenti. Servono anche un conto corrente bancario o postale, una carta di credito e almeno la patente B. Il decreto esclude inoltre chi risulta protestato, segnalato alla Centrale dei rischi o presenta alcune delle altre condizioni indicate tra i requisiti di ammissibilità.

Sono esclusi anche coloro che hanno già beneficiato degli incentivi auto previsti dai Dpcm del 2022 o del 2024. E l’agevolazione non può essere moltiplicata in famiglia: il decreto considera anche i familiari conviventi per evitare più accessi allo stesso programma.

Dunque sì, l’ISEE deve essere basso. Il futuro automobilista deve però presentarsi anche con un lavoro stabile, una pensione oppure tre dichiarazioni dei redditi alle spalle, conto corrente, carta di credito, patente e automobile da sacrificare. Il “sociale” ha una lista di ingresso piuttosto lunga.

Il vantaggio economico, una volta superata la porta, è consistente. Il contratto non può prevedere alcun anticipo e comprende RCA, furto e incendio, Kasko, copertura per atti vandalici, cristalli ed eventi naturali, manutenzione, pneumatici All Season iniziali, soccorso stradale H24 e auto sostitutiva nei casi previsti dal contratto. Le assicurazioni avranno comunque delle franchigie: fino a 250 euro per la RCA e 500 euro per la Kasko, mentre per furto e incendio è previsto il 10% del danno, entro un massimo di 1.000 euro.

I chilometri compresi sono 12.000 all’anno, quindi 36.000 nel triennio. Andare oltre sarà possibile pagando un extra secondo tariffe che dovranno essere comunicate prima della firma.

“Basse emissioni” arriva fino a 135 grammi di CO2

Poi c’è l’automobile. E qui l’aggettivo utilizzato dal programma merita un’occhiata un po’ più ravvicinata.

Il Governo parla di “autoveicoli a basse emissioni”, ma il decreto ammette vetture nuove almeno Euro 6 con emissioni fino a 135 grammi di CO2 per chilometro. La misura italiana, quindi, non finanzierà esclusivamente auto elettriche: possono rientrare anche vetture con motore termico che rispettino la soglia. È una differenza sostanziale rispetto al leasing sociale francese, rivolto alle elettriche. La stessa rivista dell’ACI evidenzia questa distanza tra i due programmi.

Il prezzo di listino della vettura scelta non potrà inoltre superare 14.800 euro IVA esclusa, optional compresi. Marca e modello non saranno scelti dal beneficiario: sarà ACI a individuarli attraverso una procedura pubblica.

Quindi niente configuratore aperto per mezz’ora a discutere sul colore. Si prenderà ciò che il programma renderà disponibile.

Alla scadenza dei tre anni l’auto potrà essere acquistata dallo stesso utilizzatore. Chi vorrà farlo dovrà manifestare il proprio interesse entro 90 giorni e avrà diritto a uno sconto di almeno il 10% rispetto alle quotazioni medie di mercato del momento. Il prezzo di riscatto, quindi, oggi non si conosce.

Per ora si parla di circa 3.000 auto

Il programma nasce come sperimentazione e dovrebbe restare attivo fino al 30 giugno 2030. Il Dpcm Automotive del 10 giugno 2026 e il successivo decreto attuativo destinano alla sua partenza 50 milioni di euro provenienti dai residui del Fondo Automotive 2025. Altri 3,66 milioni al massimo sono previsti tra il 2027 e il 2030 per i costi di gestione.

Le cifre molto più alte circolate in questi giorni riguardano invece le risorse del Fondo Automotive nel suo complesso, utilizzato anche per interventi che con il noleggio sociale non hanno nulla a che fare. I 50 milioni sono la dotazione iniziale scritta nel decreto. ACI stima che la prima fase possa riguardare circa 3.000 automobili.

E qui l’ordine di arrivo avrà il suo peso. Il decreto stabilisce che le vetture vengano assegnate rispettando l’ordine cronologico di presentazione delle domande, una volta verificati tutti i requisiti. Quando la flotta disponibile sarà esaurita, MIMIT e ACI chiuderanno le prenotazioni.

Quando accadrà ancora non è stato annunciato. Prima ACI deve scegliere le auto attraverso la gara e deve essere predisposto lo sportello telematico. Il programma, dunque, esiste e le regole ci sono. L’auto da 100 euro al mese, per ora, non si può ancora prenotare. E quella vecchia, soprattutto, non portatela dal demolitore prima del tempo.

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Ilaria Rosella Pagliaro

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