Si parte dalla grande area di Enel a Vallegrande e non è una scelta casuale. Sulla Passeggiata Morin, la Festa provinciale dell’Unità apre la sua prima serata mettendo subito sul tavolo uno dei temi destinati a incidere sul futuro industriale ed energetico del territorio. E che molto probabilmente sarà uno degli argomenti dei prossimi mesi che porteranno poi alla campagna elettorale prevista, fino a prova contraria, nella primavera del 2027. Alla festa provinciale del Pd sino al prossimo 26 agosto saranno trenta i dibattiti ospitati sul palco allestito sul fronte mare della città. E il primo guarda alla riconversione del sito iniziata a Torrevaldaliga Nord, nella città di Civitavecchia: al centro, la vicenda della sua centrale e le scelte che ne hanno segnato il destino. A raccontarla, intervistato da Emanuela Cavallo e alla presenza del segretario regionale Davide Natale, è il sindaco della città laziale Marco Piendibene, chiamato a portare alla Spezia l’esperienza di un territorio che ha già dovuto misurarsi con la trasformazione legata a Enel.

Si parte da un’analogia evidentissima: per ragioni militari, Civitavecchia durante la Seconda guerra mondiale fu letteralmente devastata: “Ci furono più di 40 bombardamenti e potete immaginare la situazione. Fu proposto, secondo l’allora Piano Marshall, la costruzione di una centrale in città che fu salutata positivamente dai cittadini perché portava lavoro. Poi fu la volta di Torrevaldaliga Sud e poi Nord, la centrale di cui vi parlo stasera. E il prezzo da pagare per queste presenze lo stiamo ancora pagando. Nel frattempo la centrale si è fermata da un paio di anni sostanzialmente perché non c’era più interesse verso il carbone. Si è apprezzato con piacere che si potesse arrivare allo smantellamento ma questo governo ha congelato il tutto. Eppure questa centrale non potrà mai essere riavviata e la dismissione è l’unica cosa che potrebbe permettere a Civitavecchia di rendere quell’area a disposizione della città. Speriamo che il ministro Pichetto Frattin dia il via libera allo smantellamento”.

Civitavecchia, appena 50mila abitanti, è la città con il più importante porto passeggeri d’Italia: ogni anno vede arrivare oltre 4 milioni di crocieristi. Una città baricentrica rispetto anche ai siti etruschi oltreché ovviamente essere il porto di Roma: insomma non si può già più parlare della città della centrale. “Noi avremo un parco eolico galleggiante che non sottrae territorio ma dà un’energia green: era un punto del nostro programma dell’ultima campagna elettorale, un piano che è piaciuto ai nostri concittadini. Spero che anche nel programma elettorale del Pd spezzino ci siano queste cose: un cambio di visione tra la vecchia energia elettrica e quella disponibile”.
Sul palco anche Davide Natale che ha centrato il suo intervento sulle mancanze del governo locale: “Parto con un fatto: Enel ha perso un bando Pnrr che valeva milioni. Una grande occasione persa per la quale né Comune né Regione hanno battuto ciglio. Si è perso lavoro, si è persa l’opportunità di svoltare: sono rimasti a guardare. Si sono persi dodici anni, il primo confronto fu nel 2015 su iniziativa del sindacato. Due anni dopo sono arrivati e hanno sciolto tutto pensando che fosse un’iniziativa della precedente amministrazione. A Civitavecchia come a Brindisi si sta facendo invece qualcosa di strutturato, senza paura di confrontarsi con chi politicamente la pensa diversamente. Dobbiamo guardare in alto e non chiudersi in un palazzo e pensare di parlare con gli amici. Si sono limitati a sottolineare la demolizione di questa ciminiera e allora ribadisco che buttando giù la ciminiera si vede ancor più il corpo della centrale. Ma invece andrebbe coinvolta Enel anche in questa fase: dalla demolizione alla bonifica fino al futuro da costruire per quell’area”.

Esponenti Pd sul palco della Festa dell'Unità provinciale

Piendibene riprende il discorso e spiega il diverso modus operandi applicato nella sua città: “Per Enel l’immobilismo è l’ideale. E allora noi abbiamo cercato di coinvolgere innanzitutto il ministero del Made in Italy in modo che su quell’area ci fosse una manifestazione di interesse che in effetti è stata molto partecipata. Chiaro che il Comune vuole avere l’ultima parola perché capirete che non sarebbe auspicabile che possa insediarsi un’altra attività dalla prospettiva inquinante”. Il primo cittadino di Civitavecchia allarga ancora il discorso: “L’eolico offshore flottante si regge su vere e proprie navi che sostengono torri da 250 metri: oltre all’impianto già finanziato, capite bene quanto lavoro ci sarebbe anche per farla diventare l’hub di costruzione dei diversi parchi eolici che possono esserci tra noi e la Sardegna. Ci sarebbe lavoro per i prossimi trent’anni e le maestranze di chi lavorava nelle centrali sarebbero assolutamente coinvolte”. Un’area prettamente industriale, secondo Natale quello è il punto fermo di partenza: “La Zls deve permetterci di confrontarsi con la piana emiliano-romagnola. C’è bisogno di investimenti perché porti e città siano compatibili e c’è bisogno che si decida nei territori, dai territori: la riforma Rixi-Salvini ruba 3,5 milioni ogni anno al porto della Spezia, 24 milioni ai porti della Liguria. E li useranno per la Porti d’Italia che dovrà decidere cosa fare sui territori…”.
Una battuta, nel finale, sulla battaglia portata avanti dalla sindaca di Genova Salis per la discussa tassa sui crocieristi che dovrebbe, secondo Piendibene, essere la battaglia di tutte le città portuali visto che dall’altra parte ci sono gli armatori, non esattamente realtà che in questo senso hanno questa voglia di lasciare qualcosa: “Per questo è una battaglia che va fatta insieme, perché è giusto che ci siano ristori per una città che a livello viabilistico viene naturalmente appesantita da tutte queste presenze”.

Infine il tema parallelo del rigassificatore di Panigaglia: “Dopo tanti anni di presenza secondo noi bisogna pensare a un superamento. E’ un fatto anche di numeri perché è più il gas che esportiamo che quello che rigassifichiamo. Quando si pianifica bisogna anche decidere quali siano le cose che si possono e che non si possono fare in un Golfo. Si era liberato il molo Enel che andava ripensato per il futuro e invece hanno deciso in pochissimi e hanno dato una concessione che stride con le necessità che ha questo Golfo. Perché non tutto deve essere possibile in un Golfo e quell’impianto non porta la strategicità che invece viene narrata”.


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Fabio Lugarini

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