di Ornella Buzzone
Ci sono cucine che hanno bisogno di tempo per trovare una propria identità e altre che, già dopo pochi anni, mostrano una direzione precisa. Casa Seta, sul porto di Acciaroli, appartiene decisamente alla seconda categoria. Sono tornata qui nel suo secondo anno di apertura e ho ritrovato quello che ricordavo, ma con una consapevolezza ancora maggiore. Vincenzo Ruggiero è giovane, ma cucina con la sicurezza di chi conosce bene la materia prima, padroneggia la tecnica e, soprattutto, sa esattamente dove vuole arrivare. Casa Seta si conferma così, a mio avviso, tra gli indirizzi più interessanti dove mangiare ad Acciaroli. E il merito non è soltanto della cucina. C’è una sala giovane, attenta, preparata, con tanta voglia di fare bene. Il servizio accompagna la cena con uno storytelling preciso dei piatti, senza diventare invadente: racconta ingredienti, preparazioni e contaminazioni e permette di comprendere fino in fondo il lavoro che arriva al tavolo.
La cucina di Casa Seta nasce dall’incontro tra le materie prime del Cilento e le suggestioni della cucina giapponese di Otoro a Nola, dove Vincenzo porta avanti il suo lavoro insieme alla sua brigata. Un legame che durante l’estate si sposta direttamente sul mare: da luglio ai primi di settembre Casa Seta prende vita sul Molo Nuovo di Acciaroli e porta con sé questo continuo dialogo tra Mediterraneo e Oriente. Ma parlare semplicemente di “fusion” sarebbe riduttivo.
Nei piatti di Vincenzo il Giappone non copre il Cilento e il Cilento non viene utilizzato come semplice richiamo territoriale. I due mondi si incontrano attraverso acidità, marinature, salse, consistenze, fermentazioni, note piccanti e umami. Il risultato è una cucina contemporanea, divertente e tecnicamente precisa, capace di emozionare dal primo morso fino all’ultimo. La cena comincia con le alici del Mar Cantabrico, servite con crostino alle alghe e burro della Normandia. Sapidità, grassezza e mare danno subito il tono al percorso.
Poi arriva un crostino ai cinque cereali bagnato alla soia, con stracciata di bufala, cecina de León, pesto di basilico e pomodoro confit. È uno di quei bocconi in cui ingredienti apparentemente lontani trovano un equilibrio sorprendentemente naturale. Ancora più evidente il gioco tra Oriente e Mediterraneo nella focaccia homemade con sashimi di pesce bianco, crema di pomodoro datterino, peperoncini del fiume e mayo agrodolce al sesamo. Morbidezza, freschezza, dolcezza, piccantezza: ogni elemento entra nel piatto con una funzione precisa. Si tratta inoltre di uno dei panificati dello chef, ed è strutturata in modo impeccabile: l’impasto è sorprendente per equilibrio, leggerezza e tenuta, e rappresenta uno degli elementi più riusciti del percorso. Tra gli assaggi più golosi c’è la Croqueta di Polpo: crocchetta di pane, provola e ragù di polpo impanata nel panko, accompagnata da mayo al lime e tocchetti di polpo.
Croccante fuori, morbida e intensa all’interno, con il lime che alleggerisce e pulisce il boccone. Il Tiradito Seta racconta forse più di altri la filosofia del ristorante. Una selezione del miglior pescato incontra la salsa ponzu agli agrumi del Cilento, Tabasco e togarashi. Il pesce resta protagonista, mentre acidità, agrume e piccantezza costruiscono intorno una trama elegante e vivace. Segue la tartare di pesce bianco con salsa alla scapece, mayo al prezzemolo, olio alla menta, panko all’aglio e chips di zucchina.
Qui Vincenzo gioca con una preparazione profondamente legata alla nostra memoria gastronomica, la scapece, e la porta dentro un piatto moderno senza farle perdere riconoscibilità. Con Giallo, lupini e cannolicchi arriva uno dei primi piatti del percorso: spaghetto di Gragnano cotto in acqua di lupini e coulis di pomodoro giallo, completato da cannolicchi e salsa al prezzemolo. È un piatto di mare senza bisogno di sovrastrutture.
La cottura della pasta nell’acqua dei lupini concentra il sapore, il pomodoro giallo porta dolcezza e acidità e i cannolichi restituiscono immediatamente il Mediterraneo. Poi il Raviolo alla Luciana: raviolo ripieno di provola e patate, ragù leggero di moscardino, moscardino brasato, pesto di basilico, pane panko all’aglio e stracciata di bufala.
Un piatto più ricco, che parte da sapori familiari e li riorganizza con una costruzione contemporanea. È probabilmente qui che si comprende meglio la personalità dello chef: Vincenzo non rinnega la cucina campana, la prende, la studia e la porta nel suo linguaggio. Ad accompagnare la cena abbiamo scelto Kratos di Luigi Maffini, Fiano DOP Cilento biologico nato tra Castellabate e Giungano. Un vino fermo e secco, fresco e sapido, ma allo stesso tempo morbido e di buona struttura. Ha accompagnato bene l’intero percorso, soprattutto per quella freschezza capace di sostenere il pesce crudo, le componenti più grasse e le numerose incursioni agrumate e speziate presenti nei piatti. È anche una scelta coerente con il racconto di Casa Seta: un vino profondamente cilentano accanto a una cucina che parte proprio da questo territorio per guardare altrove. La cena si chiude con una Cheesecake in Cilento.
Un dolce al cucchiaio composto da crumble all’olio extravergine d’oliva, cremoso di ricotta cilentana e fichi caramellati. Tre elementi, apparentemente semplici, che riportano il palato a casa dopo il lungo viaggio tra Cilento e Giappone. L’olio extravergine nel crumble, la ricotta e la dolcezza del fico parlano chiaramente la lingua di questa terra. Un finale goloso, ma soprattutto coerente con tutto quello che lo ha preceduto. Vincenzo Ruggiero è uno di quegli chef che mi piace seguire nel tempo. Perché sa quello che fa. Ha tecnica, sensibilità nella scelta delle materie prime e quella sicurezza necessaria per mettere nello stesso piatto culture gastronomiche molto diverse senza creare confusione. I suoi piatti sono belli, questo è innegabile, ma soprattutto sono buoni. E per me resta sempre questa la cosa più importante. Casa Seta, al suo secondo anno, non mi sembra più semplicemente una bella novità dell’estate di Acciaroli. Sta costruendo una propria identità, riconoscibile tanto nella cucina quanto nell’accoglienza e nel lavoro di sala. Sul Molo Nuovo, mentre fuori scorre l’estate di Acciaroli, Vincenzo e la sua squadra portano avanti una cucina che viaggia tra due mondi senza dimenticare da dove parte. Ed è proprio questo che continuo ad apprezzare di Vincenzo: è uno dei miei chef preferiti perché riesce ancora a sorprendermi e, soprattutto, a emozionarmi. E quando alla fine di una cena ricordi ancora distintamente sapori, consistenze e singoli bocconi, vuol dire che quella cucina qualcosa te l’ha lasciato.
Casa Seta
Via del Porto 114
Acciaroli (SA) – Cilento
Tel. +39 351 592 3061
Spesa media: circa 60/70 euro a persona, vini esclusi.
Scheda dell’11 agosto 2025
Casa Seta: cucina mediterranea sul porto di Acciaroli
di Ornella Buzzone
Acciaroli è uno di quei luoghi che sembrano nati per rallentare il tempo. Piccolo borgo di pescatori, patria del fico bianco e del pescato fresco che ogni giorno arriva in porto, è oggi una meta turistica sempre più ambita. Le barche colorate si specchiano nelle acque calme, mentre il molo nuovo si anima di locali curati e vivaci, pronti ad accogliere viaggiatori in cerca di buon cibo e bellezza.
Proprio qui, con vista privilegiata sul porto, sorge Casa Seta: un rifugio gastronomico dove “seta” evoca morbidezza e tranquillità, e “casa” racconta accoglienza e calore. Lo chef Vincenzo Ruggiero, già noto per il suo talento e precisione, e attuale executive chef di Otoro Ishi a Nola, porta in tavola una cucina mediterranea che intreccia il mare, la terra e il cuore del Cilento, con creatività e profondo rispetto per la materia prima.
La mia esperienza è iniziata con Pane, burro e alici: alici del Cilento, sapide e intense, adagiate su burro della Normandia morbido e vellutato, servite con crostini fragranti.
Un boccone semplice solo in apparenza, in realtà un piccolo scrigno di gusto. A seguire, l’Idea di caponata: crostini ai cereali inzuppati con un tocco di soia, stracciata di bufala avvolgente, pomodoro confit dolce e aromatico e ventresca di tonno sott’olio, ricca e carnosa. Un equilibrio perfetto tra mare e orto.
La Focaccia d’autore è arrivata calda e soffice, profumata di forno e farcita con pesto di friarielli dal carattere deciso, mayo all’aglio vellutata, pescato del giorno fresco e succoso, e un pizzico di togarashi a regalare una leggera e intrigante nota speziata.
Il Polpo in Cilento è stato un trionfo di profumi: scottato alla perfezione, con peperoncini del fiume dal gusto vivace, dolcezza del pomodoro confit e una spuma di patate morbida e avvolgente.
Poi è stata la volta dei primi. Il Nerano in Cilento – fusillone avvolto da una crema di zucchine setosa e delicata – era impreziosito da gamberi di Acciaroli dolci e succulenti, chips di zucchine croccanti e caciocavallo cilentano che donava rotondità e profondità al piatto.
Lo Spaghettone aglio, olio e… si è rivelato una sorprendente variazione del grande classico: risottato alla perfezione, con profumo intenso di aglio e peperoncino, arricchito da tartare di pesce bianco freschissima, croccante pane panko all’aglio e bottarga sapida e avvolgente.
A chiudere, Mandorle & Limone: crumble friabile e profumato di mandorle, ricotta di bufala cremosa e fresca, marmellata di limone dal tocco agrumato e vivace. Un dessert che lascia in bocca il sole del Cilento e nel cuore la voglia di tornare.
Il tutto è stato accompagnato da una bottiglia di Fiano “Trentenare” della cantina cilentana San Salvatore, compagno perfetto per esaltare i sapori del mare e della terra.
Oltre ai piatti impeccabili, il personale attento e professionale ha donato un tocco in più alla cena, rendendo l’esperienza ancora più piacevole e curata. Il prezzo medio, per una degustazione come questa, si aggira intorno ai 60/70 euro a persona, un investimento più che giustificato per la qualità e le emozioni che si portano a casa.
Casa Seta non è solo un ristorante: è un luogo dove la cucina racconta una terra, dove ogni assaggio è un viaggio e dove, tra il mare che brilla e la tavola che accoglie, ci si sente davvero a casa.
Costo di un menu vini a parte tra i 50 e i 60 euro
Casa Seta
Via del porto 114, Acciaroli, Sa
Tel +393515923061
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Luciano Pignataro
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