A Basilicata24 e a tutti coloro che stanno condividendo e commentando l’articolo sulla riqualificazione della Sellata, ritengo doveroso intervenire per riportare la discussione sul terreno dei fatti, degli atti amministrativi e delle norme, evitando che valutazioni, dubbi e ricostruzioni giornalistiche vengano percepiti come accertamenti definitivi di illegittimità.
Lo faccio in qualità di rappresentante dell’Amministrazione comunale e, soprattutto, a tutela della comunità di Abriola, del territorio della Sellata e dei tanti operatori economici e turistici che da anni attendono un rilancio concreto di questa importante area della Basilicata.
Non abbiamo nulla da temere dal confronto e siamo disponibili a rispondere a qualsiasi domanda. Ma proprio perché si parla di soldi pubblici, ambiente, appalti e procedure amministrative, è necessario che ogni affermazione sia accompagnata dalla corretta lettura degli atti e delle norme.
Questa è, a mio avviso, una delle ricostruzioni più fuorvianti dell’intera vicenda.
Per quanto risulta dagli atti e dalle informazioni acquisite, le risorse destinate alla riqualificazione della Sellata provengono dal POC Basilicata, nell’ambito delle politiche di sviluppo e coesione territoriale.
Non si tratta, quindi, di risorse del Fondo Sanitario Regionale destinate ai LEA.
Mettere sullo stesso piano le risorse destinate agli investimenti territoriali e quelle destinate alla sanità significa creare una contrapposizione artificiale: “soldi tolti alla sanità per finanziare una seggiovia”.
È una rappresentazione che non corrisponde alla natura delle risorse finanziarie utilizzate per l’intervento.
La discussione può e deve riguardare l’opportunità dell’investimento, le modalità di realizzazione, la sostenibilità economica e ambientale e la correttezza delle procedure. Ma non può essere costruita sulla falsa contrapposizione tra sanità e sviluppo territoriale.
2️⃣ LA VINC.A. NON È UN “ESCAMOTAGE”
Altro punto sul quale è necessario fare chiarezza riguarda la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA).
Lo screening di VIncA non è una procedura inventata per accelerare i lavori, né una scorciatoia amministrativa.
È uno strumento previsto dalla normativa ambientale per verificare preventivamente l’incidenza di un progetto sui siti interessati e stabilire, sulla base dell’istruttoria dell’autorità competente, se siano necessari ulteriori approfondimenti.
Nel caso della Sellata Pierfaone, la procedura è stata sottoposta alle autorità competenti e ha seguito il relativo iter amministrativo.
Anche gli interventi sulla vegetazione devono essere valutati alla luce delle prescrizioni ambientali previste dal progetto e dai provvedimenti autorizzativi.
Il progetto prevede, inoltre, interventi di compensazione e reimpianto della vegetazione, con un numero di faggi da reimpiantare superiore a quelli interessati dalla rimozione.
Sarà compito degli organismi competenti verificare il rispetto di tutte le prescrizioni.
Trasformare, però, una procedura ambientale prevista dalla legge in una presunta prova di irregolarità significa anticipare un giudizio che spetta esclusivamente alle autorità competenti.
3️⃣ I “13 ATTI ILLEGITTIMI”: QUALI ILLEGITTIMITÀ SONO STATE ACCERTATE?
L’articolo richiama numerosi atti amministrativi e, in diversi passaggi, formula interrogativi e ipotesi di possibile illegittimità.
Ma una cosa è sollevare dubbi e chiedere chiarimenti, altra cosa è presentare quei dubbi all’opinione pubblica come se costituissero già irregolarità accertate.
Entriamo allora nel merito.
L’articolo 50, comma 1, lettera b), del D.Lgs. 36/2023 disciplina l’affidamento diretto dei servizi e delle prestazioni di ingegneria e architettura entro la soglia prevista dalla norma.
La scelta del professionista deve naturalmente essere adeguatamente motivata e rispettare i principi del Codice dei contratti pubblici.
Nel caso specifico, la disponibilità di rilievi, cartografie e conoscenze tecniche preliminari può costituire un elemento oggettivo da valutare nell’ambito dell’efficienza e della continuità dell’attività progettuale che viene da un tempo più datato.
Sarà sempre la documentazione amministrativa a dimostrare la correttezza dell’affidamento, non certo una ricostruzione giornalistica.
La suddivisione di un intervento in lotti non equivale automaticamente a uno “spacchettamento” illecito.
Il Codice dei contratti pubblici disciplina espressamente la possibilità e, in presenza delle condizioni previste dalla legge, la necessità di articolare gli affidamenti in lotti funzionali o prestazionali, anche nell’ottica di favorire la partecipazione delle piccole e medie imprese.
Ciò che deve essere verificato è che la suddivisione sia coerente con la natura dell’opera, con il quadro economico complessivo e con la normativa sugli affidamenti.
Se il quadro economico dell’intervento è unitariamente individuato e gli atti sono pubblici e tracciabili, non è sufficiente definire la presenza di più lotti come prova di un illecito.
Anche sui tempi della Conferenza di servizi è necessario evitare semplificazioni.
La legge n. 241/1990 disciplina espressamente la Conferenza di servizi semplificata e asincrona, stabilendo termini e modalità attraverso cui le amministrazioni coinvolte devono esprimersi.
Il fatto che un’amministrazione rilasci il proprio parere prima della scadenza del termine non costituisce, di per sé, un’irregolarità.
La tempestività dell’istruttoria non può essere trasformata automaticamente in una violazione della legge.
La verifica della progettazione
Anche su questo punto occorre attenersi alla disciplina del Codice dei contratti pubblici e dell’Allegato I.7, verificando concretamente requisiti, soglie e modalità di verifica previste per la specifica opera.
Non è corretto trasformare una questione tecnica relativa alla modalità di verifica del progetto in una presunzione automatica di illegittimità.
Variazioni, rettifiche e atti contabili
Una rettifica contabile o una variazione di bilancio adottata secondo le procedure previste dal TUEL non costituisce, di per sé, un’anomalia.
Gli enti locali adottano quotidianamente atti di questo tipo.
Ciò che conta è che siano rispettate competenze, motivazioni, coperture finanziarie, termini e procedure previste dalla legge.
4️⃣ LA SELLATA NON È UN’OPERAZIONE CONTRO IL TERRITORIO C’è poi una questione che va oltre le singole procedure amministrative.
La riqualificazione della Sellata Pierfaone non nasce oggi e non nasce per interessi particolari.
È un progetto strategico per un territorio montano che da anni chiede investimenti, infrastrutture, servizi e nuove opportunità di sviluppo.
La pista prevista dall’intervento ricalca sostanzialmente il tracciato esistente e l’intervento sulla vegetazione deve essere effettuato nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza, ambientali e autorizzative.
Il progetto prevede inoltre interventi di compensazione e reimpianto.
Parlare genericamente di “scempio” senza spiegare cosa preveda concretamente il progetto significa offrire ai cittadini una rappresentazione parziale della realtà.
5️⃣ PERCHÉ INVESTIRE NELLA SELLATA
La vera domanda, semmai, dovrebbe essere un’altra:
vogliamo continuare a lasciare le nostre aree interne prive di investimenti oppure vogliamo costruire le condizioni per un nuovo modello di sviluppo?
La Sellata può rappresentare una delle infrastrutture strategiche per il turismo montano lucano.
L’obiettivo è costruire una destinazione capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno, attraverso turismo sportivo, naturalistico, escursionistico, familiare e legato alle nostre tradizioni.
Questo significa creare opportunità per alberghi, ristorazione, attività commerciali, guide, imprese, servizi e professionisti.
Significa soprattutto contrastare lo spopolamento delle aree interne e creare nuove prospettive per i nostri giovani.
6️⃣ UNA COSA È IL GIORNALISMO, UN’ALTRA È IL GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ Nessuno vuole mettere in discussione il diritto di un giornale di fare domande, sollevare dubbi o criticare l’operato delle istituzioni.
Ma proprio per questo chiediamo anche il rispetto del diritto dei cittadini a conoscere la differenza tra:
una valutazione giornalistica;
e un’illegittimità definitivamente accertata.
Se esistono violazioni di legge, vengano indicate con precisione.
Se esistono danni erariali, vengano sottoposti alle autorità competenti.
Se esistono irregolarità amministrative, saranno gli organi preposti ad accertarle.
Ma fino a quel momento non si può trasformare il condizionale in una sentenza.
7️⃣ NOI NON TEMIAMO I CONTROLLI
Al contrario, siamo i primi interessati affinché ogni euro pubblico venga utilizzato nel pieno rispetto della legge e nell’interesse della collettività.
Gli atti sono pubblici e sottoposti ai controlli previsti dall’ordinamento.
Abriola non ha bisogno di polemiche costruite sulla contrapposizione tra sviluppo e ambiente, tra turismo e tutela del territorio, tra investimenti e servizi pubblici.
Ha bisogno di progetti, investimenti, lavoro e futuro.
La comunità di Abriola ha il diritto di sapere come vengono utilizzate le risorse pubbliche, ma ha anche il diritto di non essere alimentata con rappresentazioni allarmistiche o accostamenti che non tengano conto della reale natura delle risorse e delle procedure amministrative.
Noi continueremo a fare il nostro lavoro con trasparenza, assumendoci le responsabilità delle scelte compiute.
La Sellata Pierfaone non si difende con gli slogan.
Si difende con gli atti, con le norme, con i progetti e con la capacità di costruire futuro.
E su questo, come Amministrazione e come comunità, continueremo ad andare avanti.
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Redazione Basilicata24
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