Google ha presentato Pixel 11, Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL il 12 agosto, con l’arrivo negli scaffali italiani fissato al 20 agosto. Il modello Pro XL, il pi� grande e costoso della gamma, parte da 1399 euro e porta in dote il nuovo Google Tensor G6, il display Super Actua da 3600 nit di picco, un comparto fotografico rivisto e HiLight, la novit� hardware riservata ai due modelli Pro. Lo abbiamo avuto in prova per diversi giorni prima del debutto commerciale.

Indice: Specifiche tecniche | Design | Software, hardware e prestazioni | Display | Autonomia | Fotocamera | Zoom Pro 120x contro Super Zoom 100x: il confronto con Pixel 10 Pro XL | Prezzo | Considerazioni finali

Con Pixel 11 Pro XL, Google chiude la sua undicesima generazione di smartphone puntando ancora una volta tutto sulla fotocamera e sull’intelligenza artificiale on-device, pi� che su una scheda tecnica da primato assoluto. Non � un caso che il chip Tensor G6 non punti ai vertici delle classifiche benchmark, mentre l’intera esperienza software, da Gemini alla gestione delle notifiche, resti il vero terreno su cui il produttore gioca la partita contro Samsung e Apple.

Nella prova che segue analizziamo scheda tecnica, design, prestazioni reali, display, autonomia e soprattutto fotocamera, con un confronto diretto tra lo Zoom Pro 120x del nuovo modello e il 100x di Pixel 10 Pro XL. Anticipiamo gi� una cosa: le differenze non sono eclatanti, e capiremo insieme perch�.

Specifiche tecniche

Al cuore di tutta la gamma 2026 c’� il Google Tensor G6, affiancato dal coprocessore di sicurezza Titan M3, identico su Pixel 11, Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL. Cambiano invece memoria e archiviazione: il nostro modello in prova, un Pixel 11 Pro XL in configurazione verde oliva, parte da 12 GB di RAM con 256 GB di storage, mentre le versioni da 512 GB e 1 TB salgono a 16 GB di RAM con archiviazione UFS zonata, pi� rapida nei trasferimenti pesanti. Pixel 11 “liscio” si ferma invece a 12 GB di RAM su tutti i tagli e non supera i 512 GB di spazio.

Il display � uno dei punti in cui la differenza tra Pixel 11 e i modelli Pro si sente davvero: Pixel 11 Pro XL monta un pannello Super Actua da 6,8″ OLED LTPO con refresh variabile da 1 a 120 Hz e luminosit� di picco dichiarata di 3600 nit, mentre Pixel 11 si accontenta di un pannello Actua da 6,3″ a refresh fisso 60-120 Hz e 3000 nit massimi. Stesso discorso per il vetro di protezione: solo i modelli Pro ricevono il nuovo rivestimento antigraffio, pi� che doppio a livello di protezione rispetto alla generazione precedente secondo i dati forniti da Google.

Sul fronte fotocamere la forbice si allarga ulteriormente. Pixel 11 Pro XL monta un grandangolo Octa PD da 50 MP, un ultra grandangolo Quad PD da 48 MP con autofocus e un teleobiettivo 5x da 48 MP capace di Zoom Pro fino a 120x, identico a quello di Pixel 11 Pro. Pixel 11 base si ferma invece a un grandangolo da 48 MP, un ultra grandangolo fisso da 13 MP senza autofocus e un teleobiettivo 5x da 10,8 MP limitato al Super Zoom digitale 30x: una differenza di sostanza, non solo di numeri, che si riflette poi nella qualit� degli scatti a lunga focale.

Chiudono il quadro la batteria, pi� capiente sul Pro XL (5115 mAh contro i 4985 mAh di Pixel 11, con ricarica rapida che sale al 75% in 30 minuti contro il 55%), e la connettivit�, con Wi-Fi 7, chip UWB e supporto Thread riservati ai soli modelli Pro. HiLight, la serie di LED attorno al flash di cui parliamo pi� avanti, � anch’essa un’esclusiva Pro e Pro XL: su Pixel 11 non � semplicemente prevista.

Specifiche tecniche a confronto
Categoria Pixel 11 Pixel 11 Pro Pixel 11 Pro XL
Display Actua 6,3″ 160 mm, OLED 1080×2424, 422 ppi, 60-120 Hz, 3000 nit picco Super Actua 6,3″ 161 mm, OLED LTPO 1280×2856, 495 ppi, 1-120 Hz, 3600 nit picco Super Actua 6,8″ 171 mm, OLED LTPO 1344×2992, 486 ppi, 1-120 Hz, 3600 nit picco
SoC Google Tensor G6 + Titan M3 Google Tensor G6 + Titan M3 Google Tensor G6 + Titan M3
Memorie 256/512 GB, 12 GB RAM 256 GB (12 GB RAM), 512 GB/1 TB UFS zonata (16 GB RAM) 256 GB (12 GB RAM), 512 GB/1 TB UFS zonata (16 GB RAM)
Fotocamere posteriori 48 MP grandangolo f/1,70, 13 MP ultra grandangolo f/2,2, 10,8 MP tele 5x f/3,1, Super Zoom 30x 50 MP grandangolo f/1,68, 48 MP ultra grandangolo AF f/1,7, 48 MP tele 5x f/2,8, Zoom Pro 120x 50 MP grandangolo f/1,68, 48 MP ultra grandangolo AF f/1,7, 48 MP tele 5x f/2,8, Zoom Pro 120x
Fotocamera anteriore 10,5 MP f/2,2, FOV 95� 42 MP f/2,2, FOV 103� 42 MP f/2,2, FOV 103�
Batteria 4985 mAh, ricarica 55% in 30′ (30 W), wireless 25 W 4850 mAh, ricarica 55% in 30′ (30 W), wireless 25 W 5115 mAh, ricarica 75% in 30′ (45 W), wireless 25 W
Connettivit� Wi-Fi 6E, Bluetooth 6, NFC, no UWB, no Thread Wi-Fi 7, Bluetooth 6, NFC, UWB, Thread Wi-Fi 7, Bluetooth 6, NFC, UWB, Thread
HiLight Non disponibile Disponibile Disponibile
Dimensioni e peso 152,8×72,0x8,6 mm, 197 g 152,7×71,9×8,4 mm, 204 g 162,7×76,5×8,5 mm, 226 g
Colori Viola glicine, Verde pistacchio, Rosa ibisco, Nero ossidiana Rosa opaco, Verde oliva, Grigio nebbia, Nero ossidiana opaco Rosa opaco, Verde oliva, Grigio nebbia, Nero ossidiana opaco
Sistema operativo Android 17, 7 anni di aggiornamenti Android 17, 7 anni di aggiornamenti Android 17, 7 anni di aggiornamenti
Prezzo di lancio Da 999 � Da 1199 � Da 1399 �

Design

Google ha ridisegnato la barra fotocamera su tutta la gamma 2026, riducendo lo spessore del 40% su Pixel 11 rispetto ai modelli base delle generazioni precedenti e chiudendola, su tutta la gamma, sotto un unico vetro edge-to-edge che si fonde con la cornice metallica.

Il risultato, sul nostro Pixel 11 Pro XL verde oliva, � un dorso pi� pulito rispetto ai Pixel 10 Pro, con la scocca in alluminio di grado aerospaziale e il retro in vetro Corning Gorilla Glass Victus 2 dalla finitura opaca, piacevole al tatto e via via meno scivolosa rispetto ai retri lucidi del passato.

Lo spessore della sporgenza su Pixel 11 Pro XL non � stato ridotto, come si nota chiaramente dalle foto a corredo, ma la scelta di estendere la barra lungo l’intera larghezza del retro, tipica ormai da generazioni per la famiglia, azzera ogni dondolio quando lo smartphone � appoggiato su una superficie piana.

La certificazione resta IP68 contro acqua e polvere, con un vetro anteriore che Google dichiara pi� resistente ai graffi di oltre il doppio rispetto alla generazione precedente.

Sul piano puramente dimensionale, per�, Pixel 11 Pro XL non fa sconti: 162,7×76,5×8,5 mm per 226 grammi ne fanno lo smartphone pi� ingombrante e pesante dell’intera gamma Pixel 11, ed � una sensazione che si avverte fin dai primi minuti in mano.

Nei giorni di prova la sensazione pi� immediata � stata proprio questa: � un telefono pensato per chi ama le taglie forti, senza troppi compromessi sull’ergonomia. Non risulta scivoloso, complice la finitura opaca del vetro posteriore, ma tra peso e dimensioni resta lontano dall’idea di maneggevolezza a una mano. Chi cerca un Pixel pi� compatto probabilmente trover� pi� equilibrato il Pixel 11 Pro “normale”, identico nella dotazione fotografica ma pi� contenuto nelle misure.

Software, hardware e prestazioni

Il Google Tensor G6 promette, rispetto al Tensor G5, fino al 20% di efficienza energetica in pi�, una navigazione web pi� veloce del 25% e un caricamento delle app pi� rapido del 15%, oltre a una TPU dedicata all’intelligenza artificiale on-device pi� potente del 50%.

Numeri interessanti sulla carta, ma � nel confronto diretto con la concorrenza che il chip di Google mostra il suo limite storico: nei nostri benchmark, Pixel 11 Pro XL si ferma a 1165 punti in 3D Mark Steel Nomad Light, 2663 punti in Geekbench 6 single-core e 7224 in multi-core, valori che non spostano l’ago della bilancia rispetto ad altri flagship di pari fascia di prezzo, quasi tutti di provenienza cinese.

Curiosamente, in alcuni test il Pixel 11 “liscio” ottiene punteggi persino leggermente superiori al Pro XL, come nel caso del Geekbench 6 multi-core (7405 contro 7224) o del punteggio Octane (84337 contro 82788): la spiegazione pi� probabile � che il Tensor G6 sia lo stesso silicio su tutta la gamma, e le differenze tra un modello e l’altro dipendano pi� dalla variabilit� tipica di questo tipo di test che da un reale divario prestazionale.

Nell’uso quotidiano, va detto, il divario con molti altri smartphone concorrenti: l’ottimizzazione software di Google rende Pixel 11 Pro XL fluidissimo e reattivo in ogni operazione, multitasking compreso grazie anche ai 16GB di RAM della nostra versione in prova, anche laddove i numeri suggerirebbero il contrario.

C’� per� una nota dolente riscontrata nei giorni di prova: sotto carico pesante e con temperature ambientali elevate, Pixel 11 Pro XL tende a scaldare, al punto che alcune funzionalit� della fotocamera, come lo zoom o il flash, possono venire temporaneamente disattivate per proteggere l’hardware. Non � un comportamento che si manifesta nell’uso quotidiano leggero, ma chi punta a sfruttare a fondo il comparto fotografico in giornate calde farebbe bene a tenerlo presente.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale, Google Tensor G6 abilita Gemini Intelligence con nuove funzioni di dettatura che ripuliscono automaticamente il parlato da intercalari come “ehm” e riorganizzano il testo in frasi curate, oltre a un supporto alla scrittura che interpreta ci� che compare a schermo per adattare le risposte allo stile dell’utente.

Debutta anche una modalit� che traduce in tempo reale la lingua dei segni in testo tramite la fotocamera Pixel, pensata per rendere pi� naturali le conversazioni faccia a faccia tra persone udenti e non udenti: la funzione, va segnalato, richiede al momento la tastiera Gboard impostata su inglese USA o Canada, un limite non da poco per chi la userebbe in italiano.

Pi� rifinita invece Cerchia e Cerca, ormai presente su quasi tutti gli smartphone Android, richiamabile direttamente dall’app Fotocamera, e la Traduzione Istantanea, capace di tradurre video, podcast e messaggi vocali mentre vengono riprodotti. Su Pixel 11 Pro e Pro XL, l’acquisto include anche sei mesi di Google AI Pro senza costi aggiuntivi (con la scorsa generazione erano dodici), un pacchetto che Google valorizza 131,94 euro e che comprende limiti d’uso estesi su Gemini, 5 TB di spazio cloud e Google Health Premium, prima di passare a un rinnovo mensile di 21,99 euro.

Tra le new entry pi� curiose della gamma Pro c’� HiLight (nelle foto di seguito con il cellulare che indossa la nuova cover “clear” PixelSnap). Si tratta di una serie di LED integrati attorno al flash posteriore che emettono impulsi luminosi quando lo smartphone � appoggiato con lo schermo rivolto verso il basso. La funzione si attiva in due scenari, le chiamate dai contatti preferiti (con colori personalizzati, integrata con Telefono Google e WhatsApp) e le interazioni vocali con Gemini, segnalando con la luce quando l’assistente sta ascoltando, elaborando o rispondendo.

Nella prova diretta l’abbiamo trovata pi� scenografica che realmente utile: un accorgimento gradevole da mostrare, ma che nella pratica quotidiana incide poco sull’esperienza d’uso rispetto a una semplice vibrazione o a una notifica sullo schermo sempre attivo.

Sul fronte sicurezza, il chip Titan M3 introduce la crittografia post-quantistica nell’avvio sicuro del dispositivo, mentre la VPN di Google resta inclusa senza costi aggiuntivi. Google ha rifinito anche Filtro Chiamate e Protezione antifrode, capaci di rilevare pattern sospetti durante le chiamate e nei messaggi di testo per allertare l’utente in tempo reale. Nella nostra prova, sia lo sblocco con l’impronta digitale sia quello con il riconoscimento del volto si sono dimostrati veloci e affidabili in ogni condizione, senza mai richiedere un secondo tentativo.

Chi cambia smartphone trover� utile anche il trasferimento dati rivisto: i contenuti possono essere caricati sul cloud prima ancora che il nuovo Pixel arrivi fisicamente, per poi essere scaricati in automatico al primo avvio, mentre Quick Share ora dialoga senza attriti con AirDrop per condividere foto e file con dispositivi Apple senza bisogno di una connessione internet.

Display

Pixel 11 Pro XL monta un pannello Super Actua da 6,8″, un OLED LTPO a risoluzione 1344×2992 pixel (486 PPI) con refresh dinamico da 1 a 120 Hz, protetto da un vetro Corning Gorilla Glass Victus 2 con trattamento antigraffio pi� che doppio rispetto alla generazione precedente. Google dichiara una luminosit� di picco di 3600 nit (misurata al 5% di pixel accesi) e fino a 2400 nit in HDR con rapporto OPR del 100%, oltre a un rapporto di contrasto superiore a 2.000.000:1.

L’analisi � stata condotta con il colorimetro X-Rite i1Display Pro e la suite software HCFR, previa calibrazione dello strumento tramite lo spettrofotometro X-Rite i1 Pro 2, sulla modalit� colore Colori Naturali, quella impostata di default sul dispositivo.

Sul fronte della pura luminosit�, il pannello Super Actua di Pixel 11 Pro XL fa registrare numeri di assoluto rilievo nei nostri test di laboratorio: con un’area del 15% abbiamo misurato un valore di 3145 nit, un risultato ampiamente all’altezza della fascia altissima del mercato e capace di garantire una resa dei contenuti di grande impatto visivo sotto la luce del sole.

Ottimo anche il dato relativo alla luminosit� a pieno schermo (Area 100%): con ben 2205 nit rilevati su schermata interamente bianca, Pixel 11 Pro XL si posiziona sui livelli pi� alti in assoluto mai registrati nella categoria. Se molti display tendono a cedere parecchio quando l’intera superficie si illumina, il pannello di Google mantiene una riserva di luce eccezionale, traducendosi in una leggibilit� all’aperto e sotto la luce diretta del sole semplicemente impeccabile.

. Gamut misurato Copertura Rapporto
. REC BT.709 99.69% 130.10%
. DCI P3 D65 95.79% 95.91%
. Adobe RGB 87.38% 96.44%
. BT.2020 68.78% 68.81%

. Luminanza misurata
. Gamma standard 2.2
Rapporto di contrasto: ∞ : 1

Abilitando il profilo colore pi� preciso (Colori Naturali), calcolando l’area del triangolo dei primari misurati rispetto agli spazi colore di riferimento, la copertura di Pixel 11 Pro XL sfiora il 95,8% dello spazio DCI-P3. Il DeltaE medio calcolato sulle 18 patch cromatiche del Macbeth Color Checker si attesta a 2,98, un valore discreto ma non da riferimento assoluto per chi cerca la massima fedelt� colore: tra i toni pi� fuori registro spicca il ciano, con un DeltaE di 4,40 tra i sei primari e secondari puri, contro l’1,12 del verde, il pi� accurato del lotto.

Il bilanciamento del bianco lungo la scala di grigi resta piuttosto stabile, oscillando tra i 6200 e i 6440 Kelvin dal 10% al 100% di luminosit�, con una leggera deriva verso le tonalit� fredde rispetto al riferimento D65 di 6500K: uno scostamento contenuto, difficilmente percepibile a occhio nudo nell’uso quotidiano. Trattandosi di un pannello OLED, il rapporto di contrasto resta di fatto infinito, con ogni singolo pixel in grado di spegnersi completamente per restituire un nero assoluto, senza il velo di luminosit� residua tipico dei pannelli LCD.

. Luminanza misurata
. Gamma SMPTE2084 HDR
Rapporto di contrasto: ∞ : 1

. Gamut misurato Copertura Rapporto
. REC BT.709 99.51% 125.57%
. DCI P3 D65 92.56% 92.57%
. Adobe RGB 86.04% 93.09%
. BT.2020 66.40% 66.41%

Passando alla riproduzione HDR, il grafico luminosit� conferma valori coerenti con quanto dichiarato da Google, con il pannello capace di superare i 2200 nit su porzioni ridotte dello schermo. In HDR il bilanciamento del bianco segue un andamento simile a quello osservato in SDR, con una deriva verso il freddo che si accentua leggermente avvicinandosi al bianco pieno (da 5454K nei toni pi� scuri fino a oltre 6500K in prossimit� del massimo).

Autonomia

Pixel 11 Pro XL monta una batteria da 5115 mAh, la pi� capiente della gamma 2026, abbinata a una ricarica rapida che Google dichiara in grado di toccare il 75% in circa 30 minuti utilizzando un caricatore USB-C PPS da 45 W o superiore, venduto separatamente.

La ricarica wireless passa invece dallo standard Pixelsnap, compatibile Qi2, fino a 25 W. Google dichiara oltre 30 ore di autonomia complessiva grazie alla Batteria Adattiva, che riconosce le app usate pi� spesso e limita i consumi di quelle aperte di rado, mentre Pixel 11 Pro e Pro XL integrano anche una camera di vapore dedicata alla dissipazione del calore di processore e batteria, pensata per contenere il calo di prestazioni nelle sessioni pi� prolungate.

Nel nostro test di autonomia complessiva (overall), condotto impostando il display alla luminosit� calibrata di 200 nit, Pixel 11 Pro XL ha totalizzato 700 minuti di utilizzo continuo (pari a 11 ore e 40 minuti).

Si tratta di un risultato solido ed equilibrato, che garantisce di coprire senza alcuna ansia una giornata intera di utilizzo intenso e che segna un piccolo passo avanti rispetto alla scorsa generazione. Nel quadro generale della fascia alta, tuttavia, il valore si posiziona nella fascia media: l’efficienza del nuovo Tensor G6 e la gestione adattiva permettono una buona tenuta, ma la capienza della cella da 5115 mAh non consente di raggiungere i livelli di durata straordinaria registrati da dispositivi con batterie pi� capienti, confermando una resa affidabile ma senza acuti eccezionali.

Sul fronte della ricarica, per�, resta un margine di miglioramento innegabile. I 45 W di Pixel 11 Pro XL rappresentano certamente un passo avanti rispetto alla generazione precedente, ma restano lontani dagli standard proposti da diversi rivali, spesso di provenienza cinese e talvolta anche meno costosi, che superano abbondantemente i 100 W di ricarica cablata. A questo si aggiunge una capacit� di cella che, priva delle pi� recenti chimiche al silicio-carbonio adottate altrove, inizia a sembrare anacronistica per uno smartphone di questa fascia di prezzo: un peccato, considerato quanto margine ci sarebbe per crescere ulteriormente in autonomia a parit� di ingombro (che non � poco).

Fotocamera

Il comparto fotografico resta il vero punto di forza di Pixel 11 Pro XL, e lo conferma anche l’uso quotidiano di questi giorni di prova: � uno smartphone con cui risulta praticamente impossibile sbagliare uno scatto, complice il massiccio impiego dell’intelligenza artificiale generativa in ogni fase dell’elaborazione. La qualit� resta impeccabile in ogni condizione di luce, buio compreso, anche se nelle scene pi� difficili la fotocamera richiede qualche istante in pi� per completare l’elaborazione dello scatto.

Il sensore grandangolare principale passa a un Octa PD da 50 MP con apertura f/1,68 e un sensore fisico da 1/1,3″, pi� grande rispetto alla generazione precedente: Google dichiara una qualit� ottica doppia e la possibilit� di applicare zoom fino a 3x senza perdita percepibile di dettaglio. L’ultra grandangolo dispone di autofocus, utile anche per gli scatti macro, mentre il teleobiettivo 5x da 48 MP raccoglie il 32% di luce in pi� rispetto al modello precedente e abilita lo Zoom Pro fino a 120x, il vero protagonista degli aggiornamenti fotografici di quest’anno.

Tra le novit� software spiccano:

  • Magic Capture, richiamabile con uno swipe nell’app Fotocamera: cattura in automatico foto e video gi� pronti alla condivisione, con ritaglio e rimozione della sfocatura gestiti interamente dall’intelligenza artificiale, senza dover inseguire il momento giusto per premere lo scatto.
  • La modalit� Foto Notturna rapida, disponibile sui soli modelli Pro, sfrutta la TPU pi� potente del 50% di Tensor G6 per acquisire scatti notturni fino a 4,5 volte pi� velocemente rispetto alla generazione precedente,
  • mentre la nuova funzione Stili Fotografici permette di costruire un set personale di preset per foto e video, mantenendo per� una resa uniforme dell’incarnato in linea con la filosofia Real Tone di Google.

Sul fronte video, Stabilizzazione Pro e Video Boost abilitano riprese fino a 8K fluide anche in movimento, affiancate dalla nuova scheda Creator con strumenti di taglio rapido, riduzione delle riprese superflue e miglioramento vocale automatico.

Zoom Pro 120x contro Super Zoom 100x: il confronto con Pixel 10 Pro XL

Per capire quanto il nuovo teleobiettivo faccia davvero la differenza, abbiamo messo a confronto lo stesso soggetto ripreso al massimo ingrandimento da Pixel 10 Pro XL (100x) e dal nuovo Pixel 11 Pro XL (120x). Le differenze, va detto subito, non sono eclatanti: entrambi i sistemi lavorano ben oltre i limiti fisici dell’ottica, ricostruendo l’immagine tramite intelligenza artificiale a partire da una manciata di pixel reali catturati dal sensore.


A sinistra Pixel 10 Pro XL a 100x, a destra Pixel 11 Pro XL a 120x

Sulla casa con la tenda a righe, Pixel 11 Pro XL restituisce un filo in pi� di definizione sulle venature del tessuto e sui contorni delle foglie, ma introduce anche una texture leggermente pi� uniforme e “levigata”, tipica di una ricostruzione algoritmica pi� che di un reale guadagno ottico. La differenza � percepibile solo affiancando i due scatti, non certo a colpo d’occhio.


A sinistra Pixel 10 Pro XL a 100x, a destra Pixel 11 Pro XL a 120x

Sul secondo confronto, quello sulla fioriera, lo scarto � pi� evidente: il fogliame ripreso da Pixel 10 Pro XL appare morbido e sfumato in modo naturale, mentre Pixel 11 Pro XL restituisce ciuffi di foglie dai contorni pi� netti, quasi disegnati, con un livello di dettaglio che sembra eccessivo rispetto alla plausibilit� reale della scena. � l’esempio pi� chiaro di come l’elaborazione IA del nuovo teleobiettivo tenda a “immaginare” una quantit� di dettaglio superiore a quella effettivamente presente nella scena originale: il risultato � visivamente pi� gradevole, ma non � detto che sia pi� fedele a quanto inquadrato dall’obiettivo.

Al di l� del confronto sullo zoom estremo, negli scatti di uso comune raccolti durante la prova la fotocamera di Pixel 11 Pro XL mantiene una coerenza cromatica solida tra i vari moduli: i toni pelle restano naturali e coerenti tra grandangolo e fotocamera selfie, senza le derive verso il freddo o il troppo saturo che a volte si notano passando da un sensore all’altro sui rivali.

Il grandangolo principale conferma la solidit� mostrata negli scatti diurni, con una gestione dinamica del cielo e delle ombre convincente anche in controluce. Il selfie da 42 MP, prodotto dalla fotocamera anteriore Dual PD, restituisce ritratti ben definiti con una separazione dallo sfondo naturale e senza gli aloni artificiali tipici di una segmentazione troppo aggressiva, mentre la modalit� macro riesce a isolare soggetti molto piccoli con un dettaglio sorprendente e una resa cromatica fedele anche in condizioni di luce artificiale mista.

Prezzo

In Italia Pixel 11 Pro XL parte da 1399 euro nel taglio da 256 GB, contro i 1199 euro di Pixel 11 Pro e i 999 euro di Pixel 11 base. Il preordine � partito il 12 agosto alle 16, con disponibilit� sugli scaffali fisici e online dal 20 agosto su Google Store, Amazon, Mediaworld, Unieuro ed Euronics.

Al lancio, su Amazon, Mediaworld, Unieuro ed Euronics � attiva fino al 13 settembre una promozione che riconosce fino a 400 euro di valutazione per la permuta dell’usato su Pixel 11 Pro XL, con 100 euro aggiuntivi per chi consegna in permuta un altro Pixel. Sul Google Store, valido fino al 1� settembre, la stessa valutazione di 400 euro si accompagna a uno sconto sull’acquisto di un Pixel Watch 5, disponibile da 419 euro nella cassa da 41 mm e da 449 euro in quella da 45 mm. Clicca qui per saperne di pi�.

A quella cifra, Pixel 11 Pro XL si posiziona senza sconti nella fascia pi� alta del mercato Android, quella occupata dai top di gamma Samsung e dai concorrenti cinesi pi� ambiziosi: un posizionamento che il comparto fotografico giustifica pienamente, mentre le prestazioni pure e la velocit� di ricarica faticano un po’ di pi� a reggere il confronto diretto con quanto offerto altrove a parit� di spesa.

Considerazioni finali

Pixel 11 Pro XL conferma che il vero motivo per cui scegliere un Pixel � la fotocamera: la coppia grandangolo-teleobiettivo rinnovata, il nuovo Zoom Pro 120x e la generosa dose di intelligenza artificiale generativa rendono difficile tornare a casa con uno scatto da buttare, anche se lo zoom estremo va preso pi� come esercizio di stile che come strumento di documentazione fedele.

Sul resto della scheda tecnica, Google Tensor G6 non convince del tutto chi guarda ai numeri puri dei benchmark, ma restituisce comunque una fluidit� d’uso quotidiana di alto livello grazie all’ottimizzazione software, a patto di accettare un certo surriscaldamento sotto sforzo prolungato. HiLight resta una chicca gradevole pi� da mostrare che da usare davvero tutti i giorni, mentre la ricarica, pur pi� rapida rispetto al passato, e la capacit� della batteria restano i due fronti su cui Google ha ancora margine di crescita rispetto ai rivali pi� aggressivi del settore.

Resta poi il tema delle dimensioni: Pixel 11 Pro XL � pensato per chi non teme un telefono grande e pesante in tasca, mentre chi cerca un compromesso pi� equilibrato pu� guardare con interesse a Pixel 11 Pro, identico sul fronte fotografico ma pi� contenuto nelle misure. A 1399 euro di partenza, la scelta finale dipende da quanto la fotocamera pesi nelle proprie priorit� d’acquisto: se � la voce principale, Pixel 11 Pro XL non delude.


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