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Un percorso di medicina preventiva nel cuore del Trentino che parte dall’acqua termale, il cuore di tutto, e unisce crioterapia, galleggiamento a secco, nutrizione antinfiammatoria e la terapia forestale. Un’esperienza intensa tra scienza, natura e profondo relax. Che ho avuto il piacere di vivere e che con altrettanto piacere vi racconto (e vi consiglio).
Avete presente quei periodi intensi in cui la tua agenda (e la tua testa) sembrano un campo minato, tra code lunghissime di progetti di lavoro e impegni personali, deadline e appuntamenti che si accavallano e una to-do list che si allunga invece di accorciarsi? Ecco, benchè io faccia un lavoro bellissimo e super stimolante (e soprattutto come ci piace scherzare nell’ambiente, tra addetti ai lavori, “non salvo vite”), anche a me succede e in quei momenti non desidero altro che staccare la spina, mettere il telefono in “modalità aerea” e sparire letteralmente per qualche giorno… per ritrovare me stessa (e perché no, il mio glow).
E infatti il Longevity Retreat che ho fatto alle Terme di Comano – un posto incantevole immerso in un altrettanto incantevole parco termale ai piedi delle Dolomiti del Brenta che ti rigenera solo a vederlo da lontano, durante il viaggio – è una full immersion di salute e benessere, perfetto per dedicarsi del tempo di qualità. E no, non è la solita pausa spa! È un vero e proprio “reset” di corpo e mente. E quando arrivata a destinazione scendi dall’auto, ti guardi tutto intorno – è natura pura – e inizi a respirare, hai una certezza: quella sensazione di rigenerazione di cui sopra, nelle 48 ore a venire, potrà solo aumentare in maniera esponenziale. E tutto lo stress accumulato sembra già all’istante un lontanissimo ricordo. (Qualcuno ha detto per caso Google Calendar?)
Ecco! Le storiche Terme di Comano (eccellenza italiana per la dermatologia) hanno giustappunto tradotto oltre dieci anni di ricerca clinica nel nuovo metodo Longevity by Nature: un approccio che unisce l’acqua termale – con il suo ventaglio di proprietà antinfiammatorie, riequilibranti e rigenerative – la natura del parco (da vivere anche emotivamente) e le più avanzate tecnologie mediche.
Risultato? Ok, ve lo spoilero! Sono tornata a casa con una “nuova” pelle, un’energia ritrovata e la sensazione di aver riportato l’orologio biologico indietro di qualche anno. E… (quasi dimenticavo!) una matta voglia di tornarci, il prima possibile! Curiose di scoprirne di più? Vi racconto tutto nel dettaglio!
Anti-age vs Longevità
Partiamo dalle basi, ovvero dal focus intorno al quale ruota tutto il retreat (e l’intero concept del parco): la longevità. Che è ben diverso dal concetto di anti-aging. Per anni siamo stati legati all’idea che “curare la pelle” volesse dire correggere i segni del tempo quando sono già comparsi. Ma la vera rivoluzione di cui si parla oggi nelle più evolute cerchie di beauty-addicted e addette ai lavori è la longevità sistemica: spegnere le micro-infiammazioni silenti (il famigerato inflammaging) agendo sui fattori di stress prima che si trasformino in rughe o perdita di tono. E infatti in generale, non si tratta solo di vivere più a lungo, ma di vivere meglio più a lungo preservando funzionalità, autonomia, energia e qualità della vita.
Ed è proprio questo che si fa a Comano, dove l’obiettivo non è soltanto prolungare la vita ma intervenire sui meccanismi biologici che accelerano l’invecchiamento – in particolare, come dicevo, l’infiammazione cronica di basso grado, lo stress ossidativo e la glicazione, per migliorare in modo visibile e misurabile la qualità della vita nel tempo. E fornendo un cofanetto assortito di strumenti personalizzati per il raggiungimento del benessere… a lungo termine.
Il percorso non inizia a caso, si parte da un check-up iniziale, ovvero da una valutazione clinica guidata dal Longevity Coach che misura la vera età biologica (dallo stress ossidativo alla composizione corporea, fino alla variabilità della frequenza cardiaca).
Da lì nasce un programma sartoriale che si sviluppa in 5 retreat tematici (Skin, Sleep, Detox, Relax e Activity), declinati in percorsi di quattro o otto giorni. Il tutto mirato a gestire lo stress psicologico, al riequilibrio alimentare e metabolico, al recupero del movimento e della forza muscolare. Ed anche al riequilibrio del sonno e dei ritmi biologici. Per intercettare e ridurre i processi biologici dell’invecchiamento prima che si trasformino in patologia.
Crioterapia, barefooting e acqua termale: la mia ricetta del benessere
In che modo si raggiunge l’obiettivo prefissato?
Iniziamo dal cuore di tutto: lei, l’Acqua Termale, la regina indiscussa di Comano. Sgorga a una temperatura costante di 27°C nel cuore delle Dolomiti di Brenta ed è un’acqua bicarbonato-calcio-magnesiaca con una carta d’identità scientifica unica. Parliamo dell’unico centro in Italia ad aver investito oltre 750.000 euro in ricerca, con più di 90 pubblicazioni internazionali che ne attestano le proprietà antinfiammatorie, lenitive e rigenerative.
Ma la vera chicca che mi ha affascinata da beauty editor è la scoperta del Mesorhizobium comanense: il microbiota nativo ed esclusivo di quest’acqua, da cui le Terme hanno brevettato il principio attivo Lysacom Biome® (il segreto della loro linea skincare). Tra bagni termali che disinfiammano la pelle, inalazioni e la cura idropinica (ovvero berla quotidianamente), quest’acqua agisce come un cosmetico naturale sistemico: riequilibra il microbiota intestinale e cutaneo, spegne i rossori e stimola la rigenerazione cellulare dall’interno. Immergersi qui è una vera benedizione per la pelle stressata
E poi, ho apprezzato la sinergia con la tecnologia medica che consente di agire sui principali meccanismi biologici dell’invecchaimento precoce in maniera non invasiva.
Innanzitutto il Zerobody Cryo (Terapia del Freddo), una sferzata d’impatto a una temperatura tra i 4 e i 6 gradi C per pochissimi minuti, in un formato sicuro, progressivo e altamente tollerabile. Si differenzia dalla classica crioterapia, in quanto ci si immerge in una vasca d’acqua fredda, lentamente e avvolti in una membrana che rende l’immersione più tollerabile che a corpo nudo: in pratica ti immergi restando asciutto. Ma intanto, lo stimolo del freddo provoca prima vasocostrizione e poi una fortissima vasodilatazione che riattiva il microcircolo e regala una compattezza pazzesca ai tessuti. Una volta usciti da lì ci si sente rinati, con un corpo nuovo e leggerissimo.
Poi c’è un sistema di Rigenerazione Cellulare, il Mitovit® che tramite una maschera respiratoria e senza alcuno sforzo fisico, alterna fasi di ipossia e iperossia per “allenare” le cellule, eliminando i mitocondri vecchi e stimolando la produzione di energia nuova.
Super rilassante lo Zerobody Dry Float, è l’alleato perfetto per un rilassamento profondo e un vero e proprio reset neurofisiologico: si tratta di un galleggiamento, asciutto, (pensate si può fare anche da vestiti) su oltre 400 litri di acqua calda che azzera la gravità, portando il sistema nervoso in uno stato di riposo profondo, con un accompagnamento sonoro delizioso. Così distensivo da abbandonarsi completamente, sembra di fluttuare in mare aperto… senza il timore di andare troppo al largo.
E come non citare il barefooting nel Parco UNESCO: 14 ettari di biodiversità qualificati per la Terapia Forestale. Camminare a piedi nudi sull’erba rugiadosa e respirare i monoterpeni degli alberi abbatte statisticamente i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress che distrugge il nostro collagene).
A tavola con la longevità: la nutrizione funzionale che fa risplendere
Impossibile parlare di questo retreat senza citare la cucina, perché la longevità e la salute della pelle partono prima di tutto da cosa mettiamo nel piatto. Dimenticatevi i digiuni punitivi, i beveroni o le diete tristi: qui il cibo è una vera e propria terapia sensoriale.
Guidati dai principi della nutrizione antinfiammatoria, lo chef e il team di nutrizionisti delle Terme hanno creato menù che sono un inno al gusto e alla salute. A partire dalla colazione funzionale fino alla carta Light Lunch e alle cene Longevity, al Grand Hotel, la regola d’oro è l’equilibrio: drastica riduzione di zuccheri raffinati e cibi ultra-processati, a favore di proteine nobili, cereali integrali, grassi “buoni” (ricchi di Omega-3) e tantissime fibre per nutrire il microbiota intestinale — che, come sappiamo bene nella beauty community, è il primo responsabile del glow del nostro viso!
Per darvi un’idea dell’attenzione pazzesca alla biochimica del piatto, la cena si apre con un rituale metabolico serale: un brodo caldo di verdure profumato allo zenzero e curcuma, pensato per disinfiammare l’addome. Per darvi un’idea dei piatti, tra i principali spiccano delizie come il Risotto Vialone Nano alla buccia di agrumi con tartare di trota marinata al pepe bianco e clorofilla d’olio al basilico, o i Medaglioni ai ceci, ortica, miglio e pak-choi brasato.
E poi per finire in bellezza, il rituale digestivo: una piccola porzione di verdura cruda condita con succo di limone, origano e timo per evitare picchi glicemici, seguita da un fresco sorbetto allo Yuzu e rosmarino (delizioso) e da infusi di melissa e camomilla.
Insomma, riuscite a percepire il gusto, vero? Si mangia benissimo, con piatti gourmet impiattati magnificamente che valorizzano le materie prime del territorio trentino, ma ci si alza da tavola leggeri, sazi e con un picco di energia costante, senza quell’abbiocco post-pranzo che solitamente ci stende.
La mia esperienza: 2 giorni di puro reset. Ve lo racconto
Varcare la soglia del Parco Termale nel cuore del Trentino è stato come fare un sospiro di sollievo:ci si lascia alle spalle il rumore della città e cambia subito il ritmo. Il mio weekend è iniziato con il primo approccio sensoriale ai trattamenti, tra tecniche di respirazione guidata e il rituale della colazione Longevity.
Una delle prime regole del retreat che ho fatto subito mia? Bere l’Acqua Termale di Comano appena possibile. Ho iniziato a sorseggiarla con costanza fin dal mattino per sfruttare al massimo la cura idropinica: un gesto semplice che, giorno dopo giorno, purifica l’organismo dall’interno e dà una spinta pazzesca all’idratazione della pelle. Ma non mi sono fermata qui: ho provato anche le inalazioni con l’acqua termale, un vero e proprio aerosol naturale che libera le vie respiratorie, purifica in profondità e dà una sensazione di pancia e petto leggeri che si riflette subito sul viso.
Poi siamo uscite nel verde per la mia attività preferita, la sessione di barefooting nel parco: sentire la terra e l’erba rugiada sotto i piedi mi ha tolto letteralmente di dosso settimane di tensione accumulata. E il weekend è stato un crescendo di emozioni e puro relax: prima la scarica di adrenalina della crioterapia che mi ha lasciato una pelle di porcellana e gambe leggerissime, poi il galleggiamento asciutto sul Dry Float che è stato come volare. E poi ci siamo concesse il percorso in spa, tra la sauna che rigenera, il bagno turco purificante, l’idromassaggio e, soprattutto, l’immersione totale nel bagno d’acqua termale. Un passaggio caldo-freddo che riattiva la circolazione e regala una morbidezza alla pelle incredibile.
E poi a tavola, il momento perfetto per nutrirsi in modo sano e per lo scambio: condividere l’esperienza con il gruppo e confrontarsi su quanto ci sentissimo profondamente cambiate. E infatti, tra rituali benessere e un senso di gratitudine immenso, il retreat è sytato un’immersione completa nell’approccio longevità, che mi ha permesso di portare a casa una pelle trasformata e un nuovo stile di vita da custodire.
Il post-retreat: la prova dello specchio (e della vita reale)
Cos’è che ho visto a casa il lunedì mattina, prima di rientrare in ufficio? Una nuova me. E un effetto glow che non era affatto svanito.
La mia pelle ha ritrovato quella grana compatta, uniforme e idratata, è più riposata. I pori visibilmente affinati, i rossori del viso del tutto azzerati (merito dell’azione combinata di crio e acqua termale!) e l’incarnato emana quella luminosità sana e naturale che fa venire voglia di dimenticarsi del fondotinta.
Ma la cosa più bella è la lucidità mentale e il boost di energia con cui si torna alla routine. E lo stimolo in più a prendersi cura di sè e sempre meglio, con attenzione sempre più mirata a stile di vita, nutrizione e movimento per continuare a coltivare la “riserva di salute” ogni giorno, dopo il retreat.
Insomma, se ora vi chiedessi dove andare per ritrovarsi, cosa rispondereste?
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Team MyPersonalTrainer
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