Infrastrutture, economia, innovazione, giovani, startup, turismo: sono i temi al centro della decima edizione di Fattore R – Romagna Economico Forum, uniti dal fil rouge della “Romagna, super area economica e urbana”. In un Teatro degli Atti a Rimini da tutto esaurito si sono confrontati istituzioni, imprese e associazioni per fotografare il presente e delineare le strategie del futuro della Romagna.
Sulle infrastrutture come strumento decisivo per la competitività si è soffermato il presidente della Regione Emilia–Romagna Michele De Pascale. “Già ora la Romagna può contare su asset strategici come il porto di Ravenna e il sistema aeroportuale, leve importanti per la logistica, il turismo e l’internazionalizzazione. Ma dobbiamo affrontare e sciogliere altri nodi sul fronte dei collegamenti ferroviari e stradali, lavorando con il Governo e chi sovrintende la programmazione degli interventi a livello nazionale, per arrivare a concretizzare i progetti. In particolare stiamo lavorando per arrivare entro dicembre a firmare l’intesa quadro con Anas e RFI per i finanziamenti ai progetti sul tavolo. Così saremo in grado di partire operativamente subito, evitando le dinamiche della campagna elettorale che terranno banco il prossimo anno e che potrebbero rallentare l’operatività”.
A porre lo sguardo della Romagna nel contesto mondiale è stato l’economista Lorenzo Bini Smaghi, tornato al Forum dopo un decennio. “Dieci anni fa nel raccontare il tessuto economico della Romagna, sempre a Fattore R, avevo detto che il piccolo è bello era a rischio. A distanza di un decennio dico che invece resiste grazie anche a un tessuto istituzionale che l’ha sostenuto ed a un territorio sano. Sono dell’idea però che la dimensione d’impresa conti al cospetto di una concorrenza globale e all’avvento dell’Intelligenza artificiale che cambierà tutto. Torno dalla Cina dove si parla solo di IA e robotica, e questo ci dice su dove va il mondo”.
L’ex membro del comitato esecutivo della Banca Centrale europea si è soffermato anche su quanto sta avvenendo nel mondo giovanile in Italia. “La nostra generazione non può dare sempre la colpa ai giovani. Se guardiamo alle politiche degli ultimi anni si è investito sempre più sugli anziani (due esempi: quota 100 e il bonus 110 che favorisce chi la casa già ce l’ha), mentre la spesa per l’istruzione è scesa. La difficoltà dei giovani è evidente e bisogna aprire gli occhi su quanto sta avvenendo”.
Infine lo sguardo al contesto internazionale. “L’economia europea è colpita da shock esterni per l’affermarsi di un nuovo ordine internazionale. Basti pensare a quanto avvenuto un anno e mezzo fa: Trump annuncia la lista dei dazi, la Cina risponde con la restrizione sulle terre rare. Due fatti che hanno prodotto un impatto terribile sull’economia mondiale a testimonianza che siamo in una situazione geopolitica completamente mutata”.
Il forum, moderato dal giornalista Rai Gianluca Semprini, si è aperto con un confronto con le quattro città della Romagna. Tutti sono stati d’accordo: si è fatto molto, ma si può – e si deve – fare di più. Ognuno declina le strategie di crescita secondo la vocazione del proprio territorio in un’ottica di sinergia. Jamil Sadegolvad sindaco di Rimini ha posto l’accento sull’integrazione dei sistemi aeroportuali che ha evidenziato una crescita dei passeggeri in tutti i territori della Romagna. Altri temi al centro della sua riflessione: energia, università e turismo. Per il sindaco di Cesena Enzo Lattuca un driver fondamentale è la qualità della vita che la Romagna sa offrire, senza per questo abbassare la guardia su segnali di difficoltà che serpeggiano anche qui. Da sorvegliare, in particolare, la tenuta del tessuto industriale. L’assessora alle politiche economiche e università, Paola Casara, intervenuta in rappresentanza del sindaco di Forlì Gianluca Zattini, rimarca il dialogo collaborativo delle città romagnole fra loro e con la Regione e insiste sul ruolo decisivo della presenza dell’università come volano di crescita e di attrattività. Le infrastrutture sono al centro per il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni: dall’aeroporto al porto, ai collegamenti stradali, insieme devono costituire un sistema in grado di rispondere alle esigenze del territorio. Una sinergia fondamentale per far fronte a passaggi complessi come quello attuale della crisi energetica, che colpendo direttamente l’autotrasporto si riflette sul sistema produttivo.
Antonio Patuelli, presidente ABI (Associazione Bancaria Italiana), è partito dal tema d’attualità sulla tassazione delle banche: “Tra Ires, cedolare secca, e addizionali varie per banche e assicurazioni, la somma che pagano gli azionisti delle banche si avvicina al 60% di imposte. Qualcuno mi spiega perché le big tech che vengono da fuori Europa pagano invece pochissimo?”. Patuelli poi ha concentrato l’intervento sui tassi e le aspettative economiche. “Noi abbiamo il 2,50% del tasso della Bce – ha proseguito -, poco più della metà del tasso americano e del tasso britannico. Da qualche giorno il mercato dei titoli di stato sta dando segni di tensione molto superiore rispetto all’aumento del tasso BCE (0,25%). C’è un motto di Metternich che dice che quando Parigi starnutisce, l’Europa ha l’influenza. Il rendimento dei titoli a dieci anni questa mattina ha aperto a Parigi a 5.06, tasso più alto in Europa, doppio del tasso ufficiale della Bce. Noi Italia siamo al 4.59. Lo spread con i titoli tedeschi è 128 punti base, molto più basso di quelli che ricordiamo drammaticamente. Ma la Germania non ha più tassi vicini a zero, questa mattina era 3,31%. Il Regno Unito è il 5.31%, gli Usa 4.97%’. Quando crescono questi tassi le banche devono per ragioni di prudenza cautelarsi, coprendo eventuali dinamiche potenziali di mercato con ulteriori accantonamenti prudenziali: le banche non sono monadi, non hanno la pietra della fortuna. Sono fatte di persone e vivono in un mercato aperto mondiale'”.
A seguire l’intervento delle Camere di Commercio. Il primo a parlare Carlo Battistini, Presidente Camera di commercio della Romagna, che ha posto l’accento su innovazione, imprenditorialità e formazione. Su quest’ultima: “A inizio 2026 le start-up innovative nell’area Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna erano 199, in aumento del 9,3% in un anno, a fronte di un calo nazionale dell’1,7% (-201 dal 2025 rispetto ad inizio 2026). E nel 2025 sono state presentate 924 domande di brevetti, l’11,5% in più rispetto all’anno precedente. La spinta all’innovazione c’è ma dobbiamo darle scala: collegare start-up e imprese consolidate, collegare ricerca e mercato, collegare capitale e innovazione, collegare competenze digitali con manifattura, turismo, agricoltura, commercio e servizi”.
La parola poi a Giorgio Guberti, Presidente della Camera di commercio Ferrara-Ravenna, che ha posto il suo focus su infrastrutture, innovazione e lavoro. “Le stime di Unioncamere dicono che le aziende capaci di attrarre e trattenere talenti under 35 segnano un +7,2% di produttività e le imprese con più giovani corrono più delle altre, registrando una crescita del fatturato e dell’occupazione superiore di 1,5 punti percentuali (Istat). La propensione a fare innovazione di processo cresce fino ai 36 anni di media degli occupati e quella di prodotto fino ai 42, per poi flettere vistosamente. Data la composizione attuale della forza lavoro, il risultato è che il 60% delle imprese italiane ha già superato la soglia anagrafica oltre la quale cala la spinta a innovare. Mettere in campo azioni in grado di invertire la marcia, facendo, ad esempio, tornare in Italia la metà dei giovani che hanno deciso di espatriare, produrrebbe un beneficio enorme, stimato in 12 miliardi di euro, pari a mezzo punto del Pil”.
Nella tavola rotonda sul tema “Competere insieme: le imprese nell’era della Super Area Economica”, si sono confrontati sei imprenditrici e imprenditori da tutta la Romagna: Franco Callegati, del Comitato Tecnico Scientifico di PulseR, Otello Cenci Presidente di Made Officina Creativa di Rimini, Renata Mantovani, presidente della cooperativa sociale CAD di Forlì, Mirella Masi, tra i fondatori di Altamarea Beach Village, Aida Morelli, Presidente dell’ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po, Ombretta Sequino, amministratrice delegata di Mase Generators di Cesena e Gen Set.
A seguite Cecilia Bavera di Bper Banca. “La Romagna ha le caratteristiche per rafforzarsi come una grande area economica integrata. Può contare su una forte cultura d’impresa, su filiere produttive riconosciute e su una vocazione turistica che continua ad evolvere. La sfida è trasformare questi punti di forza in nuova crescita, sostenendo gli investimenti necessari per aumentare competitività, produttività e qualità dell’offerta. I segnali che arrivano dal territorio mostrano una spiccata volontà di investire, con riqualificazione, innovazione, sostenibilità che sono principali direttrici che ci vedono coinvolti”.
Matteo Zoppas, presidente di Agenzia ICE, in un intervento video ha messo in evidenza il peso della Romagna sulla bilancia dell’export: “Questo territorio dà un contributo importante al Made in Italy, una capacità creativa e industriale che ha portato all’affermazione a livello mondiale di marchi e prodotti d’eccellenza. Oggi il valore dell’export romagnolo si attesta a circa 13,5 miliardi di euro su un totale di 640 miliardi a livello nazionale (con una stima finale per il 2026 di 670 miliardi). Sono risultati che arrivano grazie all’attività dei colossi romagnoli, ma anche delle piccole e medie imprese che concorrono alle varie filiere”.
Nel corso del Forum anche il video racconto con storie di esperienze imprenditoriali dal territorio con le testimonianze di Alberto Gnoli di Hospitality Marketings di Rimini, Andrea Menghi della startup Anm22.it Gemba, Andrea Falzaresi di Club Family Hotel, Chiara Bertolasi di Cooperativa Serena, Massimiliano Ceccarini di Sipo a Bellaria, Alessandro Nicolucci di Vini Nicolucci di Predappio, Mirko Debianco società agricola L’Oro del Daino, Nicolò Bianchini azienda agricola I Muretti, Maurizio Arduini di Turci bevande, Marco Cerri di Rivazzurra Village.
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