Il sogno più grande è scovare un’idea in grado di diventare quanto prima un unicorno: una start-up privata che raggiunge una valutazione di mercato di almeno un miliardo di dollari senza neanche una quotazione in Borsa. A questo ambisce chi fa Venture Capital. Sono i condottieri moderni della crescita. Non semplici “portafogli” pronti a fare bonifici o a staccare assegni, ma strateghi che scelgono dove combattere in un mondo economico globalizzato valutando il potenziale di un’intuizione.
Oggi le opportunità più interessanti sulle quali investire vengono dal biotech, dal farmaceutico, dall’aerospazio, dal deeptech e dall’intelligenza artificiale. Secondo i dati dell’Osservatorio trimestrale sul Venture Capital in Italia di Growth Capital e Italian Tech Alliance, nei primi nove mesi del 2026 sono stati investiti 1,465 miliardi di euro nelle start-up italiane contro gli 855 milioni dello stesso periodo del 2025, mentre i round (cioè, le occasioni di raccolta dei capitali per finanziare proprio le nuove imprese) sono scesi da 306 a 210.
IL PIANO
Nel Lazio la Regione ha deciso, attraverso Lazio Innova, di rafforzare l’accesso al capitale di rischio per start-up e Pmi innovative. Per fare tutto questo ha messo in campo 140 milioni di euro grazie al cofinanziamento del programma regionale Fesr 2021-2027 che consente di accompagnare i progetti nel loro percorso di crescita. Le idee della ricerca si fanno concrete grazie ai percorsi di accelerazione. Questo permette di entrare con maggiore facilità nel mercato e di iniziare a presentarsi in modo competitivo.
LE MISURE
Quattro sono i pilastri del sistema. Tt Venture Lazio interviene sul trasferimento tecnologico e sulla valorizzazione della ricerca attraverso un programma da 11,5 milioni di euro, gestito direttamente da Lazio Innova e articolato in quattro call, ciascuna delle quali selezionerà almeno 50 team o startup, per una platea complessiva prevista di 200 beneficiari e 8 start-up investite. Le opportunità investibili emergono dal programma Technology Transfer Lazio, dove lo scouting, l’accompagnamento e l’investimento sono parti di uno stesso processo che serve per non abbandonare chi ha lanciato l’idea e che fa di tutto per portare a termine il progetto. Poi c’è Innova Venture 2, con una dotazione pubblica di 5,25 milioni di euro e almeno 15 start-up investite, che realizza investimenti diretti insieme a co-investitori indipendenti. La portafoglio di opportunità deriva dal network costruito da Lazio Innova, dalle relazioni con start-up, investitori, incubatori, università e operatori dell’ecosistema e dalla rete degli Spazi Attivi che sono un po’ come “antenne” sparse in tutta la regione per aiutare chi vuole entrare nel mondo dell’imprenditoria grazie a idee innovative.
Venture Tech Lazio opera attraverso nove acceleratori di impresa che supportano le start-up con alto potenziale di crescita ad entrare più velocemente sul mercato e con i quali sono stati sottoscritti specifici contratti di associazione in partecipazione. Gli operatori mobilitano complessivamente circa 31,7 milioni di euro e prevedono almeno 150 start-up investite, associando capitale, servizi specialistici e programmi di accelerazione. Qui i gruppi di lavoro comprendono numerose figure chiave che fanno leva su reti differenziate di partner industriali, finanziari, tecnologici, accademici e della ricerca.
Lazio Venture 2 è destinato ai gestori vigilati e opera attraverso sei Fondi di investimento alternativi (Fia) di recente costituzione, cinque dedicati al Lazio e uno parallelo, nei quali Lazio Innova ha assunto il ruolo di cornerstone investor, cioè l’investitore di riferimento. Sulla base dei rispettivi tetti massimi di raccolta, i sei fondi potrebbero raggiungere la quota complessiva di 173 milioni di euro e prevedono almeno 70 start-up investite. L’effetto di attivazione non riguarda soltanto le risorse finanziarie: la presenza di sei gestori, figure di riferimento con profili specialistici, società di consulenza, investitori istituzionali e privati e accordi con partner industriali, università, centri di ricerca, acceleratori e business angel (gli investitori informali) amplia la capacità di generare opportunità e di accompagnare le imprese verso nuovi percorsi di sviluppo.
Il Lazio ci crede: fondi raddoppiati e nove programmi di accelerazione
La due giorni “Venture Capital, una scelta vincente per il Paese. Focus Lazio”, si è aperta ieri nella sede di Lazio Innova, in via Marco Aurelio. Promosso dalla Regione Lazio e organizzato da Lazio Innova, l’appuntamento riunisce istituzioni, investitori e rappresentanti del mondo imprenditoriale per fare il punto sulle prospettive del venture capital.
L’APPUNTAMENTO
La giornata inaugurale, organizzata in collaborazione con Italian Tech Alliance, è stata anche l’occasione per presentare la strategia della Regione Lazio, che punta a rafforzare gli strumenti destinati alla crescita delle start-up innovative. «Abbiamo deciso di investire oltre 140 milioni di euro, una cifra record, raddoppiando i fondi della precedente programmazione europea, messo in atto sei grandi fondi di investimento e attivato nove programmi di accelerazione», ha dichiarato Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio, «L’obiettivo è supportare e far crescere 240 start-up». Tra i settori interessati: «Le cosiddette tecnologie strategiche e critiche, quindi life science, farmaceutica, aerospazio, automotive, intelligenza artificiale». La strategia regionale punta dunque ad accompagnare i progetti innovativi lungo l’intero percorso di crescita.
Ma la sfida delle istituzioni deve essere quella di rendere il venture capital sempre più centrale per lo sviluppo economico del Paese. A sottolinearlo è Francesco Cerruti, direttore generale di Italian Tech Alliance: «È un asset di sviluppo pazzesco per un paese moderno come l’Italia, ma è ancora sotto utilizzato. Noi ci auguriamo possa essere sempre più protagonista». Per Cerruti, infatti: «Il piano è inclinato in positivo, i numeri lo dimostrano chiaramente, ma a volte sembra che manchi un sostegno concreto da parte delle istituzioni pubbliche». Da qui la volontà di mettere insieme in queste due giornate pubblico e privato per approfondire i numeri e le politiche necessarie a rafforzare l’ecosistema dell’innovazione.
I PARTNER
Tra le realtà presenti che hanno potuto investire sulla crescita di start-up grazie al sostegno di Lazio Innova c’è Panakès Partners, società attiva nel settore delle medtech che ha avviato insieme al danese BioInnovation Institute “BII Catalyst Fund I for Italy”, uno dei primi fondi venture capital italiani dedicati al mondo delle scienze della vita: «L’obiettivo è riuscire a investire in 12-15 società nei prossimi tre-quattro anni, in modo che possano crescere e, ci auguriamo, portare nuovi farmaci ai pazienti», ha spiegato il co-fondatore Alessio Beverina «Molto spesso non si sa, ma il Lazio è una delle regioni più importanti in Italia per il settore farmaceutico».
La creazione di nuove imprese tech, partendo dalla ricerca scientifica e tecnologica, è il lavoro invece di un altro importante partner di Lazio Innova, Pariter Partners, come ha evidenziato il suo co-founder Matteo Elli: «Su 130 progetti ricevuti, ne sono stati selezionati 50, che avvieranno un percorso finalizzato alla costituzione di una propria impresa e potranno accedere anche a capitali messi a disposizione attraverso Lazio Innova».
Camilla De Sisto
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