Nascondi la trascrizione automatica
Imprese, mercati, tecnologie, innovazione, tutto questo è war room business.
Bentornati a Warum business per ogni tazzina di caffè che beviamo, produciamo uno scarto quasi equivalente in peso che moltiplicato per milioni di consumazioni al giorno in tutta Italia diventa un volume importante, ma se per anni è stato considerato solo un rifiuto ingombrante e a un certo punto qualcuno ha deciso di guardarlo diversamente e da quello scarto è nata un’impresa che oggi trasforma i fondi di caffè in plastica riciclata, prodotti finiti e nuove filiere ospite di questa nuova puntata di Warum business è Laura Gallo, founder, di Coffee from buongiorno Laura è benvenuta buongiorno, grazie grazie dell’invito. Allora Laura, come dicevamo in Italia, disperdiamo ogni giorno tonnellate di fondi di caffè,
In quel mucchio di scarti, però, tu sei riuscito a vedere qualcosa che poteva generare una nuova vita quando e come è scattata questa intuizione
Allora, come tutte le intuizioni e frutto, come dire, di una storia e un bagaglio relazioni e poi sicuramente delle opportunità che si creano nel 2015, in occasione di Expo stavamo lavorando io e i miei soci, i colleghi della cooperativa sociale in giardino, l’impresa sociale dal quale gemmata da startup innovativa a vocazione sociale Coffee from stavamo lavorando dicevo con un progetto di Lavazza e Novamont che si affacciavano ormai da qualche anno.
Ah, sul sullo scenario dell’economia circolare in Europa, quindi io, appunto, con i miei collaboratori abbiamo avuto l’opportunità di lavorare alla valorizzazione del caffè esausto dal Caffè del Decumano del dell’Expo 2015 grazie a questo progetto e abbiamo scoperto il valore abbiamo studiato, abbiamo creato relazioni e ne ha scoperto il valore del caffè perché appunto, come dicevi come racconta di più del 90% di ciò che viene utilizzato del caffè che viene utilizzato per produrre poi la bevanda,
Sia a livello industriale, ma anche a livello.
Così commerciale o privato, nelle nostre case,
Dicevo più del 90% del caffè che utilizziamo diventa uno scarto, diventa uno scarto che di solito va a finire in discarica e produce comunque
Il caffè contiene tantissimi elementi preziosi e quindi.
Già nel 2015, quando abbiamo cominciato un progetto per riutilizzare fu dai caffè per la creazione di chi te le produzioni dei funghi freschi all’eco, all’epoca Gunter Pauli aveva teorizzato a livello europeo
Come appunto esempio, come potessero nascere funghi dai fondi del caffè funghi commestibili e quindi chiudere, diciamo, l’economia circolare che da Muscato si può riprodurre.
Cibo e poi ciò che rimane tornava alla terra e noi l’abbiamo sperimentato per diversi anni. Ecco, dicevo quindi, riassumendo un po’la risposta alla sua domanda. È questo l’expertise, il know how, le relazioni della cooperativa sociale il giardino, né né i vari collaboratori che dà più all’epoca. Più di 25 anni si occupavano di impresa sociale, quindi anche valorizzazione di persone, quindi di attraverso l’inserimento lavorativo, quindi abituati a vedere due valore dove altri non lo vedono dal punto di vista, anche economico, oltre che di crescita e di sociale di comunità e grazie all’opportunità di Lavazza nuova, molto abbiamo, come dire, studiato il caffè e scarpe del caffè
E abbiamo unito persone intenti tra si industriali per arrivare a quello che oggi conosciamo
E infatti oggi Coppi from vende diversi tipi di prodotto dalla materia prima, come dicevo anche nel cappello introduttivo dalla materia, prima per l’industria della plastica, a servizi di consulenza fino a prodotti finiti qui a Warum business, ovviamente parliamo di business e quindi ti chiedo dove si trova concretamente il margine e quale di queste linee sta guidando in questo momento la crescita della start up.
C’è un bisogno che viene espresso dal delle multinazionali del del cibo, dalle multinazionali del packaging.
Che è quello di poter offrire al mercato delle soluzioni di packaging.
Sostenibili,
Si parla di obiettivi 2030, ormai da diversi anni si parla di regolatoria del da miopia, quindi della partire ciclo e di target che l’Europa chiede alle imprese.
Proprio in termini anche di percentuali di riciclato o di fonte organica di tutto il packaging alimentare e non alimentare, e questo è un bisogno del mercato, quindi un’opportunità
L’altro o l’altra opportunità e il concetto di simbiosi industriali industriale, quindi ciò che è uno scarto per un’impresa può diventare o per la stessa impresa, ovvero un’altra impresa, quindi all’interno di filiere anche parallele, un input di produzione.
E questo è la parte sicuramente regolatoria e di contesto, ma il bisogno delle imprese multinazionali dell’industria della manifattura.
È quello di andare a trovare delle soluzioni di mercato che valorizzino i loro scarti, in questo caso parliamo del caffè esausto post industriale.
Perché sin dall’inizio noi siamo partiti come dire, o meglio, dall’inizio da quel famoso 2015 della tua domanda precedente, noi partivamo in maniera molto iniziare quando ancora in Italia non esisteva la legge and waste
Che era solo direttiva europea che poi è stata recepita il 21 gennaio 2020 in Italia, quindi parliamo appunto di un lassù 2015 2020 il cibo, la parte.
Regolatoria andava ancora definita, noi nel frattempo abbiamo lavorato con del caffè, quindi con uno scarto, diciamo dei bar, no quindi in maniera molto informale, ma stavamo preparando con le grandi imprese che utilizzano il caffè, grandi quantità di caffè per andare a riempire diciamo di caffè cioccolatini dunque di fare la parte che ha perso nubile.
La
Come dire la il tutta la filiera, ecco industriale, per poter valorizzare quello scarto, quindi abbiamo due bisogni simbiosi industriali.
Investire e trovare delle soluzioni per l’ambito del del target, della sostenibilità del packaging ecco, queste sono, diciamo, le esigenze, i bisogni e i come dire, i filoni che noi abbiamo seguito sin dall’inizio, ecco, in questo ambito Coffee from A
Quindi prima la cooperativa sociale, il giardino che poi Espinho fatto confronti è nata poi nel 2022, mentre il corso, come dire, è appunto quello che vi ho raccontato negli anni precedenti, è proprio questo andare a
Contaminare la filiera
Della plastica e della bioplastica a livello italiano ed europeo.
Eh.
Costruire delle prassi
Di relazioni industriali per poter andare a valorizzare ciò che prima non poteva essere valorizzato né perché ci fosse una soluzione, come dire regolatoria, né perché ci fosse una soluzione di mercato, quindi noi abbiamo investito e lavorato a questo costruito negli anni una filiera industriale in questo ambito
Avrei voluto chiedertelo più avanti, ma a questo punto anticipa la domanda perché in parte forse mi hai già risposto hai parlato appunto di normativa europea, si parla molto di economia circolare, molto meno di cosa significhi farlo, parla davvero tutti i giorni in un’impresa piccola mi pare di capire da quello che ha spiegato che quindi la normativa europea su riciclo e sostenibilità per voi sia stata una spinta più che un ostacolo.
Mi permetto di dire che è stato entrambe le cose nel senso che.
A me piacciono le sfide.
E ho e credo che per cambiare.
I processi industriali, veramente invertire la rotta da un processo lineare è un processo circolare.
E i contaminare realmente definire sia necessario andare oltre, a volte come dire quello che si può vedere, ed è chiaro quindi, tornando alla sua domanda.
Occorre ed è questo è quello che abbiamo fatto, andare oltre la normativa, perché la normativa.
Non è mai sufficiente, non è mai abbastanza.
è un processo e noi lo abbiamo visto in questi anni in questi lunghi quasi 11 anni dal 2015, è un processo e quindi è necessario investire in diverse soluzioni per poter quindi essere compliance rispetto alla normativa. Eh eh
Proporre al mercato e avere sempre almeno un paio di strade da poter percorrere.
Noi in questo momento, per esempio.
Siamo consapevoli, noi, i nostri tecnici soci.
Siamo consapevoli che la normativa,
End of waste e diciamo i target di sostenibilità e diciamo anche la normativa regolatoria del Regolamento 10 2011 si mi permetto, se mi permetti, sono un pochino più Bebek alla eterni interna per poterti dare guardarvi Darren ascoltatori, un un esempio pratico, il Regolamento 10 2011 e quel regolamento che epurato poi da Elsa che l’organizzazione europea che si occupa del food safety quindi che controlla che
Ci sia sicurezza per i consumatori europei rispetto al tutta la parte di packaging plastico, e c’è un.
Un allegato in negato, uno che elenca, diciamo i.
Gli input Cai che fanno parte, diciamo, del packaging, che sono approvati.
Per poter inserire un nuovo input di tradizione cominciamo uno scarto okay, è necessario fare una sorta di Petition, quindi una una richiesta okay e andare a investire diversi
Decine di migliaia di euro in analisi, ricerche e potete solo immaginare quanti sono gli scarti organici dell’industria a livello europeo che potrebbero essere valorizzate al marchio della birra.
Al guscio delle noccioline al okay e quali sono poi i processi chimici e meccanici,
Le prassi
Le contaminazioni industriali, le filiere che si possono creare.
Che hanno un livello di ricerca e sviluppo e di investimento imprenditoriale che, come dire di un certo calibro che può fare la PMI, può fare la startup, può fare la grande industria, la media industria o una combinazione di tutto questo e poi c’è la parte regolatoria, quindi, se questi ingredienti che noi decidiamo di andare a introdurre come input di produzioni che può essere anche solo lignina, la cellulosa non è presente in questo allegato 1 o io non seguo parallelamente l’introduzione di questo allegato, non avrò la possibilità, poi, tra due o tre anni sta facendo ricerca e sviluppo di introdurre sul mercato un,
Prodotto che sia compliance rispetto alla normativa che ho fatto. Un esempio pratico però per raccontano quindi che è un contesto normativo
è un ostacolo, è un’opportunità, eh eh eh, come dire, va presidiato in diversi modi da parte dell’industria e anche tutti debbano della nostra startup che ormai da diversi anni studia anche un po’questo questa prassi
Sì, molto chiaro, il percorso di accelerazione vi ha aiutato a mettere a fuoco il modello di business qual è se c’è un collo di bottiglia della scalabilità, oggi la disponibilità di fondi, la capacità industriale, il capitale o la domanda, la domanda,
Se dovessi fare un una gerarchia di priorità tra quelli che hai detto tutto è molto calzanti e ti ringrazio perché non è semplice, come dire, trasmettere il fuoco o no delle difficoltà del business, ma anche l’opportunità, diciamo green,
La domanda perché la domanda viene, come dire, sicuramente guidata dai consumatori.
Ma in realtà è guidata dalle dalle industrie che scelgono di fare quindi nelle industrie del
Di distribuzione di cibo, per esempio distribuzione di beni, no, chi scelgono di acquistare, di far acquistare ai loro fornitori e quindi di fare pressing Cushing rispetto a questo materiali sostenibili, che magari costano di più, che magari non sono perfetti, che magari hanno bisogno di tempo e quindi ha bisogno di investimento quindi anziché fare packaging con polipropilene a,
0 80, un euro e 20 al chilo okay per la faccio un semplice però
Decido di investire in in un nuovo biopolimero sostenibile, che magari costa 1 euro e 50. È chiaro che siamo imprenditori tutti, quindi abbiamo bisogno dell’attività economica
Però, se oggi tu mi chiedessi quelle di questi elementi, più necessità di più, forse anche incentivi economici dal punto di vista normativo, forse?
Sanzioni forse,
Come dire?
I serbi.
Per cambiare il sistema, per cambiare questa domanda serve una risposta sistemica del pane da parte della di chi si occupa delle regole e delle associazioni degli industriali, quindi la domanda ecco la domanda è la cosa più difficile, tornando al percorso di accelerazione.
Noi abbiamo fatto due percorsi di accelerazione, come sfrattata prima quello di Cdp in Terna Next e che è stato il primo, quello che io io, come dire.
Rappresenta una startup che è frutto di una Pmi PMI sociale all’interno della nostra della nostra categoria, all’interno della Captain Boldi Coffee Von ci sono imprenditori di piccole e medie imprese.
Ma appunto anche PMI sociali, ma anche pieni nei cinema for profit, e quindi quando abbiamo fatto i percorsi di accelerazione, appunto il primo Teheran ex di Cdp
è stato, come dire, importantissimo fare lo lo chic mentale da un.
Da un pm io ad uno ad uno start up per giovani startupper, perché i linguaggi, le logiche sono leggermente diverse, ecco e quindi è stato importantissimo e nel vostro team convivono diverse anime.
Ci tieni molto, so a sottolineare questa multidisciplinarietà e c’è chi si occupa di ambiente e chi di design, chi d’industria a chi di lavoro sociale, nella pratica di tutti i giorni, quando i processi diventano complessi, Ping e punti di vista sono diversi, come si arriva ad una sintesi capace di tenere insieme tutto e tutti
Allora, per la mia esperienza.
Quando si arriva e io da qui, arrivo da un mondo che è quello della dell’imprenditoria sociale, delle cooperative sociali,
Sì, è più facile, come dire, avere la forma mentis per mettere insieme esigenze diverse, toni diversi, prassi diversi, è chiaro che quando ho messo insieme i soci della Cuf del Coffee from quindi della della mia startup, ho sposato persone che avessero che condividessero almeno la stessa etiche e questo è stato fondamentale quindi tra i vari incontri diciamo e della filiera poi ho scelto o ci siamo scelti anche in base ad un approccio etico dove la parola etica vuol dire,
Per me proprio come approccio alle relazioni industriali, ecco e quindi il fatto di aver scelto
Soci che condividano la stessa etica, poi esigenze diverse, industrie diverse esperienze, diversi servizi prodotti, produzione
Azienda, mi so, ciò ha un’azienda da 60 anni con il padre che fa produzione e quindi un modo diverso rispetto magari a quelli dei servizi, l’altra mia socia che si è occupata di internazionalizzazione di servizi per le piccole e grandi aziende oppure da chi arriva dalla dal mondo degli dei servizi dell’imprenditoria sociale ecco,
Per me è un valore aggiunto enorme poter combinare, e ci vuole sicuramente un uno skill di.
Come dire?
Di mettere insieme intelligence diversa, però, la stessa Skin viene utilizzata per mettere insieme una filiera che non si parla.
Una filiera chino si parla, parliamo di per esempio la multinazionale con Thunder americana, ok, con la quale abbiamo fatto il primo contratto old d’industria, il più grosso gruppo industriale del mondo, direi.
Che deve, come dire,
Convincersi di poter rischiare una piccolissima parte perché sta investendo e, come dire, la valorizzazione di uno scarto, un punto nodale della grande industria del compound Ning americana.
Alla al Politecnico di Milano, col quale facciamo ricerca e sviluppo.
E per mettere insieme tutto questo, ti posso assicurare che spesso siano delle porte chiuse, si hanno del delle grandi cadute dei grandi ostacoli e poi uno spiraglio e poi bisogna lavorare alle relazioni, quindi il lavoro delle di relazione e il lavoro anche reputazionale e anche di prassi cioè se se si viene detto qualcosa si fa,
Quella cosa e in qualche modo si arriva quando abbiamo fatto il pilota con Nestlé, ecco quindi questa competenza viene poi utilizzata anche con la filiera, gli stakeholder esterni
Abbiamo parlato nella nostra intervista di economia circolare, della tua visione imprenditoriale, ma e lo hai anticipato prima, la storia di Coffee from parlanti di inclusione, infatti, nel vostro modello di business ci sono persone che purtroppo ancora il mercato del lavoro tende ad escludere e che voi invece impiegate nelle fasi di raccolta elaborazione dei fondi,
Si sta lavorando molto, però mi sembra che ancora il concetto di inclusione spesso sia solo uno slogan, un concetto appunto scusa il gioco di parole e mentre nel vostro caso div è diventato parte essenziale del processo.
Che cosa vi ha spinto a muovervi in questa direzione?
Personalmente, credo almeno tre soci su 5.
Ce l’hanno nel Dna come bagaglio personale di esperienza professionale e personale, l’esigenza di utilizzare il know how, la competenza e lo sforzo, diciamo, da imprenditore per amplificare, diciamo, il benessere non proprio a se stessi, ma
Nonché alle persone che ti stanno intorno, in particolare le più fragili, perché tutti gli imprenditori, evidentemente, quando creano posti di lavoro stanno facendo un lavoro sicuramente di impatto sociale, diverso è pensare a delle posizioni di inclusione lavorativa per soggetti psichici o
Persone che arrivano da alcolismo da dipendenze o hanno una disabilità fisica, e quindi tre persone ce l’hanno nel Dna, quindi questo è difficile da spiegare come scelte imprenditoriali, ma è essenziale come motivazione.
E dal punto di vista in generale imprenditoriale, è difficile, è più difficile fare inclusione lavorativo, di soggetti fragili rispetto a fare inclusione lavorativa dei soggetti, diciamo normodotati e più difficili e quindi.
Diciamo che io vi ho perso sempre ed è questo quello che quando mi parlo con altri, con altre imprese e ci deve essere una spinta, come dire, all’interno personale, ma poi.
è chiaro che diventa un’opportunità anche per l’impresa, perché se riesco a far fiorire, anche dal punto di vista lavorativo e produttivo, una risorsa che altrimenti, se continua a essere uno su una spesa, un peso per tutti noi, è chiaro che
Diventa una un’opportunità anche per per l’impresa che non aveva magari chi in stato di Dhi, Qar inserimento lavorativo
Bisogna imparare a farlo, però non è una cosa che si improvvisa di inclusione lavorativa, di soggetti svantaggiati.
E per imparare a farlo bisogna vederne i benefici, secondo me, perché gli imprenditori così annulla
La spinta e la motivazione per Fast, certo, allora siamo quasi al termine, però vorrei farti quest’ultima domanda dalla cooperativa sociale, il giardino ne hai fondato poi le 2 Embree imprese di cui abbiamo parlato, Fungo Box e poi Coffee Fromm è un percorso, diciamo non proprio consueto in un mondo industriale dove le donne
Che fondano imprese. Purtroppo sono ancora poche
Valore aggiunto. Pensi di aver portato con la tua esperienza in questi ambienti e cosa ti piacerebbe che chi venisse dopo trovasse invece ormai già naturale
E io penso che solo partecipando a convenire un eroe, un convegno per esempio venerdì.
In ambito in Piemonte, jogging, industriali e start up ed ero l’unica donna su sette.
Si parlava in maniera trasversale di innovazioni e quindi non c’era un settore che era poi noi magari di biomateriali o della plastica, che è ancora più maschile
Però io credo che solo con la presenza della, con la mia presenza in quanto femmina in quanto donna che ha.
Chi porta una leadership di un progetto innovativo, solo questo possa contaminare, continuare a di contaminare.
Mi piacerebbe che mia figlia, le nostre figlie.
Tra 30 anni non si sentano dire dopo l’incontro che ho fatto venerdì, a parlando, ovviamente con potenziali investitori in trend,
Imprenditori che erano presente.
Che mi hanno poi fermato quello, poi ci siamo fermati a parlare
Le donne a 40 anni hanno la possibilità di avere una seconda primavera professionale e io ho risposto che in realtà, se ci fosse continui Csp ci fosse per tutte perché qualcuno di noi ce l’hanno la possibilità di avere una comunità di supporto quando facciamo figli che si occupa parimenti del dei nostri figli, noi potremmo avere la primavera tutti gli altri due, tutta la vita nella primavera professionale non è che se facciamo qui, dobbiamo fare un figlio a vent’anni a 30 anni per poi avere a 40 50 anni,
Quando loro hanno l’età adulta per poter fiorire professionalmente, qui mi aspetto questo mi aspetto che questa
Che questo cambi in un ambito di startup io non sia sempre il 10%, il 5%.
Lo capisco molto bene, perché sono mamma anch’io e di una bimba piccola e quindi.
Sposo la tua visione, e me lo auguro veramente per le nostre figlie e grazie Laura per questa intervista e noi ci vediamo il prossimo appuntamento con War on business, grazie.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

