Lavoro e impegno di squadra. Il sindaco: «Abbiamo già superato i 40 milioni di opere ed entro fine mandato arriveremo a 50. Con tutte le parrocchie c’è un’ottima collaborazione, costante e quotidiana»
Ha già deciso Matteo Pajola: nella primavera del 2027 l’alfiere delle Civiche d’Este si ricandiderà a sindaco. Nell’ottobre 2021 si è imposto al ballottaggio contro Roberta Gallana, ribaltando il risultato del primo turno e salendo dal 23,53 per cento al 53,60 per cento, ma la sua avventura politica è iniziata nel 2006. «Ho fatto la mia gavetta – ricorda Pajola – sia come consigliere comunale che come assessore all’interno della lista Civiche d’Este, un gruppo di lavoro importante. Siamo stati per dieci anni in maggioranza con Giancarlo Piva: Stefano Agujari Stoppa vicesindaco, io consigliere comunale e poi assessore. La mia non è stata una vittoria del singolo, ma di una squadra e di un progetto. Anche senza apparentamento siamo riusciti a ottenere il sostegno degli elettori del Partito democratico, che al primo turno aveva appoggiato Giovanni Mandoliti (presidente del consiglio comunale, ndr) e di chi aveva dato fiducia a Beatrice Andreose». Agujari Stoppa (consigliere con delega alla Sicurezza), nella tornata del 14 giugno è stato rieletto in consiglio provinciale, nominato vicepresidente vicario (con Michele Sigolotto, sindaco di Borgo Veneto).
Il sindaco Pajola sottolinea che tutte le forze di maggioranza hanno collaborato lealmente in questi cinque anni di attività. «Abbiamo già superato – ricorda Pajola – i 40 milioni di opere ed entro fine mandato arriveremo a 50 milioni. Abbiamo appena inaugurato gli spogliatoi della piscina comunale, abbiamo fatto la nuova pista di atletica, abbiamo aperto due palestre e ammodernato due strutture sportive. Stiamo realizzando il “terzo tempo” del rugby. Abbiamo sistemato 200 alloggi di edilizia residenziale pubblica su 280. Este è capofila di ambito anche per i progetti sulla disabilità e per i non autosufficienti. Stiamo sistemando il vecchio palazzetto dello sport, palazzo Contarini e l’ex deposito delle corriere. Abbiamo fatto la nuova pista ciclabile per Rivadolmo e la rotatoria di via Callido, sistemato energeticamente cinque scuole, realizzato la palestra dell’asilo nido e adesso provvediamo a 30 nuovi posti nel nido. Abbiamo fatto la nuova sala polivalente nella scuola primaria Verdi di Deserto. E poi dei lavori al castello e sistemato il foro boario. Ovvio, qualche cosa non l’abbiamo fatta giusta, perché facendo s’impara. Bisogna sempre restare molto umili e concentrati. Però è innegabile che, come squadra, abbiamo lavorato tutti tanto e ne siamo orgogliosi. Quest’estate abbiamo 150 eventi in città. La nostra ambizione è quella di continuare a lavorare. Se saremo rieletti, lo decideranno i cittadini. Noi portiamo in dote tanta buona volontà. Sappiamo poi che l’elettore sa distinguere fra il voto locale, amministrativo, e il voto politico. Speriamo di essere apprezzati per il nostro impegno e il nostro senso di responsabilità. Io ho avuto l’onore di fare il sindaco per questo mandato, mi candiderò per il prossimo, ma poi la mia vita politico-amministrativa finirà lì. E spero anche di lasciare in eredità la città a dei giovani che abbiano voglia di amministrarla».
«I rapporti con tutte le parrocchie del Comune sono ottimi e improntati a una grande collaborazione, costante e quotidiana – continua il primo cittadino – Collaboriamo su tanti progetti con tutte le comunità. Il patronato del Redentore è un unicum dove vengono fatte davvero tante iniziative. La parrocchia del Duomo è anche titolare della Fondazione Santa Tecla, che gestisce la casa di riposo. E anche qui i rapporti sono ottimi». Il sindaco, insieme al parroco delle Grazie e del Duomo, fa anche parte della Fondazione Irea Morini Pedrina.
Il parroco: «Fiore all’occhiello è la polisportiva: lo sport è aiuto alla formazione dei ragazzi. Importanti poi le attività del Centro di ascolto e dell’Emporio della solidarietà»
Qui l’origine della vita sociale
Sono otto le parrocchie che insistono nel territorio comunale di Este. Monsignor Franco Rimano è da 12 anni l’arciprete del Duomo di Santa Tecla, è parroco di Pilastro e Rivadolmo, nonché coordinatore della collaborazione pastorale Este-Baone (che comprende Baone, Calaone, Deserto, Santa Maria delle Grazie in Este, il Duomo di Este, Meggiaro, Pilastro, Motta, Prà Rivadolmo, Valle San Giorgio).
«Le parrocchie delle Grazie e del Duomo – puntualizza mons. Rimano – sono all’origine della vita sociale della casa di riposo per gli anziani Santa Tecla e dell’istituto Morini-Pedrina, che si occupa di disabilità ma anche di formazione professionale. Infine nel nostro territorio opera l’istituto salesiano Manfredini, con il quale collaboriamo».
Per le comunità di Este la stagione estiva significa soprattutto grest e campi scuola, la cui offerta è coordinata dalla collaborazione pastorale. «Tutte le parrocchie vivono la centralità dell’eucarestia domenicale, ma poi c’è l’impegno della formazione. Per il santuario della Madonna delle Grazie, meta di pellegrinaggi in particolare a maggio e a ottobre, abbiamo cercato di farne un luogo frequentato soprattutto per la preghiera. Quindi si fa l’adorazione, si celebrano messe la domenica pomeriggio e la domenica sera e c’è sempre la disponibilità di un sacerdote-confessore».
Significativa è certo la realtà del Patronato del Redentore, che opera da 126 anni e che vanta molte attività di formazione religiosa e spirituale, attraverso l’Azione cattolica e gli scout. Il fiore all’occhiello è la polisportiva, che conta più di 350 atleti, impegnati prevalentemente nel basket, calcio e pallavolo. E poi ci sono altri ragazzi che praticano l’atletica. «Come parrocchia – sottolinea don Franco – cerchiamo che l’attività sportiva sia collegata, attraverso la formazione dei dirigenti e degli allenatori, più alla crescita della persona che ai meri risultati agonistici. Ogni tanto qualcuno sostiene che il Redentore dovrebbe fare un salto di qualità e diventare più competitivo. A noi sembra che sia una finalità importante offrire la pratica di uno sport di base, che possa rappresentare un aiuto alla formazione dei ragazzi, in tutte le dimensioni: sportiva, scolastica e relazionale. Con il Centro sportivo italiano i nostri ragazzi del basket sono arrivati alle fasi nazionali di Pesaro».
Sul versante della solidarietà «a Este sono attive due strutture. Il Centro di ascolto è insediato nella parrocchia di San Girolamo; in Duomo opera l’Emporio della solidarietà, una realtà, gestita da una quindicina di volontari, che, nell’ambito del progetto Emporio della Regione, una volta alla settimana distribuisce cibo a 250 famiglie: un terzo sono italiane. Spesso si tratta di nuclei con un solo componente o di coppie che hanno un lavoro precario o una pensione molto bassa e che quindi faticano ad arrivare alla fine del mese».
Non meno importante l’appuntamento con le sagre. «Un tempo si partiva l’8 settembre con la Madonna delle Grazie per la festa della Natività di Maria. Poi la domenica successiva si passava alla Madonna Addolorata, con la sagra del Pilastro; il 23 settembre c’era la festa di Santa Tecla, in Duomo; infine il 30 settembre la festa di San Girolamo. Negli ultimi tempi la celebrazione di San Girolamo è diventata più liturgica e la sagra vera e propria si tiene a giugno. Lo stesso mese in cui noi facciamo la festa del Patronato, che segna il passaggio dall’attività ordinaria a quella estiva del grest».
Nel Museo nazionale Atestino la storia di Este
Il Comune ha origini antiche: già nell’Età del ferro, infatti, era il principale insediamento degli antichi Veneti o Paleoveneti. Molti reperti storici e archeologici di Este sono conservati nel Museo nazionale Atestino che racconta la storia del territorio fino ai giorni nostri.
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Andrea Canton
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