Mal di movimento in viaggio: rimedi e farmaci efficaci



In breve: come prevenire e gestire il mal di movimento in vacanza

La cinetosi (o mal di viaggio) è un disturbo causato dal conflitto tra i segnali inviati al cervello da orecchio interno, occhi e sistema propriocettivo durante il movimento. Colpisce con maggiore frequenza i bambini tra i 2 e i 12 anni, le donne in gravidanza e chi soffre di emicrania, manifestandosi principalmente con nausea, vomito, vertigini e sudorazione fredda.

Comportamenti e prevenzione a bordo

Nelle forme più lievi, il malessere può essere tenuto sotto controllo adottando precise abitudini prima e durante lo spostamento:

  • Alimentazione: evitare il digiuno prolungato e le grandi abbuffate. Sono consigliati piccoli spuntini a base di cibi secchi (cracker o grissini), mentre vanno esclusi gli alcolici e le bibite gassate.
  • Posizionamento: scegliere i posti meno soggetti alle oscillazioni (i sedili anteriori in auto o autobus, la zona centrale in nave, in corrispondenza delle ali in aereo) e viaggiare sempre nel senso di marcia, fissando un punto fermo all’orizzonte.
  • Cose da evitare: bandire la lettura e l’uso di schermi (smartphone, tablet, computer e videogame). È utile invece garantire un costante ricircolo di aria fresca e distrarre i bambini con canti o giochi non visivi.

Farmaci e rimedi alternativi

Quando le norme comportamentali non sono sufficienti, ed esclusivamente previo consulto con il proprio medico o pediatra, è possibile affidarsi a soluzioni terapeutiche:

  • Trattamenti farmacologici: il principio attivo da banco d’elezione è il dimenidrinato (disponibile in gomme da masticare, compresse, capsule molli o supposte). Per casi gravi il medico può prescrivere la cinnarizina, ma non è un farmaco di prima linea.
  • Rimedi naturali e digitopressione: lo zenzero ha note proprietà antinausea, ma è controindicato in caso di gravidanza, calcoli alla cistifellea, rischi emorragici o terapie farmacologiche concomitanti. I braccialetti antinausea sfruttano la digitopressione meccanica sul punto P6 del polso. Altre pratiche come l’omeopatia, l’aromaterapia e la floriterapia propongono diversi rimedi, ma non sono generalmente accettate dalla medicina moderna.

Introduzione

La partenza per le vacanze porta con sé entusiasmo e aspettative, ma per molte persone il tragitto può trasformarsi in un vero e proprio incubo. Che si tratti di un viaggio in automobile, di una traversata in traghetto o di un volo aereo, la comparsa di nausea, vertigini e malessere diffuso può rovinare l’inizio di qualunque soggiorno. Questo disturbo prende il nome scientifico di cinetosi, comunemente definito mal da movimento o mal di viaggio.

Si tratta di una condizione che può colpire potenzialmente chiunque, sebbene esistano categorie di individui statisticamente più esposte e sensibili. Tra queste si segnalano in particolar modo le donne, specialmente durante il periodo della gravidanza, i soggetti che soffrono abitualmente di emicrania e i bambini di età compresa tra i 2 e i 12 anni.

Perché si sta male in viaggio? Le cause della cinetosi

Alla base del mal di movimento vi è un vero e proprio cortocircuito informativo all’interno del nostro organismo. Il disturbo viene infatti provocato da un’interpretazione contrastante dei segnali che giungono al cervello da tre canali fondamentali: l’apparato vestibolare dell’orecchio interno (l’organo che gestisce l’equilibrio), gli occhi e il sistema propriocettivo, ovvero l’insieme di recettori che ci permette di percepire la posizione del nostro corpo nello spazio.

Quando ci troviamo su un mezzo di trasporto, il moto non uniforme del veicolo crea una discrepanza tra ciò che gli occhi vedono e ciò che l’orecchio interno percepisce. Questo conflitto neurologico scatena i sintomi. È interessante notare che la cinetosi può manifestarsi anche in situazioni insolite, come durante una cavalcata, l’uso di un ascensore o, in casi meno comuni, a seguito della visione di video con inquadrature particolarmente traballanti o durante l’utilizzo di determinati videogame.

Esistono inoltre specifici fattori ambientali e psicologici in grado di favorire l’insorgenza del malessere, amplificandone la portata:

  • Stati emotivi alterati come paura e ansia;
  • Presenza di rumori fastidiosi e continuativi;
  • Condizioni climatiche sfavorevoli all’interno dell’abitacolo, come calore eccessivo o scarsa ventilazione.

I sintomi: come si manifesta il disturbo

Il quadro sintomatologico della cinetosi è piuttosto vario e non si limita alla sola sensazione di nausea. I segnali tipici e più frequenti comprendono:

Prevenzione a tavola e a bordo: i comportamenti corretti

Nelle manifestazioni più lievi di cinetosi, è possibile prevenire e controllare la comparsa dei sintomi modificando alcune abitudini prima e durante lo spostamento, senza dover necessariamente ricorrere a terapie farmacologiche.

L’alimentazione ideale per il viaggio

La gestione dei pasti è cruciale. È fondamentale evitare digiuni prolungati ma, allo stesso modo, occorre bandire le grandi abbuffate sia prima di mettersi in marcia sia durante il tragitto. La scelta ottimale consiste nel fare piccoli spuntini a base di alimenti secchi, come cracker o grissini, utili per mantenere lo stomaco attivo senza appesantirlo. Sono invece da evitare le bevande alcoliche e le bibite gassate.

Le regole d’oro all’interno del mezzo

Una volta a bordo, la postura e la scelta del posizionamento giocano un ruolo determinante:

  • Fissare un punto stabile: durante il viaggio è d’aiuto guardare dritto davanti a sé, concentrandosi su un punto fermo all’orizzonte, evitando di seguire con lo sguardo gli oggetti in movimento fuori dal finestrino.
  • Posizionarsi dove si oscilla meno: in automobile o in autobus è preferibile accomodarsi nei sedili anteriori; in nave la zona ideale è quella centrale, mentre in aereo occorre prediligere i posti situati in corrispondenza delle ali. È importante non sedersi mai in direzione opposta rispetto al senso di avanzamento del mezzo.
  • Bandire gli schermi e la lettura: l’uso di smartphone, tablet, computer e la lettura di libri o riviste accentuano drasticamente il conflitto visivo-vestibolare, così come l’uso di videogame.
  • Curare l’ambiente: garantire un costante ricircolo di aria fresca (ad esempio aprendo parzialmente il finestrino dell’auto) e concentrarsi sul compiere respirazioni lente e controllate. Se la cinetosi colpisce i più piccoli, può essere utile distrarli con canzoni o giochi che non richiedano l’uso della vista su schermi. Laddove possibile, infine, è consigliabile pianificare brevi e frequenti soste.

Il trattamento farmacologico: quando i comportamenti non bastano

Se le misure preventive comportamentali non si rivelano sufficienti a gestire il mal di viaggio, si rende necessario l’approccio farmacologico.

Il dimenidrinato

Il principio attivo d’elezione per contrastare e prevenire la cinetosi è il dimenidrinato. Dal punto di vista chimico, questa molecola nasce dall’unione della difenidramina con la 8-cloroteofillina. La sua efficacia terapeutica si espleta attraverso la capacità di inibire sia l’attività dell’acetilcolina sia la stimolazione a livello vestibolare.

Il dimenidrinato è presente in farmaci da banco di libera vendita (OTC), ampiamente noti in commercio sotto forma di gomme da masticare medicate, compresse e capsule molli da assumere per via orale. Esistono anche formulazioni in supposte, il cui utilizzo è tuttavia limitato ai casi in cui la via orale risulti impraticabile (ad esempio in presenza di gravi difficoltà di deglutizione). Per i dosaggi e le corrette modalità di assunzione è fondamentale consultare il foglietto illustrativo o chiedere consiglio al farmacista o al medico.

Altre opzioni terapeutiche

In casi selezionati e di maggiore gravità, il medico curante può valutare la prescrizione di farmaci antivertiginosi a base di cinnarizina, un principio attivo utile per le alterazioni dell’equilibrio che richiede tassativamente la presentazione della ricetta medica e non rientra tra i prodotti d’uso comune per la cinetosi.

Farmaci non più usati

È opportuno fare chiarezza su un rimedio largamente utilizzato in passato: i cerotti medicati a base di scopolamina da applicare dietro l’orecchio. Questo medicinale non è più disponibile in commercio dal 2014, a seguito della revoca su rinuncia del titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC).

Rimedi naturali e terapie alternative: efficacia e avvertenze

Il panorama dei rimedi contro il mal di viaggio include numerose opzioni di origine naturale o derivate da medicine alternative.

La fitoterapia: l’efficacia dello zenzero

L’alleato naturale più noto e utilizzato contro la nausea e il vomito da cinetosi è lo zenzero (Zingiber officinalis). Le sue proprietà antiemetiche sono correlate alla presenza di composti attivi denominati gingeroli e shogaoli. Lo zenzero vanta inoltre proprietà eupeptiche e procinetiche che supportano i processi digestivi. In commercio si trova sotto forma di integratori o parafarmaci in capsule, pastiglie o caramelle.

Tuttavia, il termine “naturale” non deve essere confuso con l’assenza di rischi. L’uso dello zenzero presenta precise controindicazioni ed è da evitare nei seguenti casi:

  • Pazienti affetti da colelitiasi (calcoli alla cistifellea);
  • Soggetti con fattori di rischio legati a fenomeni emorragici;
  • Donne in stato di gravidanza;
  • Individui con ipersensibilità o allergia nota alla pianta.

Inoltre, lo zenzero può generare interazioni farmacologiche rilevanti se assunto contemporaneamente a medicinali antidiabetici, anticoagulanti orali e bloccanti dei canali del calcio.


Per approfondire:
Proprietà dello zenzero in erboristeria: quali sono?

Aromaterapia, floriterapia e omeopatia

L’aromaterapia propone l’inalazione di oli essenziali (come l’olio di menta, di basilico o di zenzero) versando poche gocce su un batuffolo di ovatta. Trattandosi di sostanze fortemente concentrate, occorre prestare massima cautela poiché il contatto diretto può causare irritazioni alle mucose e alla pelle.

La floriterapia di Bach individua in Scleranthus (Scleranthus annuus) il rimedio d’elezione, storicamente associato alle personalità indecise. L’omeopatia, dal canto suo, suggerisce differenti rimedi a seconda della specificità dei sintomi:

  • Cocculus indicus: consigliato per nausea, vomito e vertigini (diluizione 30 CH nei giorni precedenti; 5, 7 o 9 CH prima e durante il tragitto);
  • Tabacum 9 CH: indicato quando la nausea e il pallore trovano sollievo grazie all’esposizione all’aria fresca;
  • Petroleum 5-7 CH: impiegato in presenza di sudori freddi, dolori all’addome e forte nausea.

NOTA BENE

Le pratiche di cui sopra non sono accettate dalla scienza medica, non sono state sottoposte alle verifiche sperimentali condotte con metodo scientifico o non le hanno superate. Per questi motivi, potrebbero risultare del tutto inefficaci o addirittura pericolose per la salute. Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo. Prima di utilizzare rimedi e trattamenti alternativi per contrastare il mal da movimento, è bene chiedere consiglio al proprio medico.

La digitopressione: i braccialetti antinausea

I braccialetti antinausea sfruttano i principi della digitopressione meccanica. Questi dispositivi presentano un piccolo elemento sferico a cupola che deve essere posizionato a diretto contatto con la cute in corrispondenza del punto denominato P6. Tale punto si trova sulla parte interna dell’avambraccio, posizionato a circa 4 centimetri di distanza dalla piega del polso, esattamente nello spazio compreso tra i due tendini flessori. La pressione continua di questo punto si dimostra utile sia per la cinetosi sia per altre forme di nausea, come quella gravidica, mostrando benefici variabili da individuo a individuo.

Un consiglio di responsabilità

Prima di intraprendere qualsiasi terapia, sia essa a base di farmaci da banco come il dimenidrinato o incentrata su rimedi fitoterapici ed erboristici, è fondamentale richiedere il parere del proprio medico curante o del pediatra nel caso in cui il disturbo riguardi i bambini. Il consulto medico diventa imprescindibile in presenza di patologie preesistenti, terapie farmacologiche concomitanti o in condizioni fisiologiche delicate come la gravidanza e l’allattamento, situazioni nelle quali l’uso dei comuni prodotti contro il mal di viaggio può essere espressamente controindicato.


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