Più di un migliaio di persone ha partecipato alla due giorni di “Gente in Aspromonte”, il raduno culturale non convenzionale che ha portato nel cuore della montagna, ad Africo antico, incontri, letteratura, musica, arte, gusto e tradizioni, proponendo un modo diverso di vivere e raccontare la montagna e le aree interne attraverso i luoghi e la cultura che li abitano.
La rassegna, realizzata in collaborazione con il Comune di Africo e l’associazione “Insieme per Africo”, rientra nel progetto della Regione Calabria “Celebrazioni del 70° anniversario della morte di Corrado Alvaro”, attuato dal Dipartimento Turismo, Cultura e Identità Territoriale e dalla Calabria Film Commission, a valere sui fondi POC 2014/2020, azione 6.8.3.
Nato dall’ideazione dello scrittore Gioacchino Criaco, il raduno giunto all’ottava edizione, quest’anno è stato curato da Angela Sposato, declinato in un programma che ha intrecciato letteratura, antropologia, scienza, musica e memoria. Un grande impegno corale che ha messo al centro soprattutto l’autenticità e l’artigianalità, con un grande coinvolgimento al femminile, valorizzando ciò che il territorio conserva e può ancora esprimere.
Un grande rito collettivo in cui si sono susseguiti incontri dedicati alla figura e all’opera di Corrado Alvaro e Saverio Strati, alla biodiversità culturale e naturale dell’Aspromonte e al rapporto tra uomo e territorio. Particolare attenzione è stata riservata alla ricerca sulla quercia e sulla ghianda, con gli studiosi dell’Università Magna Graecia di Catanzaro Carmine Lupia, etnobotanico, e Giosuè Costa, docente di Chimica degli Alimenti, e al confronto tra antropologia e artigianato con Ettore Castagna e il giovane costruttore di strumenti musicali Giuseppe Lucà.
Il programma ha inoltre visto momenti di approfondimento letterario con la presentazione del libro “Un pranzo da re” di Jim Harrison, il Bukowski del cibo coerente con luogo e cibo autentico, con Gianfranco Marrone, semiologo, e Manuel Grillo editore, e del romanzo di Anna Mallamo, “Col buio me la vedo io”, innovativo nel linguaggio e forte di immaginazione, e l’intervento di Domenico Piraina, direttore del dipartimento Cultura del Comune di Milano, sulla metafisica di Alvaro. Momenti musicali coinvolgenti ed originali sono culminati nella performance dei Fiati di Delianuova, diretti dal maestro Gaetano Pisano.
Sulle tracce di Alvaro e Strati, Domenico Stranieri, sindaco di Sant’Agata del Bianco e scrittore, ha dato vita a una guida narrativa conducendo i partecipanti nell’escursione letteraria verso Campusa, attraversando luoghi che continuano a custodire una storia e una memoria millenarie. Fino a BARCALABRIA, installazione suggestiva e innovativa, parte di un ampio progetto artistico di Antonello Scotti.
A caratterizzare l’evento è stata anche la scelta di valorizzare le tradizioni locali attraverso allestimenti e momenti conviviali costruiti senza elementi estranei al territorio. Sotto le querce è stato realizzato un vero e proprio salotto utilizzando manufatti recuperati dalle abitazioni di Africo, tra coperte di ginestra lavorate al telaio, lavori all’uncinetto e sedute già disponibili. Anche la cucina ha seguito la stessa filosofia, affidandosi alle preparazioni tradizionali dei ragazzi di Insieme per Africo.
«Non abbiamo vinto per il numero delle presenze, anche se un migliaio di persone ha attraversato questi luoghi in un continuo andirivieni lungo 48 ore – sottolinea Gioacchino Criaco –. Chi è arrivato da molti chilometri di distanza ha scelto di vivere la montagna da dentro, con la fatica, il sudore e le scomodità. Ed è proprio questo che volevamo: uscire da un mondo ormai troppo spesso raccontato soltanto in chiave retorica. Chi si è sottoposto alle nostre “torture” – aggiunge con ironia – ora capirà qualcosa in più della natura, non per sentito dire. Alcuni magari se ne terranno alla larga, ma credo che molti rimarranno imprigionati in quella malia, impietosa e amorosa, che lega all’Aspromonte».

Per Criaco, il valore dell’esperienza sta anche nella capacità di mettere insieme persone e mondi diversi: «Professori universitari, scrittori e scrittrici, musicisti, rappresentanti della politica di maggioranza e opposizione sono arrivati alla fine tutti insieme, stanchi ma con un piccolo dono: un mazzetto di origano o una ghianda stretta in un pugno. E quasi tutti sono tornati a casa con un libro. Hanno vinto le ragazze e i ragazzi di Africo e le amiche e gli amici arrivati da fuori, che si sono messi in gioco in una scommessa forse folle, ma che siamo pronti a ripetere il prossimo anno, con le stesse asperità – conclude Criaco –. Perché è proprio attraversando queste asperità che si può incontrare davvero un territorio e lasciarsi sorprendere dalla sua magia».
«Ci teniamo a sottolineare che tutto nasce da un pensiero artigiano: tutto è stato realizzato con le nostre mani, dai manufatti al cibo, fino al cammino, in un’esperienza autentica e non massificata. Quest’anno è stata particolarmente significativa la presenza femminile e il coinvolgimento di tante energie diverse, tutte capaci di contribuire alla costruzione di un’esperienza comune. In questo luogo le categorie dello spazio e del tempo sembrano dilatarsi e accadono incontri, dai quali scaturiscono emozioni, dal riso al pianto, persino confronti e riconciliazioni: è stato un vero vortice. Abbiamo voluto abitare luoghi rimasti abbandonati per oltre settant’anni, come Campusa e la scuola elementare, trasformandoli in spazi di convivialità e cultura. Ed ecco che il cammino è metafora di pensiero e prassi, che culmina in un vortice, un grande rito collettivo. Tutto è stato coerente con lo spirito di Gente in Aspromonte: non un’esperienza massificata, ma un insieme di esperienze che si forgiano insieme e contribuiscono a una crescita comune. E naturalmente Gioacchino Criaco resta il mentore di questo percorso: senza di lui tutto questo non sarebbe nato» dice la curatrice Angela Sposato.
Sono intervenuti all’apertura numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui l’assessore regionale al Turismo, Giovanni Calabrese, il sindaco di Africo, Domenico Modaffari, il sindaco di Bianco, Giovanni Versace, il presidente del Gal Area Grecanica, Giuseppe Bombino, il presidente del Gal Terre Locridee, Francesco Macrì. Alla giornata conclusiva ha partecipato Anton Giulio Grande, presidente della Calabria Film Commission, che ha espresso apprezzamento per la qualità dell’iniziativa e per il contesto naturalistico e artistico-letterario nel quale si è svolta.
Tra libri, musica, cammini, ricerca e convivialità, “Gente in Aspromonte” ha restituito centralità alla comunità di Africo e alla sua capacità di custodire e trasmettere un patrimonio culturale e naturale che continua a essere vivo.
«Attraverso interventi di pulizia fuori dall’ordinario di sentieri e memorie murarie l’incontro ha permesso uno scambio con tutti coloro che abbiano voluto condividere il peso di un evento differente. Africo torna a essere faro portatore di valori eterni che nobilitano l’animo umano quali unione, lavoro, rispetto reciproco. Le altitudini, la strada qui fungono da filtro naturale e pongono base per una solidarietà comune che trova la massima espressione sotto le centenarie querce del rifugio Carrà. Il Mondo ci chiede di essere guardato da una distanza diversa: l’unica possibile è quella che ci rende piccoli e parte di un tutto. Noi crediamo in questo progetto composto di uomini e risorse e com’è solita “xenia” nostra teniamo a conservare l’accoglienza calorosa che si destina al più sconosciuto ospite, ad ogni persona che va, a chiunque arrivi. Dibattiti, osservazioni, dialoghi rivivono con la stessa intensità di millenni di storia stratificata. Plaudiamo alla fierezza impavida della collaborazione di uomini e delle sapientissime donne del paese che attraverso un semplice ma profondo colpo d’occhio hanno regalato un volto nuovo agli spazi coinvolti. Inoltre dobbiamo dirlo fuori dai denti, ci ha riempito il petto di gioia vedere da tanti giovani quali siamo osservare tutte le istituzioni che hanno voluto omaggiarci con la loro presenza significativa. Grazie perciò all’assessore Giovanni Calabrese, al Presidente Calabria Film Commission Anton Giulio Grande, i sindaci e le alte cariche politiche tutte per essere stati con noi “Insieme per Africo”» concludono i ragazzi dell’associazione dando già appuntamento al prossimo anno.
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Redazione Pianainforma.it
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