Ad agosto avevamo deciso di non chiudere Materia e di provare a fare una cosa che, sulla carta, sembrava abbastanza semplice: un appuntamento diverso per ogni sera della settimana.
Il lunedì libri e cucina con gli Aperi-books & food, il martedì le chiacchiere dell’Aperi-date, il mercoledì il burraco, il giovedì fogli e matite per gli Aperi-sketch, il venerdì la musica.

Il programma c’era. Quello che non avevamo programmato erano le storie di alcune delle persone che lo avrebbero fatto.
Prendiamo il lunedì. Ferdinando Giaquinto a Materia si occupa della biblioteca. Chi frequenta questo posto lo avrà visto tra gli scaffali, magari lo avrà ascoltato parlare di libri anche ai microfoni di Radio Materia. Donata Potito è arrivata qui da un’altra strada, con la sua storia, i suoi libri e l’esperienza delle 0048. Ferdinando e Donata prima non si conoscevano. Si sono conosciuti a Materia.
Da lì sono arrivate le chiacchiere, i libri scambiati, qualche idea e infine gli aperi-Books & Food, che per tutto agosto hanno riempito il lunedì sera mettendo insieme letture e sapori per viaggiare ogni settimana in un posto diverso.
Il giovedì la storia cambia completamente. Tiziana Rizza a Materia non era venuta per organizzare una serata. Non sapevamo nemmeno che, qualche tempo dopo, ne avrebbe organizzata una. Era arrivata perché aveva bisogno di un posto dove lavorare e aveva scelto le sale del coworking.
Tiziana è un’illustratrice. Ci siamo conosciuti, abbiamo scoperto quello che faceva e, come capita spesso da queste parti, da una chiacchierata ne è arrivata un’altra. A un certo punto ci siamo detti: perché non proviamo?
Sono nati così gli Aperi-Sketch. Il giovedì sera il computer ha lasciato spazio a fogli, matite e colori, con persone che magari non disegnavano da anni e altre che semplicemente avevano voglia di provare.
E poi c’è il mercoledì. Il mercoledì si gioca a burraco e Francesco e Sergio ormai fanno parte del paesaggio. Sono i nostri fedelissimi, quelli che tornano, giocano, conoscono gli altri e danno una mano. Finché una sera di burraco non è più stata soltanto una sera di burraco ed è arrivata l’idea di organizzare un torneo solidale.
Messe così sembrano tre storie che hanno poco a che fare l’una con l’altra. Un bibliotecario e una lettrice, un’illustratrice in cerca di una scrivania, due appassionati di carte. In realtà raccontano tutte la stessa cosa.
Quello che succede dopo che hai aperto una porta
Quando abbiamo aperto Materia, un anno e mezzo fa, potevamo decidere molte cose. Potevamo decidere dove mettere la biblioteca, come costruire gli spazi di lavoro, dove fare la radio, quali eventi organizzare e che cosa provare a inventarci nell’Agorà.
Non potevamo decidere che Ferdinando avrebbe incontrato Donata. Non potevamo sapere che Tiziana sarebbe arrivata un giorno per lavorare e qualche mese dopo avrebbe riempito i tavoli di matite. E sicuramente non c’era scritto da nessuna parte che Francesco e Sergio sarebbero diventati “quelli del burraco”. Quella parte è arrivata dopo. Ed è una parte che negli ultimi mesi abbiamo visto crescere.
Ci sono persone che entrano per assistere a un evento e poi tornano. Associazioni che arrivano per raccontarsi davanti ai microfoni di Radio Materia e ne incontrano altre. Qualcuno viene per un corso, qualcun altro per lavorare, qualcuno per bere qualcosa. Ci sono idee nate durante un incontro e altre probabilmente davanti a un caffè.
Non sempre diventano un evento e non devono necessariamente farlo. La cosa interessante è che, a un certo punto, cambia il modo in cui si frequenta un posto. Si passa dal chiedere “cosa fate questa settimana?” al dire “avrei pensato a una cosa”. Ed è lì che Materia comincia un po’ a sfuggirci di mano.
Di che Materia sei fatto?
In questi giorni abbiamo fatto una domanda anche ai soci di Anche Io APS, l’associazione che gestisce Materia.
“La mia Materia è…” Abbiamo lasciato i puntini apposta. Poteva esserci dentro qualsiasi cosa: informazione, musica, libri, volontariato, incontri, territorio. O qualcosa a cui noi non avevamo pensato.

Tra le risposte arrivate, ce ne sono alcune che raccontano bene quanto possa cambiare la percezione dello stesso luogo da una persona all’altra. Stella Troyli ci ha scritto che “Materia è uno spazio di e per la comunità”; per Nadia Tamburrini “la mia Materia è attenzione per l’Altro e ascolto”; Patrizia Aspesi, invece, ha scelto un’immagine più intima: “il mio salotto culturale”.
Tre modi diversi di raccontare lo stesso posto. E forse è proprio questo il punto.
D’altra parte facciamo già abbastanza fatica noi a spiegare che cosa sia diventato questo posto. Nell’ex scuola di Sant’Alessandro oggi convivono la redazione di VareseNews e una web radio, una biblioteca, una associazione e un coworking, incontri con gli autori e partite a burraco, concerti, corsi, associazioni e persone che passano semplicemente per bere qualcosa.
Ad agosto ci abbiamo aggiunto libri e cibo il lunedì, sconosciuti che si incontrano il martedì, carte il mercoledì, disegni il giovedì e canzoni il venerdì. Ma forse continuare a fare l’elenco non serve. Perché una delle cose più interessanti di Materia non è quello che succede nelle singole stanze. È quello che succede tra una stanza e l’altra, tra un appuntamento e quello successivo, soprattutto tra una persona e un’altra.
È lì che Ferdinando incontra Donata. È lì che conosciamo Tiziana. È lì che Francesco e Sergio, dopo tante partite, decidono di organizzarne una per gli altri.

E il premio cosa c’entra?
C’entra perché Materia è tra i 25 finalisti del Premio Future4Cities 2026, selezionati tra oltre 250 candidature arrivate da tutta Italia. Siamo in cinque nella nostra categoria, che è Comunità.
Qualche giorno fa abbiamo provato a raccontare perché proprio quella parola ci sembrasse adatta. Abbiamo parlato delle circa 150 associazioni incontrate grazie anche a Radio Materia, dei ragazzi, degli eventi, della redazione, dei libri, della musica e di tutto quello che in un anno e mezzo è passato dall’ex scuola di Sant’Alessandro.
Nel piano di questi giorni ci siamo anche appuntati una cosa: una vecchia scuola recuperata può stare accanto a una partita a burraco e 150 associazioni possono stare accanto a una serata trascorsa a disegnare. Perché una comunità, alla fine, non è una grande idea astratta. È la somma di tutte queste piccole cose, e agosto ce ne ha regalate parecchie.
Ma soprattutto ci ha fatto vedere una cosa che vale da prima e che speriamo continui a valere anche dopo: Materia funziona davvero quando non siamo più soltanto noi a riempirla.
Il voto del pubblico per il Premio Future4Cities resta aperto fino al 4 settembre.

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