per il Sud una strategia nazionale


Napoli, 17 settembre 2026 – Non politiche speciali per il Mezzogiorno, ma una strategia nazionale capace di utilizzare fino in fondo il potenziale del Sud. È il messaggio lanciato dal presidente dell’Unione Industriali di Napoli, Vittorio Genna, dall’assemblea pubblica dell’associazione a Palazzo Partanna, che ha registrato una forte partecipazione, con oltre 750 presenze. Un intervento che ha voluto mettere insieme crescita, industria, occupazione e infrastrutture, con un richiamo anche ai rischi che si aprono dopo la fase espansiva degli ultimi anni.”Non chiediamo politiche per il Sud: chiediamo politiche per l’Italia che mettano finalmente a frutto tutto il potenziale del Sud”, ha scandito Genna. Il punto di partenza è il recupero registrato dal Mezzogiorno sul fronte del Pil e dell’occupazione. Ma il presidente degli industriali napoletani avverte che senza politiche di coesione efficaci e rigorosamente monitorate il quadro potrebbe cambiare già dal prossimo anno. Le stime Svimez indicano infatti per il 2027 una crescita dello 0,5% nel Centro-Nord e dello 0,4% nel Sud. Una prospettiva, sottolinea Genna, che va evitata “nell’interesse dell’Italia, non solo del Mezzogiorno”.

Politica industriale più incisiva

Da qui la richiesta di una politica industriale nazionale più incisiva e di investimenti ad alto impatto occupazionale. Per Genna il Mezzogiorno non può essere relegato al ruolo di semplice hub energetico: data center ed eolico sono importanti, ma producono un numero limitato di posti di lavoro. La priorità deve essere invece l’allargamento della base manifatturiera, con occupazione qualificata sia per i colletti bianchi sia per quelli blu e con attenzione anche ai settori strategici, a partire dalla difesa. Napoli e il Sud, inoltre, possono svolgere un ruolo centrale nel rafforzamento delle relazioni economiche, sociali e culturali con i Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo. Nessuna lista della spesa, invece, in vista della manovra. Gli industriali, ha spiegato Genna, chiedono soprattutto di poter “competere ad armi pari” con multinazionali e imprese cinesi, senza i vincoli che gravano sulle aziende italiane ed europee e contando su un governo forte e stabile. Il giudizio sul sistema produttivo locale resta positivo: “Lo stato di salute dell’industria napoletana è molto buono”, ha detto Genna, sottolineando però la necessità di rafforzare il tessuto delle piccole e medie imprese accanto alle numerose eccellenze multinazionali presenti sul territorio.

Orsini: obiettivo competitività 

Sul tema della competitività è intervenuto anche il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, spostando il confronto sul terreno europeo. Per reggere la sfida con Stati Uniti e Cina, ha sostenuto, l’Unione europea ha bisogno almeno di due strumenti: “un mercato unico dell’energia e il debito pubblico europeo”. Un debito comune che, ha precisato, non dovrebbe servire a finanziare spesa ordinaria ma i grandi progetti tecnologici capaci di creare campioni europei nei settori strategici. Il numero uno degli industriali ha anche confermato la marcia in più del Sud: “Va meglio delle altre parti del Paese”. Orsini ha citato i satelliti e gli umanoidi come esempi delle tecnologie sulle quali l’Europa non può permettersi di accumulare ulteriori ritardi. Il tema riguarda anche il finanziamento dell’innovazione. In Italia, ha ricordato il presidente di Confindustria, esistono “belle startup”, ma senza il sostegno di strumenti nazionali come Cassa depositi e prestiti e del capitale privato diventa difficile confrontarsi con la capacità finanziaria dei grandi fondi americani. Da qui anche la necessità, secondo Orsini, di accelerare verso un vero mercato unico europeo dei capitali.

Tajani: senza le imprese non si costruisce il futuro

Alle sollecitazioni degli imprenditori ha risposto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, ribadendo il sostegno del governo al sistema produttivo. “Siamo convinti che senza di voi non si costruisce la crescita. Senza di voi non c’è lavoro e senza lavoro non c’è né dignità né libertà”, ha detto rivolgendosi alla platea dell’Unione Industriali. Per Tajani le imprese rappresentano “uno strumento fondamentale per il benessere di tutti i cittadini” e l’esecutivo intende continuare a sostenere chi investe e intraprende, favorendo anche la nascita di nuove aziende e start-up e rafforzando le opportunità per i giovani.Il vicepremier ha aperto anche il capitolo fiscale. Il vicepremier ha anche confermato l’obiettivo di raggiungere i 700 miliardi di export entro la fine del 2027. “Si può fare ancora molto”, ha osservato Tajani, legando i possibili margini di intervento all’uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione europea. “Penso che si potrà lavorare bene. Noi siamo impegnati, anche se non è sempre facile”, ha concluso.

America’s Cup, le rassicurazioni di Manfredi

Nel confronto è entrato anche il futuro di Bagnoli e dell’America’s Cup. Alle preoccupazioni degli industriali sul “dopo Coppa” ha risposto il sindaco Gaetano Manfredi. “Stiamo già mettendo a punto quello che riguarda il post America’s Cup, abbiamo un quadro molto preciso”, ha assicurato il primo cittadino. Il punto di riferimento resta il piano di sviluppo urbanistico già esistente, sul quale il Comune intende confrontarsi con tutte le realtà interessate. Manfredi ha inoltre sottolineato che sono già in corso “interlocuzioni significative anche in Italia” per gli investimenti previsti: “Non sono assolutamente preoccupato, adesso è il momento del fare, ognuno deve fare la sua parte”.

Le infrastrutture per il Sud

Sul versante delle infrastrutture è arrivato infine l’intervento del sottosegretario al Mit Tullio Ferrante. Napoli e la Campania, ha sostenuto, hanno le condizioni per rafforzare il proprio ruolo di piattaforma strategica nel Mediterraneo, ma servono collegamenti efficienti, opere moderne e soprattutto tempi certi di realizzazione. L’obiettivo del ministero è colmare i divari che ancora penalizzano il Mezzogiorno e migliorare la connessione tra territori, imprese e mercati.Ferrante ha indicato le principali opere: l’Alta Velocità Napoli-Bari, la Salerno-Reggio Calabria, il potenziamento del sistema portuale campano, il rilancio della rete aeroportuale regionale e la modernizzazione degli assi viari. A queste si aggiungono gli investimenti per Bagnoli e per l’America’s Cup. Una strategia nella quale, secondo il sottosegretario, le infrastrutture devono diventare una leva diretta per la competitività delle imprese e per trasformare il dinamismo economico del territorio in nuovi investimenti e maggiore occupazione.


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