Il Consiglio dei ministri è pronto a varare un provvedimento destinato a incidere sulle tasche di milioni di famiglie italiane: l’abolizione del bollo auto per i veicoli di piccola e media potenza, fino a 80 kW, la fascia che comprende la stragrande maggioranza delle vetture utilizzate quotidianamente per gli spostamenti domestici e lavorativi. La misura, come riferiscono fonti di Palazzo Chigi, riguarderà anche tutti i motocicli senza distinzione di cilindrata.
Si tratta di un’agevolazione “una tantum”: ogni cittadino potrà beneficiarne una sola volta, ma la platea coinvolta è vastissima, dato che la soglia degli 80 kW intercetta oltre il 70% del parco auto attualmente circolante sul territorio nazionale.
Le parole di Giorgia Meloni
Ad annunciare la portata politica della decisione è stata direttamente la Presidente del Consiglio. “Oggi il Governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani”, ha dichiarato Giorgia Meloni, sottolineando come l’intervento punti ad alleggerire il carico fiscale sulla proprietà di un’auto o di una moto per una platea molto ampia di cittadini.
Il conto per le casse pubbliche: 2,7 miliardi di euro
Il prezzo di questa scelta politica, secondo la bozza del decreto legge attesa in Consiglio dei ministri, si tradurrà in minori entrate per 2,7 miliardi di euro. Il testo prevede che le persone fisiche in possesso dei requisiti “sono esentate dal pagamento della tassa automobilistica relativa a un solo veicolo regolarmente assicurato”. L’esenzione, va precisato, non è immediata ma si applicherà “ai versamenti della tassa automobilistica il cui termine ordinario di pagamento cade nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027”.
Per evitare che il buco di bilancio ricada sugli enti territoriali, che tradizionalmente incassano il gettito del bollo, il decreto prevede un meccanismo di compensazione: un trasferimento complessivamente pari a 2.293,5 milioni di euro per l’anno 2027, destinato ad “adeguamento dei bilanci delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano” a titolo di “compensazione della riduzione del gettito”.
Che cos’è il bollo auto e come funziona
Il bollo auto è un tributo che si paga ogni anno per il semplice possesso di un’automobile. La sua gestione è affidata all’Automobile Club d’Italia (ACI), che opera in collaborazione con le Regioni e con le province autonome di Trento e Bolzano. L’obbligo di pagamento riguarda chiunque risulti proprietario di un veicolo iscritto al Pubblico Registro Automobilistico (PRA).
Il versamento può avvenire attraverso diversi canali abilitati alla riscossione, mentre per verificare la regolarità dei pagamenti il riferimento resta la Regione di residenza del proprietario oppure l’Agenzia delle Entrate. Dal 1° gennaio 2020 il pagamento del tributo passa obbligatoriamente attraverso la piattaforma PagoPA.
Come si calcola l’importo
L’ammontare del bollo dipende principalmente da due fattori: la classe ambientale del veicolo e la sua potenza, espressa in kilowatt (kW). Entrambe le informazioni sono riportate sulla carta di circolazione. A questi parametri di base si aggiungono le eventuali variazioni stabilite dalla normativa regionale di residenza.
Un discorso a parte riguarda le auto elettriche, per le quali sono previste agevolazioni specifiche: la disciplina nazionale stabilisce l’esenzione totale dal pagamento del bollo per i primi cinque anni dalla data di immatricolazione. Trascorso questo periodo, il proprietario ha diritto a una riduzione del tributo pari al 75%, fermo restando che le singole Regioni possono introdurre condizioni e agevolazioni ulteriori e differenti.
Il peso reale della tassa sulle famiglie italiane
I numeri diffusi da Federcarrozzieri, riportati da Sky Tg24, restituiscono la dimensione del problema che il Governo intende affrontare. “In base ai dati forniti dal Siope, il bollo auto ha portato lo scorso anno nelle casse delle Regioni ben 7,1 miliardi di euro, pesando in media per 267 euro a famiglia residente”, dichiara l’associazione. Il quadro si aggrava ulteriormente se si allarga lo sguardo all’intero sistema di tassazione sul possesso di un’automobile: sommando bollo auto, imposta di iscrizione al PRA e imposta sulle assicurazioni RC auto, il conto complessivo sale a 11,3 miliardi di euro, pari in media a 424 euro a famiglia.
Il presidente di Federcarrozzieri, Davide Galli, ha ricordato come il tema sia da tempo al centro del dibattito pubblico senza però trovare soluzione: “Da anni si parla di abolire del tutto il bollo auto o di applicare una riduzione alla tassa pagata dagli automobilisti, ma finora nessun governo si è mai realmente impegnato per alleggerire il peso della pressione fiscale che grava su chiunque possieda un veicolo in Italia”. Galli ha collegato la misura anche al contesto economico attuale, spiegando che “anche alla luce dell’impennata dei prezzi dei carburanti che pesa come un macigno sugli italiani, crediamo sia il momento giusto per intervenire sul bollo auto introducendo sconti progressivi in favore dei cittadini”.
Le esenzioni per le persone con disabilità
Accanto alla nuova misura generalizzata, restano in vigore le esenzioni già previste per specifiche condizioni di disabilità. Il bollo auto non è dovuto per i non vedenti, per le persone sorde, così come per chi presenta una disabilità psichica o mentale accompagnata dall’indennità di accompagnamento. L’esonero spetta inoltre alle persone con gravi difficoltà nella deambulazione, a chi è affetto da pluriamputazioni e ai soggetti con capacità motorie sensibilmente ridotte o compromesse.
Le agevolazioni previste dalla Legge 104 interessano nello specifico i veicoli destinati al trasporto di persone con disabilità e le automobili intestate a persone con disabilità in possesso dei requisiti riconosciuti dall’Agenzia delle Entrate e dall’ACI.
Tajani rivendica la misura: “Coerente con la nostra visione liberale”
Il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, ha rivendicato con forza la paternità politica del provvedimento attraverso un messaggio su X: “Oggi aboliamo il bollo auto, una tassa ingiusta e insopportabile, a cominciare dalle automobili e dai motorini con cui si muovono ogni giorno le famiglie. Era una ferma e pressante richiesta di Forza Italia che l’esecutivo ha accolto e fatto propria”. Tajani ha inserito la misura in una cornice ideologica più ampia, definendola “coerente con la nostra visione liberale fin dalla fondazione del movimento azzurro e dalle battaglie di Silvio Berlusconi ‘meno tasse per tutti’, quelle che hanno portato fra l’altro all’abolizione dell’Imu sulla prima casa”. Il vicepremier ha infine lasciato intendere che si tratti solo del primo passo di un percorso più ampio: “Le esenzioni dal bollo auto sono solo l’inizio”.
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