Da Fiorenzo Magni a Marco Pantani, da Alessandro Ballan a Mark Cavendish. Quattro campioni, quattro epoche diverse, quattro e più imprese sportive entrate nella storia del ciclismo. E c’è un dettaglio che fa la differenza: il marchio di biciclette con cui conquistano quei trionfi è sempre stato lo stesso, Wilier Triestina. Il campione toscano Fiorenzo Magni vince il Giro d’Italia del 1948 con la sua bicicletta dalla caratteristica colorazione ramata e con lo stesso modello conquista anche il Giro delle Fiandre nel 1949 e nel 1950. Marco Pantani al Tour de France del 1997 firma le leggendarie vittorie sull’Alpe d’Huez e a Morzine, chiudendo la corsa al terzo posto in sella a una Wilier. Quella bicicletta, entrata nell’immaginario di tanti appassionati, ha un leggerissimo telaio in alluminio e una componentistica di altissimo livello: il massimo della tecnologia dell’epoca. Nel 2008 Alessandro Ballan vince i campionati del mondo a Varese, gareggiando sulla Wilier Cento1. E nel 2024 il fuoriclasse britannico Mark Cavendish raggiunge la 35a vittoria di tappa al Tour de France con la sua Filante SLR CVNDSH, caratterizzata da una livrea multicolore che, attraverso diverse tonalità, celebra le vittorie della sua straordinaria carriera. Poi Mario Beccia, Davide Rebellin, Michele Scarponi e altri raggiungono importanti traguardi con quelle due ruote iconiche.
La storia della Wilier Triestina, ricca di ingegno, intraprendenza e visione industriale, affonda le sue radici all’inizio del secolo scorso: è Pietro Dal Molin a cui subentra il figlio Mario, che nel 1906 rileva il marchio Wilier (all’epoca realtà inglese semisconosciuta) e apre il primo stabilimento a Bassano del Grappa. Siamo nel 1946 quando si completa il nome dell’azienda come lo conosciamo oggi: Mario Dal Molin affianca a “Wilier” la parola “Triestina”, a sostegno del controllo italiano della città di Trieste. È in quegli anni che prende avvio la collaborazione con alcune squadre del ciclismo professionistico, portata avanti fino a oggi seppur a fasi alterne, nella fornitura di biciclette e nel supporto tecnico. Nel 1969 è la volta della famiglia Gastaldello con il capostipite Giovanni e i figli Lino e Antonio, che acquistano il marchio e aprono un piccolo negozio a Rossano Veneto. «In quel periodo si sono strutturati per produrre biciclette sia “popolari” che da corsa di alta gamma – spiega Andrea Gastaldello, amministratore delegato di Wilier (ceo, chief executive officer) insieme ai fratelli Michele ed Enrico, figli di Lino – portando avanti la tradizione già coniata a Bassano di dare alla livrea una colorazione ramata».
A cavallo tra gli anni ’80 e ’90 Lino Gastaldello, divenuto unico titolare nel 1989, consolida la struttura produttiva e commerciale dell’azienda con la realizzazione dell’attuale sede di Rossano Veneto, mentre l’impegno nel mondo delle corse conosce un’accelerazione a partire dal 1995. Un altro passaggio importante è nel 2020 quando il fondo svizzero-canadese Pamoja Capital acquisisce una quota di minoranza, lasciando invariata la governance che resta nelle mani della famiglia Gastaldello. Nel 2021 entra nel gruppo anche la taiwanese Youn Live Bike che assembla le biciclette Wilier destinate ai mercati asiatici ed extraeuropei e nel 2022 l’impresa veneta amplia ulteriormente la filiera produttiva con l’ingresso di Miche, azienda di San Vendemiano (Treviso) specializzata in ruote e componentistica. La sede di Wilier Triestina rimane a Rossano Veneto: «È qui che si concentra il cuore della nostra attività: progettazione, sviluppo, assemblaggio, controllo e cura del prodotto» puntualizza Gastaldello.
L’azienda, che conta circa 120 collaboratori tra Rossano Veneto, Miche e la filiale a Taiwan, è riconosciuta a livello internazionale per biciclette ad alte prestazioni destinate alla strada, al gravel, alla mountain bike e al racing. Per lo sviluppo dei prodotti continua a collaborare con squadre professioniste di ciclismo su strada come la francese Groupama – FDJ United, che usa per le sue competizioni la Filante SLRID2. Un atleta di questo team nel prossimo Tour de France userà una Filante Ultimate, prodotta in 120 esemplari numerati per ricordare gli stessi anni dell’azienda, festeggiati quest’anno.
Per Gastaldello, celebrare i 120 anni dalla nascita rappresenta «un traguardo che valorizza la storia, la tradizione e il patrimonio di esperienza e know-how tecnologico che consente di guardare al futuro con fiducia, forti delle risorse interne necessarie per continuare a sviluppare prodotti innovativi, in grado di rispondere alle esigenze del mercato e anticiparne le evoluzioni». Un anniversario che, sottolinea, non è un punto di arrivo ma una base solida, di partenza, per lo sviluppo futuro, come richiama anche il titolo delle celebrazioni “120 years forward” (120 anni guardando avanti), svoltesi il 20 giugno scorso nella suggestiva Villa Contarini a Piazzola sul Brenta.
I numeri della Wilier Triestina parlano di una realtà in salute: nel 2025 ha raggiunto un fatturato consolidato di 70 milioni di euro e il 2026 si sta sviluppando con una crescita stimata intorno al 7 per cento, mentre l’obiettivo del piano al 2030 è arrivare a 80 milioni di euro di ricavi consolidati, con una marginalità operativa a doppia cifra. «La nostra ambizione non è essere semplicemente più grandi. È essere più forti e più resilienti». L’export rappresenta circa l’80 per cento dei volumi e l’Italia rimane il primo mercato singolo, con circa il 20 per cento.
«La nostra solidità – spiega Gastaldello – nasce dalla capacità di concentrarci su prodotti con un forte contenuto tecnologico ed estetico. Non lavoriamo su biciclette necessarie ma desiderabili: dobbiamo creare emozione, interesse, fiducia e identificazione nel ciclista». Per l’amministratore delegato la “cultura della velocità” rappresenta il principio che compendia l’approccio dell’azienda: «Non riguarda soltanto il prodotto, ma il nostro modo di lavorare. Essere un gruppo delle nostre dimensioni ci consente di decidere prima degli altri e di anticipare il cambiamento, piuttosto che subirlo. Questa è la chiave di lettura del nostro successo: la capacità di sviluppare manufatti che abbiamo percepito essere appetibili in un determinato momento, con specifiche caratteristiche. Una strategia che il mercato ha premiato».
È un modello possibile grazie alla struttura proprietaria: «Il nostro management permette tempi rapidi di confronto e decisionali, fino alla veloce convocazione di un consiglio di amministrazione.
Una mentalità che si riflette sull’intera azienda».
Tre fratelli
La Wilier Triestina è guidata dai fratelli Andrea, Michele ed Enrico Gastaldello. Tutti e tre sono amministratori delegati del gruppo (ceo, chief executive officer) con specificità diverse: Andrea è il presidente del consiglio di amministrazione e si occupa della parte amministrativa, degli affari generali, del marketing e della gestione del budget (executive chairman). Michele gestisce la produzione, la ricerca e lo sviluppo del prodotto (production director) ed Enrico cura la direzione commerciale (sales director).
Partner di squadre di ciclismo, gravel e mountain bike
L’azienda Wilier Triestina è partner tecnico di squadre professionistiche di ciclismo su strada, gravel e mountain bike: la Groupama-FDJ United su strada, il team Elite The Grip nel gravel, la Wilier-Vittoria nella mountain bike.
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Andrea Canton
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