Carcere. Caritas Cremonese: “Con l’8×1000 diamo speranza alla giustizia”


Costruire una cultura diffusa sulla giustizia, sull’errore, sulla pena e sul riscatto. Un impegno declinato affinché i detenuti, nel rispetto delle istituzioni, delle famiglie e delle vittime, possano ricucire lo strappo che hanno creato tra sé e la società e affinché la comunità consideri loro e i loro “cammini di riconciliazione” parte di se stessa. Sono gli obiettivi dell’area carcere della Caritas Cremonese, che porta avanti diversi progetti, anche grazie al finanziamento dell’8×1000.

“L’attività di Caritas cremonese in carcere è ben più ampia dei progetti 8×1000, nel senso che noi accediamo al carcere di Cremona da circa 25 anni con un operatore dedicato. Da tre anni a questa parte, siamo diventati due operatori dedicati: io e un altro. E da tre anni, dal 2024, abbiamo un progetto, ‘Dare speranza alla giustizia’, sul tema della giustizia, sia interna sia esterna al carcere. Nei primi anni eravamo molto focalizzati sull’attività interna al carcere, mentre quest’anno abbiamo anche un’apertura sull’esterno”, ci racconta suor Mariagrazia Girola, referente per i progetti dell’area giustizia della Caritas diocesana di Cremona. Grazie al progetto 8×1000, spiega suor Mariagrazia, “gli operatori dedicati garantiscono settimanalmente dei colloqui con i detenuti, che fanno richiesta oppure di cui veniamo a conoscenza, principalmente per l’ascolto, il supporto umano o spirituale e per un aiuto rispetto a bisogni molto concreti. I detenuti che noi normalmente intercettiamo o che chiedono di incontrare gli operatori di Caritas sono persone che all’esterno della casa circondariale non hanno relazioni all’esterno perché o non sono di Cremona o non hanno supporti esterni, quindi hanno bisogno di sussidi economici oppure di pacchi vestiti o di altri piccoli oggetti sempre autorizzati dalla direzione. Quindi,

annualmente grazie ai fondi dell’8×1000 possiamo dare dei sussidi economici alle persone che hanno bisogno di soldi per fare delle spese interne oppure per ricaricare la sim telefonica e mantenere i contatti con la propria famiglia”.

Questa attività, precisa la religiosa, “viene fatta anche in collaborazione con la cappellania del carcere di Cremona perché in istituto ci sono circa 600 detenuti, quindi per intercettarli tutti o in buona parte è difficile andando una o due volte a settimana”.

Soprattutto

“ai nuovi arrivati che non hanno supporti o contatti esterni noi forniamo un pacco vestiti”,

spiega suor Girola, precisando che “il confezionamento del pacco non viene fatto da noi operatori Caritas, ma dalla cooperativa Gamma di Cremona che si occupa di malati psichiatrici. La cooperativa ha un piccolo magazzino con vestiti e attività di sartoria e uno spazio dedicato a beni della Caritas dove questi ragazzi con problemi psichiatrici confezionano i pacchi per le persone detenute, questo mi sembra un valore aggiunto all’iniziativa”.

Nel 2025 con i fondi dell’8×1000, prosegue suor Mariagrazia, “all’interno del carcere abbiamo proposto un percorso di basket, intitolato ‘Basket a colori’: infatti, un insegnante di basket delle scuole superiori, presidente di un’associazione, si è proposto per fare delle attività all’interno del carcere con le persone detenute.

Questo coach in passato aveva già proposto attività di basket con alcune persone in difficoltà o grave marginalità e ha voluto sperimentare questo percorso di basket in carcere, non solo come gioco, ma anche come proposta di valori, con incontri in cui sono state presentate le varie regole del basket, mettendole a confronto con alcuni valori della vita comune e cercando di fornire per quanto possibile degli strumenti per poter vivere in modo positivo il carcere e la detenzione.

La sperimentazione è andata molto bene e quindi abbiamo riproposto anche per quest’anno il percorso di basket all’interno del carcere”.

In occasione del Giubileo del 2025 a Cremona come segno giubilare si è dato risalto alla Casa dell’Accoglienza per migranti, che per l’occasione è stata ristrutturata. “Ci siamo detti – dice la religiosa -: perché non coinvolgere anche le persone detenute nel ridare un volto nuovo a questa Casa? Quindi abbiamo pensato di fare contribuire alla ristrutturazione concreta.

All’interno della casa circondariale c’è, infatti, una falegnameria abbastanza attrezzata, dove sono state ristruttura le ante della Casa dell’Accoglienza, poi, con un allargamento del progetto, i detenuti hanno cominciato la sistemazione dei tavoli della mensa della stessa Casa. In occasione della sistemazione delle ante, abbiamo donato alla falegnameria delle attrezzature nuove che poi sono restate in utilizzo alla casa circondariale”.

Tra le attività dell’area carcere della Caritas finanziate dall’8×1000, c’è anche la promozione del tema della giustizia a livello pastorale. “Nel 2024 abbiamo promosso la Quaresima di Carità con la raccolta fondi per i pacchi vestiti ai detenuti: una parte è stata finanziata dall’8×1000 e un’altra dal contributo dei fedeli di Cremona.

La sensibilizzazione avviene attraverso testimonianze e la raccolta di panettoni e colombe nelle parrocchie della diocesi di Cremona, poi consegnate da noi alla casa circondariale.

A questa iniziativa hanno aderito sia l’Azione cattolica sia dei gruppi scout o altri gruppi”. La consegna “avviene sempre qualche giorno prima di Natale o di Pasqua con la partecipazione di gruppi di adolescenti o di bambini ed è sempre occasione per testimoniare l’attività che Caritas cremonese fa all’interno della casa circondariale”.

Non finisce qui l’impegno della Caritas diocesana nel settore giustizia.

“Quest’anno abbiamo proposto la risistemazione di una nostra sede per farla diventare una casa per persone detenute, fornendo due posti letto e due posti di lavoro. Con il sostegno e l’aiuto della cooperativa Nazaret, con cui collaboriamo molto e che all’interno del carcere svolge delle attività importanti, individuiamo persone detenute a fine pena o in procinto di finire il tempo della detenzione che hanno bisogno di una casa e di un lavoro”.

Suor Mariagrazia sottolinea: “All’uscita dal carcere, essere seguiti da un educatore, accompagnati nel percorso abitativo e lavorativo da persone competenti, è un passaggio importante verso l’autonomia e un reinserimento positivo nella società, ricostruendo delle relazioni nella società. In questi mesi stiamo valutando le persone da poter accogliere nelle nostre abitazioni e inserire nel mondo del lavoro, in una cooperativa con cui siamo legate per delle attività lavorative. Sempre nel corso di quest’anno abbiamo un progetto in collaborazione con la cooperativa Nazareth di un laboratorio agroalimentare. La cooperativa ha sempre avuto all’interno del carcere un laboratorio di trasformazione alimentare, ora stanno spostando il laboratorio anche all’esterno; noi forniamo dei nostri spazi per questo laboratorio esterno, oltre che la collaborazione anche di possibili volontari”.

Ci sono iniziative della Caritas diocesana a favore del carcere anche al di fuori dell’8×1000. Ad esempio, è stato chiesto alla Caritas dalla casa circondariale di fornire dei palloni di calcio per permettere ai detenuti di giocare. Tramite il direttore di Caritas cremonese, la Cremonese ha donato 20-25 palloni. “Con la direttrice della casa circondariale abbiamo pensato che sarebbe stato bello realizzare qualcosa in occasione della consegna dei palloni: così a ottobre 2025 abbiamo organizzato una partita fra alcuni detenuti e la squadra della primavera della Cremonese. In quell’occasione c’è stata la consegna ufficiale dei palloni.

È stata l’occasione anche per costruire con la Cremonese calcio un percorso di volontariato nelle opere segno della diocesi di Cremona e durante l’anno i giovani sono venuti in una nostra struttura a fare del volontariato”.


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 Andrea Canton

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