l’inaspettata scoperta sul legame con il rischio di cancro



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In breve: creatina, cos’è davvero e dove si trova nella dieta

La creatina è una molecola organica prodotta dall’organismo, soprattutto da fegato, reni e pancreas, a partire da alcuni aminoacidi. Viene poi trasportata ai muscoli, dove partecipa alla gestione dell’energia nelle attività intense e di breve durata.

Oltre alla produzione interna, la creatina arriva anche attraverso l’alimentazione. Le principali fonti sono:

Gli alimenti di origine vegetale ne contengono pochissima, quindi chi segue una dieta vegana tende ad avere riserve corporee inferiori rispetto a chi consuma regolarmente carne e pesce.

Gli integratori di creatina (di solito creatina monoidrato) vengono usati soprattutto in ambito sportivo per:

  • Aumentare la capacità di lavoro muscolare in sforzi brevi e intensi
  • Favorire il recupero tra le serie di allenamento
  • Supportare, in alcuni casi, il mantenimento della forza in età più avanzata

È importante distinguere tra creatina alimentare (quella assunta con cibi) e creatina in forma di integratore, che permette di raggiungere dosi molto più elevate rispetto alla normale dieta.


Per approfondire:
Creatina: quale scegliere, quanta e come usarla

Nuove ricerche su creatina e rischio di cancro

Negli ultimi anni alcuni gruppi di ricerca hanno iniziato a domandarsi se la creatina, oltre al ruolo muscolare, possa incidere anche sul rischio di sviluppare tumori. Un’analisi pubblicata nel 2025 su una rivista internazionale di nutrizione ha messo in relazione l’assunzione alimentare di creatina con l’incidenza di cancro in un ampio campione di adulti.

Cosa è emerso dallo studio

I ricercatori hanno esaminato dati di oltre 25.000 adulti statunitensi, raccolti nell’arco di diversi anni attraverso un grande programma di sorveglianza nutrizionale e sanitaria. Per ciascun partecipante è stato stimato l’apporto di creatina con la dieta e confrontato con la presenza o meno di una diagnosi oncologica.

I risultati hanno mostrato che:

  • All’aumentare dell’assunzione alimentare di creatina, il rischio di cancro risultava leggermente ridotto.
  • Ogni incremento standardizzato nell’introito di creatina era associato a una riduzione di circa il 5% del rischio (odds ratio aggiustato = 0,95; intervallo di confidenza 95%: 0,91–0,99).
  • L’associazione sembrava più evidente in alcune categorie, ad esempio uomini e persone in sovrappeso, con valori di rischio leggermente più bassi (odds ratio intorno a 0,92–0,93).

Si tratta di numeri modesti, ma statisticamente significativi, che suggeriscono un possibile ruolo favorevole della creatina alimentare nel contesto della prevenzione oncologica.

Cosa NON dice ancora la scienza

È però fondamentale chiarire alcuni punti:

  • Si tratta di uno studio osservazionale: fotografa un’associazione, non dimostra un rapporto causa-effetto.
  • Chi consuma più creatina alimentare tende anche, in media, ad avere abitudini alimentari specifiche (ad esempio più proteine animali, forse meno eccessi di zuccheri, ecc.), che potrebbero influenzare il rischio di cancro.
  • Non è possibile stabilire con certezza se il merito sia della creatina in sé o dell’insieme di nutrienti presenti nei cibi che la contengono.
  • Lo studio riguarda la creatina introdotta con i cibi, non dosi elevate da integratori sportivi.

In altre parole, i dati sono interessanti e stimolano ulteriori ricerche, ma non autorizzano a considerare la creatina come una sorta di “scudo anticancro” né a modificare in modo estremo le proprie abitudini alimentari.

Come potrebbe agire la creatina sulle cellule: possibili meccanismi

Il cancro nasce da un insieme di processi complessi: mutazioni del DNA, alterazioni del sistema immunitario, infiammazione cronica, stress ossidativo. Fattori come fumo di sigaretta, abuso di alcol, obesità e sedentarietà contribuiscono a creare un ambiente favorevole alla trasformazione delle cellule normali in cellule tumorali.

La creatina, nel corpo, partecipa soprattutto al metabolismo energetico. All’interno delle cellule viene trasformata in fosfocreatina, una sorta di “riserva rapida” di energia utilizzabile quando lo sforzo è intenso.

Le ipotesi su come possa influire sul rischio di cancro includono:

  • Supporto energetico alle cellule sane: un metabolismo energetico più efficiente potrebbe aiutare le cellule normali a funzionare meglio e a resistere agli insulti.
  • Effetto sullo stress ossidativo: sebbene non sia un antiossidante diretto paragonabile a vitamine specifiche, la creatina potrebbe contribuire indirettamente a ridurre la produzione di radicali liberi, collegati al danno al DNA.
  • Interazione con il sistema immunitario: alcune ricerche precliniche suggeriscono che il metabolismo energetico influenzi l’attività delle cellule immunitarie coinvolte nel riconoscere e distruggere le cellule anomale.

Si tratta, tuttavia, di meccanismi ancora in studio. Molte evidenze derivano da modelli animali o cellulari e non è ancora chiaro quanto si traducano in benefici reali, misurabili, nella popolazione generale.

Un altro punto importante: il cancro è un insieme di malattie diverse, non un’unica entità. Non è detto che eventuali effetti della creatina siano uguali per tutti i tipi di tumore, né che siano sempre presenti.

Creatina, prevenzione e stile di vita: come regolarsi nella pratica

Sapere che una maggiore assunzione alimentare di creatina potrebbe essere associata a un certo beneficio è interessante, ma da sola non basta a guidare scelte concrete. Ha senso inserirla in un quadro più ampio di prevenzione.

Alimentazione: equilibrio prima di tutto

Per ridurre il rischio di cancro, le raccomandazioni internazionali insistono su alcuni pilastri:

  • Limitare alcol e fumo: due tra i principali fattori di rischio evitabili.
  • Mantenere un peso corporeo sano, evitando eccessi calorici.
  • Preferire un modello alimentare ricco di verdura, frutta, legumi, cereali integrali.
  • Moderare l’apporto di carni lavorate (insaccati, salumi) e limitare le carni rosse ad un consumo ragionevole.

La creatina, in questo contesto, arriva soprattutto da carni e pesce. Cercare di aumentarla in modo smisurato solo per “abbassare il rischio di cancro” può portare a squilibri (es. troppe proteine animali, grassi saturi, sale in eccesso) che vanno contro le stesse linee guida di prevenzione oncologica.

Ha più senso:

  • Inserire porzioni adeguate di pesce e carni non lavorate in una dieta varia.
  • Puntare sulla qualità complessiva dell’alimentazione, non sul singolo nutriente.

Integratori di creatina: per chi hanno senso e quando fare attenzione

Gli integratori di creatina possono essere utili per:

Al contrario, non ha fondamento usare la creatina in compresse o polvere:

  • Come “cura” o prevenzione specifica del cancro
  • In dosi elevate e senza indicazione, solo sulla base dei dati osservazionali disponibili

In presenza di:

è prudente confrontarsi sempre con il medico prima di iniziare un’integrazione, perché la creatina viene in parte eliminata dai reni e, in dosi elevate e prolungate, potrebbe non essere adatta a tutti.

Prevenzione oncologica: dove concentrare davvero gli sforzi

Rispetto al cancro, le azioni con maggiore impatto documentato restano:

  • Smettere di fumare, o non iniziare
  • Contenere o evitare il consumo di alcol
  • Praticare attività fisica regolare (almeno 150–300 minuti alla settimana di intensità moderata, o equivalenti)
  • Seguire screening consigliati per età e sesso (es. mammografia, Pap-test, colonscopia quando indicata)
  • Proteggersi dal sole in modo adeguato
  • Curare il peso corporeo e l’equilibrio alimentare complessivo

La creatina, ad oggi, può essere considerata un possibile fattore aggiuntivo, inserito in un contesto di alimentazione varia e sana, non un elemento centrale della prevenzione.

Messaggi chiave da portare a casa

Per chi desidera prendersi cura del proprio futuro di salute, alcuni punti possono aiutare a orientarsi:

  • La creatina è una sostanza naturale, presente nel corpo e in alcuni alimenti, con un ruolo importante nell’energia muscolare.
  • Un ampio studio osservazionale ha suggerito che una maggiore assunzione alimentare di creatina si associa a un rischio leggermente ridotto di cancro, in particolare in alcuni sottogruppi come uomini e persone in sovrappeso.
  • Questi dati non dimostrano che la creatina prevenga il cancro, ma indicano una direzione interessante per la ricerca.
  • Non esistono prove solide per usare gli integratori di creatina come strumento di prevenzione oncologica.
  • Ha più senso concentrarsi su stile di vita, controlli periodici e alimentazione bilanciata, considerando la creatina come parte del quadro, non come il protagonista.

In caso di dubbi su dieta, integrazione o familiarità per tumori, il confronto con il medico di base o con uno specialista in nutrizione clinica permette di avere indicazioni personalizzate, basate sulla storia clinica individuale e non solo su dati generali di popolazione.


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