“Tu Sei Agata” ha finalmente mostrato il suo volto alla città di Catania, questa mattina alle prime luci. Un velo lungo un chilometro ha attraversato via Etnea grazie alle mani dei volontari che hanno partecipato alla grande azione collettiva ideata dall’artista Domenico Pellegrino.
Lo svelamento dell’opera di Domenico Pellegrino
Alle 7,00 è iniziato il dispiegamento dell’opera lungo via Etnea, in un crescendo di partecipazione. Un momento di grande emozione, che ha trasformato una delle strade simbolo di Catania in un lungo racconto di memorie personali e collettive, nel giorno delle celebrazioni per il IX Centenario del ritorno delle Reliquie di Sant’Agata.
Catania, infatti, quest’anno festeggia in grande ritorno delle reliquie di Sant’Agata da Costantinopoli. Questo evento straordinario è stato arricchito con un’opera tessile lunga 1 km, realizzata grazie al contributo di migliaia di donazioni di centrini e ricami provenienti dall’Italia e da diverse parti del mondo. Un anno di mani, memoria e comunità. Migliaia di persone hanno aperto cassetti che non venivano toccati da decenni. Hanno tirato fuori centrini, ricami, merletti e frammenti di stoffa custoditi come ricordi di famiglia. Li hanno affidati all’artista, accompagnandoli con lettere, fotografie e racconti. Poi altrettante donne si sono sedute una accanto all’altra, ago e filo tra le mani, per trasformare quei ricordi in un’opera d’arte. Da questi gesti è nata “Tu Sei Agata”.

La realizzazione
L’opera è composta da 333 moduli di tre metri per tre. Ciò che rende straordinaria “Tu Sei Agata” non è soltanto la sua dimensione, ma il percorso umano che l’ha resa possibile. «Vedere oggi questo chilometro disteso lungo via Etnea significa vedere finalmente insieme tutte le persone che hanno costruito Tu Sei Agata. Ogni frammento porta con sé una storia, ma è soltanto unendosi agli altri che diventa parte dell’opera. È questo, per me, il senso più profondo del progetto», racconta Domenico Pellegrino.
Per la sua realizzazione sono nate 29 sartorie collettive, luoghi aperti nei quali persone che non si erano mai incontrate prima hanno condiviso tempo, racconti e competenze. Studenti delle scuole primarie e secondarie hanno scoperto un sapere antico attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea. Donne che non cucivano da decenni hanno ripreso una manualità quasi dimenticata. Nonne hanno insegnato alle nipoti i primi punti di ricamo. Tante persone sono entrate per la prima volta in una sartoria sociale e ne sono uscite con nuove amicizie. Ogni incontro è diventato parte dell’opera. Così come ogni donazione.
Ogni pacco che arrivava, custodiva molto più di un frammento di stoffa: raccontava una famiglia, una madre, una nonna, un matrimonio, una nascita, un lutto, un viaggio, una promessa mantenuta. Oggetti destinati a rimanere chiusi in un cassetto hanno trovato una nuova vita, trasformandosi da memoria privata in patrimonio condiviso. In totale sono stati raccolti oltre 8.500 elementi tessili, dando vita a un archivio materiale e umano che oggi costituisce l’anima stessa dell’opera.
Il valore di “Tu sei Agata”
In un tempo dominato dalla velocità, “Tu Sei Agata” ha rimesso al centro il valore del tempo lento, del fare insieme, della manualità e dell’ascolto. Numerose donne hanno donato ore della propria vita, sedendosi accanto a qualcuno che fino a quel momento era uno sconosciuto. Per questo “Tu Sei Agata” non è soltanto un’opera d’arte, ma una comunità che ha preso forma. Il titolo stesso racchiude il senso del progetto, perché Agata vive nelle persone, nei gesti quotidiani, nella capacità di trasformare il dolore in bellezza e la memoria in futuro.
L’artista Domenico Pellegrino commenta così l’opera da lui ideata: “Tu Sei Agata è un’opera che nasce dalle persone e cresce nel tempo. Un filo, da solo, si spezza. Migliaia di fili intrecciati diventano una comunità. La vera materia di quest’opera non è il tessuto, ma le relazioni umane che si sono create durante questo anno di lavoro condiviso”.
Con questo progetto Domenico Pellegrino compie un nuovo passo nella propria ricerca artistica. Se nelle sue opere la luce ha sempre rappresentato uno strumento per raccontare il patrimonio culturale del Mediterraneo, in “Tu Sei Agata” è la partecipazione a diventare materia dell’opera. Il gesto del cucire, il sapere tramandato, la devozione popolare e la costruzione di relazioni diventano essi stessi linguaggio artistico. Cittadini e cittadine hanno partecipato come volontari alla grande azione collettiva accompagnando l’opera lungo il percorso. Da protagonisti hanno disteso l’opera lungo via Etnea, diventando parte integrante di questo gesto.

“Tu sei Agata” è stato promosso da Exagonos ETS, in collaborazione con il Comitato per la Festa di Sant’Agata, ed è realizzato con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dell’Arcidiocesi di Catania, del Comune di Catania, dell’Assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, dell’Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro e dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.
Chi è Domenico Pellegrino
Domenico Pellegrino, nato a Mazzarino nel 1974, è un artista siciliano, scultore e autore di installazioni luminose. Riconosciuto come l’artista della luce, vive e lavora tra Palermo e Milano, dove di recente ha inaugurato il suo nuovo studio. La sua ricerca nasce dall’incontro tra patrimonio culturale e contemporaneità: raccoglie miti, simboli e rituali del Mediterraneo e li trasforma in un linguaggio artistico visionario, dove la luce diventa strumento di memoria, identità e relazione.
Attraverso sculture, installazioni urbane e progetti partecipativi, Pellegrino costruisce opere che abitano città, musei e paesaggi, creando connessioni tra comunità, spazio pubblico e immaginario collettivo. Le sue creazioni si muovono tra arte, artigianato e innovazione, dando nuova forma a tradizioni popolari come le luminarie e trasformandole in esperienze contemporanee.
Nel corso di oltre trentanni anni di attività ha collaborato con alcuni dei principali protagonisti dell’arte contemporanea italiana e ha sviluppato un percorso internazionale che lo ha portato dalla Biennale di Venezia a Manifesta, dalla Malta Biennale a Expo 2025 Osaka. Ha realizzato progetti e installazioni site-specific per Hermès, Dior, Disney, Max Mara / Marella, Google Camp ed E.ON, mantenendo sempre al centro della propria ricerca il Mediterraneo come luogo di incontro tra culture, storie e visioni.
Le opere di Domenico Pellegrino fanno parte di collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Per l’artista, la luce non è soltanto un elemento estetico, ma uno strumento capace di rigenerare i luoghi, custodire la memoria e creare nuove comunità.
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Valentina La Ferrera
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