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Salvatore Biazzo analizza mercato e giovani azzurri: “De Bruyne? In un certo senso sarà il vero acquisto”.

Salvatore Biazzo, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l’unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.

Qualora dovessero partire Lang o Lucca o entrambi, iniziano a uscire grandi nomi come Gabriel Jesus e Martinelli, profili internazionali. Che ne pensi?

“Intanto Gabriel Jesus l’abbiamo già visto all’opera, cioè non è, voglio dire, il calciatore sul quale possiamo alzare il sopracciglio. I numeri dicono della sua qualità e soprattutto della sua produttività, perché è un calciatore molto dinamico, può occupare diversi spazi nella partita e quindi essere particolarmente importante per una squadra come il Napoli.”

E invece Martinelli come lo collochi? È un giocatore di fascia molto bravo anche a destra. Il Napoli dovrebbe prenderlo, nel caso, come sostituto di Lang a sinistra?

“Guarda, io sulle fasce vedo un sacco di gente, sarò probabilmente strabico, però io vedo che le fasce sono molto bene. Laddove invece mi sembra che ci siano dei problemi è in difesa. Va bene Favasuli perché tu lo prendi, va bene Badiashile perché lo prendi, però a questo punto, voglio dire, qualcosa a centrocampo forse bisognerebbe fare. Quindi, più che giocare sugli esterni alti, poi se ti riferisci all’interno di centrocampo è un altro discorso.”

Un De Bruyne al 70% non potrebbe fare aumentare il bottino di gol di cui si parla sempre? Poi c’è un Anguissa che sta ritornando ai livelli dello scudetto con Conte, un Alisson più determinato, Politano potrebbe fare qualche gol in più, oltre a McTominay in doppia cifra. Con questi numeri non si può competere per lo scudetto, tenendo presente che c’è sempre Neres?

“Ma non c’è dubbio, però bisogna vedere anche le altre squadre. Cioè, tu puoi avere in assoluto il Napoli migliore della storia, però poi ti trovi dei competitor che hanno fatto alcuni acquisti molto importanti. Qui hanno speso tutti intorno ai 100 milioni mediamente, passando dal Como che ha speso più di tutti, quasi 120-130 milioni, con cifre veramente pazzesche e inadeguate, proporzionate rispetto a quello che è il fatturato operativo di una squadra come il Como, che comunque ha un grande proprietario alle spalle che può permettersi negli ultimi due o tre anni di aver tirato fuori 198 milioni. Di che stiamo parlando? La Fiorentina ha fatto una squadra molto, ma molto forte, sembra quasi che si stia preparando per un grande salto di qualità che i tifosi viola aspettano da tempo, forse non quelli di Prato, ma sicuramente quelli della Fiorentina. Per quanto riguarda il Napoli, in assoluto abbiamo sempre detto che è una squadra molto competitiva. L’abbiamo detto in un momento però in cui l’Inter non aveva fatto altri acquisti, la Juve, che si lamenta sempre, ha fatto degli acquisti per 100 milioni e bisognerà capire come riesce a far quadrare i conti, essendoci il Napoli a qualche difficoltà. Però un De Bruyne non al 70%, io dico un De Bruyne al meglio della sua condizione, calciatori come Alisson che hanno dimostrato di essere molto veloci, molto rapidi e di riuscire a fare anche degli assist, con Hojlund meglio di come l’abbiamo visto nella scorsa stagione, a destra c’è un Politano risollevato anche perché non deve fare più il quinto esterno di difesa. Voglio dire, un nuovo modulo e un nuovo allenatore certo ci pongono in una condizione di grande competitività con gli avversari. Ho visto esordire nell’Inter, nel torneo che è avvenuto in Australia, un giovane di 18 anni, un altro giovane di 19 anni. Bovio è un difensore centrale, per essere così giovane mi è sembrato particolarmente forte, autorevole, entrare in campo con un certo piglio. Poi, se vogliamo restare a casa nostra, Prisco e Garofalo non dispiacciono per niente. Certo, mi diranno: ma non è che possono andare a giocare contro la Juve e contro l’Inter. Ma sai com’è, ci sono dei calciatori che sono delle autentiche sorprese. Quindi io, per esempio, Garofalo l’ho visto proprio un giocatore che non ha paura di entrare in partita, non ha paura di impostare. Cioè, questi dovrebbero crescere in prima squadra, se uno non li prova non lo saprà mai.”

È chiaro che ci sono dei livelli e non tutti possono essere pronti, però se non ne lanci neanche uno significa che non ci provi. Ieri, ad esempio, Amorim, tecnico del Milan, parlando di Leao ha detto che per lui sarà dura perché c’è Sissè. Quando sentiamo un allenatore italiano dire che un mostro sacro viene messo alla prova da un giovane della Primavera?

“Ma tu però hai ragione. Vai a vedere due cose e credo che sarai sicuramente della mia stessa opinione: vedi tutti gli acquisti che ha fatto il Como, l’età media dei calciatori che ha preso il Como. Certo, c’è anche qualche riscatto a titolo definitivo, però l’età media è 22 anni e mezzo. È un segnale molto positivo o no? Parliamo poi anche in prospettiva di campionato. Noi abbiamo la prima di campionato con il Genoa. Se andiamo a vedere che cosa ha fatto il Genoa, ha movimentato una quantità enorme di calciatori. Sicuramente alcuni sono riscatti, altri sono a titolo definitivo per pochi milioni, ecco, Ekhator ha fatto soldi, però se vai a vedere anche qui la media è veramente straordinaria, perché anche qui la media è molto, ma molto bassa e molti calciatori di tutti questi che sono stati presi tra Fiorentina, Como eccetera sono anche italiani. Ed è sicuro. Per esempio De Rossi, De Rossi ha preso un sacco di calciatori giovani, ma proprio giovani, e De Rossi è uno che ha puntato sui giovani lì anche per un po’ di emergenza, nel senso che la società ha un po’ di difficoltà economiche. Però è meglio prendere dei giovani che prendere poi degli stranieri di basso livello magari. Però i 50 milioni che ha preso il presidente del Genoa per la campagna di cessioni li ha utilizzati molto bene, prendendo tutti i calciatori a due milioni, due milioni e mezzo, tre milioni. Poi ti ritrovi in mezzo a loro il calciatore che esce. Cioè, voglio dire, poi ricordiamoci che De Rossi ha preso la squadra, mi pare, all’undicesima giornata, dopo Murgita se non ricordo male, ed era in condizioni di retrocessione e comunque l’ha fatta salvare con una giornata di anticipo, tanto che si è permesso anche il lusso di perdere l’ultima partita. Insomma, voglio dire, il ragionamento che tu fai è estremamente corretto, lo condivido e anche il Napoli dovrebbe muoversi in questa direzione.”

Tornando proprio sul Genoa e al prossimo vero impegno, l’esordio in campionato del Napoli di Allegri: secondo te farà un po’ quello che ha fatto nella prova generale con l’Aris? Partirà con il 4-3-3 per poi tornare con la difesa a tre nella ripresa? Abbiamo visto tra l’altro il miglior Napoli proprio con quello schieramento, molto offensivo.

“Ma sì, è un classico del 4-3-3, cioè quello che ad un certo punto crea il movimento verso una parte del campo che potrebbe essere quella di De Bruyne o di McTominay e poi cerchi di far salire la mezzala, che potrebbe essere, cioè la mezzala che diventa mezzala, che potrebbe essere Di Lorenzo. Questo l’abbiamo visto nei primi 20 minuti con il Celta Vigo e sono stati i 12-20 minuti che mi hanno particolarmente colpito. Il resto è niente, perché in effetti lo immaginiamo noi, ecco, noi che siamo bravi a valutare le cose da un punto di vista tecnico e tattico immaginiamo quale sarà il Napoli di Allegri, ma non è che il Napoli di Allegri lo abbiamo visto. Forse lo vedremo nella prima di campionato. Però attenti al Genoa, perché non solo si gioca a Genova, ma De Rossi, con tutto il rispetto per la madre, è un figlio di buona donna.”

Mi sembrano piuttosto test da Champions quelli che fanno le altre squadre, mentre quelli del Napoli meno, con qualche eccezione. Cosa ne pensi?

“Io do un’attenuante ad Allegri, nel senso che poi anche nel Milan è la stessa situazione: si ritrova con una squadra sovradimensionata come quantità, nella quale ha dovuto scegliere o avrà scelto o sta per scegliere quello che secondo lui potrebbe essere l’organico tipo. Si è trovato di fronte una quantità enorme di calciatori da cedere che andavano comunque valutati, si è trovato una squadra con un Lukaku che dall’inizio si diceva che sarebbe andato via, si è trovato a dover vedere quali erano le condizioni di De Bruyne. Gli altri sono partiti un po’ meglio, però effettivamente, insomma, ci si poteva aspettare di più negli amichevoli, proprio per testare tutti questi calciatori con avversari di un certo livello, ma anche per fare più cassa, perché non mi pare che poi alla fine si siano fatti grandi guadagni da questi amichevoli. Dal punto di vista mediatico ci sono state molte polemiche per quella che è stata la vendita delle partite realizzata da DAZN in maniera indecorosa, vergognosa, a 9 euro e 99 e ovviamente con due telecamere, roba che si vedeva quasi 40 anni fa.”

De Laurentiis dice che ci perde pure, perché per far venire queste squadre in ritiro ci sono dei costi e quindi la pay per view coprirebbe dei costi. A questo punto anche i ritiri perdono un po’ di senso?

“Io credo che queste partite che sono state cedute, io ho notato una cosa che avrei anche da contestare. Cioè, io credo che siano partite fuori palinsesto, nel senso che la società probabilmente avrà preso gli spazi, avrà fatto un accordo del tutto particolare e singolare con DAZN e allora, poiché DAZN doveva evidentemente spendere molto, ha risparmiato sui mezzi di trasmissione. Ma i mezzi di trasmissione sono la qualità, la qualità è l’offerta e l’offerta fa che cosa? Fa il mercato. Se tu non mi offri un prodotto di qualità nell’epoca in cui si gira in alta definizione, in 4D, in 4K, cioè, voglio dire, un prodotto di bassa qualità, io posso cadere nella trappola la prima volta, come è capitato a me, la seconda non ci cado.”

De Bruyne sarà il vero acquisto del Napoli di Massimiliano Allegri?

“Sì, in un certo senso sì. È la rivelazione.” Biazzo: “Gabriel Jesus importante per il Napoli. De Bruyne? Sarà il vero acquisto di Allegri” Salvatore Biazzo a Radio Tutto Napoli analizza mercato e giovani azzurri: “De Bruyne? In un certo senso sarà il vero acquisto”.


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