L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 9/E del 21 ottobre 2026, fornisce un quadro organico della disciplina del sovraindebitamento e dell’esdebitazione prevista dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019). Il documento, articolato in 144 pagine, costituisce la seconda parte dell’approfondimento dedicato agli istituti del Codice e contiene indicazioni operative per gli uffici fiscali. L’analisi interessa direttamente avvocati, commercialisti e professionisti che assistono debitori e creditori nelle procedure di regolazione della crisi. Particolare attenzione è riservata alla ristrutturazione dei debiti del consumatore, al concordato minore, alla liquidazione controllata e alle condizioni per ottenere l’esdebitazione. Per approfondire l’argomento, consigliamo il volume Le tutele del nuovo sovraindebitamento: come uscire dal debito disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.
Aggiungi Il portale giuridico online per i professionisti – Diritto.it come fonte preferita su Google.
1. Sovraindebitamento: chi può accedere alle procedure e quale ruolo svolge l’OCC
La circolare ricostruisce l’ambito applicativo degli strumenti destinati ai soggetti non assoggettabili alla liquidazione giudiziale, tra cui consumatori, professionisti, imprenditori minori e imprenditori agricoli. Un ruolo centrale è attribuito agli Organismi di composizione della crisi (OCC), incaricati di assistere il debitore, verificare la documentazione e predisporre le relazioni necessarie all’accesso alle procedure. L’Agenzia chiarisce inoltre che la nomina di un attestatore è facoltativa, mentre restano obbligatorie le verifiche espressamente attribuite all’OCC. Per approfondire l’argomento, consigliamo il volume Le tutele del nuovo sovraindebitamento: come uscire dal debito disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.
Le tutele del nuovo sovraindebitamento. Come uscire dal debito
Aggiornato al terzo decreto correttivo del CCII (D.Lgs. 13 settembre 2024, n. 136), il volume, giunto alla sua II edizione, propone un’ampia ricognizione delle rilevanti novità normative e del panorama giurisprudenziale sul tema della crisi da sovraindebitamento. Sono raccolti diversi casi giudiziari riguardanti piani, omologati e non, ove emergono gli orientamenti dei vari fori e le problematiche applicative della normativa di riferimento. Il taglio pratico rende l’opera uno strumento utile per il professionista – gli organismi di composizione e i gestori della crisi, gli advisor e i liquidatori – al fine di offrire un supporto nelle criticità e i dubbi che possano sorgere nella predisposizione del Piano.
Monica MandicoAvvocato cassazionista, Founder di Mandico&Partners. Gestore della crisi, curatore, liquidatore e amministratore giudiziario. È presidente di Assoadvisor e coordinatrice della Commissione COA Napoli “Sovrain- debitamento ed esdebitazione”. Già componente della Commissione per la nomina degli esperti indipendenti della composizione negoziata presso la CCIAA di Napoli. Esperta in crisi d’impresa e procedure di sovraindebitamento e presidente di enti di promozione sociale. Autrice di numerose pubblicazioni, dirige la Collana “Soluzioni per la gestione del debito” di Maggioli Editore, ed è docente di corsi di alta formazione e master accreditati presso Università e ordini professionali.
Monica Mandico | Maggioli Editore 2025
2. Ristrutturazione dei debiti: quando il consumatore può ottenere l’omologazione
Uno dei principali approfondimenti riguarda la ristrutturazione dei debiti del consumatore, disciplinata dagli articoli 67 e seguenti del Codice.
La procedura consente di proporre un piano che preveda anche il soddisfacimento parziale e differenziato dei creditori, senza necessità del loro voto favorevole.
L’accesso resta tuttavia precluso quando il debitore abbia determinato il sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode.
La circolare evidenzia che la semplice sproporzione tra debiti contratti e capacità economica non determina automaticamente l’inammissibilità del piano. Occorre una valutazione concreta della condotta del consumatore.
Quanto alla durata, vengono richiamati orientamenti giurisprudenziali favorevoli anche a piani pluriennali, purché economicamente sostenibili e convenienti rispetto all’alternativa liquidatoria.
3. Concordato minore e debiti fiscali: quando il giudice può superare il dissenso del Fisco
Particolare rilievo assumono i chiarimenti sul concordato minore e sul trattamento dei crediti tributari e previdenziali.
L’articolo 80 del Codice consente, a determinate condizioni, l’omologazione anche senza l’adesione dell’Amministrazione finanziaria, attraverso il cosiddetto cram down fiscale.
Il meccanismo opera quando l’adesione dei creditori pubblici è determinante per raggiungere le maggioranze e la proposta risulta maggiormente conveniente rispetto alla liquidazione controllata.
Richiamando la Cassazione n. 14555/2026, l’Agenzia precisa che nel concordato minore non è obbligatoria la procedura di transazione fiscale prevista dall’articolo 88 per il concordato preventivo.
4. Liquidazione controllata ed esdebitazione: quando i debiti diventano inesigibili
La circolare approfondisce anche la liquidazione controllata, disciplinata dagli articoli 268 e seguenti, e il beneficio dell’esdebitazione. Nella liquidazione controllata, l’esdebitazione può intervenire alla chiusura della procedura oppure, anteriormente, decorsi tre anni dall’apertura, previo accertamento giudiziale dei requisiti. Una specifica attenzione è dedicata all’esdebitazione del sovraindebitato incapiente, riservata alla persona fisica meritevole che non possa offrire alcuna utilità ai creditori, neppure in prospettiva futura. Il beneficio è concedibile una sola volta, ferme le condizioni previste dalla legge per eventuali sopravvenienze patrimoniali.
5. Debiti tributari e colpa grave: le verifiche richieste agli uffici fiscali
Sul piano operativo, l’Agenzia richiama gli uffici a una valutazione complessiva della condotta del debitore prima di contestare il riconoscimento dell’esdebitazione. La prevalenza dei debiti fiscali o il protrarsi dell’inadempimento non costituiscono, da soli, prova automatica della colpa grave. Devono essere esaminati l’origine dell’indebitamento, la disponibilità delle risorse, l’eventuale aggravamento consapevole della situazione e la presenza di condotte fraudolente. La circolare punta così a uniformare l’azione degli uffici, bilanciando la tutela del credito erariale con la finalità di reinserimento economico del debitore che ispira la disciplina dell’esdebitazione.
Vuoi ricevere aggiornamenti costanti?
Salva questa pagina nella tua Area riservata di Diritto.it e riceverai le notifiche per tutte le pubblicazioni in materia. Inoltre, con le nostre Newsletter riceverai settimanalmente tutte le novità normative e giurisprudenziali!
Iscriviti!
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link







