Trusted Tech Accelerator, l’asse Italia-USA punta sull’innovazione


Un programma di 18 mesi per collegare imprese, centri di ricerca e investitori italiani e statunitensi, con oltre 300 potenziali opportunità di partnership già individuate. È il Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa presentata a Washington durante il quinto U.S. THF Stakeholders’ Meeting, nato dalla collaborazione tra Harmonic Innovation Group (HIG), attraverso la Transatlantic Harmonic Foundation (THF), e il Krach Institute for Tech Diplomacy at Purdue, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia negli Stati Uniti. L’obiettivo è trasformare le competenze tecnologiche dei due Paesi in progetti industriali, attività di ricerca congiunte e nuove opportunità di investimento. Il programma si concentrerà sull’intelligenza artificiale, sull’energia e sulle scienze della vita, settori nei quali la collaborazione transatlantica coinvolge già università, aziende e istituzioni.

Come funziona il Trusted Tech Accelerator

Il modello operativo parte dall’individuazione di tecnologie promettenti e dalla selezione di potenziali partner industriali, scientifici e finanziari. Le opportunità mappate saranno esaminate per verificare la possibilità di sviluppare collaborazioni, prodotti e nuove imprese. “Il modello dell’Accelerator è semplice e ambizioso: partire dalla mappatura delle opportunità per arrivare a partnership qualificate, introduzioni mirate e, infine, a progetti e investimenti”, ha spiegato Emanuele Spampinato, Executive Vice President e Co-CEO di Harmonic Innovation Group. Il programma intende favorire collaborazioni progettate fin dall’inizio su scala transatlantica, combinando capacità industriali e competenze scientifiche italiane e americane. Per startup e spin-off universitari interessati al mercato statunitense, l’iniziativa potrebbe aprire occasioni di confronto con imprese e investitori. Il comunicato, tuttavia, non specifica ancora criteri di selezione, modalità di candidatura o risorse finanziarie destinate alle singole iniziative.

Intelligenza artificiale, energia e scienze della vita

Le attività del Trusted Tech Accelerator riguarderanno tre aree tecnologiche individuate nell’accordo. Sul fronte dell’intelligenza artificiale, l’attenzione sarà rivolta alle applicazioni nei sistemi fisici e nella robotica, al quantum computing, all’High Performance Computing (HPC) e alla cybersicurezza. Sono ambiti nei quali lo sviluppo di nuove soluzioni richiede competenze specialistiche e infrastrutture di calcolo avanzate. Il capitolo energetico comprenderà smart grid, nucleare avanzato, fusione, geotermia, sistemi di accumulo e reti elettriche resilienti. La disponibilità di energia e l’affidabilità delle infrastrutture sono particolarmente rilevanti per sostenere le tecnologie emergenti. Nelle life sciences, invece, il programma si occuperà di terapie geniche e a RNA, biotecnologie, diagnostica, dispositivi medici e bioproduzione. La collaborazione tra ricerca e industria sarà orientata all’individuazione di applicazioni e opportunità di sviluppo.

Nel 2027 un roadshow tra Texas, California, Indiana e New York

La prima attività annunciata è la mappatura di oltre 300 potenziali opportunità di partnership. Il numero indica le possibilità di collaborazione individuate, non accordi già conclusi. Nel 2027 è previsto un roadshow di matchmaking che attraverserà quattro Stati americani: Texas, California, Indiana e New York. Gli incontri saranno coordinati da HIG, THF e Krach Institute per mettere in contatto i soggetti interessati.Il programma prevede anche due gruppi di lavoro. Uno si occuperà delle barriere normative e istituzionali alla cooperazione tecnologica, mentre il secondo lavorerà alla futura Transatlantic Investment Facility. È prevista inoltre la redazione di un Trusted Tech Playbook, dedicato all’adozione delle tecnologie affidabili. “La nuova fase della diplomazia tecnologica deve puntare sull’esecuzione”, ha dichiarato Michelle Giuda, CEO del Krach Institute for Tech Diplomacy at Purdue.

L’accordo con ISSNAF coinvolge oltre 3.500 ricercatori

Tra le iniziative annunciate a Washington figura l’accordo triennale 2027-2029 tra HIG, THF e ISSNAF, fondazione che riunisce oltre 3.500 ricercatori e tecnologi italiani attivi negli Stati Uniti e in Canada. La collaborazione attribuisce alla comunità scientifica italiana in Nord America un compito di valutazione scientifica indipendente delle potenziali partnership del Trusted Tech Accelerator. L’intesa prevede anche un canale strutturato di accesso ai risultati della ricerca e ai talenti, destinato a supportare le imprese italiane interessate a sviluppare attività negli Stati Uniti.

A Washington istituzioni, aziende tecnologiche e investitori

Il quinto U.S. THF Stakeholders’ Meeting si è svolto tra il Krach Institute e l’Ambasciata italiana, nell’ambito dello U.S.-Italy Dialogue on Trusted Technologies for Democracies. All’incontro hanno partecipato l’ambasciatore italiano Marco Peronaci, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, i presidenti delle Regioni Lombardia e Lazio, Attilio Fontana e Francesco Rocca, oltre a rappresentanti dei ministeri italiani. Per gli Stati Uniti sono intervenuti Jacob Helberg, sottosegretario di Stato per gli Affari Economici, Nicole Johnson del Dipartimento di Stato e rappresentanti delle istituzioni federali. Tra le organizzazioni presenti figuravano Leonardo, Microsoft, Google, ServiceNow, SACE, Intesa Sanpaolo, Export-Import Bank of the United States e Purdue University. Peronaci ha ricordato le collaborazioni già esistenti tra Italia e Stati Uniti nell’esplorazione spaziale, nella fisica dei neutrini e nelle tecnologie quantistiche.

La prossima verifica sarà sui progetti industriali

Il Trusted Tech Accelerator si inserisce nelle attività della Transatlantic Harmonic Foundation, organizzazione non profit costituita nel 2023 da Harmonic Innovation Group insieme al Transatlantic Investment Committee. Per Andrea Gumina, presidente della THF, le opportunità individuate e la partecipazione di istituzioni, imprese e ricercatori indicano che esistono le condizioni per sviluppare collaborazioni operative. Il prossimo passaggio sarà verificare quante delle oltre 300 opportunità mappate riusciranno a diventare accordi, programmi di ricerca o investimenti. Il roadshow del 2027 e il lavoro di valutazione scientifica previsto dall’intesa con ISSNAF consentiranno di misurare i primi risultati concreti dell’iniziativa.


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