Finanziamenti per start-up in Ticino: la proposta


Tresoldi propone di studiare un sostegno alle start-up in Ticino.

Contesto

In breve

  • Tresoldi propone di studiare un sostegno alle start-up in Ticino.
  • Senza capitale iniziale, anche un buon progetto può restare sulla carta.
  • La selezione dovrebbe esaminare mercato e sostenibilità finanziaria.
  • Capitale, lavoro e gettito fiscale formano una stessa catena.

Fatti chiave

  • Autore → Christian Tresoldi
  • Ruolo → Consigliere comunale della città di Lugano
  • Proposta → Strumento per start-up e nuove imprese in Ticino
  • Valutazione → Business plan, mercato, sostenibilità, competenze e crescita
  • Ostacolo → Mancanza di casa, terreno o patrimonio da offrire in garanzia
  • Meccanismo → Capitale, impresa, posti di lavoro, reddito, consumi, investimenti e gettito fiscale

La proposta parte da Lugano

Christian Tresoldi, consigliere comunale della città di Lugano e patrizio di Castagnola, pone una domanda concreta: come può nascere una nuova impresa se manca l’accesso al capitale? Il ragionamento parte dal rapporto tra banca e territorio, che per decenni, secondo l’autore, è stato uno degli elementi centrali dello sviluppo economico.

Nel quadro descritto da Tresoldi, il credito consentiva a un artigiano di procurarsi un furgone e gli strumenti di lavoro, prendere in affitto un magazzino e avviare l’attività. Il consulente bancario conosceva il territorio, le famiglie e le persone; oggi, invece, il sistema appare più prudente. Questa cautela non dovrebbe comunque penalizzare chi dispone di competenze, preparazione e un progetto valido, ma non di una casa, di un terreno o di un patrimonio rilevante da offrire in garanzia.

Anche un giovane può avere studiato, conoscere bene il proprio settore e coltivare un’idea capace di migliorare la città, creare un servizio o portare innovazione. Se manca il capitale iniziale, tuttavia, il progetto può rimanere sulla carta. Tresoldi osserva inoltre che capitali, opportunità e grandi progetti rischiano di concentrarsi intorno agli stessi nomi e alle realtà già consolidate. A suo giudizio, non è necessariamente una questione di colpe, ma un problema di sistema.

Per il Ticino, Tresoldi propone di studiare uno strumento specifico per le start-up e le nuove imprese. Non significherebbe distribuire denaro senza criterio: la valutazione dovrebbe essere affidata a professionisti altamente qualificati, chiamati a esaminare il business plan, il mercato, la sostenibilità finanziaria, le competenze del promotore e le prospettive di crescita.

Il criterio finale è netto: un progetto valido va sostenuto, uno che non regge economicamente no. Deve però esistere la possibilità di essere valutati. Il passaggio indicato dall’autore collega capitale, impresa, posti di lavoro, reddito, consumi, investimenti e gettito fiscale.

Dettagli operativi

Dal credito alla selezione del progetto

Il confronto tra la situazione descritta nel passato e quella attuale non viene presentato come una contrapposizione tra banche generose e banche prudenti. Il punto è un altro: la prudenza può proteggere la valutazione del credito, ma può anche lasciare fuori chi non dispone di garanzie patrimoniali pur avendo competenze e un progetto preparato. Il tema non è quindi il finanziamento automatico di ogni idea. È l’accesso a una valutazione.

Per chi vive o lavora in Svizzera, il ragionamento ha una ricaduta concreta sul modo in cui si immagina l’avvio di un’attività in Ticino. La selezione proposta da Tresoldi sposta l’attenzione dalla sola disponibilità di una casa, di un terreno o di un patrimonio importante alla qualità verificabile del progetto. Non cancella il rischio: chiede di esaminarlo con strumenti e professionalità adeguate.

Due scenari economici

In una situazione simile, un promotore con preparazione, conoscenza del settore e un business plan sostenibile potrebbe ottenere la possibilità di sottoporre il progetto a una valutazione. Se il progetto regge, il capitale può servire per acquistare strumenti, affittare un magazzino o avviare l’attività. Se invece non regge sul piano economico, la proposta non prevede che venga sostenuto solo perché è nuovo: la sostenibilità finanziaria e le prospettive di crescita restano decisive.

La catena economica indicata da Tresoldi aiuta a misurare la posta in gioco senza trasformarla in una promessa. Il capitale può permettere la nascita dell’impresa; l’impresa può creare posti di lavoro; il lavoro può generare reddito, consumi, investimenti e gettito fiscale. Se il primo passaggio viene bloccato, gli altri non partono. Da qui la domanda finale sulla difficoltà di trovare un lavoro in Ticino.

La distribuzione delle opportunità tocca anche il rapporto tra realtà consolidate e nuovi ingressi. Sostenere chi è già forte resta, per l’autore, un compito di un’economia sana. La stessa economia deve però consentire a nuovi imprenditori di emergere. Chi guarda alle opportunità occupazionali può affiancare questa lettura alla ricerca negli annunci di lavoro e tra le aziende che assumono, senza confondere il posto disponibile con il capitale necessario a creare un’impresa.

Tool utili per massimizzare il netto

Per ridurre la perdita sul cambio, confronta il cambio CHF-EUR e le banche per frontalieri.

Punti chiave

Preparare una proposta valutabile

Se lo strumento proposto venisse creato, il promotore potrebbe organizzare la propria presentazione seguendo i criteri indicati da Tresoldi. Non si tratterebbe di una richiesta di denaro senza condizioni, ma di un progetto da sottoporre a professionisti capaci di valutarne la tenuta.

Cinque passaggi per il promotore

1. Includere il business plan, che rientra tra gli elementi da esaminare. 2. Affrontare il mercato a cui l’attività intende rivolgersi. 3. Verificare la sostenibilità finanziaria del progetto. 4. Presentare le competenze e la preparazione del promotore. 5. Esplicitare le prospettive di crescita dell’impresa.

Questa sequenza consente di separare l’idea dalla sua effettiva capacità economica. La presenza di un progetto nuovo non sarebbe sufficiente, così come l’assenza di una casa, di un terreno o di un patrimonio importante non dovrebbe chiudere in partenza la possibilità di essere valutati. Il criterio resta la solidità dell’iniziativa.

La richiesta dovrebbe inoltre collegare il capitale alle necessità concrete dell’attività. Nel caso dell’artigiano richiamato nell’intervento, il credito serviva per un furgone, gli strumenti di lavoro, l’affitto di un magazzino e l’avvio dell’attività. Sono esempi già indicati nel ragionamento, non una garanzia di finanziamento.

Il passaggio successivo sarebbe chiedere una valutazione completa, non presumere l’approvazione. Un progetto valido può essere sostenuto; uno che non regge economicamente no. La logica proposta tiene insieme selezione e possibilità di accesso, evitando sia la distribuzione senza criterio sia l’esclusione automatica di chi non possiede garanzie patrimoniali.

La ricaduta sul mercato del lavoro si misura nella catena indicata da Tresoldi: un’attività può creare posti di lavoro e il lavoro può generare reddito. Per collegare questo passaggio al proprio reddito, usa il calcolatore stipendio.

Fonte: tio.ch

Domande frequenti
Qual è la proposta di Christian Tresoldi per le start-up in Ticino?
Christian Tresoldi, consigliere comunale di Lugano e patrizio di Castagnola, propone di studiare un vero e proprio strumento di sostegno per le start-up e le nuove imprese in Ticino. L’obiettivo è permettere a chi ha competenze, preparazione e un buon progetto di accedere a una valutazione professionale anche quando non possiede una casa, un terreno o un patrimonio importante da offrire in garanzia alla banca.
Come avviene la selezione dei progetti secondo la proposta?
La selezione richiede professionisti altamente qualificati chiamati a esaminare cinque passaggi chiave: il business plan, il mercato di riferimento, la sostenibilità finanziaria, le competenze e la preparazione del promotore, e infine le prospettive di crescita dell’impresa. Un progetto valido viene sostenuto, mentre un progetto che non regge sul piano economico non riceve finanziamenti.
Quali sono gli effetti economici legati alla nascita di una nuova impresa?
Secondo il ragionamento presentato, capitale, impresa, posti di lavoro, reddito, consumi, investimenti e gettito fiscale formano una catena collegata. Il capitale permette la nascita dell’impresa, l’impresa crea posti di lavoro e il lavoro genera reddito e consumi. Se il primo passaggio del credito viene bloccato per mancanza di garanzie, l’intera catena economica successiva rischia di non partire.

Articoli correlati


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม