Attualmente, le coppie sposate e quelle non sposate sono tassate con modalità di imposizione differenti. Tuttavia, dopo che l’8 marzo 2026 il Popolo ha accolto l’imposizione individuale, a partire dal 2032 tutte le persone assoggettate all’imposta a livello federale e cantonale verranno tassate individualmente. Ciò significa che ogni persona dichiara il proprio reddito e la propria sostanza.
L’iniziativa prevede invece di mantenere il principio dell’imposizione congiunta dei coniugi e di ancorarlo nella Costituzione federale. Chiede esplicitamente che ai fini dell’imposta federale diretta:
i redditi dei coniugi siano cumulati;
la legge assicuri che questi non siano svantaggiati rispetto agli altri contribuenti.
Se dovesse essere accolta, il Parlamento dovrebbe trasporre l’iniziativa in una legge entro tre anni. Vi sono diverse modalità di attuazione, che comprendono varie forme di splitting nonché un calcolo alternativo dell’imposta.
Se entro il 2030 non dovesse entrare in vigore alcuna legge, il Consiglio federale dovrebbe introdurre il suddetto calcolo alternativo, secondo cui l’imposta federale diretta dei coniugi verrebbe stabilita sia sulla base dell’imposizione congiunta, sia sulla base dell’imposizione separata. Ai coniugi verrebbe quindi fatturato l’ammontare dell’imposta più basso.
L’iniziativa concerne soltanto l’imposta federale diretta. In caso di accettazione, dal 2032 a livello cantonale verrebbe applicata l’imposizione individuale, salvo adeguamenti legislativi apportati nel frattempo.
Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano di respingere l’iniziativa. La penalizzazione del matrimonio è già stata eliminata con l’imposizione individuale. L’iniziativa privilegia i coniugi rispetto alle persone non sposate e genera nuove incertezze, poiché a livello di Confederazione e Cantoni si verrebbero a creare sistemi fiscali incongruenti.
Situazione iniziale
L’imposizione dei coniugi è oggetto di discussioni sul piano politico da decenni. Occorre distinguere fra la tassazione secondo il diritto vigente, l’imposizione individuale già accolta (applicabile dal 2032) e l’imposizione proposta nella presente iniziativa popolare.
Tassazione secondo il diritto vigente
In Svizzera vige l’imposizione congiunta dei coniugi. Il loro reddito e la loro sostanza vengono cumulati. Le persone non sposate sottostanno invece all’imposizione individuale anche se convivono come coppia. In ragione della progressione fiscale è possibile che, a parità di reddito complessivo e di condizioni economiche, l’onere fiscale delle coppie sposate sia maggiore rispetto a quello delle coppie non sposate («penalizzazione del matrimonio»).
Questo principio prevede che l’onere fiscale percentuale delle persone con reddito o sostanza elevati sia maggiore rispetto a quello delle persone con reddito o sostanza bassi. Ciò significa che l’aliquota d’imposta sarà maggiore all’aumentare del reddito e della sostanza.
Al contempo, molti coniugi beneficiano anche di vantaggi fiscali («bonus del matrimonio»). A seconda del reddito di una coppia sposata e della relativa ripartizione, la tassazione risulta quindi maggiore o minore rispetto a quella di una coppia non sposata. Secondo le stime dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, nell’ambito dell’imposta federale diretta circa 690 000 coppie sposate sarebbero colpite da un onere maggiore («penalizzazione del matrimonio») e circa 630 000 da un onere minore («bonus del matrimonio»).
Imposizione individuale a partire dal 2032
L’8 marzo 2026 il Popolo ha approvato l’imposizione individuale. Ne consegue che, a partire dal 2032, le persone sposate e quelle non sposate saranno tassate a livello federale e cantonale secondo gli stessi principi, a prescindere dallo stato civile. In questo modo si eliminano sia la penalizzazione che il bonus del matrimonio.
Nuova votazione popolare
Quando, nel 2024, l’iniziativa popolare «Sì a imposte federali eque anche per i coniugi – Basta con la discriminazione del matrimonio!» è formalmente riuscita, la legge federale sull’imposizione individuale era in fase di deliberazione parlamentare. Rispetto all’imposizione individuale, la presente iniziativa chiede di mantenere l’imposizione congiunta dei coniugi. Si rende dunque necessaria una nuova votazione popolare.
Richieste principali
L’iniziativa prevede di aggiungere due disposizioni fondamentali alla Costituzione federale:
nel calcolo dell’imposta federale diretta i redditi dei coniugi vengono cumulati;
la legge assicura che questi non siano svantaggiati rispetto agli altri contribuenti.
Il Parlamento dovrebbe attuare le richieste in una legge. A tale scopo potrebbe applicare differenti modelli fiscali, ad esempio:
lo splitting integrale, che sgrava sistematicamente i coniugi rispetto alle persone non sposate;
lo splitting parziale;
un calcolo alternativo dell’imposta, che simula una tassazione congiunta e un calcolo individuale applicando poi l’ammontare d’imposta più basso.
Se l’iniziativa popolare verrà accolta, la legge modificata dovrà entrare in vigore entro il 1° gennaio 2030. In caso contrario, allo scadere di tale termine il Consiglio federale dovrà introdurre, mediante ordinanza, una modalità alternativa per il calcolo dell’imposizione delle coppie sposate. In questo scenario dovrebbe attenersi alla tariffa attualmente prevista dalla legge per le persone non sposate.
Nel concreto, il calcolo sarebbe il seguente:
in primo luogo si determinerebbe l’imposta secondo l’attuale imposizione congiunta dei coniugi;
in secondo luogo si determinerebbe l’imposta secondo l’imposizione individuale delle persone non sposate;
ai coniugi verrebbe infine fatturato l’importo d’imposta corrispondente al minore tra i due così calcolati.
Ripercussioni finanziarie e sull’imposizione individuale
Il Parlamento dovrebbe attuare le richieste dell’iniziativa in una legge. A tale scopo potrebbe applicare differenti modelli fiscali quali lo splitting integrale, lo splitting parziale o il calcolo alternativo dell’imposta.
Le ripercussioni finanziarie per la Confederazione e i Cantoni dipendono dalle modalità di attuazione dell’iniziativa da parte del Parlamento. In linea di principio, esso disporrebbe di un ampio margine di manovra, in particolare per quanto riguarda la definizione delle tariffe fiscali. Nel caso di un’attuazione basata sulle tariffe fiscali vigenti dell’imposta federale diretta, a seconda del modello le minori entrate si aggirerebbero tra i 680 milioni e i 3 miliardi di franchi all’anno. Di queste, circa 140–640 milioni di franchi riguarderebbero i Cantoni, poiché partecipano al gettito dell’imposta federale diretta.
Al fine di soddisfare le richieste dell’iniziativa, il Parlamento dovrebbe sgravare i coniugi rispetto alle persone non sposate e, per evitare una forte diminuzione delle entrate, dovrebbe aumentare il carico fiscale di determinati contribuenti rispetto a oggi. Questo andrebbe anzitutto a scapito delle coppie non sposate, ma potrebbe anche accadere che alcune coppie sposate debbano pagare più tasse.
Se entro il 1° gennaio 2030 non entrasse in vigore alcuna legge, il Consiglio federale dovrebbe introdurre il calcolo alternativo dell’imposta mediante ordinanza, conformemente alle disposizioni transitorie a livello federale. Sarebbe vincolato alle tariffe fiscali attualmente applicabili, tuttavia disporrebbe di un certo margine di manovra nell’attuazione concreta.
A seconda dell’attuazione, con il calcolo alternativo dell’imposta le entrate annue provenienti dall’imposta federale diretta diminuirebbero grosso modo a 680 milioni a 1,4 miliardi di franchi.
Rispetto a oggi, ne beneficerebbero soprattutto i coniugi con un doppio reddito elevato ed equiparabile. Per le coppie non sposate senza figli non cambierebbe nulla. In caso di attuazione con uno sgravio pari a circa 1,4 miliardi di franchi, ne approfitterebbero anche i coniugi che percepiscono un reddito da attività lucrativa molto disomogeneo. Nel caso di un’attuazione con uno sgravio di circa 680 milioni di franchi, l’onere fiscale di queste coppie sposate e delle coppie non sposate con figli aumenterebbe rispetto a oggi.
Se l’iniziativa popolare dovesse essere accolta, la legge federale sull’imposizione individuale già approvata rimarrebbe in linea di principio valida. I cittadini aventi diritto di voto hanno accettato questa legge sia a livello federale che cantonale. L’iniziativa concerne soltanto l’imposta federale diretta. Pertanto, l’imposizione individuale non potrebbe essere introdotta a livello federale. L’obbligo di introduzione nell’ambito delle imposte cantonali resterebbe applicabile, a meno che il Parlamento non abroghi la legge. Senza modifica legislativa, dal 2032 potrebbero quindi sussistere regimi fiscali paralleli, ovvero l’imposizione congiunta a livello federale e l’imposizione individuale a livello cantonale e comunale. Per evitare una siffatta situazione, il Parlamento dovrebbe modificare o abrogare la legge federale sull’imposizione individuale prima della sua entrata in vigore e decidere un’attuazione legislativa della nuova disposizione costituzionale. Contro questa legge potrebbe essere lanciato un referendum con un’eventuale nuova votazione popolare.
Gli argomenti del Consiglio federale e del Parlamento
Il Consiglio federale e il Parlamento respingono l’iniziativa in quanto privilegia le coppie sposate rispetto a quelle non sposate. Inoltre, essa non è compatibile con l’imposizione individuale accolta dal Popolo e crea incertezze nel sistema fiscale.
Con l’imposizione individuale l’obiettivo di eliminare la penalizzazione del matrimonio è già raggiunto. Oltre a ciò, viene anche eliminato il bonus del matrimonio. Rispetto all’iniziativa si tratta di una soluzione bilanciata.
In molti casi, l’iniziativa comporterebbe un onere fiscale maggiore per le coppie non sposate rispetto a quelle sposate. L’imposizione individuale garantisce invece la parità di trattamento per tutti, a prescindere dallo stato civile. Beneficiano infatti dello sgravio sia le persone sposate che quelle non sposate.
L’iniziativa potrebbe creare regimi fiscali incongruenti, ovvero l’imposizione congiunta a livello federale e l’imposizione individuale a livello cantonale e comunale. Una situazione di questo tipo sarebbe complessa e comporterebbe oneri eccessivi sul piano amministrativo. Inoltre, i Cantoni dovrebbero portare avanti l’attuazione senza sapere se l’imposizione individuale verrà effettivamente introdotta e questo genera incertezze.
Rispetto all’imposizione individuale, l’imposizione congiunta crea meno incentivi a intraprendere un attività lucrativa o ad ampliarla. L’imposizione congiunta aumenta gli ostacoli fiscali e dissuade i coniugi con doppio reddito dall’aumentare il proprio tasso di occupazione.
Gli ostacoli fiscali per il coniuge che percepisce il secondo reddito finiscono per indebolire l’indipendenza finanziaria di entrambi. Questi ostacoli si ripercuotono negativamente sulla previdenza per la vecchiaia e sulla copertura in caso di divorzio. Tutto ciò rende difficile il raggiungimento della parità tra donna e uomo.
A seconda delle modalità di attuazione, l’iniziativa potrebbe comportare una cospicua diminuzione delle entrate in ambito di imposta federale diretta, quantificata fino a 3 miliardi di franchi all’anno.
Domande e risposte
L’iniziativa
L’iniziativa popolare chiede che, nel calcolo dell’imposta federale diretta, i redditi dei coniugi continuino a essere cumulati. Al contempo, deve essere garantito che i coniugi non siano svantaggiati dal punto di vista fiscale rispetto agli altri contribuenti. Questi due principi devono essere ancorati nella Costituzione.
Conformemente alla disposizione transitoria dell’iniziativa, il Parlamento deve trasporre le richieste in una legge entro tre anni. Se entro il 2030 non dovesse entrare in vigore alcuna legge, il Consiglio federale dovrebbe introdurre, sempre entro il 2030, il cosiddetto calcolo alternativo dell’imposta, secondo cui l’imposta federale diretta dei coniugi verrebbe stabilita sia sulla base dell’imposizione congiunta, sia sulla base dell’imposizione separata. Ai coniugi verrebbe quindi fatturato l’ammontare dell’imposta più basso.
L’iniziativa intende eliminare la cosiddetta penalizzazione del matrimonio nell’ambito dell’imposta federale diretta. Concretamente dovrebbe assicurare che, a parità di condizioni economiche, l’onere fiscale dei coniugi non sia maggiore rispetto a quello delle persone non sposate. Diversamente dall’imposizione individuale approvata dal Popolo l’8 marzo 2026, ciò deve essere raggiunto attraverso l’imposizione congiunta dei coniugi. In questo modo si eliminerebbe la penalizzazione del matrimonio, senza però sopprimere il cosiddetto bonus del matrimonio.
L’imposizione individuale prevede di tassare i coniugi individualmente. Ognuno dichiara reddito e sostanza separatamente. In questo modo l’onere fiscale non dipende dallo stato civile e si eliminano sia la penalizzazione che il bonus del matrimonio.
L’iniziativa depositata dal Partito del Centro vuole invece che le coppie sposate continuino a essere tassate congiuntamente. Allo stesso tempo, a parità di condizioni economiche, non devono essere svantaggiate dal punto di vista fiscale rispetto alle persone non sposate. Pertanto, un eventuale bonus del matrimonio continuerebbe a sussistere.
Inoltre, l’iniziativa concerne soltanto l’imposta federale diretta. L’imposizione individuale accolta dal Popolo si applica per contro anche alle imposte cantonali e comunali.
L’imposizione congiunta dei coniugi in ambito di imposta federale diretta verrebbe sancita nella Costituzione federale. Ne consegue che, senza una nuova modifica costituzionale, l’imposizione individuale risulterebbe illegale.
Il Parlamento dovrebbe pertanto elaborare una legge affinché l’imposizione congiunta rimanga applicabile e, al contempo, l’onere fiscale delle coppie sposate non sia maggiore rispetto a quello degli altri contribuenti. L’impostazione concreta è ancora da definire; oltre al calcolo alternativo dell’imposta, il Parlamento potrebbe anche optare per un modello fondato sullo splitting. Se la legge non dovesse entrare in vigore entro il 2030, il Consiglio federale dovrà introdurre il calcolo alternativo mediante ordinanza. Se l’iniziativa dovesse essere accolta, le coppie sposate e quelle non sposate continuerebbero a essere trattate in maniera diversa sotto il profilo fiscale.
A livello cantonale, dal 2032 verrebbe invece applicata l’imposizione individuale, fatti salvi adeguamenti apportati dal Parlamento della legge accolta l’8 marzo 2026 in votazione popolare.
Se l’iniziativa fosse respinta, fino all’entrata in vigore nel 2032 dell’imposizione individuale decisa dal Popolo, in ambito di imposta federale diretta rimarrebbe applicabile il sistema dell’imposizione congiunta dei coniugi. L’imposizione individuale sarebbe quindi valida sia a livello federale che a livello cantonale e comunale. In questo modo si eliminerebbero la penalizzazione così come il bonus del matrimonio.
Quando, nel 2024, l’iniziativa popolare «Sì a imposte federali eque anche per i coniugi – Basta con la discriminazione del matrimonio!» è formalmente riuscita, la legge federale sull’imposizione individuale, che elimina sia la penalizzazione che il bonus del matrimonio, era in fase di deliberazione parlamentare. L’iniziativa vuole anch’essa eliminare la penalizzazione del matrimonio. Rispetto all’imposizione individuale, la presente iniziativa chiede però di mantenere l’imposizione congiunta dei coniugi. Si rende pertanto necessaria una nuova votazione popolare.
No. È vero che l’iniziativa è incentrata sull’imposizione dei coniugi, ma si ripercuoterebbe anche sulle coppie non sposate. Per eliminare l’onere fiscale maggiore delle coppie sposate rispetto a quelle non sposate a parità di condizioni economiche, sarebbe necessario sgravare i coniugi. Al fine di contenere le minori entrate, occorrerebbe in parte tassare in maniera più onerosa altri contribuenti. Sarebbero interessate prevalentemente le persone non sposate.
Disparità d’imposizione
Le coppie sposate sono tassate congiuntamente. Il loro reddito e la loro sostanza vengono cumulati. Di conseguenza, raggiungono un livello di progressione più elevato. Per contro, godono di una tariffa fiscale più favorevole e di ulteriori deduzioni. Le coppie non sposate sottostanno invece all’imposizione individuale anche se convivono come coppia. Il loro reddito e la loro sostanza vengono tassati separatamente, rimanendo dunque a un livello di progressione più basso. In ragione di questa imposizione differenziata è possibile che, a parità di condizioni economiche, l’onere fiscale delle coppie sposate sia maggiore o minore rispetto a quello delle coppie non sposate. In questi casi si parla di penalizzazione del matrimonio o di bonus del matrimonio.
Si parla di penalizzazione del matrimonio quando, a parità di condizioni economiche, in ragione della tassazione congiunta e nonostante la tariffa fiscale più favorevole e le ulteriori deduzioni, l’onere fiscale dei coniugi risulta comunque maggiore rispetto a quello delle persone non sposate. Riguarda soprattutto i coniugi con un doppio reddito equiparabile.
Si tratta delle situazioni in cui, a parità di condizioni economiche, la tariffa fiscale più favorevole e le ulteriori deduzioni compensano ampiamente il maggior onere fiscale risultante dall’imposizione congiunta dei coniugi rispetto alle persone non sposate. Ne beneficiano prevalentemente le coppie sposate che percepiscono un reddito molto disomogeneo.
No. A seconda del reddito di una coppia sposata e della relativa ripartizione, la tassazione risulta maggiore o minore. Secondo le stime dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, a parità di condizioni economiche circa 690 000 coppie sposate sarebbero colpite da un onere maggiore («penalizzazione del matrimonio») e circa 630 000 da un onere minore («bonus del matrimonio») rispetto alle coppie non sposate.
No. L’iniziativa permette di evitare soltanto l’onere fiscale maggiore (penalizzazione del matrimonio) dei coniugi rispetto alle persone non sposate a parità di condizioni economiche; un eventuale bonus del matrimonio sussisterebbe. A seconda dei casi, l’onere fiscale delle coppie non sposate potrebbe essere maggiore rispetto a quello dei coniugi. Con l’imposizione individuale l’onere fiscale non dipenderebbe per contro più dallo stato civile.
Un’attuazione dell’iniziativa con il calcolo alternativo dell’imposta potrebbe inoltre creare, analogamente all’imposizione individuale, una disparità di trattamento fiscale tra coniugi con reddito unico e quelli con doppio reddito, a parità di reddito complessivo. Non esiste alcun modello di imposta sul reddito progressiva in cui l’onere fiscale, a parità di reddito complessivo, sia indipendente dallo stato civile o dalla ripartizione tra i coniugi dell’attività professionale, del tempo dedicato ai figli e del lavoro domestico. Il legislatore deve optare per una delle due opzioni. L’imposizione individuale garantisce oneri fiscali neutrali dal profilo dello stato civile, ma non per quanto riguarda la suddivisione del lavoro tra i coniugi, dato che una ripartizione più equilibrata dell’attività lavorativa risulta fiscalmente vantaggiosa. L’imposizione congiunta assicura la neutralità in merito alla ripartizione del lavoro, ma non rispetto allo stato civile. Chiedendo che i coniugi non siano svantaggiati rispetto agli altri contribuenti ma che possano invece essere favoriti, l’iniziativa finisce per privilegiare esclusivamente le coppie sposate.
Modelli fiscali
No. L’iniziativa pone soltanto le basi. Non stabilisce se lo svantaggio fiscale dei coniugi debba essere eliminato tramite il cumulo del reddito dei coniugi, lo splitting integrale, lo splitting parziale, il calcolo alternativo dell’imposta o un altro modello fiscale. Occorre tenere conto che uno splitting parziale non elimina del tutto la penalizzazione del matrimonio, come chiesto dall’iniziativa.
Per determinare l’aliquota d’imposta da applicare, il reddito dei coniugi viene cumulato e diviso per due. L’aliquota d’imposta più bassa che ne risulta è applicata all’intero reddito. In questo modo si elimina la penalizzazione del matrimonio, ma…
… solitamente i coniugi beneficiano del bonus del matrimonio;
… l’onere fiscale delle coppie non sposate è sensibilmente maggiore rispetto a quello delle coppie spostate.
Nel caso dello splitting parziale, il reddito dei coniugi viene cumulato come nello splitting integrale e il fattore applicato è maggiore a uno ma inferiore a due. L’aliquota d’imposta più bassa che ne risulta è applicata all’intero reddito. In questo modo, per i coniugi risulta uno sgravio fiscale minore rispetto a quello nello splitting integrale. Quanto più alto è il fattore di splitting parziale,
… tanto più raramente permane uno svantaggio fiscale per i coniugi;
… tante più coppie sposate beneficiano di un bonus del matrimonio;
… tanto maggiore è l’onere fiscale delle coppie non sposate rispetto a quello delle coppie sposate.
Nel calcolo alternativo, l’imposta dei coniugi è calcolata due volte:
sia in base alle regole dell’imposizione congiunta;
sia in base alle regole dell’imposizione individuale applicata alle persone non sposate.
Ai coniugi viene quindi fatturato l’ammontare dell’imposta più basso. Così facendo, si garantisce che, a parità di condizioni economiche, l’onere fiscale dei coniugi non sia maggiore rispetto a quello delle persone non sposate. La penalizzazione del matrimonio è dunque eliminata. Se si applica l’imposizione congiunta, i coniugi beneficiano del bonus del matrimonio. Tuttavia, potrebbe crearsi una disparità di trattamento fiscale tra i coniugi con reddito unico e quelli con doppio reddito, a parità di reddito complessivo. L’onere fiscale delle coppie non sposate rispetto a quello delle coppie sposate con un’imposizione congiunta è maggiore.
Se, entro il 1° gennaio 2030, non entrasse in vigore alcuna disposizione legale d’esecuzione, allo scadere di tale termine il Consiglio federale dovrebbe attuare l’iniziativa mediante ordinanza. Per tale caso, l’iniziativa prevede esplicitamente il calcolo alternativo dell’imposta basato sulle tariffe fiscali vigenti. L’imposta federale diretta dei coniugi verrebbe stabilita sia sulla base dell’imposizione congiunta che sulla base dell’imposizione separata. Ai coniugi verrebbe quindi fatturato l’ammontare dell’imposta più basso. In un secondo momento, l’ordinanza dovrebbe poi essere sostituita da una legge. L’iniziativa non prevede il momento esatto di tale sostituzione.
Ripercussioni sulle entrate fiscali, sui contribuenti e sugli incentivi a esercitare un’attività lucrativa
Le ripercussioni finanziarie dipendono dalle modalità di attuazione del Consiglio federale o del Parlamento. Sulla base delle tariffe fiscali vigenti dell’imposta federale diretta, a seconda dell’attuazione, si stima che soprattutto i coniugi sarebbero sgravati per un importo compreso tra i 680 milioni e i 3 miliardi di franchi all’anno. Di queste minori entrate, circa 140–640 milioni di franchi riguarderebbero i Cantoni, poiché partecipano al gettito dell’imposta federale diretta.
Al fine di soddisfare le richieste dell’iniziativa, il Parlamento dovrebbe sgravare i coniugi rispetto alle persone non sposate e, per evitare una forte diminuzione delle entrate, dovrebbe aumentare il carico fiscale di determinati contribuenti rispetto a oggi. Questo andrebbe anzitutto a scapito delle coppie non sposate, ma potrebbe anche accadere che alcune coppie sposate debbano pagare più tasse.
Rispetto a oggi, ne beneficerebbero soprattutto i coniugi con un doppio reddito elevato ed equiparabile. Per le coppie non sposate senza figli non cambierebbe nulla. Le ripercussioni dipendono dalle perdite fiscali che si è disposti ad assumere. Il margine di manovra del Consiglio federale in caso di attuazione mediante ordinanza si aggira tra 680 milioni e 1,4 miliardi di franchi. In caso di attuazione con uno sgravio pari a circa 1,4 miliardi di franchi, ne approfitterebbero anche i coniugi che percepiscono un reddito da attività lucrativa molto disomogeneo. Nel caso di un’attuazione con sgravi di circa 680 milioni di franchi, l’onere fiscale di queste coppie sposate, delle coppie non sposate con figli e delle famiglie monogenitoriali aumenterebbe rispetto a oggi.
Se il coniuge con il reddito più basso aumenta il proprio tasso di occupazione, il reddito aggiuntivo nell’ambito dell’imposizione congiunta sarebbe tassato in misura maggiore rispetto a quello nell’ambito dell’imposizione individuale. Per coloro che percepiscono il reddito secondario, l’incentivo ad aumentare il tasso di occupazione è dunque inferiore. Rispetto ad oggi, il calcolo alternativo dell’imposta dovrebbe rafforzare gli incentivi occupazionali dato che, nell’ambito dell’imposta federale diretta, una parte verrebbe tassata individualmente. L’incentivo rimane comunque più basso rispetto all’imposizione individuale, in particolare perché essa si applica anche a livello cantonale.
Ripercussioni sui Cantoni
L’iniziativa concerne esclusivamente l’imposta federale diretta. Perciò, a livello cantonale, dal 2032 verrebbe applicata l’imposizione individuale approvata l’8 marzo 2026 dai cittadini aventi diritto di voto, fatti salvi adeguamenti della legge apportati nel frattempo dal Parlamento. Spetta dunque al Parlamento e, in caso di referendum, al Popolo decidere su come un’eventuale accettazione dell’iniziativa si ripercuoterebbe sull’imposizione individuale e sulle imposte cantonali.
Sì, l’iniziativa esclude l’imposizione individuale soltanto in ambito di imposta federale diretta. Per le imposte cantonali e comunali l’imposizione individuale rimarrebbe obbligatoria, a meno che la legge federale sull’imposizione individuale non venisse abrogata nel quadro della legislazione di attuazione dell’iniziativa.
Coesisterebbero due diversi sistemi fiscali:
in ambito di imposta federale diretta i coniugi verrebbero tassati congiuntamente;
in ambito di imposte cantonali e comunali i coniugi sarebbero invece tassati individualmente.
I contribuenti e le amministrazioni fiscali sarebbero confrontati con un sistema maggiormente complesso, poiché il calcolo delle imposte federali e di quelle cantonali verrebbe eseguito secondo principi dell’imposizione differenti.
No. L’iniziativa concerne soltanto l’imposta federale diretta. Spetterebbe ai Cantoni gestire eventuali oneri supplementari in ambito di imposte cantonali e comunali.
Per l’imposta federale diretta, l’iniziativa genererebbe un onere attuativo per le autorità di tassazione cantonali. Dopo l’implementazione dei necessari strumenti informatici il processo dovrebbe essere in gran parte automatizzato. In caso di attuazione tramite il calcolo alternativo dell’imposta, il dispendio amministrativo dipende anche dalle modalità di attribuzione di determinati redditi e deduzioni, ovvero se avviene in modo forfettario o preciso. Se invece l’attribuzione avviene in modo preciso, le autorità fiscali avrebbero bisogno di ulteriori informazioni da parte dei contribuenti.
Con l’imposizione individuale, le amministrazioni cantonali delle contribuzioni dovrebbero elaborare circa un terzo di dichiarazioni d’imposta in più di quelle attuali. Il nuovo sistema comporterebbe però anche delle semplificazioni: in caso di matrimonio, separazione o divorzio, le autorità fiscali non dovrebbero più modificare le dichiarazioni. Già oggi i coniugi dichiarano separatamente alcuni proventi e deduzioni. Se la legge entrerà in vigore, ognuno inserirà nella propria dichiarazione d’imposta queste e altre informazioni.
Il dispendio amministrativo del calcolo alternativo dell’imposta risulterebbe minore rispetto a quello dell’imposizione individuale, in particolare se determinati redditi e deduzioni venissero attribuiti ai coniugi in modo forfettario e in parti uguali. L’opzione più dispendiosa sarebbe l’imposizione congiunta a livello federale e l’imposizione individuale a livello cantonale.
Gli argomenti del Consiglio federale e del Parlamento
Il Consiglio federale raccomanda a Popolo e Cantoni di respingere l’iniziativa popolare. La penalizzazione del matrimonio è già stata eliminata con l’imposizione individuale. L’iniziativa privilegia i coniugi rispetto alle persone non sposate e genera nuove incertezze, poiché a livello di Confederazione e Cantoni si verrebbero a creare sistemi fiscali incongruenti.
Con l’imposizione individuale l’obiettivo di eliminare la penalizzazione del matrimonio è già raggiunto. Oltre a ciò, viene anche eliminato il bonus del matrimonio. Rispetto all’iniziativa si tratta di una soluzione bilanciata.
In molti casi, l’iniziativa comporterebbe un onere fiscale maggiore per le coppie non sposate rispetto a quelle sposate. L’imposizione individuale garantisce invece la parità di trattamento per tutti, a prescindere dallo stato civile. Beneficiano infatti dello sgravio sia le persone sposate che quelle non sposate.
L’iniziativa potrebbe creare regimi fiscali incongruenti, ovvero l’imposizione congiunta a livello federale e l’imposizione individuale a livello cantonale e comunale. Una situazione di questo tipo sarebbe complessa e comporterebbe oneri eccessivi sul piano amministrativo. Inoltre, i Cantoni dovrebbero portare avanti l’attuazione senza sapere se l’imposizione individuale verrà effettivamente introdotta e questo genera incertezze.
Rispetto all’imposizione individuale, l’imposizione congiunta crea meno incentivi a intraprendere un’attività lucrativa o ad ampliarla. L’imposizione congiunta aumenta gli ostacoli fiscali e dissuade i coniugi con doppio reddito dall’aumentare il proprio tasso di occupazione.
Gli ostacoli fiscali per il coniuge che percepisce il secondo reddito finiscono per indebolire l’indipendenza finanziaria di entrambi. Questi ostacoli si ripercuotono negativamente sulla previdenza per la vecchiaia e sulla copertura in caso di divorzio. Tutto ciò rende difficile il raggiungimento della parità tra donna e uomo.
A seconda delle modalità di attuazione, l’iniziativa potrebbe comportare una cospicua diminuzione delle entrate in ambito di imposta federale diretta, quantificata fino a 3 miliardi di franchi all’anno.
Documenti
8 marzo 2026
Imposizione individuale
In occasione della votazione popolare dell’8 marzo 2026, gli elettori hanno accettato la legge federale sull’imposizione individuale con il 54,23 per cento di voti favorevoli e il 45,77 per cento di voti contrari. La partecipazione al voto è stata del 55,66 per cento.
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