entrano 10 milioni di nuova finanza. Nessuna riduzione nei livelli occupazionali. «Il lavoro resta a Jesi»



JESI – Il conto alla rovescia è finito. Clabo, l’azienda di Jesi leader mondiale nelle vetrine refrigerate per gelaterie, pasticcerie, bar e ristorazione, ha firmato l’accordo di ristrutturazione dei debiti con i principali creditori finanziari – fondi di investimento, banche e istituzioni pubbliche – a cui si affianca la transazione fiscale e previdenziale, per la quale è già arrivata l’adesione dell’Agenzia delle Entrate, dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e dell’INPS e la cui formalizzazione seguirà nei prossimi giorni.

L’intesa: il debito si riduce di 40 milioni

Si chiude così il percorso avviato nel giugno 2025 con la composizione negoziata della crisi; l’intesa sarà depositata al Tribunale di Ancona per l’omologazione entro il corrente mese di ottobre. Il numero che riassume la partita è uno: circa 40 milioni di euro di debito in meno. L’esposizione complessiva, tra finanziaria, tributaria e previdenziale, scende dai circa 65 milioni registrati al 30 giugno 2026 a circa 24 milioni, che saranno rimborsati entro il 2036 con i flussi di cassa previsti dal piano industriale.

Agenzia delle Entrate

Sul fronte pubblico, Agenzia delle Entrate ed enti previdenziali incasseranno circa 13 milioni: una cifra che, come attestato dal professionista indipendente, in uno scenario di liquidazione sarebbe stata pari a zero. Per i creditori finanziari le rinunce non sono però un addio. L’accordo le lega all’andamento del piano e prevede che, in caso di pieno successo, le somme oggi cancellate tornino loro per intero, maggiorate da un rendimento. È l’architettura che ha permesso di tenere insieme soggetti con interessi diversi: da una parte il ceto bancario, dall’altra l’Erario e gli enti previdenziali, tutti chiamati a rinunciare a qualcosa oggi in cambio di una prospettiva di incasso domani. La nuova finanza arriva da Cherry Bank, che finanzierà la società operativa del gruppo con 10 milioni di euro a sei anni; a questi si aggiungono linee di credito a breve termine fino a 3,7 milioni, che si aggiungeranno ai 5 milioni di quelle già disponibili, per l’attività corrente. Le risorse serviranno a garantire l’operatività dello stabilimento e i pagamenti ai fornitori, il cui credito sarà soddisfatto per intero. 

Clabo Tech Srl, nessun ridimensionamento per lo stabilimento di Jesi

Sul piano societario, dopo l’omologazione l’attività industriale e commerciale – utilizzo dello stabilimento, dei marchi Orion, FB e Artic, il personale, i rapporti con i clienti e i fornitori – passerà a Clabo Tech S.r.l., società interamente controllata da Clabo S.p.A. e costituita proprio per questo scopo. Clabo S.p.A., che resta quotata su Euronext Growth Milan, manterrà la proprietà dell’immobile industriale di Jesi, dei marchi e delle controllate estere Howard McCray (Stati Uniti) ed Easy Best (Cina). Lo stabilimento produttivo di Jesi non subirà ridimensionamenti. L’intesa si fonda su un piano industriale 2026-2030 verificato e attestato da un professionista indipendente.

Luccon e Bocchini

La guida delle tre società operative – Clabo Tech in Italia, Howard McCray negli Stati Uniti, Easy Best in Cina – è affidata a Ulisse Luccon, già general manager del gruppo, che risponderà al presidente e amministratore delegato Pierluigi Bocchini. Luccon conosce le aziende del gruppo dall’interno: ha diretto la controllata cinese ed è vice presidente di quella americana. Sul fronte occupazionale, il risanamento è stato portato a termine senza tagli all’organico.

I 140 dipendenti passano a Clabo Tech

Tutti i 140 dipendenti dello stabilimento di Jesi passeranno a Clabo Tech e la società ha scelto di non dare corso alle uscite incentivate su base volontaria previste dall’accordo sindacale del 18 giugno 2026. Nel corso dell’intera crisi, sottolinea l’azienda, non c’è stato alcun ricorso alla cassa integrazione straordinaria né alcuna delocalizzazione.

Il piano porta anche la firma della proprietà. La famiglia Bocchini, che controlla Clabo attraverso la holding Cla.Bo.Fin., lo ha sostenuto con un impegno significativo di capitali propri e con garanzie a favore dei creditori, accettando per tutta la durata dell’accordo vincoli stringenti a tutela degli stessi.

La fiducia

«Il primo ringraziamento va agli azionisti, che hanno atteso con pazienza la conclusione di questa fase complessa», ha dichiarato Bocchini. «Ringrazio poi i creditori, che con la loro fiducia hanno garantito la continuità dell’azienda; Cherry Bank, che porterà nel gruppo dieci milioni di nuova finanza; i fornitori e i clienti; l’Agenzia delle Entrate e l’INPS, per il confronto costruttivo portato avanti nei mesi; e non ultimi i dipendenti e i collaboratori, che hanno garantito la continuità della produzione e delle vendite durante tutto il processo. Questo percorso è stato compiuto senza licenziare nessuno, per scelta, e la stessa attenzione alle persone ci guiderà nei prossimi anni». Il presidente rivendica il patto stretto con i creditori: «Ai creditori abbiamo chiesto sacrifici, ma dentro un patto chiaro: se il piano avrà pieno successo, l’accordo prevede che le somme a cui hanno rinunciato oggi tornino a loro per intero. È l’impegno che abbiamo preso con loro e intendiamo onorarlo, perché crediamo in quello che viene adesso. Ora possiamo tornare a crescere: nuovi prodotti, nuovi mercati, e il lavoro resta a Jesi. I prossimi cinque anni non saranno anni di sola gestione del debito: svilupperemo le tre società operative in Italia, negli Stati Uniti e in Cina sotto la direzione unica di Ulisse Luccon, e quando serviranno nuove competenze le cercheremo prima di tutto tra i giovani della Vallesina».

La stoccata

Nella dichiarazione non manca una stoccata ai sindacati e alla politica locale, l’unico passaggio in cui Bocchini alza la voce. «In sedici mesi di trattative con fondi, banche, Stato ed Enti, l’unico momento di tensione pubblica è arrivato dalle organizzazioni sindacali e da una parte ben individuabile della politica locale, che a giugno hanno scelto di portare sui giornali una procedura tecnica, su base volontaria e rivolta a chi era vicino alla pensione, parlando di “dubbi e ombre” sulla nuova società proprio nelle settimane in cui stavamo chiudendo l’accordo che l’avrebbe finanziata; la stessa procedura che poco più di una settimana dopo le stesse organizzazioni sindacali hanno sottoscritto». Poi la chiusura: «Oggi quella società esiste, ha dieci milioni di nuova finanza e dentro ci sono tutti i dipendenti di Clabo: nessun licenziamento e nessun prepensionamento. Ai lavoratori va il mio grazie; a chi li rappresenta e alla politica locale chiedo di accompagnare la fase che si apre con lo stesso senso di responsabilità che hanno dimostrato i lavoratori, perché da qui in avanti dovremo costruire per la crescita». 

Clabo, 68 anni i storia

Fondata a Jesi nel 1958, Clabo progetta e produce vetrine espositive professionali per gelaterie, pasticcerie, bar, caffetterie e hotel, con una gamma di oltre 1.100 modelli e più di 20 brevetti sulle tecnologie della catena del freddo. Opera con i marchi Orion, FB, Artic, Bocchini ed Easy Best, realizza oltre il 65% del fatturato all’estero in circa 95 paesi ed è presente con proprie società negli Stati Uniti (Howard McCray, Philadelphia) e in Cina (Qingdao Clabo Easy Best). È quotata sul mercato Euronext Growth Milan di Borsa Italiana dal 2015. 




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