Agevolazioni fiscali sulla salute: cosa detrarre nel 2026


Una visita specialistica, i farmaci di una terapia, qualche mese dallo psicologo: sono spese che pesano sul bilancio, ma che in parte il Fisco ti restituisce. Il problema è che quasi nessuno sa con precisione cosa si può detrarre, quanto si recupera davvero e, soprattutto, cosa cambia quando in famiglia c’è una persona con disabilità.

L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione una brochure riassuntiva e tre guide fiscali aggiornate nel 2026. Le abbiamo lette per te e le abbiamo tradotte in un percorso pratico: cosa spetta, a quali condizioni, come pagare e a chi rivolgersi se hai dubbi.

In sintesi: le agevolazioni per la salute in una tabella

Agevolazione Come funziona
Spese sanitarie ordinarie Detrazione Irpef del 19% sulla parte che supera 129,11 euro
Alcune spese per disabilità (es. ambulanza, protesi per camminare) Detrazione del 19% senza franchigia
Assistenza specifica (infermieristica, riabilitativa, educatori) Deducibile dal reddito, anche per un familiare non a carico
Acquisto o riparazione straordinaria di un veicolo Detrazione del 19% su un massimo di 18.075,99 euro
Acquisto del veicolo IVA al 4%, esenzione dal bollo auto e dall’imposta di trascrizione

Come funziona la detrazione del 19% sulle spese sanitarie

La regola di base è una sola, ma in tanti la applicano male. Puoi detrarre dall’Irpef il 19% delle spese sanitarie, ma solo per la parte che eccede 129,11 euro. Quella soglia si chiama franchigia: i primi 129,11 euro di spesa non danno diritto a nulla.

Un esempio concreto. Se nell’anno hai speso 350 euro, la detrazione si calcola su 220,89 euro (350 meno 129,11) e il risparmio d’imposta è di circa 41,97 euro. Se invece ne hai spesi 1.000, la base è 870,89 euro e ti tornano circa 165,47 euro. Se non arrivi a 129,11 euro, purtroppo, non c’è nessuna detrazione.

Due precisazioni utili, prima di passare alla lista delle voci:

  • la detrazione spetta solo sulle somme rimaste effettivamente a tuo carico, quindi al netto di eventuali rimborsi;
  • puoi portare in detrazione anche le spese sostenute per un familiare fiscalmente a carico, con le stesse regole (19% oltre la franchigia).

Se non sei sicuro di chi rientri tra i familiari, ti può tornare utile la nostra guida alle parentele.

Quali spese sanitarie puoi inserire nella dichiarazione

L’elenco dell’Agenzia delle Entrate è esemplificativo, cioè non esaustivo, ma le voci principali sono queste:

  • acquisto di farmaci;
  • interventi chirurgici e ricoveri collegati;
  • ricoveri per degenza;
  • assistenza medica prestata durante il trasporto in ambulanza;
  • prestazioni di psicologi e psicoterapeuti;
  • una parrucca, quando diventa necessaria a causa di una patologia;
  • visite e prestazioni specialistiche, protesi, acquisto o noleggio di dispositivi medici e attrezzature sanitarie.

Un consiglio che vale qualche euro l’anno: per i medicinali, quando il medico lo consente, scegli il generico. Spendi meno e la quota detraibile resta comunque quella del 19%. Per trovare l’equivalente del tuo farmaco puoi usare lo strumento ricerca farmaco equivalente (generico) che trovi qui sul sito.

Come pagare per non perdere la detrazione

Di regola, per detrarre le spese sanitarie il pagamento deve essere tracciabile: bonifico, carta di debito o di credito, bancomat, assegno. Il contante non basta. Fanno eccezione, secondo le regole fiscali vigenti, i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni rese da strutture pubbliche o private accreditate con il Servizio sanitario nazionale.

In pratica, se paghi il dentista o il fisioterapista, meglio farlo con la carta e conservare la ricevuta. Chi non ha ancora un conto con carta e vuole evitare i canoni può guardare, per esempio, Fineco One, il conto corrente a zero canone di cui abbiamo parlato di recente. Conserva sempre fatture, scontrini parlanti (quelli con il tuo codice fiscale) e ricevute: sono la prova che l’Agenzia può chiederti.





Disabilità: le agevolazioni sono molto più ampie

Per le persone con disabilità il quadro cambia parecchio, ed è qui che si rischia di lasciare soldi sul tavolo. Le misure coprono le spese mediche generiche, quelle di assistenza specifica, gli ausili tecnici e informatici e i costi dell’assistenza personale.

Spese senza franchigia e assistenza specifica

Alcune spese per le persone con disabilità, come il trasporto in ambulanza o l’acquisto di arti artificiali per camminare, sono ammesse al 19% per intero, senza sottrarre i 129,11 euro. Le spese mediche generiche e quelle di assistenza specifica, invece, si possono dedurre dal reddito complessivo (nella dichiarazione, rigo E25).

L’assistenza specifica comprende:

  • l’assistenza infermieristica e riabilitativa;
  • le prestazioni di personale con qualifica di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale;
  • il supporto di altro personale qualificato, come l’educatore professionale o l’addetto alla terapia occupazionale.

Un dettaglio che fa la differenza: queste spese di assistenza specifica si possono dedurre anche se le hai sostenute per un familiare con disabilità che non è fiscalmente a tuo carico. Molti non lo sanno e rinunciano.

Assistenza personale: deduzione e detrazione

Se paghi un addetto all’assistenza personale, puoi dedurre i contributi versati fino a 1.549,37 euro. Per l’assistenza a una persona non autosufficiente, inoltre, è prevista una detrazione del 19% su un massimo di 2.100 euro, ma solo se il tuo reddito non supera i 40.000 euro.

Auto: cinque vantaggi, ma con una condizione

Sul fronte della mobilità, il pacchetto è il più sostanzioso. Per un veicolo usato in via esclusiva o prevalente a beneficio della persona con disabilità puoi avere:

  • la detrazione Irpef del 19% sull’acquisto, calcolata su un massimo di 18.075,99 euro per veicolo, che si estende alle riparazioni straordinarie fatte entro quattro anni dall’acquisto (il tetto complessivo resta lo stesso);
  • l’IVA ridotta al 4%;
  • l’esenzione totale dal bollo auto;
  • l’esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.

Attenzione al punto che trae in inganno più di una famiglia: il riconoscimento di persona con «diritto a sostegno intensivo» non basta da solo. Nel verbale di accertamento sanitario rilasciato dalla commissione competente devono comparire espressamente i riferimenti normativi richiesti per le agevolazioni auto. Controlla il verbale prima di firmare il contratto d’acquisto, non dopo. Anche la detrazione, come le altre spese, richiede pagamenti tracciabili.

Se il veicolo lo compra un familiare

I benefici sull’acquisto spettano anche a un familiare, ma a una condizione: la persona con disabilità deve risultare fiscalmente a carico nel momento in cui si sostiene la spesa. Ecco le soglie di reddito annuo complessivo:

Chi è a carico Reddito massimo annuo
Persona con disabilità (regola generale) 2.840,51 euro
Figlio a carico fino a 24 anni 4.000,00 euro





A chi chiedere aiuto: i canali dell’Agenzia delle Entrate

Se hai dubbi, non devi per forza rivolgerti subito a un professionista. L’Agenzia mette a disposizione più strade:

  • sul sito, nelle sezioni «Guide fiscali» e «Contatti e assistenza», trovi le indicazioni sempre aggiornate;
  • su appuntamento, puoi parlare con un funzionario al telefono, in videochiamata o di persona in ufficio; per le questioni sulla disabilità c’è la voce dedicata «Assistenza alle persone con disabilità»;
  • al call center: 800.90.96.96 (numero verde da rete fissa), 06.97617689 (da cellulare), 0039 06.45470468 (dall’estero).

Un trucco per risparmiare tempo: se chiami da rete fissa o da cellulare i primi due numeri, per il canale dedicato alle persone con disabilità digita prima 1 e poi 5 sul risponditore automatico.

Per accedere all’area riservata dell’Agenzia ti servono SPID, CIE o CNS. Se non hai ancora le credenziali, nell’ufficio postale online di Risparmia in Rete trovi i servizi per richiedere SPID e firma digitale, e nella guida alla Situazione Debitoria sul sito AdER spieghiamo passo passo come funziona l’accesso con le credenziali digitali.

Le guide ufficiali da scaricare

Per verificare ogni dettaglio, queste sono le fonti da tenere a portata di mano:

Errori da evitare in dichiarazione

  • Dimenticare la franchigia: il 19% non si calcola sull’intera spesa, tranne per le voci della disabilità che ne sono esenti.
  • Pagare in contanti una prestazione per cui serve la tracciabilità.
  • Dare per scontato il beneficio auto senza verificare i riferimenti normativi nel verbale della commissione.
  • Ignorare la soglia di reddito del familiare a carico nell’anno in cui compri il veicolo.
  • Rinunciare alla deduzione per l’assistenza specifica di un parente non a carico, che invece è ammessa.

Se ti accorgi di aver omesso una spesa, in molti casi si può rimediare con una dichiarazione integrativa: chiedi al tuo CAF o al commercialista quali termini valgono nel tuo caso. Per altre guide pratiche su imposte e adempimenti puoi sfogliare la sezione Tasse del blog.

Domande frequenti

Quanto si recupera con la detrazione delle spese mediche?

Il 19% della parte di spesa che supera 129,11 euro. Con 350 euro di spese il recupero è di circa 41,97 euro.

Le spese dallo psicologo sono detraibili?

Sì. Le prestazioni di psicologi e psicoterapeuti rientrano tra le spese sanitarie e seguono la regola ordinaria del 19% oltre la franchigia.

Posso detrarre le spese sanitarie di un familiare?

Sì, se il familiare è fiscalmente a tuo carico. Per l’assistenza specifica di una persona con disabilità, invece, la deduzione spetta anche se il familiare non è a carico.

Quando una persona con disabilità è considerata fiscalmente a carico?

Quando il suo reddito annuo complessivo non supera 2.840,51 euro, soglia che sale a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni.

Il riconoscimento di sostegno intensivo dà diritto alle agevolazioni auto?

Non automaticamente. Nel verbale della commissione sanitaria devono essere riportati i riferimenti normativi previsti per le agevolazioni sul veicolo.

Come contatto l’Agenzia delle Entrate per le agevolazioni sulla disabilità?

Chiama il numero verde 800.90.96.96 (o il 06.97617689 da cellulare) e digita 1 e poi 5, oppure prenota un appuntamento dal sito scegliendo «Assistenza alle persone con disabilità».

In conclusione

Le agevolazioni per la salute non si improvvisano a ridosso della dichiarazione: si costruiscono durante l’anno, pagando in modo tracciabile e conservando i documenti. Il resto è sapere cosa chiedere. E se in famiglia c’è una persona con disabilità, dedica un’ora a leggere le guide dell’Agenzia: tra deduzioni, detrazioni e vantaggi sull’auto, il risparmio può essere ben più alto dei pochi euro della franchigia.

Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e si basano sulle guide pubblicate dall’Agenzia delle Entrate. Per la tua situazione specifica verifica i requisiti con un CAF o un commercialista.



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