SARAJEVO (dal nostro inviato). La Bosnia-Erzegovina è oggi una delle destinazioni di investimento più interessanti dell’Europa sud-orientale.
Sebbene l’attenzione internazionale si concentri spesso sugli sviluppi politici, gli investitori dovrebbero guardare anche ai fondamentali economici del Paese, che risultano sempre più incoraggianti.

Report Difesa ha intervistato Michele Castoro, president of the Management Board of Intesa Sanpaolo Banka d.d. Bosnia and Herzegovina.
Dottor Castoro, che quadro macroeconomico sul Paese di può fare?
Negli ultimi anni, il Paese ha dimostrato una notevole resilienza macroeconomica. Il PIL ha continuato a crescere, sostenuto dai consumi interni, dalle esportazioni, dagli investimenti esteri e dalla graduale integrazione dell’economia nelle catene del valore europee.
Il debito pubblico rimane tra i più bassi della regione e significativamente inferiore rispetto ai livelli registrati in molti Paesi europei, rappresentando una base importante per la stabilità economica di lungo periodo.
Un altro punto di forza rilevante è la stabilità del sistema finanziario. La Bosnia-Erzegovina opera con un regime di currency board, che da anni contribuisce alla stabilità monetaria e alla fiducia degli investitori.
Il settore bancario è ben capitalizzato, liquido e regolamentato in modo prudente, avendo affrontato con successo le recenti sfide globali e continuando al contempo a sostenere imprese e famiglie.
Particolarmente incoraggiante è il percorso europeo del Paese.
I progressi verso l’integrazione nell’Unione Europea stanno creando un forte impulso alle riforme volte a migliorare il contesto imprenditoriale, rafforzare le istituzioni e aumentare la certezza giuridica per gli investitori.
Questo processo sta già producendo effetti positivi sulla fiducia dei mercati e sulle decisioni di investimento.
La Bosnia-Erzegovina offre inoltre diversi vantaggi strutturali: una posizione strategica al crocevia tra Europa centrale e Balcani occidentali, una forza lavoro qualificata e competitiva, un solido know-how industriale e crescenti opportunità in settori quali manifattura, energie rinnovabili, infrastrutture, servizi digitali, turismo e logistica.
Dal mio punto di vista, sia come banchiere sia come presidente dell’Associazione degli Imprenditori Italiani, osservo un interesse crescente da parte delle aziende internazionali, che vedono la Bosnia-Erzegovina non solo come una base produttiva, ma come una piattaforma strategica per servire i mercati regionali ed europei.
Il Paese dispone ancora di ampi margini di crescita ed è proprio qui che intravedo le maggiori opportunità.
Gli investitori non guardano soltanto alle dimensioni del mercato attuale, ma soprattutto al suo potenziale futuro. Sotto questo profilo, la Bosnia-Erzegovina offre una combinazione convincente di stabilità, competitività, capitale umano e opportunità ancora inespresse.
Il mio messaggio è semplice: la Bosnia-Erzegovina si sta muovendo nella giusta direzione.
I fondamentali macroeconomici sono solidi, il settore finanziario è stabile, il percorso di integrazione europea procede e permane un significativo potenziale di crescita trainata dagli investimenti nei prossimi anni.
Quali sono il ruolo e le attività di una banca a capitale estero in Bosnia-Erzegovina?
Il ruolo di una banca a capitale estero in Bosnia-Erzegovina va ben oltre la concessione di credito e la fornitura di servizi bancari tradizionali. Nell’attuale contesto economico, alle banche è richiesto di agire come partner dello sviluppo, aiutando le imprese a crescere, attrarre investimenti, adottare l’innovazione e diventare più competitive.
In qualità di CEO di Intesa Sanpaolo Banka, ritengo che la nostra responsabilità principale sia sostenere l’economia reale. Finanziamo imprenditori, PMI, grandi aziende, famiglie, progetti infrastrutturali e, sempre più spesso, investimenti nella trasformazione digitale e nelle energie rinnovabili. In questo modo contribuiamo direttamente alla crescita economica, alla creazione di posti di lavoro e alla modernizzazione del Paese.

Far parte del Gruppo Intesa Sanpaolo, uno dei principali gruppi bancari europei, ci consente di mettere a disposizione del mercato bosniaco competenze internazionali, elevati standard di governance, soluzioni finanziarie innovative e una rete globale di relazioni commerciali. Al contempo, siamo profondamente radicati nell’economia locale e pienamente impegnati a sostenerne lo sviluppo nel lungo periodo.
Uno dei contributi più importanti che una banca a capitale estero può offrire consiste nel facilitare le attività economiche internazionali. La Bosnia-Erzegovina è sempre più integrata nelle catene di fornitura europee e molte imprese locali puntano all’espansione internazionale. Attraverso la nostra rete internazionale aiutiamo le aziende bosniache a entrare in contatto con partner, clienti e investitori in Europa e oltre.
Altrettanto importante è il nostro ruolo nell’attrazione degli investimenti diretti esteri. Gli investitori internazionali ricercano spesso partner finanziari affidabili che comprendano sia il mercato locale sia gli standard internazionali. Banche come la nostra possono fungere da ponte, aiutando gli investitori a comprendere il mercato, strutturare gli investimenti e individuare opportunità di crescita.
Oggi le esigenze delle imprese vanno ben oltre il semplice finanziamento, richiedono un’attività di consulenza. Le aziende devono essere supportate in ambiti quali digitalizzazione, sostenibilità, efficienza energetica, standard ESG, espansione internazionale e gestione dei rischi.
Per questo motivo ci posizioniamo sempre più come consulente strategico dei nostri clienti.
Questa filosofia è pienamente coerente con l’approccio promosso dal Gruppo Intesa Sanpaolo attraverso iniziative come “Bank on the Right Advice”.
L’idea è semplice: le aziende hanno bisogno di un partner capace di accompagnarle lungo tutto il loro percorso di trasformazione, non soltanto di un finanziatore.
Un altro ambito nel quale le banche straniere svolgono un ruolo essenziale riguarda il supporto all’allineamento del Paese agli standard europei. Attraverso l’adozione delle migliori pratiche internazionali, di tecnologie avanzate, di framework di conformità e di principi di sostenibilità, contribuiamo a rafforzare la competitività e la resilienza del settore finanziario.
Sono inoltre lieto di sottolineare che il sistema bancario in Bosnia-Erzegovina ha dimostrato una notevole capacità di tenuta. È ben patrimonializzato, liquido e prudentemente regolamentato. Questa stabilità rafforza la fiducia degli investitori e crea una base solida per la futura crescita economica.
Guardando al futuro, ritengo che le banche straniere continueranno a svolgere un ruolo cruciale nella prossima fase di sviluppo del Paese. Saranno necessari importanti investimenti nelle infrastrutture, nelle energie rinnovabili, nella digitalizzazione e nella modernizzazione delle imprese. Sono precisamente queste le aree in cui il settore bancario può offrire un contributo significativo.
A mio avviso, il ruolo delle banche non sarà misurato soltanto dall’ammontare dei finanziamenti erogati, ma dalla loro capacità di mettere in connessione idee e capitale, imprese e opportunità, aziende locali e mercati internazionali. È questo il ruolo che aspiriamo a svolgere ogni giorno in Bosnia-Erzegovina.
Come invece viene sostenuta la crescita dell’imprenditorialità e delle imprese locali?
Sostenere l’imprenditorialità è uno dei contributi più importanti che una banca possa offrire allo sviluppo di un Paese.
La Bosnia-Erzegovina vanta una forte tradizione imprenditoriale. In tutto il territorio operano imprenditori di talento, startup innovative, aziende familiari e PMI che hanno dimostrato notevoli capacità di resilienza, adattamento e ambizione. Molte di queste imprese competono già con successo sui mercati internazionali, in particolare nei settori della manifattura, dell’agricoltura, dell’IT, della logistica e dei servizi.
Come banca, il nostro ruolo è aiutare questi imprenditori a trasformare le loro idee in una crescita sostenibile. Questo significa certamente facilitare l’accesso al credito, ma oggi va ben oltre.
Gli imprenditori hanno bisogno di un partner che li accompagni lungo l’intero percorso aziendale.
Hanno bisogno di supporto nella pianificazione degli investimenti, nella trasformazione digitale, nella gestione dei flussi di cassa, nell’espansione internazionale, nella sostenibilità e nella pianificazione della successione. Per questo motivo, in Intesa Sanpaolo Banka ci consideriamo sempre più non soltanto un finanziatore, ma un consulente di fiducia.
Una delle principali sfide per molte imprese bosniache riguarda la crescita dimensionale. Esistono numerose PMI di successo, ma il passo successivo consiste nell’aiutarle a diventare campioni regionali ed esportatori internazionali. Per raggiungere questo obiettivo sono indispensabili investimenti in tecnologia, automazione, competenze del personale, produttività e innovazione.
Oggi la competitività non dipende più soltanto dai costi, ma sempre più dalla conoscenza, dall’efficienza, dall’innovazione e dalla capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato.
In questo contesto le banche possono svolgere un ruolo fondamentale. Finanziando investimenti produttivi e offrendo orientamento strategico, aiutiamo le imprese a migliorare la propria competitività e a creare nuovi posti di lavoro. Ogni imprenditore di successo genera un effetto moltiplicatore sull’intera economia, a beneficio di fornitori, lavoratori, comunità locali e future generazioni di imprenditori.
Un altro ambito caratterizzato da enormi potenzialità è la digitalizzazione. Molte aziende bosniache hanno già adottato tecnologie digitali, ma le opportunità sono ancora significative.
Le imprese che investono in strumenti digitali, automazione, intelligenza artificiale e analisi dei dati saranno molto meglio posizionate per competere sui mercati europei e globali.
Ritengo inoltre che la sostenibilità rappresenti una grande opportunità di crescita. Sempre più aziende che investono in efficienza energetica, energie rinnovabili e modelli di business sostenibili individuano nuove opportunità commerciali e accedono più facilmente alle catene di fornitura internazionali.
In qualità di presidente dell’Associazione degli Imprenditori Italiani in Bosnia-Erzegovina, ho l’opportunità di incontrare regolarmente investitori locali e internazionali. Un messaggio che ascolto con costanza è che la Bosnia-Erzegovina dispone di eccellenti talenti imprenditoriali.
Ciò che serve è continuare a investire, rafforzare le reti d’impresa e favorire una più stretta collaborazione tra settore privato, istituzioni finanziarie, mondo della formazione e autorità pubbliche.
La buona notizia è che stiamo osservando segnali positivi. Sempre più imprese investono, sempre più imprenditori ragionano in una prospettiva internazionale e sempre più aziende adottano l’innovazione.
Questo crea un circolo virtuoso in grado di accelerare la crescita economica e migliorare il tenore di vita.
Guardando al futuro, sono ottimista. Gli imprenditori della Bosnia-Erzegovina hanno dimostrato più volte di poter avere successo anche in contesti complessi. Con accesso ai finanziamenti, la giusta consulenza e un ecosistema favorevole, sono convinto che molte delle attuali imprese locali diventeranno le storie di successo regionali di domani.
Come vengono sostenute le aziende italiane che intendono investire in Bosnia-Erzegovina?
Italia e Bosnia-Erzegovina condividono una relazione economica di lunga data, fondata sulla vicinanza geografica, su solidi legami commerciali e su decenni di proficua cooperazione imprenditoriale.
In qualità di presidente dell’Associazione degli Imprenditori Italiani in Bosnia-Erzegovina, incontro regolarmente imprenditori e investitori italiani interessati a esplorare le opportunità offerte da questo mercato.
Ciò che spesso sottolineo è che la Bosnia-Erzegovina presenta una combinazione di fattori particolarmente interessante per gli investitori internazionali: stabilità macroeconomica, posizione strategica alle porte dell’Unione Europea, forza lavoro qualificata, costi operativi competitivi e una crescente integrazione nelle catene del valore europee.
Molte aziende italiane si avvicinano inizialmente alla Bosnia-Erzegovina attratte dalle opportunità nel settore manifatturiero, ma scoprono rapidamente un ventaglio molto più ampio di possibilità.
Oggi registriamo un crescente interesse nei settori delle infrastrutture, delle energie rinnovabili, della logistica, dell’information technology, dell’agroindustria, del turismo e dei servizi alle imprese.
Nel corso degli anni, la Bosnia-Erzegovina ha sviluppato una solida base industriale, in particolare in comparti quali la lavorazione dei metalli, la componentistica automobilistica, la lavorazione del legno e la manifattura orientata all’export.
Molte aziende locali sono già integrate nelle reti produttive europee e hanno dimostrato elevati standard di qualità, affidabilità e flessibilità.
Il nostro ruolo, sia come Associazione degli Imprenditori Italiani sia come Intesa Sanpaolo Banka, è quello di fungere da ponte tra l’Italia e la Bosnia-Erzegovina.
Investire in un nuovo Paese può talvolta apparire complesso. Le aziende devono comprendere il mercato locale, individuare partner affidabili, orientarsi tra procedure amministrative, valutare i rischi e costruire relazioni. In questo contesto, una solida rete di contatti locali diventa essenziale.
Attraverso l’Associazione, favoriamo il dialogo tra investitori italiani, imprese locali, istituzioni e attori economici. Aiutiamo a creare connessioni, condividere esperienze e promuovere partnership reciprocamente vantaggiose.
Come banca, completiamo questo ruolo offrendo soluzioni finanziarie e servizi di consulenza a supporto di ogni fase del processo di investimento. Che si tratti di finanziare un investimento greenfield, supportare un’acquisizione aziendale, gestire transazioni internazionali o facilitare gli scambi commerciali tra Italia e Bosnia-Erzegovina, ci impegniamo a essere un partner affidabile per gli investitori.
Uno dei nostri maggiori punti di forza è la conoscenza approfondita di entrambi i mercati. Parliamo il linguaggio degli imprenditori italiani e, al tempo stesso, possediamo una profonda comprensione del contesto economico locale.
Questo ci consente di aiutare gli investitori a trasformare più rapidamente e con maggiore fiducia il loro interesse iniziale in progetti concreti.
Ritengo inoltre che vi sia ancora un significativo potenziale inespresso nelle relazioni economiche tra i nostri due Paesi. L’Italia è già tra i principali partner commerciali della Bosnia-Erzegovina, ma esistono numerosi settori nei quali la cooperazione può essere ulteriormente ampliata.
Particolarmente promettenti appaiono lo sviluppo infrastrutturale, i progetti nel campo delle energie rinnovabili, la trasformazione digitale, la manifattura avanzata e la logistica. Mentre l’Europa continua a rafforzare la resilienza delle proprie catene di fornitura, la Bosnia-Erzegovina si trova in una posizione sempre più favorevole per attrarre aziende alla ricerca di siti produttivi vicini ai mercati europei, mantenendo al contempo competitività e flessibilità.
Allo stesso tempo, i progressi compiuti dal Paese nel percorso di integrazione europea stanno generando ulteriore fiducia tra gli investitori internazionali. Ogni passo verso un maggiore allineamento agli standard europei contribuisce a migliorare il contesto economico e ad accrescere la prevedibilità nel lungo periodo.
L’esperienza delle numerose aziende italiane che operano con successo in Bosnia-Erzegovina trasmette un messaggio molto positivo. Esse hanno trovato personale motivato, condizioni produttive competitive, un forte potenziale di esportazione e opportunità di crescita duratura.
Il mio messaggio agli investitori italiani è chiaro: la Bosnia-Erzegovina non dovrebbe essere considerata soltanto come un mercato di tre milioni di consumatori. Dovrebbe essere vista come una destinazione strategica per gli investimenti e come una piattaforma per servire i mercati regionali ed europei.
Osservo un interesse crescente da parte delle imprese italiane e sono convinto che i prossimi anni porteranno a una cooperazione economica ancora più intensa tra i nostri due Paesi. Il nostro impegno è continuare a sostenere questo processo attraverso competenze, relazioni, soluzioni finanziarie e partnership di lungo termine.
In definitiva, gli investimenti di successo si fondano sulla fiducia. Il nostro ruolo è aiutare le aziende italiane a costruire tale fiducia, identificare le opportunità più adatte e trasformare i progetti di investimento in storie di successo durature, a beneficio sia dell’Italia sia della Bosnia-Erzegovina.
In tutto questo, quali sono le relazioni con le autorità e le istituzioni bosniache?
Il nostro rapporto con le autorità, gli organismi di vigilanza e le istituzioni pubbliche della Bosnia-Erzegovina è caratterizzato da professionalità, dialogo costruttivo e da un comune impegno a favore dello sviluppo economico.
Come banca, interagiamo quotidianamente con un’ampia gamma di istituzioni: dalle autorità di regolamentazione e vigilanza finanziaria alle Camere di commercio, dalle Agenzie per gli investimenti agli organismi pubblici coinvolti nello sviluppo economico.
La nostra esperienza è stata positiva e apprezziamo l’apertura e lo spirito di collaborazione che si sono consolidati nel corso degli anni.
Uno dei principali punti di forza del Paese è la stabilità del suo sistema finanziario. Il settore bancario è ben regolamentato, sottoposto a una vigilanza prudente e ha dimostrato una notevole resilienza anche durante periodi di incertezza economica internazionale. Questa stabilità è fondamentale non solo per le banche, ma anche per investitori, imprese e famiglie, poiché genera fiducia e prevedibilità.
Dal punto di vista della comunità imprenditoriale, esiste una consapevolezza condivisa del fatto che attrarre investimenti, creare occupazione e migliorare la competitività richiedano una cooperazione continua tra settore pubblico e privato. Apprezziamo la disponibilità delle istituzioni a confrontarsi con il mondo imprenditoriale e ad ascoltare le esigenze di investitori e imprenditori.
In qualità di Presidente dell’Associazione degli Imprenditori Italiani, partecipo regolarmente a incontri e confronti che coinvolgono stakeholder economici sia della Bosnia-Erzegovina sia dell’Italia. Ciò che osservo costantemente è un forte interesse nel rafforzare la cooperazione economica, incrementare gli scambi commerciali e creare un contesto favorevole agli investimenti di lungo periodo.
Naturalmente, come in ogni economia in via di sviluppo, vi è sempre spazio per ulteriori miglioramenti. Le imprese accolgono con favore gli sforzi volti a semplificare le procedure amministrative, accelerare la digitalizzazione, aumentare l’efficienza e proseguire nell’allineamento normativo agli standard europei. Ogni passo in questa direzione contribuisce ad accrescere la competitività del Paese e a renderlo ancora più attrattivo per gli investitori internazionali.
Particolarmente incoraggianti sono i progressi compiuti lungo il percorso di integrazione europea. Al di là della sua valenza politica, l’integrazione nell’Unione Europea offre un importante quadro di riferimento per la convergenza normativa, il rafforzamento istituzionale, la trasparenza e l’adozione delle migliori pratiche internazionali. Questi sviluppi sono attentamente monitorati dagli investitori e contribuiscono positivamente alla fiducia complessiva del mercato.
Dal nostro punto di vista, i risultati migliori si ottengono quando istituzioni, imprese, banche e investitori collaborano per il raggiungimento di obiettivi comuni. Che si tratti di sviluppo infrastrutturale, transizione energetica, trasformazione digitale, sostegno alle PMI o attrazione di investimenti diretti esteri, il successo dipende dalla cooperazione e da una visione di lungo periodo.
Vorrei inoltre sottolineare che la Bosnia-Erzegovina ha dimostrato una forte capacità di collaborare con istituzioni internazionali, banche di sviluppo e investitori esteri nella realizzazione di importanti progetti economici. Questa cooperazione ha contribuito a rafforzare il know-how del Paese, migliorare le infrastrutture e creare nuove opportunità di crescita economica.
Guardando al futuro, sono ottimista. Il Paese possiede molti degli elementi necessari per avere successo: stabilità macroeconomica, un settore finanziario resiliente, una posizione geografica strategica, persone di talento e una chiara ambizione di proseguire il percorso di integrazione nello spazio economico europeo.
La continua collaborazione tra istituzioni pubbliche e settore privato sarà un fattore determinante per valorizzare appieno questo potenziale.
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