Vuoi parlare della tua situazione con Michela?
La Legge 3 del 2012 è la legge che per prima ha dato a famiglie, professionisti e piccole imprese un modo per uscire da debiti che non riuscivano più a pagare. Esiste ancora, ma le sue procedure dal 15 luglio 2022 sono passate nel Codice della crisi, con nomi nuovi. Chi oggi cerca «Legge 3» o «legge salva suicidi» trova quindi le stesse idee, scritte in una legge diversa.
Non serve conoscere i nomi delle procedure per chiedere aiuto. Con Michela e il team Legge3 partiamo dalla tua situazione e ti spieghiamo cosa può valere per te.

Una legge pensata per chi non ce la fa più. Non un privilegio, ma un percorso con regole precise.
Cos’era la Legge 3 e perché la chiamano «salva suicidi»
La Legge 27 gennaio 2012, n. 3 è nata con due obiettivi: rafforzare le misure contro usura ed estorsione e dare una via d’uscita a chi era escluso dal fallimento. Prima di allora una famiglia o un artigiano con troppi debiti non avevano una procedura per rimettersi in piedi.
Il nome «salva suicidi» non è nella legge. È il nome che le hanno dato i giornali, negli anni della crisi, perché si rivolgeva a persone arrivate a un punto di disperazione. È rimasto nell’uso comune, e per questo molti cercano ancora così.
La legge ha introdotto tre strumenti: il piano del consumatore, l’accordo di composizione della crisi e la liquidazione del patrimonio. Oggi esistono ancora, con nomi e regole aggiornate.
Cosa è cambiato con il Codice della crisi
Dal 15 luglio 2022 le procedure per il sovraindebitamento sono regolate dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Le domande presentate prima di quella data continuano a seguire la Legge 3, come stabilisce l’articolo 390 del Codice. Tutte le nuove seguono il Codice.
| Nella Legge 3 del 2012 | Nel Codice della crisi, oggi |
|---|---|
| Piano del consumatore | Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore (articolo 67) |
| Accordo di composizione della crisi | Concordato minore (articolo 74) |
| Liquidazione del patrimonio | Liquidazione controllata (articolo 268) |
| Esdebitazione, ampliata nel 2020 anche al debitore incapiente | Esdebitazione, anche per chi non ha nulla da offrire (articoli 278 e 283) |
Le idee di fondo sono le stesse: proporre ai creditori un piano sostenibile, oppure mettere a disposizione i beni, e alla fine liberarsi dai debiti rimasti, se ci sono le condizioni. Il Codice disciplina anche l’esdebitazione del debitore incapiente, per chi non ha niente da offrire. Questa possibilità era già stata introdotta nella Legge 3 con le modifiche del 2020.

Nomi nuovi, stesso problema da risolvere. Debiti che superano quello che entra in casa ogni mese.
Chi può usare queste procedure
Il Codice le riserva a chi è in stato di sovraindebitamento, cioè di crisi o di insolvenza, e non può essere sottoposto alla liquidazione giudiziale, il vecchio fallimento. Rientrano il consumatore, il professionista, l’imprenditore minore, l’imprenditore agricolo e le start-up innovative. È l’articolo 2 del Codice.
In parole semplici: una persona con debiti privati, un lavoratore autonomo, un piccolo artigiano o commerciante, anche se ha già chiuso l’attività. Le società più grandi seguono altre strade.
Serve anche una condizione personale. Chi ha causato i debiti con colpa grave, malafede o frode non può accedere al piano del consumatore, secondo l’articolo 69. Per l’esdebitazione dell’incapiente la legge chiede che il debitore sia meritevole e la concede una sola volta, come prevede l’articolo 283.
Questo non significa che chi ha fatto errori sia escluso. Significa che la storia dei debiti viene esaminata, e per questo conviene raccontarla con precisione fin dal primo colloquio.
Quali debiti rientrano
In generale tutti: prestiti, carte, finanziamenti, debiti con fornitori, condominio, e anche debiti fiscali e contributivi, alle condizioni previste. Delle cartelle parliamo nell’articolo su cosa fare con troppi debiti con l’Agenzia delle Entrate.
Ci sono limiti precisi. L’esdebitazione non riguarda gli obblighi di mantenimento e alimentari, i risarcimenti per danni non legati a un contratto e le sanzioni penali e amministrative che non siano accessorie a debiti estinti. Sono le esclusioni dell’articolo 278. Chi ha garantito per te, inoltre, resta obbligato verso i creditori.
Nessuna procedura fa sparire tutti i debiti in automatico. Ognuna ha requisiti, passaggi e una decisione del giudice.
Come funziona il percorso, in breve
Il percorso comincia sempre da una fotografia completa: debiti, entrate, spese della famiglia, beni. Da questa si capisce quale procedura è adatta.
Nelle procedure interviene l’OCC, l’Organismo di composizione della crisi: un organismo indipendente, iscritto in un elenco tenuto dal Ministero della giustizia, che aiuta a preparare la proposta e riferisce al giudice. Per il consumatore, per esempio, la sua relazione riguarda le cause dell’indebitamento e la completezza dei documenti, secondo l’articolo 68.
La domanda viene presentata al tribunale. Nel piano del consumatore il giudice verifica le condizioni, può sospendere i pignoramenti che metterebbero in pericolo il piano e, se tutto è in regola, omologa la proposta, cioè la approva. Poi il piano va eseguito. Alla fine, se ci sono le condizioni, arriva l’esdebitazione.
Nel colloquio con Michela ti spieghiamo questi passaggi applicati alla tua situazione. Non devi scegliere da solo la procedura: è il lavoro che facciamo insieme con gli avvocati e i commercialisti del team.

Il percorso ha tappe e tempi. Sapere cosa aspettarsi rende tutto meno pesante.
Quanto costa
Il primo colloquio con Michela è gratuito. Se decidi di proseguire, ci sono costi distinti: il compenso dei professionisti per l’incarico, il compenso dell’OCC secondo il suo regolamento e le spese del tribunale. Per il piano del consumatore, per esempio, il contributo unificato è di 98 euro, come indicato dal Ministero della giustizia.
Te li spieghiamo prima di ogni scelta, in base al percorso possibile nel tuo caso. La Banca d’Italia ricorda che il sovraindebitamento va affrontato per tempo, prima che le rate diventino insostenibili: lo spiega nella sua guida per i cittadini.
Come può aiutarti Michela con Legge3
Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. Legge3 è il nome della realtà con cui lavora, nata proprio intorno a queste procedure.
Nel primo colloquio raccogliamo la tua storia: come sono nati i debiti, cosa entra e cosa esce ogni mese, quali beni ci sono, quali lettere sono arrivate. Poi, con gli avvocati e i commercialisti del team, verifichiamo i requisiti e la procedura più adatta.
Michela e il team non sostituiscono l’OCC, che resta indipendente, e non decidono al posto del giudice. Ti accompagnano nei passaggi e ti aiutano a capire cosa aspettarti. Per sapere chi fa cosa, leggi sovraindebitamento dei privati: a chi rivolgersi.

La legge parte dalla vita di ogni giorno. Le spese necessarie alla famiglia vanno considerate nel percorso, secondo le regole della procedura.
Domande frequenti
La Legge 3 esiste ancora?
Sì, ma le sue procedure sono oggi nel Codice della crisi. Le domande nuove seguono il Codice; quelle presentate prima del 15 luglio 2022 restano regolate dalla Legge 3.
Chi ha debiti con il Fisco può usarla?
Sì, i debiti fiscali possono rientrare nelle procedure, alle condizioni previste. Restano fuori dall’esdebitazione alcune sanzioni e altri debiti indicati dalla legge.
Serve per forza un avvocato?
Non in ogni passaggio: per il piano del consumatore la legge prevede l’aiuto dell’OCC. Nel team ci sono comunque avvocati e commercialisti che verificano i documenti e preparano la proposta.
Quanto dura?
Dipende dalla procedura e dal tribunale. Raccogliere i documenti, preparare la proposta e attendere le decisioni del giudice sono passaggi diversi, con tempi propri. Nel colloquio ti diamo un’idea realistica per il tuo caso.
Il colloquio ferma i creditori?
No. Il colloquio e l’invio del modulo non sospendono pignoramenti o richieste di pagamento. Le misure di protezione le decide il giudice, dentro la procedura.
Partiamo dalla tua storia
Se hai cercato «Legge 3» perché i debiti hanno superato quello che riesci a pagare, puoi cominciare da qui. Raccontaci come sei arrivato a questo punto.

La legge esiste per situazioni come la tua. Michela e il team Legge3 ti aiutano a capire se e come può servirti.
Il primo colloquio è gratuito. Gli eventuali incarichi ai professionisti, il compenso dell’OCC e le spese di una procedura sono separati e te li spieghiamo prima di ogni scelta.
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