Bob Langer: «La ricerca diventa impresa quando l’innovazione è di sistema e si lavora in squadra»


Per anni l’mRNA fu un messaggio senza busta. Nel 2005 i premi Nobel per a medicina nel 2023 Katalin Karikó e Drew Weissman, all’Università della Pennsylvania, ne avevano modificato la composizione chimica, ma la molecola, iniettata così com’era, veniva distrutta dall’organismo prima di raggiungere le cellule. Il vincolo non era più la biologia dell’RNA, ma la sua consegna. La risposta si trovava in un laboratorio del MIT, dove da quasi quarant’anni si progettavano particelle in grado di veicolare grandi molecole. E’ il Langer Lab, che prende il nome da Robert Samuel Langer, uno degli undici Institute Professors del Massachusetts Institute of Technology e l’ingegnere più citato nella storia e il quarto studioso più citato in qualsiasi campo, avendo scritto oltre 1.600 articoli scientifici. Ma questo dato non può spiegare il valore di Langer nella ricerca biotecnologica. Per capirlo bisogna tornare alla frase che ha ripetuto più volte durante la nostra conversazione: «Ci dicevano che era impossibile». E lui, che ancora oggi si diletta a fare trucchi di magia, all’impossibile non crede.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La scommessa su Moderna

Per comprendere cosa ha portato alla rivoluzione dei vaccini mRNA, a partire da quelli per il Covid, e alla nascita di Moderna, società biotech quotata in Borsa con una capitalizzazione di oltre 75 miliardi, bisogna tornare indietro di mezzo secolo. All’epoca la comunità scientifica riteneva impossibile far viaggiare grandi molecole dentro il corpo senza che venissero distrutte. Quella che allora sembrava una curiosità di nicchia, il drug delivery, è diventata trentaquattro anni dopo l’anello mancante della rivoluzione a mRNA. «Il biologo canadese Derrick Rossi, basandosi sul lavoro di Karikó e Weissman, aveva dimostrato che si poteva somministrare mRNA alle cellule e cambiarne le caratteristiche, ed era interessato ad avviare un’azienda. Gli avevano suggerito di venire da me, probabilmente perché potevo risolvere l’altra parte, la delivery. Il nostro laboratorio, già nei primi anni Settanta, è stato il primo a dimostrare che si potevano progettare particelle minuscole per veicolare grandi molecole, inclusi gli acidi nucleici, gli RNA. Ci dicevano che era impossibile, ma nel 1976 riuscimmo a pubblicare su Nature un articolo in cui dimostravamo proprio questo» spiega Bob Langer, a Milano per esplorare con Koinos Capital Sgr, società di investimento multi-strategy focalizzata su imprenditorialità e tecnologia, possibili progetti in ambito biotech. L’immagine con cui Langer spiega il tutto è di disarmante semplicità: «Se si iniettasse semplicemente mRNA a una persona, non funzionerebbe: verrebbe distrutto. Ma se lo si inserisce in un sistema di delivery, in questo caso una nanoparticella, questa lo protegge. Poi il corpo fa il resto». Cinquant’anni di lavoro, riassunti in tre frasi.

L’incontro con Rossi non solo spinge il Langer Lab ad approfondire la ricerca sul drug delivery, apre anche alla possibilità di portare la scoperta sul mercato. «Proprio il giorno in cui venne a trovarmi Rossi, dissi a mia moglie che pensavo sarebbe diventata l’azienda biotech di maggior successo della storia. Vidi subito che potevamo risolvere quel problema e realizzare farmaci a mRNA. Era il 2010» sottolinea Langer. Per trasformare un’intuizione scientifica in un colosso servirono un paio di condizioni essenziali, che Langer cita senza retorica: un investitore che crede, Noubar Afeyan, e un valido amministratore delegato, Stéphane Bancel. «Quando lui divenne ceo di Moderna, la mia fiducia su quanto sarebbe diventata grande la società aumentò enormemente». L’innovazione, in questa visione, è un lavoro di squadra, non il prodotto di un genio solitario. E sull’importanza del team, Langer, che ha giocato a softball, torna spesso nei suoi ragionamenti parlando sempre al plurale.

«Il Langer Lab è un laboratorio dove facciamo ricerca di base. Il primissimo intento delle nostre attività non è mai quello di farne un’azienda; è qualcosa che può succedere quando ci troviamo a scoprire qualcosa di potenzialmente molto importante, ma ciò a cui puntiamo è che il loro lavoro svolto abbia un impatto concreto nel mondo. Vogliamo aiutare davvero le persone, prima di tutto» sottolinea Langer. L’intento primo per il suo team di ricerca, quindi, non è mai commerciale. L’azienda arriva dopo, quando la scoperta cambia natura e diventa quella che chiama una «tecnologia piattaforma». E’ la chiave di tutta la sua visione perché una piattaforma non produce un farmaco, ne produce molti.

Dalla ricerca al fare impresa

Jeans, maglietta bianca e giacca blu Langer, 78 anni il 29 agosto scorso, parla con la precisione di chi è abituato a scomporre problemi complessi nei loro elementi essenziali e fa esempi pratici: l’ingegneria genetica è una “tecnologia piattaforma”. «Una delle prime aziende per cui ho fatto consulenza è stata Genentech, negli anni Settanta. È una piattaforma perché si possono produrre più farmaci. Nel loro caso l’ormone della crescita umano, l’insulina, il TPA. Anche Moderna è una piattaforma, perché si può produrre mRNA per qualsiasi vaccino o qualsiasi malattia. Quindi un primo criterio per capire quando un’idea può diventare azienda è che si tratti di una piattaforma che dà molte opportunità per fare la differenza nel mondo» illustra Langer, che però precisa come siano necessari diversi fattori perché dalla ricerca si passi alla nascita e allo sviluppo di una realtà imprenditoriale: «La tecnologia piattaforma è una caratteristica molto importante anche dal punto di vista economico, per due ragioni. La prima è che nelle biotecnologie bisogna raccogliere molto denaro e se lo si raccogliesse tutto solo da investitori, il rischio di diluizione dei fondatori sarebbe molto alto. Con una piattaforma, invece, si possono fare accordi con altre aziende e raccogliere più capitali senza diluizione delle quote. La seconda ragione è che nel biotech ci saranno successi e fallimenti, ma una piattaforma dà più opportunità. Uno o due successi possono compensare decine di fallimenti. Se si riesce a curare anche una sola malattia, questo fa una grande differenza, anche se con le altre non si ha successo. Si hanno più opportunità di riuscire». In altre parole la tecnologia piattaforma rende sostenibile il fallimento.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม