Dall’acquisto della casa al mutuo per accedere all’acquisto: la scommessa di Huspy in Italia non è una semplice nuova casella sulla mappa dell’espansione internazionale. Quello italiano è il quarto mercato nel quale il gruppo, fondato a Dubai da Ziad Nassar nel 2020, ha deciso di costruire una presenza diretta, dopo Emirati Arabi Uniti, Spagna e Arabia Saudita, e soprattutto un mercato sul quale intende investire 75 milioni di euro nei prossimi cinque anni. La prima operazione è stata l’acquisizione di Integra Finance, società italiana di mediazione creditizia specializzata nei servizi rivolti a privati, professionisti e imprese. L’annuncio, diffuso il 10 settembre, è stato seguito, il 30 settembre, dalla presentazione alla stampa del piano di sviluppo 2026-2030, nel corso della quale il management ha delineato una strategia che punta a mettere insieme tre mondi finora: intermediazione immobiliare, mediazione del credito e AI.
Il progetto ha una dimensione industriale precisa. Huspy vuole costruire in Italia uno dei principali operatori nei due comparti (intermediazione di immobili residenziali e mutui) utilizzando la tecnologia AI-native come elemento di integrazione tra professionisti, clienti, banche e processi. Il gruppo oggi opera in 15 città tra Emirati Arabi Uniti, Spagna, Arabia Saudita e Italia, conta più di 500 dipendenti di oltre 40 nazionalità e, secondo quanto illustrato dal management, ha raccolto circa 200 milioni di dollari da investitori internazionali del mondo tecnologico, tra cui Sequoia Capital, Balderton Capital, Founders Fund e Fifth Wall. Risorse destinate soprattutto allo sviluppo della piattaforma tecnologica e all’espansione geografica.
Il piano 2026-2030
I 75 milioni di euro annunciati per i prossimi cinque anni rappresentano quindi il capitale destinato a sostenere questa fase di costruzione. L’obiettivo non è soltanto far crescere Integra Finance, ma utilizzare l’acquisizione come primo tassello per sviluppare un operatore integrato nel real estate e nel credito immobiliare. Nel 2026 e nel 2027 Huspy prevede di concentrarsi su una “torta” che in Italia nel 2025 ha raggiunto le 766.757 compravendite abitative (+6% rispetto al 2024, ma soprattutto con una previsione che, a fine 2025, il numero di transazione sul mercato della casa arrivi a 800mila compravendite annue complessive). A cui si aggiunge il dato sui mutui: il 45% delle compravendite in Italia è conclusa infatti attraverso un prestito ipotecario, dove il prestito medio si aggira intorno ai 140mila euro.
“L’ingresso in Italia rappresenta un passo strategico importante per Huspy e Integra Finance è la piattaforma ideale da cui partire”, ha spiegato Ziad Nassar, co-founder & deputy CEO di Huspy, sottolineando come l’operazione rappresenti la quinta acquisizione realizzata dal gruppo nella mediazione creditizia. La scelta, secondo Nassar, nasce dalla possibilità di combinare una realtà già radicata nel mercato italiano con tecnologia, sistemi e modello operativo sviluppati da Huspy negli altri Paesi.
Perché proprio l’Italia
La logica industriale della scelta italiana poggia su una combinazione di dimensione del mercato, presenza dei professionisti e spazio per una maggiore digitalizzazione dei processi. Marcelo Siqueira, general manager mortgages Europe di Huspy, ha spiegato durante l’incontro milanese che il gruppo considera particolarmente interessante un mercato nel quale la proprietà immobiliare ha un peso rilevante e nel quale il ricorso alla consulenza per l’accesso al credito presenta ancora margini di crescita. L’obiettivo è quindi costruire una presenza che non si limiti alle grandi città, ma che possa estendersi progressivamente sul territorio nazionale, sfruttando proprio la rete di consulenti come infrastruttura commerciale.
Nella lettura di Huspy, l’Italia si colloca inoltre in una posizione intermedia rispetto ad altri mercati europei nei quali il gruppo è già presente o che utilizza come riferimento. Siqueira ha indicato una penetrazione della consulenza creditizia superiore a quella osservata in Spagna e ancora distante dai livelli del Regno Unito, dove il ricorso ai broker è molto più consolidato. La società vede quindi un mercato sufficientemente ampio, con una rete professionale capillare e con una domanda di consulenza già significativa, ma anche con un potenziale di ulteriore sviluppo.
È proprio questa combinazione a rendere centrale la rete dei professionisti. Il modello Huspy non prevede infatti di sostituire il consulente con la tecnologia, ma di utilizzare la tecnologia per aumentare la capacità operativa di chi lavora con il cliente. La piattaforma dovrebbe consentire di gestire in un unico ambiente clienti, partner, banche e documenti, confrontare le soluzioni disponibili, monitorare lo stato delle pratiche, verificare la documentazione e automatizzare una parte delle attività ripetitive e dei follow-up.
Integra Finance, la porta d’ingresso
Il primo tassello della strategia italiana è Integra Finance, società fondata nel 2020 e specializzata in mutui, prestiti, finanziamenti e servizi di credito per privati, professionisti e imprese. La società dispone oggi di oltre 160 consulenti e di una rete di oltre 50 partner bancari, finanziari e assicurativi. Opera sia nel segmento B2C sia in quello B2B e ha progressivamente ampliato la propria offerta, affiancando ai mutui le cessioni del quinto, i prestiti personali, i finanziamenti corporate e i servizi assicurativi attraverso la controllata Bicher.
La crescita è stata particolarmente rapida. Integra Finance ha raggiunto 8 milioni di euro di ricavi nel 2025 e prevede di arrivare intorno ai 10 milioni nel 2026. Sul fronte dell’intermediato, nel solo 2025 la società ha gestito circa 240 milioni di euro, mentre nei primi anni di attività ha superato complessivamente i 500 milioni di euro intermediati. Un percorso che, secondo il management, ha portato Integra a raggiungere in circa tre anni la decima posizione in un mercato nel quale operano circa 350 società.
“In tre anni abbiamo raggiunto la decima posizione e siamo cresciuti in maniera molto decisa: oggi abbiamo 160 consulenti attivi, una rete abbastanza capillare e circa 50 partner bancari», ha spiegato Enrico Quadri, amministratore delegato di Integra Finance. “Nel 2025 abbiamo raggiunto 8 milioni di euro di fatturato e nel 2026 dovremmo arrivare intorno ai 10 milioni, con circa 240 milioni di euro intermediati nell’ultimo anno”.
La società italiana diventa così una piattaforma già operativa sulla quale Huspy può innestare il proprio modello tecnologico senza partire da zero. È lo stesso schema seguito dal gruppo negli altri mercati: acquisire realtà con competenze e presenza locale, integrarle con i propri sistemi e utilizzare la tecnologia per accelerarne lo sviluppo.
Un modello già sperimentato tra Emirati e Spagna
La storia di Huspy racconta infatti una crescita costruita anche attraverso acquisizioni successive. Negli Emirati Arabi Uniti il gruppo ha acquisito Home Matters nel 2021. Quando Huspy è entrata nel mercato nel 2020, Home Matters era uno dei principali operatori locali per quota di mercato e fatturato; secondo il racconto fornito dal management, nel giro di due anni Huspy ne aveva superato il fatturato, per poi procedere all’acquisizione con l’obiettivo di consolidare la crescita.
Il secondo laboratorio è stato la Spagna, dove Huspy è arrivata nel 2022 partendo da Madrid e ha poi esteso la propria presenza a circa dieci città. Nel 2023 ha acquisito Mortgage Direct, intermediario creditizio rivolto soprattutto alla clientela non residente, trasformandolo successivamente in uno dei principali operatori spagnoli nel segmento. Il gruppo ha quindi continuato a sviluppare anche una propria offerta tecnologica e finanziaria, accompagnando l’espansione territoriale con l’integrazione di competenze locali.
L’Italia segue dunque uno schema già definito: una società locale con una rete di professionisti e un posizionamento consolidato viene inserita all’interno di un’organizzazione internazionale che dispone di capitale, tecnologia e capacità di espansione. L’acquisizione di Integra Finance è, in questo senso, più di un’operazione finanziaria: rappresenta l’infrastruttura iniziale sulla quale Huspy intende costruire la propria presenza italiana.
“La scelta di Integra Finance nasce da una combinazione di fattori: la qualità del management team, la crescita registrata negli ultimi tre anni, la qualità della rete di consulenti, l’efficienza operativa, il posizionamento sul mercato e il potenziale di integrazione con Huspy”, ha dichiarato Samuele Lupidii, presidente di Integra Finance, indicando gli elementi che hanno portato alla selezione della società italiana come punto di partenza del progetto.
L’intelligenza artificiale come infrastruttura, non come vetrina
Il tratto distintivo dell’operazione è però la componente tecnologica. Huspy si presenta infatti come una società AI-native, cioè costruita fin dall’origine intorno all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e non come un intermediario tradizionale che ha successivamente aggiunto strumenti digitali ai propri processi.
“Il nostro modello mette insieme persone, tecnologia e intelligenza artificiale in un unico sistema operativo – ha spiegato Gianluca D’Andrea, general manager di Huspy Italia -. La tecnologia non deve sostituire il professionista, ma permettergli di lavorare in modo più semplice, veloce ed efficiente, automatizzando le attività quotidiane, i follow-up e la gestione delle informazioni. Vogliamo portare anche in Italia questo modello, con il consulente al centro e la tecnologia a supporto dell’intero percorso del cliente”.
È una precisazione importante perché il gruppo non immagina l’AI come un semplice canale per intercettare il cliente finale. La tecnologia viene pensata soprattutto come infrastruttura operativa per i professionisti: automazione delle attività quotidiane, gestione delle informazioni, follow-up, documentazione, confronto tra prodotti finanziari e comunicazione con il cliente. L’obiettivo è ridurre il peso delle attività amministrative e aumentare il tempo che consulenti e intermediari possono dedicare alla relazione e alla consulenza.
Nel corso della presentazione, il management ha sottolineato come meno dell’1% delle transazioni nel mondo venga oggi realizzato da aziende nelle quali la tecnologia è effettivamente il centro del modello operativo. È proprio questo spazio che Huspy intende presidiare, portando in Italia un sistema nel quale persone, tecnologia e intelligenza artificiale lavorano all’interno di un’unica piattaforma.
Il gruppo sostiene di aver costruito negli Emirati una posizione particolarmente significativa: gestisce oltre 2.500 immobili residenziali, collabora con più di 20 banche partner e, secondo i dati forniti durante la presentazione, gestisce circa il 25% dei mutui intermediati nel mercato emiratino, con oltre 15.000 clienti. Numeri che danno la misura del modello che Huspy intende progressivamente trasferire anche in Italia, pur dovendo adattarlo alle caratteristiche normative, commerciali e territoriali del mercato locale.
Dai consulenti alle banche, una rete da scalare
Il punto centrale della strategia italiana resta quindi la costruzione di una rete. Integra Finance porta in dote oltre 160 consulenti e più di 50 partner tra banche, società finanziarie e assicurazioni. Huspy vuole utilizzare questa base per aumentare progressivamente la copertura geografica, senza limitarsi a Milano, Roma o agli altri principali centri urbani.
«La tecnologia deve essere al servizio del cliente, ma gli agenti e i consulenti restano al centro del nostro modello: vogliamo un sistema AI-native che renda il loro lavoro più semplice, più veloce ed efficiente lungo tutto il percorso del cliente», ha sottolineato Enrico Quadri, amministratore delegato di Integra Finance, descrivendo una piattaforma nella quale il professionista può accedere a centinaia di soluzioni finanziarie e automatizzare una parte delle attività operative.
La dimensione nazionale è dunque parte integrante del progetto. Integra ha già una presenza distribuita sul territorio e Huspy intende svilupparla ulteriormente, utilizzando la rete locale come elemento di collegamento tra domanda di credito, offerta bancaria e mercato immobiliare. È una strategia che punta a costruire economie di scala attraverso l’integrazione tecnologica, ma che allo stesso tempo conserva un forte presidio umano: la tecnologia accelera i processi, mentre il consulente continua a rappresentare il punto di contatto con il cliente.
La strategia si muove quindi su due direttrici parallele. Da una parte l’espansione geografica, attraverso nuovi mercati e acquisizioni di operatori locali; dall’altra l’integrazione tecnologica, con una piattaforma destinata a diventare il sistema operativo comune delle attività di intermediazione. È un modello che richiede massa critica, perché il valore della tecnologia cresce insieme al numero di professionisti, clienti, banche partner e transazioni gestite.
Per Huspy l’Italia diventa così un banco di prova particolarmente significativo. Il mercato offre una rete ampia di operatori e consulenti, un sistema immobiliare caratterizzato da una forte diffusione della proprietà e una domanda di credito nella quale la mediazione professionale ha già un ruolo importante. L’acquisizione di Integra Finance consente al gruppo di entrare immediatamente dentro questa filiera, portando in dote una struttura che nel 2025 ha generato 8 milioni di euro di ricavi e circa 240 milioni di euro di intermediato.
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