confronto SIAM al Ministero della Difesa


📋 Punti Chiave

Nel confronto del 23 settembre al Ministero della Difesa su Legge 46/2022 e previdenza dedicata, il SIAM ha garantito la propria presenza come atto di responsabilità verso il personale, ribadendo però che i tavoli tecnici non bastano: servono fatti, risorse reali per le pensioni e lo sblocco del TFS.

⏳ In trattazione

Revisione Legge 46/2022

Affrontate le criticità su tutele, relazioni locali con i Comandanti e contrattazione di secondo livello.

ℹ️ Informazione

Tavolo Previdenza ad Ottobre

Avvio ad ottobre del tavolo con esperti per la previdenza dedicata. Richiesto un calendario operativo verso la Legge di Bilancio 2027.

❌ Insufficiente

TFS e Risorse Reali

Sollecitati lo sblocco del TFS e la revisione delle indennità operative. Denunciata l’insufficienza dei fondi attuali per le pensioni future.

✅ Risultato ottenuto

Responsabilità e Fatti

La presenza ai tavoli tutela il personale, ma il SIAM conferma il NO al contratto 2025-2027: ora servono fatti e risorse finanziarie certe.

Si è svolto il 23 settembre, presso l’Aula “Caduti in servizio per la Pace”, un incontro con gli Uffici di diretta collaborazione del Ministro della Difesa incentrato su due temi di particolare rilevanza per il personale militare: la revisione della legge n. 46/2022, che disciplina l’esercizio della libertà sindacale dei militari e la previdenza dedicata.

Il confronto sulla legge n. 46/2022 ha fatto emergere la necessità di intervenire su diversi aspetti che, a distanza di alcuni anni dalla sua entrata in vigore, continuano a presentare criticità applicative quali: le prerogative e le tutele dei dirigenti sindacali, i distacchi, il rapporto tra incarichi di servizio e cariche sindacali, il confronto a livello locale con i Comandanti, le materie demandate alla contrattazione, la contrattazione di secondo livello, le soglie di rappresentatività e la disciplina delle controversie.

Particolare attenzione è stata posta sulla necessità di rendere effettive le tutele previste per chi svolge attività sindacale, evitando che l’esercizio di una funzione riconosciuta dalla legge possa tradursi, direttamente o indirettamente, in penalizzazioni professionali o economiche. È stata inoltre evidenziata l’esigenza di rafforzare il confronto nei luoghi di lavoro, creando le condizioni per un dialogo concreto tra rappresentanze sindacali e Comandanti, tutto ciò al fine di rendere più efficace l’azione sindacale e la tutela del personale.

Ampio spazio è stato riservato alla previdenza dedicata, considerata una delle questioni centrali per dare concreta attuazione alla specificità del personale militare. Il confronto ha riguardato non soltanto l’apertura del previsto tavolo tecnico di ottobre, (per il quale è già in corso una ricerca preliminare di esperti del settore) ma soprattutto la necessità che il percorso possa tradursi in soluzioni concrete, accompagnate da adeguate risorse finanziarie e da una tempistica definita.
In questa direzione è stata avanzata la richiesta di predisporre un calendario operativo, con l’obiettivo di arrivare alla Legge di Bilancio 2027 con soluzioni concretamente finanziabili. Nel medesimo contesto è stata richiamata la necessità di affrontare anche il tema della liquidazione del TFS e di avviare una revisione organica del sistema delle indennità operative, la cui disciplina necessita di essere adeguata alle profonde trasformazioni intervenute nell’impiego del personale militare.

Nel corso dell’incontro sono state inoltre poste all’attenzione dell’Amministrazione altre questioni che incidono direttamente sulla condizione del personale: dal precariato ai ritardi nei pagamenti, dalla partecipazione ai tavoli di confronto alla posizione del personale in ausiliaria, fino alla necessità di assicurare adeguate risorse per la copertura sanitaria integrativa.

Da parte del SIAM – Sindacato Aeronautica Militare, la partecipazione al confronto è stata accompagnata dalla dura riconferma delle motivazioni che ci hanno visto rifiutare la firma sull’ accordo contrattuale 2025-2027 del 15 luglio 2026. È stato infatti ribadito con chiarezza che la presenza del SIAM ai tavoli istituzionali rappresenta un preciso ed ineludibile atto di responsabilità per difendere i diritti del personale rappresentato, senza che ciò intacchi minimamente il giudizio fortemente negativo su un contratto privo di risorse economiche e tutele normative reali. Se da un lato valutiamo positivamente l’avvio del dialogo, dall’altro abbiamo chiarito che i tavoli e gli incontri non bastano più: servono fatti e risorse finanziarie concrete. Lo stanziamento di appena 20 milioni di euro per la previdenza dedicata – cifra del tutto simbolica ed irrisoria di fronte all’impatto del sistema contributivo sulle future pensioni del personale – dimostra quanto sia urgente passare dalle intenzioni ai provvedimenti normativi ed economici effettivi.

In chiusura, i rappresentanti dell’Amministrazione hanno confermato che le proposte di modifica della legge n. 46/2022 sono state esaminate e che il percorso di revisione proseguirà. È stata inoltre manifestata la volontà di dare continuità a un confronto che potrà essere anche serrato, purché improntato al rispetto reciproco, accompagnandolo con maggiore celerità nelle risposte.

È stata infine chiarita la distinzione tra i diversi percorsi: gli aspetti contrattuali, compresa la contrattazione di secondo livello, seguiranno il relativo canale istituzionale, mentre il confronto sugli aspetti ordinamentali continuerà a concentrarsi sulla revisione della legge n. 46/2022.

⚖️ LA TUTELA DEI TUOI DIRITTI RICHIEDE PRESENZA RESPONSABILE E FERMEZZA SUI FATTI.

IL SIAM È PRESENTE A OGNI TAVOLO ISTITUZIONALE PER DIFENDERE IL PERSONALE, SENZA MAI ACCETTARE ACCORDI AL RIBASSO O RISORSE SIMBOLICHE CHE NON RISOLVONO I PROBLEMI SU PENSIONI E STIPENDI.

SE VUOI UN SINDACATO CHE NON FIRMA SULLA FIDUCIA MA PRETENDE RISPOSTE CONCRETE, PASSA AL SIAM.


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