Settembre è il mese in cui migliaia di famiglie italiane devono fare i conti con le spese universitarie. Affitto di una stanza, tasse, libri, trasporti e mantenimento rappresentano un impegno economico che può incidere pesantemente sul bilancio familiare, soprattutto quando i figli scelgono di studiare in una città diversa da quella di residenza.
Esistono diverse agevolazioni che possono alleggerire queste spese, ma non tutte sono conosciute e alcune richiedono la presentazione di domande entro scadenze precise.
Consumerismo No Profit ha raccolto le principali misure nazionali, fiscali e regionali a disposizione degli studenti fuori sede e delle loro famiglie per l’anno accademico 2026/2027.
Affitto universitario: fino a 500 euro di detrazione fiscale
Una delle agevolazioni più interessanti riguarda le spese sostenute per l’alloggio degli studenti universitari fuori sede.
L’articolo 15 del Testo unico delle imposte sui redditi prevede una detrazione Irpef del 19% sui canoni di locazione, calcolata su una spesa massima annuale di 2.633 euro.
Il beneficio fiscale può quindi raggiungere 500,27 euro all’anno.
Per ottenerlo, l’università deve trovarsi in un comune distante almeno 100 chilometri da quello di residenza dello studente e situato in una provincia diversa. L’immobile affittato deve trovarsi nel comune dell’ateneo oppure in uno limitrofo.
Sono ammessi i contratti di locazione regolarmente registrati, compresi quelli per una singola stanza, e determinati contratti di ospitalità presso collegi universitari e strutture per il diritto allo studio.
La detrazione spetta anche ai genitori che sostengono la spesa per i figli fiscalmente a carico.
Il limite di 2.633 euro riguarda la spesa complessivamente detraibile dal singolo contribuente, anche quando sostiene l’affitto di più figli universitari fuori sede. Un genitore con due figli titolari di due diversi contratti non può quindi raddoppiare automaticamente il beneficio. Se entrambi i genitori sostengono le spese per due figli fuori sede, ciascuno può invece usufruire della detrazione entro il proprio limite complessivo di 2.633 euro.
Attenzione: non rientrano nell’agevolazione il deposito cauzionale, le spese condominiali, il riscaldamento addebitato separatamente e le commissioni dell’agenzia immobiliare.
Per usufruire della detrazione è necessario conservare il contratto e la documentazione dei pagamenti, che devono essere effettuati con strumenti tracciabili.
Le spese sostenute nel 2026 potranno essere indicate nella dichiarazione dei redditi del 2027.
Contributi per l’affitto: verificare i bandi e le condizioni di accesso
Accanto alla detrazione fiscale esiste un fondo nazionale destinato a sostenere le spese di locazione degli studenti universitari fuori sede appartenenti a famiglie con redditi contenuti.
Per il fondo disciplinato dal decreto ministeriale n. 630 del 10 settembre 2025, il requisito economico era un ISEE non superiore a 20.000 euro.
Tra le condizioni previste figuravano l’iscrizione a un’università statale non residenziale, il sostenimento di spese di affitto e l’assenza di altri contributi pubblici per l’alloggio.
L’importo riconosciuto dipende dalle risorse disponibili e dal numero degli studenti ammessi.
Le domande devono essere presentate secondo le modalità e le scadenze indicate nei bandi pubblicati dalle singole università.
Il decreto citato disciplina espressamente il fondo per l’anno 2025. Per l’annualità 2026 è quindi necessario verificare le disposizioni applicabili e l’eventuale bando del proprio ateneo, senza considerare automaticamente confermati i requisiti e le scadenze dell’anno precedente.
Borse di studio regionali: fino a 7.171 euro per gli studenti fuori sede
Le borse di studio regionali rappresentano uno dei principali strumenti di sostegno economico per gli universitari.
Per l’anno accademico 2026/2027, il Ministero dell’Università e della Ricerca ha aggiornato i limiti economici massimi per accedere ai benefici del diritto allo studio.
Il decreto direttoriale n. 176 del 10 febbraio 2026 ha stabilito:
- ISEE massimo: 28.339,88 euro.
- ISPE massimo: 61.608,48 euro.
Gli enti regionali possono prevedere soglie inferiori e ulteriori requisiti di merito.
Con il decreto direttoriale n. 175 del 10 febbraio 2026, il Ministero ha aggiornato anche gli importi minimi nazionali di riferimento delle borse di studio per l’anno accademico 2026/2027:
| Tipologia di studente | Importo annuale |
|---|---|
| Fuori sede | 7.171,11 euro |
| Pendolare | 4.190,71 euro |
| In sede | 2.890,16 euro |
Gli importi sono stati aggiornati sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo, pari all’1,4% nel 2025.
Le somme effettivamente riconosciute ai singoli studenti dipendono dalla situazione economica, dai requisiti previsti e dalle modalità stabilite dagli enti regionali. Gli importi possono essere ridotti in relazione alla fascia ISEE e possono comprendere una quota di servizi, come alloggio e ristorazione, anziché essere interamente corrisposti in denaro.
Per gli studenti fuori sede, i benefici possono comprendere una borsa di studio in denaro, un posto alloggio nelle residenze universitarie, servizi di ristorazione e agevolazioni sulle tasse.
Occorre prestare particolare attenzione ai requisiti per il riconoscimento dello status di fuori sede: in alcuni bandi è necessario dimostrare di avere un contratto di affitto per un determinato numero di mesi.
Le domande devono essere presentate all’ente regionale competente per la sede universitaria.
Tasse universitarie: chi può beneficiare della No Tax Area
Un’altra agevolazione riguarda l’esonero totale o parziale dai contributi universitari.
La cosiddetta No Tax Area permette agli studenti appartenenti a famiglie con redditi contenuti di non pagare il contributo universitario annuale, nel rispetto dei requisiti previsti.
Per il sistema di contribuzione delle università statali, la disciplina nazionale prevede l’esonero per gli studenti con ISEE fino a 22.000 euro e requisiti di merito, mentre per la fascia fino a 30.000 euro sono previste riduzioni graduate.
Gli atenei possono ampliare le agevolazioni attraverso i propri regolamenti. Le università private applicano invece propri sistemi di contribuzione e agevolazione, che devono essere verificati presso il singolo istituto.
L’esonero dal contributo universitario non comporta necessariamente l’eliminazione di tutte le somme richieste al momento dell’iscrizione: possono rimanere dovute, ad esempio, l’imposta di bollo e la tassa regionale per il diritto allo studio, salvo specifiche esenzioni.
Per accedere alle riduzioni è necessario presentare l’ISEE universitario entro i termini stabiliti dall’ateneo.
Detrazione del 19% anche sulle tasse universitarie
Le famiglie possono recuperare fiscalmente anche una parte delle spese sostenute per l’iscrizione e la frequenza universitaria.
La detrazione Irpef è pari al 19%.
Per le università statali, il beneficio è calcolato sull’intera spesa ammessa dalla normativa.
Per le università non statali, invece, sono previsti limiti massimi di spesa stabiliti annualmente dal Ministero dell’Università e della Ricerca, differenziati per area disciplinare e zona geografica.
La detrazione può essere richiesta anche dai genitori che sostengono le spese per i figli fiscalmente a carico.
Per la dichiarazione dei redditi 2026, relativa alle spese sostenute nel 2025, il riferimento è il decreto ministeriale n. 1126 del 31 dicembre 2025.
Trasporti pubblici: detrazione sugli abbonamenti
Anche gli abbonamenti ai mezzi pubblici possono essere portati in detrazione.
L’agevolazione fiscale è pari al 19% della spesa sostenuta, entro il limite massimo di 250 euro annui.
Il risparmio fiscale può quindi arrivare a 47,50 euro.
Sono ammessi gli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.
La detrazione può riguardare anche gli abbonamenti acquistati per i familiari fiscalmente a carico.
Il limite di 250 euro è complessivo per il contribuente e per gli eventuali familiari a carico per i quali sostiene la spesa.
Quanto può recuperare una famiglia con un figlio universitario fuori sede?
Per comprendere il valore economico delle agevolazioni fiscali, Consumerismo No Profit ha elaborato un esempio di risparmio per una famiglia che sostiene annualmente 4.800 euro di affitto, 1.500 euro di tasse universitarie statali interamente detraibili e 250 euro di abbonamenti ai trasporti pubblici.
| Spesa sostenuta | Importo annuale | Detrazione fiscale |
|---|---|---|
| Affitto universitario | 4.800 euro | 500,27 euro |
| Tasse universitarie | 1.500 euro | 285 euro |
| Trasporti pubblici | 250 euro | 47,50 euro |
| Totale | 6.550 euro | 832,77 euro |
Ad esempio, una famiglia potrebbe recuperare 832,77 euro attraverso la dichiarazione dei redditi, in presenza di tutti i requisiti previsti e di sufficiente capienza fiscale.
Il calcolo riguarda esclusivamente le detrazioni fiscali e non comprende eventuali borse di studio o contributi pubblici. Questi ultimi possono modificare le spese effettivamente rimaste a carico della famiglia e, di conseguenza, gli importi detraibili.
Collegi universitari: borse INPS fino a 13.000 euro
Un’ulteriore opportunità riguarda gli studenti figli o orfani di dipendenti e pensionati del pubblico impiego appartenenti alle gestioni previdenziali ammesse.
Per l’anno accademico 2026/2027, l’INPS ha pubblicato un bando per l’assegnazione di 477 borse di studio destinate ai collegi universitari di merito.
I contributi, compresi tra 10.000 e 13.000 euro in base all’ISEE, possono coprire parzialmente o totalmente la retta del collegio, che comprende alloggio, vitto e altri servizi.
Il termine per presentare le nuove domande era fissato al 30 luglio 2026. Gli studenti interessati dovranno quindi verificare i successivi bandi e le eventuali procedure di rinnovo dei benefici già riconosciuti.
Quali agevolazioni si possono cumulare?
È una delle domande che le famiglie dovrebbero porsi prima di presentare le richieste.
Le detrazioni fiscali per l’affitto, le tasse universitarie e gli abbonamenti ai trasporti riguardano spese differenti e possono essere utilizzate nella stessa dichiarazione, purché siano rispettati i requisiti previsti.
Diverso è il caso dei contributi pubblici per l’alloggio.
Il fondo ministeriale per gli affitti disciplinato nel 2025, ad esempio, prevedeva l’esclusione degli studenti che usufruivano di altri contributi pubblici per la stessa finalità, compresi determinati benefici abitativi riconosciuti sotto forma di servizi.
Anche per le detrazioni fiscali occorre verificare se le spese siano state rimborsate: non è possibile ottenere il beneficio su importi che non sono effettivamente rimasti a carico del contribuente.
Per questo è opportuno controllare le condizioni di cumulabilità riportate nei singoli bandi e conservare tutta la documentazione relativa alle spese sostenute.
I consigli di Consumerismo alle famiglie
Consumerismo No Profit invita le famiglie a verificare le agevolazioni prima di sostenere le spese universitarie, senza aspettare il momento della dichiarazione dei redditi. Alcuni benefici, come le borse di studio e i contributi per l’alloggio, richiedono infatti una domanda preventiva e il rispetto di scadenze precise.
È importante richiedere per tempo l’ISEE universitario, consultare il sito dell’ateneo e quello dell’ente regionale per il diritto allo studio e conservare contratti, ricevute e documentazione dei pagamenti.
Una volta trascorsi i termini previsti dai bandi, il possesso dei requisiti economici potrebbe non essere sufficiente per ottenere il contributo.
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