Il dato appena diffuso dall’Istat , oggi martedì 22 settembre 2026, alle ore 10,00, cambia in modo netto lo scenario per la manovra 2027 Il rapporto deficit-PIL 2025 è stato confermato al 3,1%, esattamente lo stesso livello indicato nelle stime preliminari di marzo, senza alcuna revisione al ribasso che avrebbe permesso di scendere sotto la soglia psicologica del 3% fissata dal Patto di Stabilità europeo Il Pil, nel frattempo, è cresciuto solo dello 0,5% nel corso del 2025, mentre il debito pubblico è salito al 137,1% del prodotto interno lordo, contro il 134,7% dell’anno precedente Un quadro che, secondo quanto già emerso dalle analisi tecniche più recenti, produce almeno tre conseguenze dirette, il restringimento delle aree disponibili per nuove misure di spesa, il congelamento dei margini per riforme strutturali, e una sorveglianza ancora più stretta da parte delle istituzioni europee sui conti pubblici italiani
Niente tesoretto, l’Italia resta nella procedura d’infrazione
Con il deficit fermo al 3,1%, sfuma definitivamente la speranza coltivata dal Governo negli ultimi mesi di uscire in anticipo dalla procedura d’infrazione europea per deficit eccessivo, aperta nel 2024 Per farlo, sarebbe stato necessario un dato inferiore al 3%, condizione che avrebbe permesso di attivare la clausola di salvaguardia nazionale del Patto Ue, con un margine potenziale stimato fino a 36 miliardi di euro in due anni da destinare a spese per l’energia e per la difesa, fuori dai vincoli ordinari di bilancio
Questo significa che il cosiddetto tesoretto su cui molti osservatori avevano costruito ipotesi di manovra più generosa, semplicemente non esiste Le regole europee, va sottolineato con chiarezza, vincolano ogni eventuale euro risparmiato a nuovi rientri di bilancio, lasciando pochissimo margine reale per finanziare nuove misure di sgravio fiscale o di sostegno al reddito, anche qualora emergessero risorse impreviste nei prossimi mesi Il Governo dovrà quindi costruire l’intera manovra 2027 senza quel margine aggiuntivo su cui aveva fatto affidamento fino a poche settimane fa, complicando sensibilmente il quadro delle coperture disponibili per ciascuna delle misure allo studio
Taglio Irpef, aumento stipendi e detassazioni, cosa rischia di slittare
Sul fronte fiscale, tra le ipotesi allo studio figura un ulteriore taglio dell’Irpef, con particolare attenzione all’estensione dello scaglione al 33% verso redditi più alti, misura che secondo le stime più recenti costerebbe circa 2,9-3 miliardi di euro l’anno Con il margine finanziario ridotto confermato dal dato Istat di oggi, questa misura rischia di dover essere ridimensionata oppure limitata a una platea più ristretta di contribuenti rispetto alle ipotesi iniziali
Anche il fronte degli aumenti degli stipendi attraverso la leva fiscale si scontra con lo stesso problema di risorse Tra le proposte in campo figura l’ipotesi avanzata dallo stesso ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, quella di una flat tax al 5% sugli stipendi dei lavoratori più giovani, pensata per incentivare l’occupazione stabile tra i nuovi assunti Parallelamente, resta sul tavolo la richiesta di Forza Italia per la detassazione delle tredicesime, una misura che godrebbe di ampio consenso politico ma che necessita comunque di una copertura finanziaria concreta, oggi più difficile da reperire
Sul fronte dei bonus, diverse misure già introdotte nel corso del 2026 dovranno superare la prova della manovra 2027 per essere confermate o rese strutturali Emblematico il caso dell’esenzione dal bollo auto e moto fino a 80 kilowatt di potenza, già approvata come misura temporanea per il 2027, ma che necessita di coperture stabili stimate in 2,3 miliardi di euro l’anno da destinare come trasferimenti compensativi alle Regioni, che perderebbero altrimenti gettito fiscale proprio Anche il Bonus Mobili, in scadenza a fine 2026, e le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie, destinate a scendere dal 50% al 36% senza un nuovo intervento normativo, restano appese alla disponibilità di risorse che il dato di oggi rende oggettivamente più scarse
Le priorità in competizione tra loro per le stesse risorse limitate
Il quadro che emerge dal combinato disposto tra il dato Istat e le richieste politiche in campo delinea una manovra 2027 dove diverse priorità dovranno inevitabilmente competere per accedere alle stesse risorse limitate Oltre al capitolo fiscale, resta aperto anche il fronte previdenziale, con la proposta della Lega di un’uscita pensionistica anticipata a 64 anni anche per i lavoratori del sistema contributivo misto, misura il cui solo congelamento dell’aumento automatico dell’età pensionabile costerebbe, secondo le stime, oltre un miliardo di euro
A queste voci si aggiungono ulteriori richieste come un possibile ritocco alle pensioni minime e la conferma del taglio del cuneo fiscale già in vigore, entrambe misure che pesano in modo significativo sui conti pubblici e che dovranno trovare posto in un contesto di finanza pubblica reso oggettivamente più rigido dal dato diffuso oggi dall’Istat
Il calendario dei prossimi passaggi resta comunque fitto di scadenze rilevanti Il 15 ottobre è prevista la trasmissione a Bruxelles del Documento di programmazione di bilancio, che offrirà la prima fotografia concreta delle misure effettivamente inserite nella manovra Solo con l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio, attesa entro dicembre, si potrà davvero capire quali tra le numerose proposte allo studio, dal taglio Irpef alla detassazione delle tredicesime, dal bollo auto strutturale fino alle novità pensionistiche, riusciranno effettivamente a trovare copertura finanziaria adeguata, in un contesto in cui il margine di manovra del Governo risulta oggi sensibilmente più ridotto rispetto alle aspettative coltivate fino a ieri, prima della conferma di quel 3,1% che chiude, almeno per il momento, ogni speranza di un tesoretto europeo su cui costruire una manovra più espansiva
Dott. Giovanni Matano
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell’ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche …
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