Tra le priorità il rafforzamento degli incentivi alla ricerca e sviluppo e un nuovo sostegno alle Pmi per accompagnare i passaggi generazionali. Le proposte al confronto con le istituzioni in vista della Legge di Bilancio 2027
Rafforzare la capacità delle imprese italiane di investire, innovare e garantire continuità nel tempo, adeguando anche gli strumenti fiscali a un sistema produttivo che cambia sempre più rapidamente. È l’obiettivo delle 13 proposte elaborate da Assoholding e presentate giovedì presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati nel corso della conferenza «Assoholding, proposte fiscali per una crescita condivisa». Il Position Paper nasce da un percorso di analisi delle criticità che incidono sulla crescita delle imprese e traduce le esigenze emerse dal confronto con il tessuto produttivo e professionale in proposte rivolte alle istituzioni.
Al centro del documento c’è la necessità di aggiornare strumenti e regole a fronte di una trasformazione sempre più veloce dei modelli produttivi. Intelligenza artificiale, robotica, automazione e ricerca avanzata stanno comportando modifiche di processi, competenze e della struttura stessa delle imprese. Questa velocità di sviluppo tecnologico, secondo Assoholding, richiede strumenti fiscali capaci di accompagnare gli investimenti e valorizzare contemporaneamente innovazione e capitale umano. «Il punto è valutare le imprese e sostenerne la crescita con strumenti adeguati al velocissimo sviluppo tecnologico che abbiamo davanti. Capitale umano, continuità aziendale e accesso agli investimenti sono questioni profondamente connesse: riguardano la capacità del nostro sistema produttivo di generare valore oggi senza compromettere la possibilità di generarne domani», spiega Gaetano De Vito, presidente di Assoholding.
Tra le proposte quella sul credito d’imposta per ricerca e sviluppo: innalzare il beneficio fino al 35% per gli investimenti caratterizzati da un elevato grado di ricerca e preventivamente certificati. Punta a ridurre il divario rispetto ai principali sistemi europei e, allo stesso tempo, a creare un legame più diretto tra innovazione e occupazione qualificata. Il modello prevede infatti una quota del 25% utilizzabile in compensazione e un ulteriore 10% destinato alla compensazione di premi e contributi relativi ai dipendenti impiegati nei progetti di ricerca certificati. L’obiettivo è sostenere la trasformazione della ricerca in innovazione industriale, nuovi prodotti, servizi e competenze, rafforzando la capacità delle imprese italiane di trattenere professionalità qualificate e attrarre nuovi talenti.
Un secondo asse riguarda la continuità delle imprese familiari. Assoholding propone l’introduzione di un credito d’imposta pari al 50% delle spese professionali sostenute dalle Pmi per realizzare un percorso strutturato di ricambio proprietario e gestionale, entro un limite massimo di 30mila euro per impresa. Tra le spese ammissibili rientrerebbero consulenza legale, fiscale e societaria, prestazioni notarili, perizie, patti di famiglia, riorganizzazioni societarie e assistenza manageriale nella fase di transizione. L’accesso al beneficio sarebbe collegato alla prosecuzione dell’attività per almeno cinque anni, alla sostanziale tenuta dei livelli occupazionali per almeno 36 mesi e alla presentazione di un progetto documentato di continuità. «Un passaggio generazionale non riguarda soltanto la famiglia imprenditoriale. Quando una successione non viene preparata, insieme all’impresa rischiano di andare persi occupazione, competenze, conoscenza del territorio e patrimonio produttivo. Per questo riteniamo necessario intervenire prima che il ricambio diventi un’emergenza», ha sottolineato De Vito nel corso del suo intervento.
Antonio Sibilia, responsabile Tax Affairs di Assoholding, è entrato nel merito tecnico delle proposte fiscali, illustrando gli impatti delle misure: «Le tredici proposte di Assoholding mirano a rafforzare la neutralità e la coerenza del sistema tributario. Tra le misure – spiega – figurano un credito d’imposta del 50%, fino a 30.000 euro, per accompagnare il passaggio generazionale delle Pmi e l’innalzamento al 35% dell’incentivo per i progetti di ricerca e sviluppo certificati. Una dotazione di 3 milioni di euro consentirebbe di sostenere fino a 100 percorsi di continuità aziendale». E per Maurizio Casasco, deputato azzurro, è fondamentale «sostenere una politica basata sulla crescita e riteniamo che solo attraverso un aumento del Pil possiamo essere competitivi nel mondo. Condivido le proposte Assoholding a favore di uno sviluppo economico del Paese e in particolare le misure relative alla valorizzazione delle attività di Ricerca e Sviluppo con l’obiettivo di sostenere l’innovazione tecnologica di frontiera» mentre per il leghista Albergo Gusmeroli «le proposte Assoholding sono concrete e utili al mondo delle attività economiche. Stiamo vivendo una rivoluzione estremamente rapida attraverso l’intelligenza artificiale: un cambiamento epocale e allo stesso tempo un’occasione. Il mondo delle Pmi sta soffrendo per il caro energia e dunque avere un vantaggio competitivo nel settore innovazione rappresenta un elemento fondamentale».
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