Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha riaperto i termini per l’accesso al Bonus Colonnine Domestiche, l’agevolazione statale destinata a sostenere le famiglie nelle spese di acquisto e installazione di infrastrutture per la ricarica privata dei veicoli elettrici.
Il governo ha stanziato 68 milioni di euro distribuiti fino al 2030. Nello specifico per il 2026 sono stati stanziati 15 milioni di euro, per ciascuna annualità dal 2027 al 2029 sono previsti sempre 15 milioni di euro, mentre per il 2030 sono previsti 8 milioni di euro.
L’iniziativa è gestita operativamente attraverso la piattaforma di Invitalia e l’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari all’80% delle spese sostenute. L’importo massimo erogabile è stato parametrato in base alla tipologia di intervento, infatti è stato previsto un tetto massimo pari a 1.500 euro per le persone fisiche che realizzano l’impianto presso la propria abitazione singola o garage privato e un tetto massimo pari a 8.000 euro nel caso di interventi eseguiti in edifici condominiali.
Ogni soggetto beneficiario ha la possibilità di inviare un’unica richiesta, tuttavia è consentita una seconda trasmissione dell’istanza solo se l’ente gestore ha comunicato formalmente che la prima domanda non può essere esaminata.
Il bonus colonnine domestiche è destinato alle persone fisiche residenti in Italia e ai condomini. Per quanto concerne i privati, colonnine di ricarica e wall box devono essere destinati ad un uso esclusivamente privato, quindi non accessibili al pubblico, per quanto concerne i condomini, invece, le infrastrutture devono essere destinate all’utilizzo collettivo ed esclusivo dei condòmini, quindi sempre non accessibili al pubblico.
L’agevolazione copre le spese sostenute per l’acquisto e l’installazione della colonnina o wall box, per gli impianti elettrici e le opere edili necessarie all’installazione, le spese per gli impianti e i dispositivi per il monitoraggio e tutte le spese relative a progettazione, direzione dei lavori, sicurezza e collaudi, nonché i costi sostenuti per la connessione alla rete elettrica attraverso l’attivazione di un nuovo POD.
Restano escluse dall’agevolazione le spese relative a imposte, tasse e oneri di carattere generale, nonché i costi relativi ad eventuali autorizzazioni edilizie e a prestazioni non comprese tra quelle ammesse al beneficio.
Per poter beneficiare del bonus colonnine domestiche, le spese devono essere sostenute e documentate attraverso pagamenti tracciabili e non possono essere sostenute mediante finanziamento. A tal proposito è, quindi, importante conservare tutte le fatture, le ricevute e la documentazione inerente all’intervento di installazione.
Per poter accedere all’agevolazione è necessario che le infrastrutture di ricarica presentino specifiche caratteristiche, ovvero devono essere nuove di fabbrica, di potenza standard e devono essere acquistate e installate su territorio nazionale. Inoltre, l’impianto deve essere realizzato a regola d’arte e corredato dalla dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/2008.
Per accedere alle agevolazioni dello sportello 2026, i sistemi di ricarica devono essere conformi ai requisiti minimi previsti dalla delibera ARERA 541/2020/R/eel e figurare nell’elenco dei dispositivi idonei, pubblicato dal GSE (nella versione in vigore al momento dell’invio della pratica). Per questo motivo, prima di procedere all’acquisto, è consigliabile consultare l’elenco per accertarsi che il modello individuato rientri tra quelli ammessi all’agevolazione.
L’iter di presentazione della richiesta è completamente digitalizzato e le richieste per il 2026 potranno essere inoltrate dalle ore 12:00 di martedì 22 settembre attraverso la piattaforma di Invitalia, effettuando l’accesso con credenziali SPID, CIE o Carta Nazionale dei Servizi. La finestra resterà aperta fino alle ore 12 del 31 gennaio 2027 e sono ammesse le installazioni completate a partire dal 26 giugno 2026.
A supporto della richiesta, andranno inserite diverse informazioni e allegati alcuni documenti, nello specifico tra i vari documenti richiesti vi sono documento d’identità e codice fiscale del richiedente, la documentazione relativa all’acquisto e all’installazione dell’infrastruttura, la documentazione relativa ai pagamenti effettuati, la Dichiarazione di Conformità rilasciata dall’installatore dell’impianto (DiCo) e una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva per l’intero arco del procedimento amministrativo.
Per quanto concerne i condomini, la documentazione richiesta è più articolata e comprende, tra l’altro, gli elementi identificativi del condominio e la documentazione relativa all’amministratore pro tempore o al condomino delegato, secondo i casi previsti, nonché il verbale dell’assemblea condominiale che ha approvato i lavori, unito a una specifica dichiarazione dell’amministratore che certifica la mancata impugnazione della delibera entro i termini previsti dalla legge.
Le istanze vengono ammesse all’istruttoria seguendo l’ordine cronologico di presentazione, nei limiti delle risorse messe a disposizione e, come anticipato, per le installazioni effettuate dal 26 giugno 2026 al 31 dicembre 2026 sono stati stanziati 15 milioni di euro.
Nel caso in cui la capienza delle risorse stanziate per l’anno in corso si esaurisca prima che siano soddisfatte tutte le richieste, le pratiche idonee rimaste in sospeso verranno lavorate in via prioritaria alla riapertura dello sportello nell’annualità successiva.
Nei casi in cui le verifiche avranno esito positivo, il contributo verrà erogato in un’unica soluzione mediante bonifico bancario sul conto corrente indicato dal richiedente. La concessione del contributo, nei limiti dei fondi disponibili, avverrà entro 90 giorni dal termine previsto per la presentazione delle domande, attraverso il relativo provvedimento contenente gli elenchi dei beneficiari ammessi. In caso di anomalie, vizi documentali o dichiarazioni infedeli, il Ministero potrà disporre la revoca totale o parziale dell’incentivo, con l’ordine di immediata restituzione delle somme già incassate.
È importante sottolineare, infine, che il bonus colonnine domestiche non è cumulabile con altre agevolazioni, ciò significa che non è possibile presentare la richiesta per tale agevolazione quando le stesse spese sono state già oggetto di altre misure agevolative.
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