Nel 2027 sospensione del bollo sulle auto piccole e medie e su tutti i motocicli. L’obiettivo è ridurre il carico fiscale sui cittadini alle prese con in caro carburante e rendere poi strutturale l’abolizione
Fra esattamente un mese il Governo dovrà presentare il Disegno di Legge di Bilancio per il 2027.
Una manovra che si annuncia tradizionalmente espansiva – e quindi con molte agevolazioni – come accade sempre per le Leggi di Bilancio pre elezioni politiche nazionali.
E lo stop al pagamento del bollo su auto e moto annunciato ieri ha un sapore fortemente elettorale. Il Governo, infatti, ha approvato il decreto legge che prevede l’abolizione uno dei principali carichi fiscali sulle spalle degli automobilisti anche se per un solo anno. Ad ogni modo, la Premier Meloni ha già dato per certo che la misura sarà resa strutturale con la prossima Manovra.
Sarà questa, dunque, la soluzione al caro carburante ideata dal Governo in sostituzione dei ripetuti e costosi tagli alle accise. La misura, annunciano da Palazzo Chigi, toglierà il bollo per circa 14 milioni di veicoli.
Molto dure le opposizioni, dove spicca la posizione del segretario nazionale del Partito Liberaldemocratico Luigi Marattin che propone un interessante parallelismo tra l’abolizione del bollo e la riduzione delle aliquote IRPEF per il ceto medio.
Abolizione del bollo per auto e moto: la misura in Consiglio dei Ministri
L’attesa soluzione alternativa al taglio delle accise per contrastare il caro carburante è in arrivo.
Il Governo ha approvato la sospensione dal pagamento del bollo per le auto e i motocicli. “Con l’abolizione del bollo auto sparisce una delle tasse più odiate” ha detto la Premier Meloni, anticipando nel pomeriggio di ieri la decisione presa dal Consiglio dei Ministri poche ore dopo.
La misura abolirà la tassa per circa il 70 per cento delle automobili e per tutti i motocicli, una mossa che dovrebbe risollevare le sorti del Governo nella battaglia contro gli aumenti del prezzo del carburante. Ma che avrebbe anche un potenziale impatto elettorale enorme: si stima che saranno 14 milioni i veicoli interessati.
In attesa del testo ufficiale, è certo che per ora l’esenzione sarà per il solo 2027, quindi per chi ha un bollo in scadenza tra il 1° gennaio e il 31 dicembre del prossimo anno. La Presidente Meloni, però, si è sbilanciata in conferenza stampa annunciando che la misura sarà strutturale: l’obiettivo è quello di confermare l’abolizione definitiva con la prossima Legge di Bilancio. Un proposito che però non è così scontato come potrebbe sembrare, con il nodo coperture da sciogliere per un’applicazione definitiva. Lo stesso Ministro MEF Giorgetti è stato più cauto specificando “Pensiamo che questa misura che nasce in questa situazione poi inevitabilmente diventerà strutturale”.
Come per il taglio delle accise, infatti, una volta applicato lo sconto sarà difficile tornare indietro. Per l’applicazione dell’esenzione nel 2027 è previsto un trasferimento a favore delle regioni e delle province autonome a compensazione della riduzione di gettito. Le coperture, 2,3 miliardi di euro secondo le stime in attesa dei dati ufficiali, arrivano dai risparmi del PNRR, per il futuro si vedrà.
Come funzionerà l’esenzione dal bollo per auto e moto?
L’imposta sarà sospesa, come detto per il solo 2027, per tutti i cittadini e le cittadine che possiedono un’auto medio-piccola, cioè la maggior parte degli automobilisti italiani.
Non tutti i veicoli sono coinvolti. È infatti prevista una specifica soglia di potenza al di sotto della quale è possibile ottenere l’esenzione. Tale valore è stato individuato in 80 kW di potenza, cioè 108,7 CV. Ad essere coinvolto è quindi il grosso del parco auto che circola sulle strade italiane che comprende utilitarie, compatte e anche alcuni modelli di baby Suv. Solo per citarne alcuni rientrano tra i veicoli esenti la Fiat Panda o la 500 ma anche la Kia Picanto e la Hyundai i10 oppure la Toyota Aygo, la Ford Fiesta e la Renault Clio. Ovviamente dipende anche da marca e modello, per verificare la potenza è sufficiente controllare sul libretto di circolazione.
Anche chi si sposta su due ruote potrà beneficiare dell’esenzione. In questo caso non sono previsti limiti di potenza, la sospensione si applica a tutte le moto e i motocicli.
Va comunque precisato che l’agevolazione può essere applicata una sola volta per ogni persona, quindi per un solo veicolo nel caso se ne possiedano più di uno. Una sola esenzione a testa quindi. Chi possiede più auto (o moto), ha specificato la stessa Premier, potrà applicare l’esenzione su quello con la potenza inferiore.
Il risparmio effettivo dipende da classe ambientale e potenza. In media, l’esenzione farà risparmiare a ogni automobilista circa 165 euro.
L’esenzione dal bollo auto interessa anche gli automobilisti che hanno un veicolo in leasing o a noleggio, dato che la tassa è a carico dell’utilizzatore, a meno che il contratto non preveda diversamente.
Dure le opposizioni: “siamo già in campagna elettorale”
Dura la reazione delle opposizioni.
Dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle si fa notare come la misura annunciata ancora prima che vi sia anche solo la bozza del provvedimento ha tanto il sapore della mossa elettorale. Dal M5S, in particolare, si fa notare come quando durante il Governo giallo verde fu Tridico a proporre una misura simile il centro destra all’opposizione la ribattezzò come una “norma da Cetto La Qualunque”.
Molto interessante, soprattutto perché approfondita e accompagnata dai numeri, la riflessione che sempre dalle opposizioni viene da Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico:
“Rendere strutturale l’abolizione del bollo auto per le vetture piccole e medie significa trovare, in quella sede, circa 2,4 miliardi di euro l’anno.
Che è più o meno il costo di abbassare l’aliquota Irpef dal 43% al 33% per la parte di reddito compresa tra 50 mila e 60 mila euro annui.
Una proposta che il Partito Liberaldemocratico fa da più di un anno e che anche Forza Italia sostiene con forza all’interno della maggioranza.
Serve a rimediare ad una evidente anomalia del fisco italiano: chi guadagna 2.500 euro al mese da noi affronta un’aliquota che all’estero vale per chi di euro al mese ne guadagna 10.000.
Se il governo riesce a fare entrambe le cose, bollo e Irpef – trovando le coperture adeguate – avrà sicuramente fatto bene.
Ma il bello viene se, invece, dovesse trovarsi costretto a scegliere tra una e l’altra.
Meglio abolire una tassa patrimoniale per 14 milioni di persone o ridurre le tasse sugli stipendi per 3 milioni di persone?
Se si punta al numero di persone contente, si sceglie la prima.
Se si punta alla giustizia fiscale e all’effetto sulla crescita, si sceglie la seconda ”
A diretta domanda in conferenza stampa sulla portata elettorale della mossa, la Premier Meloni ha risposto: “vi prego di non interpretare i provvedimenti del Governo come dei provvedimenti che guardano a interessi di carattere elettorale. Quello che noi cerchiamo di fare è dare risposte che siano più possibile efficaci ai problemi che ci si pongono davanti”.
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