cosa fare se non arriva la comunicazione


La Carta Dedicata a Te 2026 è pronta a partire: il contributo da 500 euro destinato all’acquisto di beni alimentari di prima necessità raggiungerà quest’anno 1.177.597 nuclei familiari, circa 20.000 in più rispetto all’edizione precedente. Un numero record che conferma l’ampliamento della platea dei beneficiari, ma che porta con sé anche un problema molto concreto: ogni anno migliaia di famiglie che avrebbero diritto al bonus non ricevono la comunicazione e rischiano di perdere il contributo. Vediamo come funziona la misura, chi può ottenerla e, soprattutto, cosa fare se si rientra nei requisiti ma non arriva alcun avviso.

Carta Dedicata a Te 2026: come funziona e chi ha diritto al bonus

Il decreto direttoriale firmato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) il 1° settembre ha stabilito il numero e la ripartizione delle carte tra i Comuni italiani. Lo stanziamento complessivo supera i 588 milioni di euro e permette di finanziare 1.177.597 social card, contro le circa 1.157.179 dell’edizione precedente. Le città con il maggior numero di beneficiari sono Napoli, Roma e Palermo, seguite da Milano, Catania e Torino.

Il contributo, pari a 500 euro per nucleo familiare, viene erogato su una carta elettronica Postepay ed è utilizzabile esclusivamente per generi alimentari di prima necessità. Le somme dovrebbero essere accreditate a partire da ottobre 2026, con primo utilizzo obbligatorio entro il 16 dicembre 2026, pena la decadenza dal beneficio.

Una delle caratteristiche principali della misura è che non serve presentare alcuna domanda, né all’INPS né al Comune di residenza. È l’INPS a individuare in automatico i potenziali beneficiari incrociando i dati ISEE con gli altri requisiti previsti dal decreto, per poi trasmettere gli elenchi ai Comuni, che effettuano le verifiche e consolidano le liste definitive.

I requisiti principali per rientrare nella platea sono:

  • ISEE ordinario in corso di validità non superiore a 15.000 euro annui
  • iscrizione di tutti i componenti del nucleo familiare all’Anagrafe della popolazione residente
  • assenza nel nucleo di altre misure di sostegno incompatibili, tra cui Assegno di Inclusione, Supporto per la Formazione e il Lavoro, NASpI, DIS-COLL e Cassa Integrazione

La priorità nella formazione delle graduatorie viene data ai nuclei più numerosi, in particolare quelli composti da almeno tre persone con almeno un figlio minore di 14 anni, seguiti dai nuclei con almeno tre componenti senza vincoli di età. Solo in presenza di carte non assegnate, i Comuni possono estendere il beneficio anche a nuclei in stato di bisogno diversi da quelli prioritari, compresi quelli unipersonali.

Chi era già titolare della carta nelle edizioni precedenti e rientra di nuovo tra i beneficiari riceverà l’accredito automatico sulla stessa carta, senza doverne ritirare una nuova. I nuovi beneficiari, invece, dovranno recarsi presso un ufficio postale abilitato per il ritiro della card, dopo aver ricevuto la comunicazione di ammissione.

Perché molte famiglie non ricevono la comunicazione

Il punto critico della Carta Dedicata a Te riguarda proprio la fase della comunicazione. Il meccanismo prevede infatti che sia il Comune di residenza a informare direttamente gli aventi diritto, generalmente tramite SMS, lettera o comunicazione agli sportelli, con le istruzioni per il ritiro della carta. Non esiste un portale unico nazionale dove ogni cittadino può verificare in autonomia e in tempo reale la propria posizione, e questo genera diverse criticità che ogni anno lasciano fuori dal beneficio persone che invece ne avrebbero pieno diritto.

Le cause più frequenti per cui la comunicazione non arriva sono:

  • numero di telefono o indirizzo non aggiornati nelle banche dati anagrafiche o INPS
  • ritardi organizzativi del Comune nella gestione degli elenchi e nell’invio degli avvisi
  • ISEE scaduto o non aggiornato al momento dell’elaborazione delle liste da parte dell’INPS
  • esaurimento delle carte disponibili nel proprio Comune, che segue una graduatoria su base territoriale e non nazionale
  • errori di trasmissione dei dati tra INPS, Comune e Poste Italiane
  • cambio di residenza recente, che può creare disallineamenti tra i diversi enti coinvolti

Va inoltre ricordato che la graduatoria è comunale, non nazionale: significa che due famiglie con lo stesso ISEE e la stessa composizione del nucleo possono avere esiti diversi a seconda del Comune di residenza e del numero di carte assegnate a quel territorio.

Cosa fare se si rientra nei requisiti ma non arriva la comunicazione

Chi ritiene di avere i requisiti per la Carta Dedicata a Te ma non ha ricevuto alcun avviso non deve restare in attesa passiva. Ecco le soluzioni pratiche da seguire, in ordine:

  • Verificare la validità e l’aggiornamento dell’ISEE Il primo passo è controllare che il proprio ISEE ordinario sia in corso di validità e sotto la soglia dei 15.000 euro nel momento in cui l’INPS ha elaborato gli elenchi. Un ISEE scaduto o presentato in ritardo è tra le cause più comuni di esclusione. In caso di dubbi, conviene rivolgersi a un CAF per verificare la posizione e, se necessario, aggiornare la dichiarazione.
  • Contattare direttamente l’ufficio servizi sociali del Comune Poiché è il Comune a gestire la fase finale di verifica e comunicazione, è consigliabile rivolgersi allo sportello dei servizi sociali o all’ufficio anagrafe del proprio Comune di residenza, chiedendo se il proprio nucleo familiare risulta presente nelle liste trasmesse dall’INPS e a che punto si trova l’iter di verifica.
  • Controllare i canali digitali del Comune Alcuni Comuni, pur non essendo obbligati a farlo, pubblicano gli elenchi dei beneficiari sul proprio sito istituzionale o mettono a disposizione un applicativo per la consultazione. Vale la pena controllare periodicamente il sito del proprio Comune e i canali social ufficiali, dove spesso vengono pubblicati anche gli avvisi relativi alle scadenze per il ritiro.
  • Verificare i propri contatti anagrafici Poiché la comunicazione avviene spesso via SMS, è importante assicurarsi che il numero di telefono associato alla propria posizione anagrafica o INPS sia corretto e aggiornato. In caso contrario, è possibile aggiornarlo tramite il proprio Comune o tramite il sito INPS, nella sezione dedicata ai dati anagrafici.
  • Recarsi comunque presso l’ufficio postale Anche in assenza di una comunicazione formale, se si ritiene di avere diritto al beneficio è utile recarsi presso un ufficio di Poste Italiane con un documento d’identità, per verificare se risulta disponibile una carta a proprio nome, soprattutto se in passato si era già titolari di una Carta Dedicata a Te.
  • Presentare una segnalazione o un reclamo formale Se dal confronto con il Comune emergono elementi che fanno pensare a un errore o a un’esclusione ingiustificata (ad esempio ISEE valido e requisiti rispettati, ma nessuna comunicazione ricevuta), è possibile presentare una segnalazione scritta agli uffici comunali competenti, chiedendo un riscontro formale sulla propria posizione.
  • Tenere sotto controllo le scadenze È fondamentale ricordare che, una volta ricevuta la carta, il primo utilizzo deve avvenire entro il 16 dicembre 2026, pena la decadenza dal beneficio. Chi riceve una comunicazione tardiva deve quindi attivarsi rapidamente per non perdere il contributo.

Cosa fare se le carte disponibili nel proprio Comune sono esaurite

Un’ulteriore criticità riguarda i Comuni in cui il numero di carte assegnate risulta inferiore al numero di nuclei potenzialmente idonei. In questi casi, chi rientra nei requisiti ma non riceve la carta per esaurimento delle risorse territoriali non ha, allo stato attuale, strumenti di ricorso diretto, poiché la distribuzione avviene su base comunale e non esiste una lista d’attesa nazionale. È comunque utile segnalare la propria situazione al Comune, sia per essere considerati in caso di eventuali carte non ritirate da altri beneficiari, sia in vista delle prossime edizioni della misura.

 

Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell’ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche …


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