perché i certificati possono essere la soluzione più efficiente

Certificati finanziari – BorsaInside.com

Le perdite in Borsa non finiscono necessariamente nel momento in cui si chiude un investimento in rosso. Dal punto di vista fiscale, una minusvalenza può infatti trasformarsi in una sorta di “credito” utilizzabile per ridurre la tassazione su determinate plusvalenze future. Il problema è che compensare le minusvalenze non è così semplice come potrebbe sembrare.

Il sistema fiscale italiano distingue tra redditi di capitale e redditi diversi di natura finanziaria. Una distinzione tutt’altro che teorica: determina quali guadagni possono essere utilizzati per recuperare le perdite accumulate e quali, invece, vengono tassati senza possibilità di compensazione.

Azioni, obbligazioni, derivati e altri strumenti possono contribuire al recupero delle minusvalenze. Ma quando l’obiettivo specifico è utilizzare in maniera efficiente lo zainetto fiscale, i certificati di investimento rappresentano uno degli strumenti più flessibili a disposizione dell’investitore.

Cosa sono le minusvalenze e quanto tempo c’è per recuperarle

Una minusvalenza si genera, in termini generali, quando un’attività finanziaria viene venduta a un prezzo inferiore rispetto al relativo costo fiscalmente riconosciuto. La perdita realizzata può essere utilizzata per compensare successive plusvalenze appartenenti alle categorie fiscalmente compatibili.

Il fattore tempo è fondamentale. Le minusvalenze possono essere riportate negli esercizi successivi, ma non indefinitamente: il recupero deve avvenire entro il quarto periodo d’imposta successivo a quello in cui la perdita è stata realizzata.

Per un investitore che possiede minusvalenze prossime alla scadenza, quindi, non basta tornare a guadagnare. Occorre generare un guadagno che, fiscalmente, possa effettivamente essere utilizzato per compensarle.

ETF, fondi e dividendi: guadagnare non significa sempre recuperare le minusvalenze

Immaginiamo un investitore con 5.000 euro di minusvalenze accumulate. Nei mesi successivi il suo portafoglio ETF recupera terreno e genera un rendimento positivo.

A prima vista il problema potrebbe sembrare risolto. Fiscalmente, però, non è necessariamente così.

I proventi positivi degli ETF e dei fondi sono generalmente classificati come redditi di capitale e non possono quindi essere utilizzati per compensare le minusvalenze pregresse.

Una dinamica analoga riguarda dividendi azionari e molte cedole obbligazionarie: l’investitore può incassare rendimenti e contemporaneamente continuare ad avere intatto il proprio zainetto fiscale.

La distinzione da ricordare è quindi tra rendimento finanziario e rendimento fiscalmente compensabile. I due concetti non sempre coincidono.

Come compensare le minusvalenze: gli strumenti disponibili

Esistono diversi strumenti attraverso i quali è possibile generare redditi diversi utilizzabili, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa fiscale, per compensare minusvalenze pregresse:

  • plusvalenze derivanti dalla compravendita di azioni;
  • capital gain realizzati su determinate obbligazioni;
  • guadagni ottenuti attraverso strumenti derivati;
  • plusvalenze derivanti da altri strumenti classificati fiscalmente come redditi diversi;
  • proventi e plusvalenze generati dai certificati di investimento.

Azioni e obbligazioni possono quindi essere utilizzate per recuperare le minusvalenze, ma presentano un limite operativo: per generare una plusvalenza bisogna acquistare un titolo e successivamente venderlo a un prezzo superiore.

Con i certificati la situazione può essere differente.

Perché i certificati sono particolarmente efficienti per compensare le minusvalenze

La caratteristica fiscale che rende interessanti i certificati è la classificazione dei loro rendimenti come redditi diversi.

Non si tratta soltanto dell’eventuale differenza positiva tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita o rimborso. Anche i premi corrisposti dai certificati possono concorrere, secondo le modalità applicate dall’intermediario e dalla struttura del prodotto, al recupero delle minusvalenze.

Un investitore può quindi costruire una strategia nella quale il rendimento del certificato non dipenda esclusivamente da un forte rialzo del sottostante. Alcune strutture prevedono, ad esempio, premi periodici condizionati al rispetto di determinati livelli.

È proprio questa combinazione tra struttura finanziaria e trattamento fiscale a rendere i certificati particolarmente interessanti nelle strategie di recupero delle minusvalenze.

Certificati Cash Collect e Maxi Cash Collect: perché vengono utilizzati

Tra le strutture più conosciute figurano i Cash Collect e, soprattutto in presenza di esigenze fiscali specifiche, i Maxi Cash Collect.

I primi possono prevedere premi periodici subordinati al rispetto di determinate condizioni sul sottostante. I secondi concentrano invece una quota significativa del potenziale rendimento nelle prime fasi di vita del prodotto attraverso un premio iniziale più elevato.

Questa caratteristica può risultare interessante per chi dispone di minusvalenze da recuperare, soprattutto quando la loro scadenza si avvicina.

Occorre tuttavia verificare come l’intermediario gestisce fiscalmente i premi del certificato. A seconda delle modalità operative adottate, la compensazione può avvenire al momento del pagamento del premio oppure essere differita alla vendita, al rimborso anticipato o alla scadenza del prodotto.

Recuperare le minusvalenze non significa assumere rischi inutili

C’è però un principio che dovrebbe precedere qualsiasi strategia fiscale: non ha senso rischiare 100 euro per risparmiare 26 euro di imposte.

Un certificato non diventa automaticamente un buon investimento perché consente di compensare le minusvalenze.

Questi prodotti possono incorporare rischio di mercato, rischio emittente, barriere di protezione condizionata, possibilità di perdita del capitale e una struttura di payoff talvolta complessa. Anche la liquidità sul mercato secondario deve essere valutata con attenzione.

La scelta dovrebbe quindi partire dal profilo rischio-rendimento del prodotto e soltanto successivamente considerare il vantaggio fiscale. La fiscalità deve migliorare un investimento già sensato, non giustificarne uno sbagliato.

Minusvalenze in scadenza: perché la pianificazione diventa decisiva

Il tema assume maggiore importanza quando nello zainetto fiscale sono presenti minusvalenze prossime alla scadenza.

Aspettare semplicemente che il portafoglio generi un rendimento positivo può non essere sufficiente. Un ETF potrebbe salire, un fondo potrebbe produrre un buon risultato e un portafoglio obbligazionario potrebbe distribuire cedole, senza che questi guadagni consentano necessariamente di utilizzare le perdite fiscali accumulate.

Serve quindi distinguere tra strumenti scelti per costruire il portafoglio di lungo periodo e strumenti eventualmente destinati anche alla gestione efficiente delle minusvalenze.

Azioni, obbligazioni e derivati possono svolgere questa funzione. I certificati, tuttavia, permettono di costruire payoff più articolati e possono generare redditi diversi anche attraverso premi, rendendo potenzialmente più programmabile il recupero fiscale.

Il vero vantaggio non consiste nell’eliminare il rischio, che continua a esistere, ma nella possibilità di combinare una strategia di investimento con un meccanismo fiscalmente efficiente.

Per chi possiede minusvalenze, soprattutto se vicine alla scadenza, conoscere questa differenza può incidere concretamente sul rendimento netto del portafoglio. Perché recuperare una perdita fiscale significa evitare che una minusvalenza già subita finanziariamente si trasformi, una volta scaduta, anche in un’opportunità fiscale definitivamente perduta.

Disclaimer: Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Alcuni contenuti o comunicati stampa possono essere forniti da terzi. Effettua sempre le tue ricerche prima di prendere decisioni finanziarie. Il sito declina ogni responsabilità per eventuali perdite o danni.

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