Il cassetto fiscale si aggiorna: cosa cambia per contribuenti e professionisti – Episodio 183


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Oggi parliamo di uno strumento che milioni di contribuenti italiani usano, o dovrebbero usare regolarmente: il cassetto fiscale. Perché ne parliamo proprio ora? Perché l’Agenzia delle Entrate ha messo in moto una trasformazione importante di questo strumento che promette di cambiare il modo in cui cittadini e imprese dialogano con il fisco.

Il cassetto fiscale e le novità introdotte dall’Agenzia delle Entrate

Prima di entrare nel dettaglio, chiariamo in due parole cos’è il cassetto fiscale. Il cassetto fiscale è quella sezione dell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate dove ogni contribuente può consultare la propria posizione e quindi prendere visione delle dichiarazioni presentate, dei versamenti effettuati, dei rimborsi, degli atti registrati e molto altro.

Ci si accede tramite SPID, Carta d’Identità Elettronica o CNS oppure, per chi le possiede, anche con le credenziali Entratel o Fisconline.

Fino a poco tempo fa, però, questo strumento aveva un limite piuttosto sentito da professionisti e contribuenti: non permetteva di seguire in modo puntuale l’iter di alcuni atti impositivi, in particolare degli avvisi di liquidazione e degli accertamenti automatizzati.

Ecco, questo è esattamente il punto su cui interviene la novità di cui parliamo oggi: il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 16 luglio 2026.

In pratica, cosa prevede il provvedimento? Stabilisce le regole per la consultazione all’interno dell’area riservata di due nuove categorie di atti.

La prima riguarda gli avvisi di liquidazione emessi in base agli articoli 15 e seguenti del DPR 601 del 1973 e quindi gli avvisi di liquidazione in materia di agevolazioni, nonché quelli collegati alla nota II-bis dell’articolo 1 della Tariffa del DPR 131 del 1986. Si tratta quindi degli avvisi legati alla decadenza dell’agevolazione prima casa, insieme ai relativi provvedimenti di autotutela parziale o totale.

La seconda categoria riguarda invece gli avvisi di accertamento parziale, i cosiddetti automatizzati, emessi ai sensi dell’articolo 41-bis del DPR 600 del 1973, ossia quelli basati sugli elementi segnalati dall’Anagrafe Tributaria, anche qui con i relativi provvedimenti di autotutela.

Il tracciamento degli atti fiscali e le nuove funzionalità del cassetto fiscale

Arriviamo ora alla parte sostanziale, quella che probabilmente farà la differenza per contribuenti e consulenti: il tracciamento amministrativo degli atti.

Nello spazio “L’Agenzia scrive” del cassetto fiscale, l’utente potrà seguire in quale fase si trova la propria pratica, verificando se un avviso è stato notificato, se è stato definito e con quale modalità.

Il monitoraggio prevede 12 step distinti che coprono l’intero ciclo di vita dell’atto fiscale:

  • notifica dell’atto;
  • definizione con pagamento ai sensi dell’articolo 15 del D.Lgs. 218/1997;
  • definizione con pagamento delle sanzioni ai sensi dell’articolo 17 del D.Lgs. 472/1997;
  • definizione con o senza ricorso pendente;
  • mancata opposizione alla notifica;
  • definizione mediante pace fiscale ai sensi dell’articolo 2 del D.L. 119/2018;
  • definizione tramite tregua fiscale prevista dalla legge 197/2022;
  • definizione mediante accertamento con adesione;
  • annullamento tramite autotutela totale;
  • autotutela parziale;
  • contenzioso pendente;
  • definizione della controversia con sentenza passata in giudicato.

Dodici fasi che consentono di monitorare l’intero percorso amministrativo dell’atto, dalla notifica fino alla conclusione attraverso pagamento, adesione, autotutela o contenzioso.

Per chi gestisce pratiche fiscali, soprattutto professionisti e consulenti, questo significa poter monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento delle pratiche senza dover interpellare gli uffici o attendere comunicazioni cartacee.

Un dettaglio tecnico importante è che gli avvisi e i provvedimenti vengono resi disponibili nel cassetto fiscale a partire dal giorno successivo a quello in cui la relativa data di notifica è stata trasmessa negli applicativi centralizzati dell’Agenzia delle Entrate.

Lo stesso meccanismo vale per le informazioni sullo stato di avanzamento amministrativo della pratica.

Per quanto riguarda i soggetti autorizzati all’accesso, in questa prima fase applicativa le informazioni sono consultabili esclusivamente dal contribuente destinatario dell’atto, dai relativi rappresentanti legali, come tutori, amministratori di sostegno, curatori speciali e genitori di minori, nonché dalle persone di fiducia preventivamente autorizzate.

Si tratta di una scelta prudenziale che consente all’Agenzia di testare il sistema su una platea definita prima di eventuali ampliamenti futuri.

Tutti i servizi disponibili e l’evoluzione del rapporto digitale con il fisco

Il provvedimento del 16 luglio fissava le regole del sistema, ma non era immediatamente operativo. È stata infatti necessaria una comunicazione successiva, pubblicata il 28 luglio 2026 sul sito dell’Agenzia delle Entrate, che ha dato concreta attuazione alle modalità di consultazione.

Dal 28 luglio 2026 risultano quindi consultabili nella sezione “L’Agenzia scrive” sia gli avvisi di liquidazione sia gli accertamenti automatizzati con il relativo stato di avanzamento.

L’Agenzia ha inoltre colto l’occasione per riepilogare tutto ciò che oggi è disponibile all’interno del cassetto fiscale.

Tra le informazioni consultabili troviamo:

  • dati anagrafici e domicilio fiscale;
  • dichiarazioni fiscali presentate;
  • Certificazioni Uniche;
  • destinazione del 2, 5 e 8 per mille;
  • versamenti effettuati e rimborsi;
  • atti registrati e contratti di locazione;
  • comunicazioni di irregolarità;
  • lettere di compliance;
  • crediti IVA;
  • crediti agevolativi;
  • contributi a fondo perduto;
  • dati relativi agli ISA e ai precedenti studi di settore;
  • informazioni sul concordato preventivo;
  • dichiarazioni d’intento;
  • dati relativi al leasing;
  • pratiche di condono;
  • iscrizione al VIES;
  • avvisi di liquidazione e accertamenti automatizzati con relativo tracking.

Un’ulteriore funzionalità molto utile, soprattutto per i titolari di partita IVA, consiste nella possibilità di generare un QR Code contenente i dati identificativi della partita IVA e l’eventuale indirizzo telematico per la ricezione delle fatture elettroniche, utilizzabile direttamente da smartphone o in formato stampato.

Tutte queste novità meritano attenzione per almeno tre ragioni.

La prima è la riduzione dell’incertezza: il contribuente può conoscere in qualsiasi momento la posizione della propria pratica fiscale.

La seconda riguarda il percorso di digitalizzazione intrapreso dall’Agenzia delle Entrate, che sta progressivamente ampliando le funzionalità del cassetto fiscale rendendolo sempre più centrale nel rapporto con contribuenti e intermediari.

La terza, probabilmente la più importante, è che il progetto è destinato ad espandersi ulteriormente. L’ampliamento del sistema è stato infatti concepito come un processo progressivo e nei prossimi mesi potrebbero essere rese consultabili ulteriori categorie di atti con lo stesso livello di dettaglio.

In conclusione, il consiglio pratico è quello di consultare periodicamente il proprio cassetto fiscale e, in particolare, la sezione “L’Agenzia scrive”. Oggi non rappresenta più soltanto un archivio documentale delle dichiarazioni presentate, ma sta assumendo sempre più le caratteristiche di un vero e proprio cruscotto digitale per monitorare in tempo reale il rapporto con l’amministrazione finanziaria.

In sintesi: il 16 luglio 2026 l’Agenzia delle Entrate ha definito le regole per il potenziamento del cassetto fiscale, il 28 luglio 2026 è partita l’operatività concreta del nuovo sistema e oggi il contribuente può monitorare online l’intero iter di specifiche tipologie di atti fiscali attraverso un sistema di tracciamento articolato in 12 fasi.

di Simona Zangrandi

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