Fringe benefit auto aziendali: le novità 2026 su tassazione e optional


Il c.d. Decreto Correttivo Omnibus (Decreto Legislativo 7 agosto 2026, n. 148), pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 185 dell’11 agosto 2026 ed entrato in vigore il 12 agosto 2026, interviene nuovamente sulla disciplina del fringe benefit per le auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti, modificando l’art. 51, comma 4, lett. a), del TUIR. Non si tratta di una riscrittura integrale della materia, ma di un intervento che si innesta sull’impianto già disegnato dalla Legge di Bilancio 2025 — con due novità che cambiano concretamente il calcolo.

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Fringe Benefit Auto Aziendale 2026 | Excel

Aggiornato alle novità del Decreto Omnibus (D.Lgs. 148/2026), il tool calcola in automatico:

  • la base imponibile del fringe benefit secondo le percentuali per alimentazione (10%/20%/50%);
  • la maggiorazione del 50% per i veicoli oltre il quinto anno dalla prima immatricolazione;
  • la maggiorazione del 5% per gli accessori extra-tabelle ACI;
  • il confronto diretto, per azienda e dipendente, tra il costo dell’auto aziendale in uso promiscuo e il rimborso chilometrico per l’auto di proprietà del dipendente.

Basta inserire i dati del veicolo (modello, alimentazione, data di immatricolazione, valore accessori) per ottenere in pochi secondi l’impatto fiscale e contributivo aggiornato al 2026, sia in capo all’impresa sia in capo al dipendente.

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1) Il quadro previgente e le novità del Decreto Omnibus

Prima di vedere cosa cambia, è utile ricordare come si arriva oggi al calcolo del fringe benefit: si parte dal valore convenzionale ACI per una percorrenza annua di 15.000 km, a cui si applica una percentuale che varia in base alla data di stipula del contratto e, dal 2025, al tipo di alimentazione.

Periodo di assegnazione Criterio Percentuale
Contratti stipulati fino al 30/06/2020 Percentuale unica 30%
Contratti dal 01/07/2020 al 31/12/2024 Emissioni di CO2 25% (≤60 g/km) · 30% (60–160 g/km) · 50% (160–190 g/km) · 60% (>190 g/km)
Contratti/assegnazioni dal 01/01/2025 Tipo di alimentazione 10% (elettriche a batteria) · 20% (plug-in ibride) · 50% (tutti gli altri casi: benzina, gasolio, mild hybrid, gpl, metano, idrogeno)

Queste percentuali restano confermate dal Decreto Omnibus, non cambiano per nessuna delle tre fasce.

Cambia invece il modo in cui il valore così ottenuto può essere ulteriormente maggiorato.

Le due novità del Decreto Omnibus

L’art. 2 del D.Lgs. 148/2026 introduce due elementi che si sommano al calcolo esistente, senza sostituirlo:

  1. Maggiorazione del 50% per i veicoli meno recenti. Superato il 31 dicembre del quinto anno dalla prima immatricolazione del veicolo, il valore imponibile calcolato con le percentuali sopra indicate viene aumentato del 50%. L’obiettivo dichiarato è disincentivare la permanenza in flotta di veicoli datati e più inquinanti, spingendo le aziende a rinnovare il parco auto.
  2. Maggiorazione forfetaria del 5% per gli accessori. Per gli accessori e gli allestimenti non valorizzati nelle tabelle ACI e non acquistati direttamente dal dipendente (al netto di eventuali somme trattenute al lavoratore), si applica una maggiorazione forfetaria del 5% sul valore del fringe benefit.

È importante chiarire subito un punto che genera spesso confusione: il 5% si calcola sul valore del fringe benefit già determinato (tariffa ACI × percentuale di riferimento), non sul valore economico degli accessori. La presenza di optional o allestimenti extra-ACI non pagati dal dipendente funziona quindi come una condizione di attivazione (sì/no), non come base di calcolo: che il pacchetto accessori valga 500 € o 5.000 €, l’importo della maggiorazione non cambia.

Un punto operativo importante riguarda il parametro temporale scelto per la prima maggiorazione: conta la data di prima immatricolazione del veicolo, non la data di assegnazione al dipendente. L’anzianità è quindi una caratteristica intrinseca dell’auto. Riassegnare un veicolo usato a un nuovo dipendente non azzera il conteggio dei cinque anni: se l’auto aveva già superato la soglia con il precedente assegnatario, la maggiorazione si applica anche al nuovo.

Fringe Benefit Auto Aziendale 2026 | Excel

Aggiornato alle novità del Decreto Omnibus (D.Lgs. 148/2026), il tool calcola in automatico:

  • la base imponibile del fringe benefit secondo le percentuali per alimentazione (10%/20%/50%);
  • la maggiorazione del 50% per i veicoli oltre il quinto anno dalla prima immatricolazione;
  • la maggiorazione del 5% per gli accessori extra-tabelle ACI;
  • il confronto diretto, per azienda e dipendente, tra il costo dell’auto aziendale in uso promiscuo e il rimborso chilometrico per l’auto di proprietà del dipendente.

Basta inserire i dati del veicolo (modello, alimentazione, data di immatricolazione, valore accessori) per ottenere in pochi secondi l’impatto fiscale e contributivo aggiornato al 2026, sia in capo all’impresa sia in capo al dipendente.

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2) Il regime di salvaguardia per i veicoli “vecchi”

Per i veicoli ordinati entro il 31 dicembre 2024 (anche se consegnati e assegnati nel 2025) resta in vigore, fino al quinto anno dalla prima immatricolazione, il regime fiscale vigente al momento dell’ordine, quindi le percentuali per fascia CO2 o quella fissa del 30%, a seconda del periodo di stipula del contratto originario. Il correttivo chiarisce che questa clausola di salvaguardia si applica anche in caso di riassegnazione del veicolo a un dipendente diverso dal primo assegnatario, superando un’incertezza applicativa che si era creata sullo schema preliminare del decreto.

Attenzione però, la maggiorazione del 5% per gli accessori si applica anche ai veicoli in regime di salvaguardia, a partire dal 1° gennaio 2026. E una volta che anche questi veicoli superano i cinque anni dalla prima immatricolazione, scatta comunque la maggiorazione del 50%, indipendentemente dal regime di provenienza, quindi anche le auto assegnate tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2024, se abbastanza datate, ne sono interessate.

Decorrenza: il nuovo regime si applica dal periodo d’imposta 2026, incluse le assegnazioni 2025 non coperte dalla clausola di salvaguardia. Restano fermi, senza rimborso di maggiori imposte versate, i comportamenti tenuti dai datori di lavoro fino al 31 dicembre 2025.

3) Perché il calcolo del Fringe Benefit è diventato più delicato

Riprendiamo un caso tipo: un’auto a gasolio (categoria “altri casi”, percentuale 50%) con valore convenzionale ACI per 15.000 km pari a 9.580,50 €, prima immatricolazione nel marzo 2020 e assegnazione al dipendente dal 1° gennaio 2025. 

Al 31 dicembre 2025 il veicolo ha già superato la soglia dei cinque anni dalla prima immatricolazione: dal 2026 si applica quindi la maggiorazione del 50%. Ipotizziamo inoltre che il veicolo sia dotato di accessori extra-ACI (ad esempio un pacchetto multimediale) non pagati dal dipendente: la loro sola presenza fa scattare la maggiorazione forfetaria del 5% sul valore del fringe benefit già determinato.

Voce Fino al 2025 Dal 2026 (Decreto Omnibus)
Base imponibile (ACI × 50%) 4.790,25 € 4.790,25 €
Maggiorazione 50% (veicolo >5 anni) + 2.395,13 €
Maggiorazione 5% sul valore del fringe benefit (accessori) + 239,51 €
Base imponibile fringe benefit 4.790,25 € 7.424,89 € (+55,0%)
IRPEF dipendente (aliquota 30%) 1.437,08 € 2.227,47 € (+790,39 €)
Contributi INPS dipendente (9,19%) 440,22 € 682,35 € (+242,13 €)

Il maggior carico fiscale e contributivo per il solo dipendente, in questo esempio, supera i 1.030 € l’anno, un impatto che diventa via via più significativo quanto più a lungo l’azienda mantiene il veicolo in flotta oltre la soglia dei cinque anni.

Perché il calcolo è diventato più delicato

Fino a ieri, il calcolo del fringe benefit era un’operazione lineare: valore ACI convenzionale su 15.000 km × percentuale in base ad alimentazione o CO2. Da oggi, chi gestisce flotte aziendali, anche solo di poche unità, deve incrociare tre informazioni per ciascun veicolo:

  • la data di prima immatricolazione,
  • l’eventuale rientro nel regime di salvaguardia, 
  • e il valore degli accessori non tabellati ACI. 

Farlo a mano, veicolo per veicolo, espone a errori facilmente evitabili con uno strumento che applica automaticamente le soglie corrette.

Fringe Benefit Auto Aziendale 2026 | Excel

Aggiornato alle novità del Decreto Omnibus (D.Lgs. 148/2026), il tool calcola in automatico:

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4) Impatto per azienda e dipendente

Per il dipendente: a parità di auto assegnata, il costo netto in busta paga aumenta progressivamente con l’invecchiamento del veicolo, un elemento nuovo da considerare nelle policy di car benefit e nei rinnovi contrattuali.

Per l’azienda: la convenienza di mantenere veicoli datati in flotta si riduce, sia in termini di attrattività del benefit per i dipendenti sia per l’impatto amministrativo del monitoraggio delle date di prima immatricolazione, specialmente sui veicoli riassegnati internamente.

Per i consulenti: diventa necessario tracciare puntualmente, per ciascun veicolo in flotta, la data di prima immatricolazione (non quella del contratto di assegnazione) e la presenza di eventuali accessori extra-ACI non pagati dal dipendente, informazioni che finora avevano un peso marginale nel calcolo.

Domande frequenti

Cambiano le percentuali per tipo di alimentazione (10%/20%/50%)?

No, restano invariate: il decreto le conferma senza modificarle.

Da quando si calcola l’anzianità del veicolo?

Dalla data di prima immatricolazione del veicolo, non dalla data in cui viene assegnato al dipendente.

Se riassegno l’auto a un altro dipendente, il conteggio dei 5 anni riparte da zero?

No. L’anzianità è legata al veicolo, non al lavoratore: la riassegnazione non azzera il conteggio.

Gli accessori pagati direttamente dal dipendente sono soggetti alla maggiorazione del 5%?

No, la maggiorazione si applica solo agli accessori non acquistati dal dipendente e non già valorizzati nelle tabelle ACI.

La maggiorazione del 5% si calcola sul valore degli accessori o su quello del fringe benefit?

Si calcola sul valore del fringe benefit (tariffa ACI × percentuale di riferimento), non sul valore economico degli accessori: la loro presenza è la condizione che attiva la maggiorazione, non la base su cui si quantifica.

Da quando si applicano le nuove regole?

Dal periodo d’imposta 2026, incluse le assegnazioni 2025 non coperte dalla clausola di salvaguardia.

5) Check-list operativa per il professionista

  • Verificare, per ogni veicolo assegnato, la data di prima immatricolazione (non la data del contratto di assegnazione).
  • Calcolare se il veicolo ha superato il 31 dicembre del quinto anno da tale data.
  • Verificare se il veicolo rientra nella clausola di salvaguardia (ordine entro il 31/12/2024) e, in tal caso, applicare comunque la maggiorazione accessori dal 2026.
  • Verificare la presenza di accessori extra-tabelle ACI non pagati dal dipendente: la loro presenza attiva la maggiorazione forfetaria del 5% sul fringe benefit, indipendentemente dal valore economico degli accessori stessi.
  • Ricalcolare la base imponibile 2026 includendo le due maggiorazioni, e verificarne l’impatto su IRPEF e contributi a carico del dipendente.


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