Conoscenza scientifica, capacità investigativa e collaborazione tra istituzioni come strumenti per individuare le cause dell’inquinamento e intervenire prima che i suoi effetti arrivino fino al mare.

È il filo conduttore emerso ieri pomeriggio a Palazzo Sanseverino, a Marcellinara, durante la presentazione de Il mare d’inverno, il volume scritto da Camillo Falvo, Procuratore della Repubblica di Potenza, e Silvestro Greco, biologo marino e ordinario di Ecologia.

L’incontro, inserito nella rassegna “Incontri d’autore”, ha ricostruito l’esperienza avviata nel 2021 dalla Procura di Vibo Valentia, allora guidata da Falvo, per affrontare le criticità ambientali del mare calabrese attraverso una collaborazione tra magistratura, forze dell’ordine, istituzioni e ricerca scientifica.

Un percorso nel quale il contributo della Stazione Zoologica Anton Dohrn ha consentito di approfondire le cause dei fenomeni di inquinamento e di fornire elementi utili alle attività investigative.

A dialogare con i due autori è stata Emilia Manfredi, dottore di ricerca in Intelligenza Artificiale e ingegnere per l’Ambiente e il Territorio. Al confronto hanno partecipato il presidente della Regione Roberto Occhiuto, il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro e l’assessore regionale all’Ambiente, Legalità e Sicurezza Antonio Montuoro. Sono intervenuti anche il prefetto di Catanzaro Clemente di Nuzzo, Raffaele Greco, direttore generale dell’Ente Parchi Marini Regionali, e Salvatore Siviglia, dirigente generale del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria.

Generico settembre 2026

Per Occhiuto, l’esperienza maturata in questi anni dimostra innanzitutto che «la mala depurazione si può combattere». Il presidente della Regione ha ricordato come la Calabria abbia deciso di intervenire pur in presenza di competenze che fanno capo ai Comuni. «La Regione ci ha messo la faccia», ha sottolineato, evidenziando il ruolo svolto dalla Procura guidata da Falvo e il contributo scientifico di Greco.

Una collaborazione che, secondo Occhiuto, ha permesso di costruire «un modello anche nell’ambito del rispetto dell’ambiente», pur in presenza di problemi ancora da affrontare. Il governatore ha richiamato, a questo proposito, anche recenti operazioni delle forze dell’ordine contro scarichi illeciti in mare, nate dalle segnalazioni trasmesse dall’assessore Montuoro.

«C’è ancora molto da fare, ma abbiamo fatto tantissimo in questi anni e abbiamo costruito un modello», ha affermato Occhiuto, rivendicando la necessità di far conoscere ai calabresi i risultati ottenuti da chi opera per garantire il rispetto delle regole.

Generico settembre 2026

Dal sottosegretario Wanda Ferro è arrivato invece un richiamo al metodo investigativo raccontato nel libro. Per comprendere ciò che accade in mare, ha osservato, spesso è necessario partire da terra: «Bisogna seguire i torrenti, verificare gli scarichi, controllare gli impianti di depurazione e le reti, individuare gli allacci abusivi».

Ferro ha ricordato anche l’utilizzo nelle indagini di tecnologie come il termoscanner montato sugli elicotteri della Guardia di Finanza, capace di individuare sversamenti difficilmente localizzabili con strumenti ordinari. «È un esempio molto concreto di cosa significhi mettere insieme conoscenza scientifica e capacità investigativa».

La tutela dell’ambiente, per il sottosegretario, passa anche dal contrasto alle ecomafie e agli interessi criminali nel ciclo dei rifiuti, nel settore del cemento e nei comparti interessati dagli investimenti per la transizione ecologica. «La ’ndrangheta ha saputo costruire rapporti con imprese compiacenti e utilizzare società apparentemente regolari per rendere meno visibile la presenza criminale nell’economia legale», ha evidenziato Ferro. Da qui la necessità di «capacità investigative sempre più specializzate, attenzione ai flussi finanziari, aggressione ai patrimoni illeciti e un forte coordinamento tra magistratura, forze di polizia e amministrazioni pubbliche».

Ferro ha richiamato l’attenzione posta dal Governo Meloni sulla difesa dell’ambiente dalle infiltrazioni criminali e sull’utilizzo degli strumenti maturati nel contrasto alle mafie, a partire dalle indagini patrimoniali e dalla confisca dei beni. Il sottosegretario si è soffermato anche sul significato del titolo del volume: il mare deve essere tutelato durante tutto l’anno, perché «quello che vediamo durante l’estate è spesso la conseguenza di ciò che è accaduto molti mesi prima». Una questione decisiva per una regione con quasi ottocento chilometri di costa, dove la qualità delle acque incide sulla salute, sulla pesca, sul turismo e sulle prospettive di sviluppo.

Un riconoscimento è stato rivolto all’assessore Montuoro per il lavoro portato avanti dalla Regione nel collegare politiche ambientali, sicurezza e rispetto delle regole. Proprio Montuoro ha sottolineato i risultati prodotti dai protocolli sottoscritti con le forze dell’ordine, sia sul terreno della prevenzione e della deterrenza sia su quello della repressione.

Generico settembre 2026

«La sinergia istituzionale sta dando risultati importanti», ha spiegato l’assessore, ricordando gli interventi condotti nelle ultime settimane dal Dipartimento Ambiente e da Arpacal insieme alle forze dell’ordine, che hanno permesso di individuare scarichi abusivi e allacci irregolari alle reti idriche Sorical. Per Montuoro, l’efficacia delle politiche ambientali dipende dal «giusto mix tra conoscenza scientifica, legalità e senso civico da parte dei cittadini», accompagnato da una presenza costante delle istituzioni sul territorio.

Sul lavoro svolto negli ultimi anni dalla Regione si è soffermato anche Salvatore Siviglia, dirigente generale del Dipartimento Ambiente, che ha tracciato un bilancio positivo dell’estate 2026. «I risultati sono stati innegabilmente sotto gli occhi di tutti», ha affermato, spiegando come siano il frutto di un percorso avviato da circa tre anni attraverso una governance che ha riunito i diversi soggetti competenti nelle attività di controllo e tutela del mare. Siviglia ha richiamato gli investimenti realizzati a partire dall’ordinanza del presidente Occhiuto del 2023, il piano di monitoraggio a lungo termine e «decine di interventi di revamping degli impianti di depurazione e di sistemazione della parte impiantistica». A questo si è aggiunta la collaborazione con forze dell’ordine, procure e pubbliche amministrazioni, che ha favorito anche l’adeguamento di attività produttive e il corretto collettamento degli scarichi. Il dirigente ha però indicato nella responsabilità individuale un ulteriore nodo da affrontare, richiamando «l’enorme grado di inciviltà» ancora riscontrabile lungo alcuni corsi d’acqua e sulle strade, dove l’abbandono dei rifiuti finisce per produrre conseguenze anche sulla qualità del mare.

Il valore culturale dell’esperienza raccontata nel libro è stato posto al centro dell’intervento di Camillo Falvo. «Abbiamo scritto questo libro per sensibilizzare la gente al rispetto dell’ambiente e del mare», ha spiegato il magistrato. La collaborazione costruita negli anni con Regione, forze dell’ordine e Stazione Zoologica Anton Dohrn dimostra, secondo Falvo, che i problemi possono essere affrontati quando ciascun soggetto mette a disposizione competenze e responsabilità, indipendentemente dal ruolo istituzionale ricoperto.

L’obiettivo, ha aggiunto, è contribuire a una maggiore consapevolezza attraverso il libro, i convegni e le iniziative realizzate negli ultimi anni, anche perché «nei prossimi anni si prospettano grossi problemi». Una sfida che non riguarda soltanto l’attività giudiziaria, ma il rapporto stesso delle comunità con il proprio territorio.

Sulla necessità di unire le diverse articolazioni dello Stato ha insistito anche Silvestro Greco: «Quando si mettono assieme pezzi dello Stato che lavorano esclusivamente per il bene comune, i risultati si ottengono». Il biologo marino ha però allargato lo sguardo alla crisi climatica, definendola una realtà già in atto e non un rischio futuro.

Accanto al cambiamento climatico, Greco ha indicato tra le principali emergenze l’inquinamento da contaminanti persistenti, che non si esaurisce nel problema delle plastiche. Preservare l’efficacia e l’equilibrio degli ecosistemi naturali, ha spiegato, significa direttamente «mantenere alta la qualità della vita della nostra specie».

Il biologo marino ha infine richiamato la necessità di una maggiore consapevolezza sui temi ambientali, esprimendo un giudizio netto sulla realtà regionale: «La cosiddetta società civile calabrese è molto più refrattaria delle altre su questo tema dell’ambiente».




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Maria Rita Galati

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