Fare la spesa è diventato sempre più caro, ma risparmiare è ancora possibile, anche senza rinunciare ai prodotti che siamo abituati ad acquistare. Una delle strategie più semplici è infatti scegliere con attenzione dove fare acquisti, perché tra un’insegna e l’altra possono esserci differenze di prezzo davvero significative.
Ma dove conviene davvero fare la spesa nel 2026? A rispondere a questa domanda è arrivata, anche per il 2026, l’indagine di Altroconsumo, che ha messo a confronto 1,5 milioni di prezzi rilevati in 1.158 supermercati, ipermercati e discount di 67 città italiane. Il risultato mostra ancora una volta quanto la scelta dell’insegna possa incidere sul budget familiare.
Secondo le stime dell’associazione, una famiglia di quattro persone spende mediamente 9.450 euro all’anno per la spesa. Acquistando invece i prodotti più convenienti nella catena che risulta prima nella classifica, cioè Eurospin, il risparmio può arrivare a 3.790 euro, circa il 40%.
Non esiste però un supermercato più conveniente in assoluto per ogni tipo di carrello. La cifra cambia naturalmente in base alle abitudini di acquisto. Chi preferisce supermercati e ipermercati tradizionali e compra soprattutto prodotti di marca può comunque ottenere un risparmio significativo scegliendo il punto vendita giusto.
In questo caso il record appartiene a Milano, dove tra il supermercato più economico e quello più caro rilevati da Altroconsumo può esserci una differenza di 1.390 euro all’anno, pari al 18%.
Il dato assume ancora più importanza se si considera che i prezzi, pur crescendo meno rapidamente rispetto agli anni precedenti, continuano a pesare sulle famiglie. Tra febbraio e marzo 2026 Altroconsumo ha rilevato un aumento medio dell’1% nei discount, supermercati e ipermercati visitati, contro il +2% del 2025. Nel 2023, invece, l’aumento registrato era stato addirittura del 12%.
Le classifica dei supermercati e discount più convenienti
Per capire quali siano davvero le insegne più convenienti, Altroconsumo ha elaborato diverse classifiche. Non è infatti la stessa cosa riempire il carrello con prodotti primo prezzo, scegliere esclusivamente la marca del supermercato oppure acquistare prodotti delle grandi marche.
L’associazione ha utilizzato un indice di convenienza, ponendo a 100 l’insegna più economica di ciascuna categoria. Un indice di 110, per esempio, significa che quella catena risulta mediamente più cara del 10% rispetto alla prima classificata.
Se l’obiettivo è spendere il meno possibile scegliendo i prodotti più economici disponibili sugli scaffali, non ci sono grandi sorprese: al primo posto c’è ancora Eurospin, con indice 100.
La classifica mostra soprattutto la forza dei discount, che occupano le posizioni migliori quando si parla di prodotti primo prezzo. I supermercati e gli ipermercati tradizionali faticano invece a competere sul terreno della massima convenienza.
Per avere un’idea della distanza, la prima insegna tradizionale è Ipercoop, che raggiunge quota 117: significa che, per questo tipo di spesa, i suoi prezzi risultano mediamente superiori del 17% rispetto a Eurospin.
In fondo alla classifica troviamo invece Carrefour Market, con un indice di 135. La differenza tra la prima e l’ultima posizione arriva quindi al 35%, mostrando quanto possa incidere la scelta dell’insegna quando si cercano soprattutto i prezzi più bassi.
A seguire la classifica completa di dove fare spesa dei prodotti più economici:
La situazione cambia quando nel carrello finiscono soprattutto i prodotti con il marchio dell’insegna, cioè le cosiddette marche del distributore nella loro linea standard, escludendo le gamme premium. In questo caso il primo posto spetta a Spazio Conad, che si conferma l’insegna più conveniente dell’indagine.
Tra i dati più interessanti c’è anche il miglioramento di Esselunga. Rispetto alla rilevazione precedente, l’insegna ha guadagnato posizioni e passa dalle fasce più care a quelle più convenienti.
Il movimento opposto riguarda invece Carrefour: nel 2025 era al vertice della classifica per questa categoria, mentre nel 2026 scende a un indice di 105.
Tra la prima e l’ultima posizione c’è una differenza del 19%: acquistando i prodotti a marchio Spazio Conad si può quindi risparmiare questa percentuale rispetto alla spesa equivalente nell’insegna più cara, Eurospar.
Se invece il carrello è più realistico e comprende prodotti di ogni tipo, quindi un mix di articoli primo prezzo, prodotti a marchio del supermercato e prodotti di marca, anche in questo caso i discount si confermano particolarmente competitivi. Tra i discount, il risultato migliore è condiviso da Eurospin e In’s, quest’ultimo già in testa alla classifica lo scorso anno. La differenza rispetto all’insegna più cara, Todis, è del 16%.
Chi preferisce invece supermercati e ipermercati tradizionali dove acquisare prodotti di marca trova una classifica diversa. Qui la sorpresa del 2026 è Dok, che conquista il primo posto. Rispetto a Carrefour Market, ultima tra super e iper per questo tipo di spesa, il risparmio arriva al 10%.
A seguire la classifica completa:
Quando invece nel carrello finiscono soprattutto prodotti delle grandi marche, le differenze tra le insegne si riducono. È la categoria in cui la convenienza varia meno da un supermercato all’altro, anche se scegliere bene continua a permettere di risparmiare. Nel 2026 il primo posto è condiviso da Ipercoop e Spazio Conad. Restano nelle posizioni alte anche Famila ed Esselunga, entrambe già sul podio nella rilevazione del 2025.
In questo caso il margine di risparmio rispetto alla catena più cara è più contenuto: scegliendo Ipercoop o Spazio Conad si può spendere circa il 7% in meno rispetto a Carrefour Market, che anche quest’anno chiude la classifica.
Il supermercato più conveniente d’Italia
Altroconsumo non si è limitata a confrontare le insegne, ma ha stilato anche una classifica dei singoli punti vendita visitati nelle 67 città considerate.
Il vincitore del 2026 è il Mega di Treviso, che ottiene l’indice 100. Al secondo posto, con indice 101, troviamo due Coop di Lucca e l’Iperal di Cinisello Balsamo, nell’area di Milano.
I punti vendita più convenienti si concentrano soprattutto nel Nord Italia, con una presenza particolarmente forte di Veneto e Lombardia. Ma quest’anno emerge anche la Toscana, con numerosi negozi ben posizionati nella graduatoria.
I supermercati Rossetto, che negli anni precedenti occupavano stabilmente il primo posto, perdono la vetta ma rimangono competitivi: quattro loro punti vendita entrano nelle prime dieci posizioni, tra Veneto e Lombardia, a Verona, Sona, Marcon e Brescia.
Nella top ten compaiono inoltre diversi punti vendita toscani, tra Coop, Ipercoop ed Esselunga, nelle province di Pistoia, Arezzo, Firenze, Pisa e Prato.
Al Sud la presenza nella parte alta della classifica è invece più limitata. Il primo punto vendita meridionale è lo Spazio Conad di Cavallino, vicino Lecce, con indice 107, seguito dallo Spazio Conad di Taranto e dall’Ipercoop di Foggia, entrambi a 108.
In fondo alla classifica, con indice 128, si trovano un Carrefour Market di Bologna, uno di Genova e un Despar di Cagliari.
Le città dove la spesa costa meno
Se invece di guardare il singolo supermercato consideriamo la spesa media rilevata in ciascuna città, il quadro cambia un po’.
È la Toscana a conquistare le prime posizioni. Pistoia, Lucca, Firenze e Prato risultano infatti tra le città più convenienti, con una spesa media annua familiare di circa 6.900 euro. Seguono Mantova e altre città toscane e venete. All’estremo opposto troviamo invece Genova, Sassari, Aosta e Teramo, dove la spesa media annua arriva a circa 7.700 euro.
La differenza tra le città più e meno convenienti è quindi tutt’altro che trascurabile, soprattutto se moltiplicata per gli acquisti effettuati nell’arco di un intero anno.
Guardando il dato regionale, sono Veneto e Trentino-Alto Adige a risultare le aree più convenienti dell’indagine, con una spesa media familiare di circa 7.000 euro l’anno, quindi al di sotto della media nazionale stimata da Altroconsumo in 7.390 euro.
All’opposto troviamo Valle d’Aosta e Lazio, dove la spesa media arriva a circa 7.900 euro annui, circa il 13% in più rispetto alle regioni più convenienti.
Differenze di spesa nella stessa città
Un altro aspetto interessante dell’indagine riguarda la concorrenza all’interno della stessa città. In altre parole: quanto cambia la spesa se, invece di andare nel supermercato più caro, scegliamo quello più conveniente tra quelli presenti nella nostra città? La risposta è particolarmente evidente a Milano, dove la differenza può arrivare a 1.390 euro all’anno, pari al 18%.
Seguono Bologna, Treviso, Reggio Emilia e Venezia, tutte città in cui il risparmio supera i 1.100 euro annui.
Le differenze risultano invece molto più contenute in alcune città del Mezzogiorno, dove in determinati casi scendono anche sotto i 50 euro. Altroconsumo precisa però che in alcune città meridionali non è stato possibile accedere a tutti i punti vendita previsti, riducendo così il numero di negozi confrontabili.
Come è stata realizzata l’indagine di Altroconsumo
Per realizzare la classifica 2026, Altroconsumo ha rilevato i prezzi tra il 16 febbraio e il 13 marzo 2026, visitando 1.158 punti vendita tra supermercati, ipermercati e discount in 67 città italiane.
Sono state considerate 124 categorie di prodotti, individuate tra quelle maggiormente acquistate dalle famiglie secondo i dati Istat. I rilevatori hanno registrato i prezzi effettivamente presenti sugli scaffali, comprese le promozioni disponibili al momento della visita.
Un dettaglio importante è che i punti vendita non erano stati avvisati preventivamente della rilevazione. In questo modo l’indagine ha cercato di fotografare il più possibile i prezzi realmente disponibili per il consumatore in quel momento.
Per essere inclusi nelle classifiche, supermercati e ipermercati dovevano essere presenti in almeno cinque regioni e avere almeno nove punti vendita visitati. Per i discount è stato invece richiesto un campione di almeno 25 negozi.
I prezzi raccolti sono stati poi elaborati attraverso ponderazioni e trasformati in un indice di competitività con base 100. Per le classifiche dei singoli punti vendita nelle 67 città è stata presa come riferimento la spesa media annua di una famiglia italiana al supermercato, stimata in 7.390 euro sulla base dei dati Istat 2025.
Fonte: Altroconsumo
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Francesca Biagioli
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