Peggio di Brasile-Germania 1-7 nella semifinale del campionato del Mondo del 2014 giocato in Brasile. Peggio di Roma-Liverpool 2-4 dopo i rigori nella finale della Coppa dei Campioni 1983-’84 giocata all’Olimpico di Roma. E peggio pure per i tifosi giallorossi di Roma-Lazio 0-1 nella finale di Coppa Italia del 2012-’13 giocata sempre all’Olimpico. ‘El partidazo’ per eccellenza, quello che sorpassa tutti gli altri in curva con una manovra spericolata è diventato da sabato 29 agosto 2026, al culmine di un caldissimo pomeriggio d’estate, Fiorentina-Frosinone 0-3.

Una sorta di derby tutto americano tra il colosso Mediacom della famiglia Commisso erede dell’ex presidente Rocco Commisso e il Fondo statunitense ‘Clara Vista’, da 2 mesi nel rinnovato boarding del Frosinone Calcio. La Dunkerque viola nel giorno del Centenario dalla nascita del Club. Mica male. Un Centenario è per sempre e i giallazzurri ciociari, ospiti quanto mai… non graditi, lo hanno saputo valorizzare a loro immagine e somiglianza. Appunto, più del ‘mineirazo’ di Brasile-Germania, più dell’apocaEclisse della Roma tra Coppa dei Campioni e, 40 anni dopo, Coppa Italia.

La rivincita di Max

Il calcio è esaltante anche per queste cose che ‘mozzano’ il fiato solo però a chi le subisce. Fare festa prima vuol dire andare contro il Dio del pallone, esaltare la grande bellezza come fosse l’unica al mondo e mescolarla con le cose profane, un pallone che rotola su un prato verde, rischia di essere un boomerang. Lo spartito lo aveva studiato attentamente Max Alvini. Toscano di Fucecchio, tifoso della Fiorentina, calciatore dilettante nel Firenze Ovest e nel Signa.

Max Alvini

Ed una carriera da allenatore spesa tra le province di Pisa e Pistoia. Alvini il 14 agosto 2022 aveva sfiorato il colpaccio proprio al ‘Franchi’ alla guida della Cremonese (in panchina c’era il boss dei boss dell’attacco del Frosinone, Daniel Ciofani), esattamente all’esordio assoluto in Serie A. Sul 2-2 al 95’ solo una papera del portiere ex Inter, Radu, gli aveva tolto un meritatissimo pareggio. Alvini venne esonerato dopo 18 partite, 11 sconfitte e 7 pareggi.

Il suo calcio non venne capito ma la squadra probabilmente non era proprio all’altezza della massima serie. Esonerato dopo un 2-3 interno con il Monza. Il Max di casa nostra ha dato un calcio al tabù con la partita perfetta a casa sua. Lo avevano dato per vittima sacrificale ma proprio il Dio del pallone vede e provvede.

La questione arbitrale torna alla ribalta

E’ bene parlarne subito: il problema arbitrale non è mai secondario in Italia rispetto allo svolgimento di una partita. Anche di fronte ad una vittoria netta come il 3-0 del Frosinone, al ‘Franchi’ non sono passate inosservate alcune decisioni poco comprensibili da parte del direttore di gara: il rigore negato ai giallazzurri per un calcione di Dragusin a Monterisi al 6’, il giallo a Raimondo all’8’ e al 24’ l’accoppiata della mancata espulsione di Jimenez e il giallo comminato a Bracaglia che prende un ceffone in faccia dal terzino viola, solo ammonito.

Al centro il designatore Daniele Orsato quando arbitrava

Secondo i massimi esperti televisivi, il rosso non sarebbe scattato “perché la condotta violenta di Jimenez è stata portata con la mano aperta”. In 18’ 4 decisioni che avrebbero potuto cambiare il corso degli eventi a favore della Fiorentina. Nella partita che da lì ad un paio d’ore stava per glorificare il Centenario dei Viola. Nessuno vuol pensare male, ma farlo non significa commettere peccato.

Il nuovo designatore Daniele Orsato, subentrato a Rocchi ‘impallinato’ da vicende rivelatesi inesistenti per la giustizia ordinaria, dal giorno del suo insediamento ha puntato su una maggiore centralità del direttore di gara rispetto alla tecnologia. E va benissimo. Ha poi chiesto meno ‘rigorini’. E va altrettanto bene. Ha chiesto di eliminare le continue proteste e le richieste indebite da parte dei calciatori. E non ci piove. Ma di fronte ad errori evidenti di interpretazione (o di posizione) da parte dell’arbitro, la tecnologia ha tutto il diritto di esercitare il ruolo per la quale è stata introdotta.

La politica dei piccoli passi di Alvini

La politica dei piccoli passi di Max Alvini si vede dalle formazioni-tipo scese in campo all’esordio contro la Juventus lo scorso 23 agosto e quella di sabato scorso a Firenze contro i viola di Fabio Grosso. Contro i bianconeri dal 1’ per dieci-undicesimi gli uomini che hanno conquistato la promozione, con il solo innesto dell’austriaco Schmid. Il Frosinone poi avrebbe chiuso la partita con sette-undicesimi del nucleo storico e gli innesti, del gruppo dei nuovi, di Terzic, Masini, Hasa e Zerbin.

A destra Schmid in un duello con Oulali

A Firenze mister Alvini ha compiuto un passo in avanti verso l’inserimento dei nuovi: nove-undicesimi i giocatori della cavalcata verso la Serie A, con la conferma di Schmid e l’ingresso in mediana dell’ex genoano Masini. Il Frosinone avrebbe poi chiuso con sei-undicesimi di nuovi (Terzic, Birligea, Zerbin e Grillitsch oltre a Masini e Schmid).

Mercoledi pomeriggio (ore 15) ci sono i 16esimi di Coppa Italia a Reggio Emilia con il Sassuolo. Chi vince trova il viaggio-premio a casa-Juve. Ed è ipotizzabile che il tecnico giallazzurro, in vista della gara casalinga contro il Venezia, dia minutaggio a tutto il resto dei neo-acquisti, probabilmente anche il slovacco Bobcek.

La concorrenza fa bene

A proposito di attaccanti, una menzione speciale va ad Antonio Raimondo. Alvini sette giorni fa lo aveva elogiato per aver corso dietro un mostro sacro come Bremer. Ma il ragazzo scuola-Bologna si era notato praticamente mai in zona gol. A Firenze ha fatto ‘bingo’: due gol – furbizia, potenza e precisione – e Dragusin letteralmente sovrastato. La risposta di Raimondo al doppio acquisto di Bobcek e Birligea e Alvini gongola.

Il terzino Bracaglia

Poi c’è Bracaglia che ha sentito spingere Terzic e ha fatto la sua ottima partita pur nel duello complicato con il golden-boy Mastantuono, impreziosita dal gol. Alvini che ha rimesso la ‘Chiesa’ (Monterisi) al centro della piazza al fianco di Calvani ed è stato ripagato con moneta sonante. Ed anche là in mezzo aleggia uno come Akpoguma che ha alle spalle 11 stagioni di Bundesliga. O lo stesso Fayed che vuole riprendersi la titolarità della nazionale dell’Egitto. Insomma tante scelte per tanti ottimi giocatori che vanno miscelati per bene dal momento in cui suonerà il gong del mercato.

Mercato, un gran finale dove può accadere

In attesa del gran finale della sessione estiva durata 60 giorni (una enormità…), ad oggi il presidente Maurizio Stirpe, il dg Piero Doronzo, il ds Renzo Castagnini, il responsabile Area Scouting Matteo Baldini con la collaborazione della premiata ditta Algoritmi & friends d’Oltreoceano hanno monopolizzato di fatto il mercato, rivoluzionando la squadra con ben 20 movimenti in entrata.

Il centrocampista Koutsoupias

Così ripartiti: 4 rinnovi di prestito (Calvani, Cittadini, Raimondo, Fini), 1 conferma per obbligo di riscatto condizionato (Kone), 1 diritto di riscatto esercitato (Calò), 1 ritorno (Zerbin), 13 nuovi acquisti (Desplanches, Akpoguma, Amey, Hasa, El Azzouzi, Schmid, Grillitsch, Masini, Fayed, Terzic, Tatcho, Bobcek, Birligea). Una campagna rafforzamento ‘monstre’.

Nelle ultime 48 ore va deciso il futuro di Ghedjemis, Koutsoupias ma anche di Kone, F. Gelli (tre campionati di Serie B vinti di fila ma sempre con la valigia in mano), Barcella e Cichero. Senza dubbio il focus è sulla posizione di Ghedjemis, a ruota gira quello di Koutsoupias. Il franco-algerino arrivò nel gennaio 2024 da una intuizione dell’allora responsabile dell’Area Tecnica giallazzurra, Guido Angelozzi. Che aveva già preso A. Oyono dallo stesso agente di Ghedjemis, Fabrizio Ferrari della FK Sport Management, molto attivo sul mercato dei talenti con doppia cittadinanza.

Il greco sbarcò in maglia giallazzurra dal Catanzaro, preso sempre da Angelozzi nel gennaio 2025 per dare sostanza ad una squadra in difficoltà in Serie B. Il presidente Stirpe più volte nel corso degli anni ha dettato la filosofia del mercato giallazzurro. Tre le componenti-chiave per avallare una cessione: la volontà del Frosinone deve essere esaudita a fronte di un prezzo vantaggioso, la decisione del calciatore di andare via, l’offerta congrua da parte della potenziale Società interessata all’acquisto.

Devono combinarsi tutte e tre. Sommate, a 48 ore dalla chiusura, alla necessità di trovare un sostituto all’altezza per entrambi, senza finire nei tentacoli del gioco al rialzo. Ghedjemis ha ancora 2 anni di contratto, Koutsoupias 1. Non sono affatto giocatori fuori dal progetto tecnico del Frosinone, la Serie A è lunga. Tutto può accadere da un momento all’altro come anche l’arrivo (fonte Sky Sport) di un altro attaccante esterno come il norvegese Dahl del Rapid Vienna.


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