Il testo citato è un report politico di parte della Camera USA, privo di nuove prove scientifiche

Circola un reel dove si ripropone la discussione del cosiddetto «Lab Leak», una narrazione particolarmente sostenuta dall’amministrazione di Donald Trump. Il fine è quello di attaccare Joe Biden ed Anthony Fauci, quest’ultimo ritenuto responsabile di aver autorizzato finanziamenti a “oscuri esperimenti” nei laboratori di Wuhan. Il reel non prova il «Lab Leak» né condanna Fauci e il documento citato non è un’ammissione della Casa Bianca, ma un report di parte della Camera USA, privo di nuove evidenze scientifiche.

Screenshot del reel Facebook che diffonde la teoria del Lab Leak attaccando Fauci e Biden
Il reel virale su Facebook oggetto della verifica (agosto 2026). Nelle condivisioni è presente la didascalia: «Finalmente emerge la Verità sul Covid e la gestione pandemica!»

Per chi ha fretta:

  • Il documento citato nei social non è un’ammissione formale della Casa Bianca, ma un report di una sottocommissione della Camera statunitense.
  • Dal documento non emergono nuove prove a sostegno della teoria del «Lab Leak».
  • I vaccini Covid hanno superato i rigorosi test clinici e le indagini di farmacovigilanza ne confermano sicurezza ed efficacia.

Su cosa si basa il presunto «Lab Leak»

Il documento a cui fa riferimento l’autore quando dice che «la Casa Bianca ha finalmente ammesso tutto quanto» è il report finale della House Select Subcommittee on the Coronavirus Pandemic, del 2 dicembre 2024, reso pubblico nell’aprile 2025 in una pagina governativa dal titolo altisonante Lab Leak: The True Origins of Covid-19. Si tratta di contenuti del report della Camera e non c’è alcuna ammissione di fatti precedentemente nascosti.

Il sito Web della Subcommittee critica le politiche anti-pandemia di Biden e Fauci, accusandoli di aver favorito la «narrazione secondo cui la Covid-19 avrebbe avuto origine naturale». Emergono alcune lacune da parte dei redattori, specialmente nel punto in cui si sostiene che «se ci fossero prove di un’origine naturale, sarebbe già apparso. Ma non è così».

Dal 2000 a oggi sullo studio dei Coronavirus sono stati investiti 550 milioni di dollari. Buona parte degli sforzi sono stati focalizzati sull’Ebola, con 1,2 miliardi, che costituiscono l’1,1% della spesa globale sulla ricerca nelle malattie infettive. Da quando il Covid-19 è emerso, la spesa ha subito una comprensibile impennata: 985 milioni di dollari investiti, di cui 275 milioni dedicati alla ricerca di un vaccino. Come rileva Nature, «la spesa è stata generalmente reattiva», con picchi nel 2004 e nel 2015, dopo i focolai di Sars e Mers.

La narrazione dei vaccini sperimentali

La narrazione prosegue sulla sicurezza e sull’efficacia dei vaccini Covid. Nel reel si afferma:

Seguendo questa logica, i vaccini sarebbero un esperimento globale al quale si sottopone regolarmente anche il presidente Donald Trump, se è vero com’è vero che anche lo scorso inverno si è fatto vaccinare contro la Covid-19. Del resto, se i primi vaccini sono stati distribuiti a tempo record lo dobbiamo in buona parte anche all’operazione Warp Speed, promossa dalla prima amministrazione Trump.

Che l’efficacia principale di questi vaccini fosse la capacità di ridurre la probabilità di contrarre casi gravi della malattia era noto fin dall’inizio, come spiegavamo nella guida sui vaccini anti-Covid del dicembre 2020, basata sulle informazioni rilasciate dalle case farmaceutiche a partire dagli studi di terza fase. In merito ai rari casi di miocardite e trombosi, questi sono ben più probabili in assenza di vaccinazione. A seguito di ampie indagini condotte anche dall’EMA, i vaccini Covid risultano sicuri ed efficaci e i remoti rischi risultano superati ampiamente dai benefici e dalla ben peggiore alternativa di esporsi alla malattia senza alcuna protezione.

È vero che degli errori comunicativi sono stati commessi, anche da parte di Biden, sull’efficacia dei vaccini Covid. Similmente, Mario Draghi fece affermazioni imprecise su vaccini e Green pass, che abbiamo sottoposto a fact-checking.

Il presunto ruolo di Anthony Fauci

Il reel individua nel dottor Fauci il bersaglio principale del documento. Nel video si afferma:

Su questo abbiamo pubblicato un approfondimento sui finanziamenti americani alla ricerca di Wuhan. Una lettera del National Institutes of Health, citata nell’articolo, conferma quanto Fauci aveva sostenuto in un’audizione al Congresso contro le accuse del senatore Rand Paul. Per quanto ad oggi noto, il progetto Grant R01AI110964, finanziato dal NIAID e condotto dall’associazione no profit EcoHealth Alliance, riguardava Coronavirus già esistenti in natura e geneticamente molto distanti dal SARS-CoV-2.

La scarsa collaboratività cinese resta un elemento irrisolto, ma non costituisce una prova. Gli analisti dell’OMS, nella loro valutazione dell’aprile 2021, avevano già riconosciuto che l’ipotesi della fuga da laboratorio fosse «estremamente improbabile».

Per approfondire

Sull’origine naturale del SARS-CoV-2 vi sono due studi pubblicati su Science nel 2022, che avevamo trattato nell’articolo sull’origine del Coronavirus al mercato di Wuhan. Entrambi spiegano il modo in cui si è diffuso il nuovo Coronavirus a partire dal mercato di Huanan, situato nel centro della metropoli di Wuhan. Il primo studio analizza la distribuzione dei casi registrati nel dicembre 2019, quando emerse il primo focolaio. Il secondo rispecchia queste conoscenze attraverso i dati genomici ed epidemiologici. Uno studio apparso su Nature nel febbraio 2021 aveva già approfondito le origini zoonotiche dai pipistrelli che popolano la regione.

Suggeriamo la lettura di un articolo di David Chyranoski sull’origine dei Coronavirus, lo stesso autore dello sfortunato articolo sul laboratorio di Wuhan usato dai complottisti come presunta prova delle loro congetture, e di un debunking dell’ipotesi dei serpenti come animali intermedi nel salto di specie dai pipistrelli all’uomo. Trovate su Open il nostro articolo sulle origini del virus, la sintesi dello studio di Chyranoski sull’origine del SARS-CoV-2 e il fact-check sulle teorie cospirazioniste relative al Covid.

Cosa emerge dalla verifica

Il reel virale diffonde una narrazione fuorviante, mescolando vecchie teorie infondate con un recente documento politico. Quest’ultimo, presentato come un’ammissione di colpa della Casa Bianca, è in realtà un report di parte elaborato da una sottocommissione della Camera USA, privo di nuove evidenze scientifiche. Le affermazioni secondo cui i vaccini sarebbero stati un pericoloso esperimento ignorano i rigorosi controlli degli enti regolatori e i dati globali sull’efficacia nel prevenire le forme gravi della malattia. Per quanto ad oggi noto, i finanziamenti erogati dal NIAID di Fauci al laboratorio di Wuhan non hanno riguardato lo sviluppo del SARS-CoV-2, ma lo studio di ceppi di Coronavirus geneticamente distanti.

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Juanne Pili

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